Regina Rossa: Riassunto Completo Quinta e Sesta Puntata – Analisi della Scelta e della Maschera

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Analisi a cura di...

~ ANGELICA ATTANASI

Regina Rossa: quinta e sesta puntata

Prima di passare alla narrazione della trama di queste due puntate, facciamo un breve riassunto.

Antonia Scott, la donna più intelligente del pianeta e anche la più sola, è la Regina Rossa, la punta di diamante di un’organizzazione segreta della polizia spagnola. È in grado di risolvere i misteri più intricati semplicemente raccogliendo dati e ricomponendo il quadro generale.

Jon Gutiérrez è un poliziotto, un omone grande e grosso dall’aspetto temibile che nasconde invece una delicatezza e una profondità rare. Accusato di corruzione, finisce per fare da scudiero alla Regina Rossa, con la promessa di tornare a essere pulito.

Una coppia all’apparenza improbabile che inizia una lotta contro il tempo per smascherare Ezechiele, un killer spietato, e salvare la vita a Carla Ortiz.

Episodio 5 - Una scelta

Arrivati al manicomio dove era stato ricoverato Fahardo (Ezechiele), Jon e Antonia apprendono che l’uomo era psicologicamente molto compromesso. Prima provano con le buone a recuperare la documentazione, ma al rifiuto dell’operatore Jon attua una strategia di terrore con relativa minaccia di arresto. La cosa ottiene l’effetto sperato.

Nel frattempo, la squadra sequestri arriva all’ultimo domicilio conosciuto di Ezechiele: l’intenzione è irrompere e salvare Carla.

Lo studio della cartella medica svela un mondo di abusi e una personalità bipolare.

Carla continua a parlare con la prigioniera della cella accanto. Le visioni si fanno più insistenti, la capacità di rimanere in contatto con la realtà viene sempre meno, o almeno è quello che lei crede.

Jon e Antonia scoprono che la targa del taxi è falsa. La macchina, in realtà, è la stessa in cui la figlia di Fahardo si è uccisa anni prima, arrivando alla conclusione che il gesto della ragazza sia diretta conseguenza di un’infanzia traumatica, proprio come quella del padre.

Mettendo insieme tutti gli indizi emerge un quadro pieno di errori di Fahardo, ma Antonia non ne è convinta. Guardando la situazione da un’altra prospettiva, ciò che emerge è un piano nel piano.

La giovane guardia giurata che li ha aiutati a rintracciare il taxi della festa mostra loro delle riprese di una pompa di benzina: la macchina usata per il primo sequestro è ferma, e al volante c’è una donna.

Antonia si mette al volante: ha intuito qualcosa. La loro destinazione è raggiungere Parras prima dell’irruzione. Jon prova ad avvertirli, ma l’uomo non risponde. Antonia spiega: La donna ripresa alla pompa di benzina lo ha fatto apposta. Voleva essere ripresa. Si tratta della figlia di Fahardo… i killer, in verità, sono due: padre e figlia.

Le scene si susseguono adrenaliniche: Jon e Antonia che corrono, la squadra che irrompe, Ezechiele e Sandra che assistono alla messa in scena e alla relativa trappola.

È una carneficina.

L’intera squadra cade sotto l’esplosione di diverse bombe. Jon e Antonia arrivano quando è praticamente tutto finito. L’uomo ha solo il tempo di portare in salvo Parras.

Carla, dalla sua prigione, riesce a sentire le esplosioni e, quando riesce a parlare con Sandra, scopre suo malgrado che è proprio lei dietro a tutto quell’orrore: lei è Ezechiele.

Tornati a casa di Antonia, Jon accede al tablet della donna, su sua richiesta, e scopre una miriade di cartelle nominate “Mister White”. Ne chiede conto a lei, che si rifiuta di rispondere. Ne nasce un diverbio: Jon sente di non avere la piena fiducia di Antonia, mentre lui si fida completamente. La cosa rischia di creare una frattura. Come risposta, Antonia gli chiede di accompagnarla in un posto.

Arrivano in un collegio esclusivo della città e Antonia mostra a Jon il figlio, svelando che non lo frequenta da tempo. Jon pretende che ora lei gli racconti tutto.

La storia di Mister White viene raccontata, o almeno la parte relativa alla persecuzione nei confronti di Antonia. In tanti anni di ricerche, però, lei non è riuscita a dare un volto alla persona dietro quel nome. Quello che sa è che è intelligente quanto lei, se non di più.

Io credo che lui sia molto più di questo. Posso seguire le sue tracce perché perfino quelli come lui lasciano delle tracce, però non posso dimostrare che esiste. Mentor dice che ho manie di persecuzione… ma esiste, Jon. Ha tentato di uccidermi.

Dopo l’attentato in cui è rimasto ferito il marito, lei non riusciva a reagire e il padre le ha tolto la custodia del figlio.

Proprio mentre stanno lasciando il locale viene mandato in onda un servizio del famoso giornalista che aveva battibeccato con Jon: il servizio mostra l’uomo mentre litiga con Parras.

Ciò che ne nasce è qualcosa di imprevisto: Mentor non risponde ad Antonia e, in breve, scoprono che entrambi sono stati estromessi dall’unità speciale.

Antonia, inoltre, scopre che Jon era a conoscenza del fatto che il giornalista li stesse riprendendo. La sua reazione nasce dalla sensazione di essere stata tradita.

Sandra si diverte a torturare mentalmente Carla. Svela cosa abbia chiesto al padre della donna: una dichiarazione pubblica su uno dei laboratori della società, quello relativo al capo del sindacato pakistano.

La frattura tra Jon e Antonia sembra insanabile. Il confronto tra loro la sancisce: Antonia caccia Jon di casa e rinuncia, di fatto, a indagare. O almeno, è quello che sembra accadere.

Ma anche in “paradiso” ci sono problemi. Tra Sandra e Fahardo inizia una crisi sottile. La donna nasconde qualcosa. Il rapporto tra i due è malato e perverso. È lei a dettare le regole.

È un momento di apparente calma in cui Antonia implora il marito di risvegliarsi. Si sente persa e lui è l’unico aggancio con la realtà.

Jon va a trovare Parras in ospedale. La situazione è grave ma stabile. I nodi si sciolgono: prima che tutto esplodesse, Parras ha visto in casa una mappa del sottosuolo di Madrid con un punto segnato, ma non riesce a ricordare altro.

La quinta puntata termina con un colpo di scena estremo: Sandra, con parrucca nera e occhiali da sole, si presenta nel collegio del figlio di Antonia e lo rapisce.

Episodio 4 - Una maschera

La puntata si apre con Carla che cerca di sistemare alla meglio il piede ferito. In una delle sue allucinazioni vede il padre e, invocandolo, qualcuno le risponde. Al di là della parete, dove prima c’era Sandra a ingannarla, ora c’è un bambino: Jorge, il figlio di Antonia.

Jon sente la notizia alla radio: Antonia è accusata del rapimento.

In ospedale si presenta il padre di Antonia, convinto che la figlia abbia rapito il bambino. Ne segue una discussione accesa che precede l’eventuale arresto. Antonia riesce a scappare e, quando sembra in trappola, è proprio Jon a permetterle di fuggire.

Jon viene arrestato per complicità nel rapimento.

Antonia è in fuga. Ferita alla testa, deve trovare il modo di passare inosservata. Chiama Mentor e si fa concedere del tempo per tenere attivo il telefono prima che la rintraccino. Sa che Ezechiele la chiamerà.

La telefonata arriva.

«Non erano queste le regole del gioco. Libera mio figlio.»
«Ti sbagli. Il gioco è sempre stato questo. I figli pagheranno per i peccati dei padri.»

Antonia chiede di parlare con Sandra, spiazzando Fahardo. Le due donne si parlano sfidandosi apertamente, ma questa mano sembra vincente per Sandra, che pone Antonia di fronte a una scelta: la vita di Jorge o quella di Carla Ortiz.

Antonia raggiunge l’unico posto che può garantirle un minimo di sicurezza.

Nel frattempo, il padre di Carla prende una decisione.

Jon riceve in ospedale la visita del padre di Antonia. L’uomo vuole sapere dove siano figlia e nipote. È aggressivo, ma Jon lo smonta a forza di battute. L’uomo ha una pessima considerazione della figlia e non fa nulla per nasconderlo. Alla fine va via, non prima che Jon lo rimproveri per la sua incapacità di capire Antonia.

Carla trova una ragione per resistere. Parla con il bambino dall’altra parte del muro, cerca di rincuorarlo. Scopre che nella cella in cui si trova lui c’è la luce. Si fa raccontare cosa vede nella stanza: trucchi, abiti, parrucche.

Antonia torna al negozio di tatuaggi. La proprietaria non la lascia fuori. Per ora è al sicuro. Le ricuce la ferita sulla fronte e le permette di riprendere le forze.

Carla, insieme al bambino, mette in atto un piano. Fa in modo che Fahardo se la prenda con lei, ma lo scopo è un altro: minare il legame tra padre e figlia.

Antonia racconta alla tatuatrice cosa sta accadendo. La ragazza la spinge a riposare, perché ne ha bisogno. Dormendo, rivive il momento in cui Mister White l’ha attaccata ferendo il marito. I suoi incubi sovrappongono Sandra a Mister White. In suo soccorso arriva la madre, che finalmente le spiega che quelli che lei crede incubi — le scimmie — in realtà sono la sua guida. Deve fidarsi di loro.

Il giorno dopo Ladybug, la tatuatrice, aiuta Antonia a trovare un modo per passare inosservata. La riveste da capo a piedi. Il padre della ragazza comunica con Antonia chiedendole di ucciderlo, sempre con il solito sistema Morse delle palpebre. La donna si rifiuta e insegna alla ragazza come comunicare con il padre, perché nonostante tutto lui è ancora presente.

Una Antonia completamente dark si muove nella città. Il suo scopo è trovare il figlio. Per farlo ha bisogno di una sola persona: Jon. Ma lui è agli arresti in ospedale. Deve liberarlo e, per farlo, si rivolge all’unica che può aiutarla: la madre di Jon.

Prima, però, torna dal poliziotto cieco. Ha bisogno della sua esperienza sul sottosuolo di Madrid. Capire dove si nascondano Fahardo e Sandra è una priorità.

Un flashback ci riporta a quattro anni prima, quando Sandra entra nella vita di Fahardo. L’incontro avviene in manicomio, dove lui è ricoverato.

Nel sottosuolo, Carla rincuora il bambino e Sandra torna, comunicando al padre di avere novità.

Arrivata a casa di Jon, Antonia quasi spaventa la madre. Ma la donna è forte. Insieme architettano un piano.

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