Regina Rossa: recensione della serie thriller tra mente geniale e incubo criminale

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Analisi a cura di...

~ ANGELICA ATTANASI

Regina Rossa "Episodi 1 e 2"

Nel panorama delle serie TV, mi sono imbattuta ultimamente in una serie che mi ha decisamente presa, sia per la storia sia per la realizzazione.

Su Prime, un piccolo tesoro: La Regina Rossa.

Una serie del 2012 che, come molte altre, sparisce nella massa di prodotti offerti dalla piattaforma, scoperta per caso e divorata in un giorno e mezzo.

Se amate il thriller ben costruito e ricco di colpi di scena, questa serie fa decisamente al caso vostro.

Episodio 1 - Un salto

La puntata si apre con una donna che medita e immagina il proprio suicidio. Una donna all’apparenza insignificante: fisico asciutto, aspetto dimesso, seduta sul corrimano di una finestra con i piedi nel vuoto. Nessuna parola.

Nel frattempo, un omone corpulento e ben vestito sale le scale dello stesso palazzo. Fa fatica, lo si vede quasi arrancare. Arrivato alla porta, ha luogo il primo dialogo tra i due. Lei lo inquadra subito per quello che è: un poliziotto, basco, gay. Lui non si scompone e fa la propria analisi.

Antonia, il nome della protagonista, non reagisce. Sembra assolutamente impermeabile a qualsiasi provocazione. Tuttavia, prima che Jon Gutiérrez venga cacciato dall’appartamento, lei gli pone un indovinello. Il poliziotto risponde secondo coscienza e natura. La risposta sembra scuotere la donna, che decide di seguirlo.

Inizia così la loro collaborazione: due mondi diametralmente opposti che si incontrano e si scontrano. Nessuno dei due è privo di ferite. Entrambi hanno qualcosa di oscuro nel passato, qualcosa da dimostrare, nel caso dell’uomo, e qualcosa da superare, nel caso di Antonia Scott… la Regina Rossa.

Alla base del loro incontro c’è un omicidio dalla connotazione misteriosa: il cadavere di un rampollo della società bene, rapito e ucciso in modo a dir poco raccapricciante.

L’ex capo di Antonia la rivuole sul caso, perché le capacità deduttive della donna sono fuori dal comune. Con un QI che supera i 200, Antonia è in grado di collegare elementi che ai più sfuggirebbero.

Il primo incontro tra lei e Gutiérrez non è dei migliori, e lui spera che, dopo averla scortata dove gli è stato ordinato, quello sia l’inizio e la fine del loro rapporto. Ma l’universo ha altri piani.

Tornato in centrale, Jon scopre di essere stato incastrato da una prostituta che aveva cercato di aiutare. Il suo futuro sembra segnato: riconsegnare il distintivo e passare dall’altra parte del tavolo degli interrogatori. Ma qualcosa cambia. Quando tutto sembra perduto, in suo soccorso arriva proprio l’ex capo di Antonia, che lo recluta come guardia del corpo e spalla di Antonia Scott, con la promessa di far sparire ogni accusa contro di lui.

Nel frattempo, il killer ha già puntato un’altra vittima: una giovane madre, imprenditrice e figlia di un personaggio in vista della società. Viene rapita e l’unico riscatto richiesto è qualcosa che il padre non potrà mai concedere.

Nel finale di puntata cominciamo a intuire qualcosa del passato di Antonia: un uomo in coma e lei che lo va a trovare indossando uno splendido vestito rosso.

I personaggi sono tratteggiati con grande sapienza. Le differenze sostanziali tra i due protagonisti, inizialmente un ostacolo insormontabile, diventano un punto di fusione.

La ruvida tenerezza di Jon si contrappone al muro impenetrabile della diffidenza di Antonia, costruendo una dialettica profonda e sorprendentemente empatica.

Episodio 2 - Un tatuaggio

La puntata si apre con la prigionia di Carla. Un fischiettare sinistro accompagna il rumore delle forbici.

Il padre di Carla riceve una telefonata dal rapitore. Lo scontro è da brividi. Ciò che l’uomo pretende è qualcosa che il padre non potrà mai dargli, ed è su questo nodo che si gioca l’intera puntata.

Jon Gutiérrez viene nuovamente contattato dal superiore di Antonia. Le alternative sono poche. Entra in scena anche la madre di Jon, un personaggio che risulta subito impossibile non amare.

L’incontro tra Jon e Mentor chiarisce chi si cela dietro Antonia Scott, chiamata la Regina Rossa. Si tratta di un ente segreto che entra in gioco quando la polizia non riesce a venire a capo di un mistero. Operano ai margini della legge, con mano libera là dove le istituzioni si fermano.

Mentor: Deve essere Antonia… e lei, ispettore.

Gutiérrez: Mi lusinga.

Mentor: Voglio che si occupi di Antonia Scott, e voglio che sia lo scudiero della Regina Rossa.

Una delle condizioni per lavorare con Antonia è la somministrazione di compresse in caso di emergenza, ma nulla viene spiegato più nel dettaglio.

Le parole del padre del killer risuonano come una confessione indiretta:

Non sono un cattivo padre, credo solo che tu mi manchi. Mi dicono che tutto dipende dal fatto che a malapena dormo, ma io non dormo perché ricordo tutto. La memoria è come un virus. Padre, ora capisco… i peccati dei nostri genitori non sono un peso, sono un seme che cresce e dà frutti.

L’alternanza con le visioni del killer rende il tutto ancora più inquietante, mentre Carla continua a chiedere aiuto, costruendo un senso di urgenza costante.

Come richiesto da Mentor, Jon raggiunge Antonia in ospedale. La presenza dell’uomo in un momento così intimo innervosisce la donna. Jon scopre che l’uomo in coma è il marito di Antonia, colpito alla testa da una pallottola. La situazione è irreversibile.

Seduti alla mensa dell’ospedale, Antonia sorprende Jon anticipando il motivo per cui lui è lì. Ha già compreso che l’omicidio del ragazzo è legato a un disegno più ampio, anticipando persino il rapimento di Carla.

Inizialmente Antonia rifiuta di occuparsi del caso. Jon insiste, facendo leva sul fatto che la donna rapita ha un figlio piccolo. Questo sembra incrinare la corazza di Antonia, che infine accetta di indagare.

Mentor li informa che sul caso è già attiva la squadra sequestri e che loro dovranno limitarsi a osservare.

Lo scontro con il padre di Carla rivela ad Antonia che l’uomo sa più di quanto voglia ammettere. Allo stesso tempo, l’analisi della casa della donna rapita permette ad Antonia di ricostruire dettagli fondamentali: la sua capacità di leggere il mondo attraverso i particolari è la sua arma più potente.

Nel frattempo, Carla continua la sua prigionia in condizioni disumane: le viene impedito di dormire e bere.

L’interrogatorio dell’ex marito di Carla sembra inizialmente inutile, finché non emerge un dettaglio che conduce i due sulle tracce dell’ultimo viaggio della donna, dall’allevamento di cavalli fino al punto dell’imboscata.

Seguendo il percorso a ritroso, trovano il cadavere dell’autista e quello della cavalla di Carla, ma anche qualcos’altro: il primo incontro con il killer, Ezechiel. Ne segue un inseguimento adrenalinico.

Il battibecco tra Jon e Antonia continua a fare da contrappunto costante.

La puntata si chiude con un dettaglio emerso da una fotografia scattata durante l’inseguimento: un tatuaggio. E con la terribile scoperta di Carla di non essere l’unica prigioniera di quell’incubo.

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