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~ LA REDAZIONE DI RC
Con Stranger Things 5 episodio 7, “Il Ponte”, la stagione mette finalmente in chiaro la geometria dell’incubo: non esiste solo Hawkins e il Sottosopra, ma una terza dimensione, l’Abisso, il vero regno di Vecna. Il Sottosopra diventa un corridoio instabile, un ponte tra mondi che stanno per collidere. Nel frattempo Max si risveglia, Holly tenta la fuga dall’antro di Henry, e il gruppo prepara un’operazione disperata per agganciare la mente di Vecna. Il finale è un doppio colpo: la rivelazione emotiva di Will che salda la squadra e l’inizio del rituale dei bambini, segnale che il piano di Vecna è già partito.

L’episodio si apre con un respiro che pesa quanto una vittoria: Max, nel mondo reale, riapre gli occhi. Lucas è lì, commosso, e la stringe come se avesse paura che possa svanire di nuovo. Max però non riesce ancora a muoversi. Vicky prova a mettere ordine: deve solo riprendere contatto con la realtà, servirà tempo. In ospedale arrivano anche Hopper e Undi, e il gruppo si ritrova per un istante in una stanza che sembra finalmente “umana”. Ma è solo una pausa, non una tregua.
Da qualche altra parte, invece, Holly si risveglia nel luogo peggiore possibile: il covo di Vecna. Lei e altri bambini sono avviluppati dalla materia stessa dell’antro, come se la stanza fosse viva e li trattenesse. Con fatica Holly si libera e vede Henry: non in caccia, non in piedi, ma sospeso, sopito, al centro della stanza, collegato a tubi di carne. È un’immagine che dice una cosa sola: Vecna non sta “riprendendo fiato”. Sta preparando.
Holly scappa verso l’uscita e capisce subito che non è nel Sottosopra. È in un’altra dimensione: un mondo desertico, spoglio, ostile. E il covo di Vecna appare in tutta la sua maestosità: un’enorme struttura con sporgenze simili a zampe di ragno, un organismo architettonico che sembra appoggiarsi sul nulla. Vecna si sta svegliando. Holly corre nella distesa, come se bastasse la distanza a renderla invisibile.
Nel frattempo, nel Sottosopra, Steve e Dustin si ricongiungono con Jonathan e Nancy, aggiornandoli sulle scoperte dimensionali: non è più solo “entriamo e usciamo”, adesso il Sottosopra ha un ruolo strutturale che li mette tutti in pericolo.
Holly, nella dimensione X, inciampa su una pietra sporgente che si illumina di un rosso sinistro: un portale verso il Sottosopra. Vecna sta arrivando. Holly lo attraversa d’istinto… e succede l’imprevisto. Non atterra su un terreno solido: inizia a cadere nel vuoto, come se piovesse da un soffitto altissimo. Sta precipitando verso il tetto del laboratorio, e le sue urla attirano l’attenzione dei ragazzi sotto. È una scena quasi verticale, “cosmica”: Holly non sta solo attraversando un varco, sta attraversando un ponte instabile, come se le dimensioni stessero perdendo coerenza.
Nel mondo reale, il professor Clarke, con Murray ed Erica, sta cercando di rilevare il segnale e, grazie a un’intuizione, riesce a rintracciare la frequenza dei ragazzi nel Sottosopra. È il tassello tecnico che rende possibile la manovra successiva.
Alla capanna di Hopper, Will è a pezzi. Vecna lo ha usato troppe volte e lui sente che hanno perso ancora, in parte per colpa sua. Joyce lo guarda e lo rimette in piedi con una frase che è anche una linea narrativa: non è finita. Loro stanno ancora lottando e ce la faranno. Will non ci crede fino in fondo, ma la presenza di Joyce lo trattiene dal crollo.
Il gruppo si ricompone: con la frequenza individuata, Undi apre un portale dimensionale usando la telecinesi e scendono nel Sottosopra. Finalmente, si uniscono ai ragazzi laggiù. Ma l’umore è nero, perché poco prima hanno visto Holly cadere “addosso” a loro… e fermarsi a pochi metri dal pavimento, come se qualcuno l’avesse agganciata a mezz’aria. Quel qualcuno è Vecna, che ora sta riportando la bambina al suo antro per riprendere i preparativi di qualcosa di enorme.
Al campo base di Hawkins, intanto, il tenente Akers e la dottoressa Kay discutono. Nessuno dei due sa davvero cosa sia Vecna, ma stanno “studiando il Sottosopra” e la situazione sta diventando ingestibile. Si crea una spaccatura: Kay non vuole fermare la ricerca, Akers è spaventato dalle stranezze che stanno superando ogni protocollo. Proprio mentre Kay se ne va, Akers riceve un segnale legato alla precedente effrazione al laboratorio: la prova che qualcuno ha aperto un ponte e ha violato il loro perimetro.
Riuniti e al coperto, tutti tornano alla stazione radio. Qui Dustin arriva alla quadra che riordina l’universo narrativo: le dimensioni sono due, l’Abisso (la dimensione di Vecna) e la Terra. Il Sottosopra è il ponte fra i due mondi. E Vecna vuole usare i bambini per unire quei mondi: fondere l’Abisso con Hawkins. Il tema del titolo, “Il Ponte”, diventa chiaro: non è un luogo, è un meccanismo. La domanda ora è una sola: come raggiungere Vecna prima che il ponte venga “chiuso” nel modo sbagliato?
Dentro Camazotz, Holly è incosciente. Henry lavora sulla percezione degli altri bambini: li convince che Holly sia stata manipolata da un mostro con i capelli rossi. Ma i bambini non sono più solo comparse: loro stanno pensando, organizzandosi. Al momento opportuno vogliono svegliare Holly e dirle la verità.
Alla radio, Steve propone un piano: salire fino in cima alla torre radio mentre i due mondi collidono, e quando saranno abbastanza vicini tenderanno una trappola alla mente di Vecna per “prenderlo”. L’ingresso nella mente avverrà passando dalla vasca di deprivazione sensoriale nel laboratorio del Sottosopra. Dustin aggiunge un elemento più duro: se distruggono la Materia Esotica con una bomba, tutto collasserà. È un piano che puzza di sacrificio: per fermare l’unione dei mondi potrebbe essere necessario far crollare il ponte con dentro delle persone.
Holly si risveglia circondata dai bambini che vogliono convincerla di essere stata ingannata. Ma Holly ormai sa tutto, e reagisce come reagirebbe una bambina terrorizzata che ha appena smesso di credere alle favole: afferra uno stereo e lo scaraventa addosso a un bambino, poi tenta la fuga. Viene bloccata dalla collanina e, divincolandosi, cade dalle scale e sviene. La ribellione è partita, ma il corpo non regge ancora.
Parte l’operazione “pianta di fagioli”: tutti si preparano all’attacco finale. Steve e Dustin chiariscono e ricuciono l’amicizia: la frattura di Eddie, la rabbia, la paura, vengono finalmente detti e non più soltanto urlati.
Murray finisce di sistemare il camion che li porterà nel Sottosopra. Kali e Undi parlano: Kali sostiene che tutto sia un circolo vizioso — prima Brenner, poi Kay — e che finché saranno vive continueranno a inseguirle, a usare il loro sangue, a rifare la stessa violenza con un’altra sigla. L’unica via è sparire. Non fuggire per codardia: sparire per interrompere il ciclo.
Ma il momento più importante dell’episodio arriva quando Will non ce la fa più. Ha paura che Vecna entri ancora nella sua mente, ha paura di essere l’unico spaventato. Poi ricorda ciò che Max gli ha detto: anche Henry ha paura di qualcosa. Tutti hanno paura. E se il demone più forte si abbatte parlando, allora Will deve parlare.
Chiama tutti a raccolta e, in un flusso di coscienza, confessa la sua omosessualità e quanto lo faccia sentire isolato, vulnerabile, come se Vecna potesse prendere tutte le cose belle della sua vita. È una scena che funziona perché non è “messaggio”, è strategia emotiva: Will toglie a Vecna l’arma dell’isolamento. E la risposta del gruppo è netta: nulla cambia. È Will. Lo abbracciano. Fanno squadra. E in quel gesto si vede la differenza tra loro e Vecna: Henry si nutre della solitudine, loro la curano con la presenza.
Più uniti che mai, il gruppo irrompe nel centro di Hawkins, dove c’è la spaccatura più grande. Nancy e Hopper abbattono guardie a colpi di fucile mentre avanzano sul veicolo. La dottoressa Kay sta per fare fuoco, ma vede sul retro Undi che la guarda con disprezzo mentre si lancia a tutta velocità verso il Sottosopra. La battaglia finale per la salvezza della Terra comincia.
E nel frattempo, nella mente di Henry, tutti i bambini si uniscono in un rituale attorno al tavolo. Henry fa perdere loro coscienza. Sta accadendo qualcosa. Il ponte non è più teoria. È attivazione.

“Il Ponte” è l’episodio che fa ordine nel caos e, proprio per questo, spaventa di più: ora sappiamo cosa vuole Vecna e sappiamo quanto sia vicino a ottenerlo. Max torna, Holly scappa e ricade, il gruppo trova un piano e trova anche un modo per restare unito. Ma il rituale finale dice che il tempo è finito: l’Abisso e Hawkins stanno per toccarsi. E quando due mondi si avvicinano, non è detto che poi si separino.

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