Wonder Man episodio 4 – trama completa e spiegazione del finale di “Doorman”

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Wonder Man episodio 4 – trama completa e spiegazione del finale di “Doorman

Il quarto episodio di Wonder Man è una deviazione potente e inquietante dal percorso di Simon Williams. Doorman racconta una storia apparentemente laterale che diventa, in realtà, una parabola crudele sul rapporto tra superpoteri, industria dell’intrattenimento e sfruttamento. È l’episodio più nero e satirico della serie, quello che mostra cosa succede quando Hollywood “consuma” un potere fino a svuotarlo. Qui trovi la trama completa e la spiegazione del finale.

Trama completa Episodio 4 di Wonder Man "Doorman"

L’episodio si apre a Los Angeles, seguendo la routine notturna di un buttafuori, DeMarr. È una serata come tante: controlli all’ingresso, sguardi diffidenti, ordine da mantenere. A fine turno, la proprietaria del locale gli chiede di buttare la spazzatura. DeMarr porta un sacco verso i cassonetti, ma nota qualcosa di strano: una sostanza liquida, indefinita, che cola sul pavimento. Spinto da un istinto inspiegabile, la tocca.

All’improvviso, lo spazio intorno a lui scompare. DeMarr si ritrova sospeso nel nulla, circondato da un’infinità di porte bianche che emergono ovunque, come se lo spazio stesso fosse diventato un labirinto astratto. Terrorizzato, urla, perde l’equilibrio e crolla. Un istante dopo, si risveglia nel suo appartamento. Il suo cane gli corre incontro, ma qualcosa è diverso: l’animale gli passa attraverso e si ritrova teletrasportato in un’altra parte della casa. DeMarr capisce che il suo corpo non è più del tutto “solido”.

Gli oggetti lo attraversano. Le pareti non lo fermano. È diventato intangibile. È un potere che non può spiegare né condividere, così decide di tacere e tornare al lavoro come se nulla fosse.

Durante un turno successivo, scoppia un incendio all’interno del locale. La porta d’ingresso si blocca, il panico esplode, le persone cercano disperatamente una via di fuga. DeMarr ha un’intuizione: si piazza davanti alla porta e lascia che la folla gli passi attraverso. Diventa letteralmente una soglia umana, salvando la vita di tutti.

La sua storia attira l’attenzione di un produttore interpretato da Josh Gad, che lo assume e gli costruisce un’identità: “Doorman”. In pochissimo tempo, DeMarr entra nello show business. Viene inserito in film, apparizioni pubblicitarie, interviste. Il suo potere diventa un gimmick cinematografico. È famoso, riconosciuto per strada, idolatrato e odiato allo stesso tempo.

Ma DeMarr vuole di più. Non vuole essere solo “quello che attraversano”. Cerca una carriera vera, una direzione. Hollywood, però, non glielo permette. Rimane intrappolato in ruoli minori, spot e comparsate. Quando l’interesse mediatico svanisce, svanisce anche lui. I contratti finiscono, i soldi si esauriscono, i debiti aumentano. DeMarr viene lentamente divorato dallo stesso sistema che lo aveva esaltato.

Finale approfondito del quarto episodio "Doorman"

Quando tutto sembra perduto, Josh Gad lo richiama: c’è un nuovo film, bisogna “rimettere insieme la banda”. I nuovi progetti sono costruiti interamente sul potere di Doorman, sull’attraversamento, sull’idea del corpo come passaggio. DeMarr accetta, con paura. È perseguitato da incubi sul luogo delle porte bianche, come se il suo potere avesse un’origine che reclama attenzione.

Sul set, durante una scena chiave, Doorman deve permettere al personaggio di Gad di attraversarlo per fuggire da un furgone. La scena parte. Gad entra nel corpo di DeMarr. Ma qualcosa va storto. DeMarr vomita un liquido indefinito, forse acqua. Il vero problema, però, è un altro: dall’altra parte, Josh Gad non esce mai. È scomparso.

Il set viene bloccato. Interviene il Department of Damage Control, che mette Doorman sotto sorveglianza. Hollywood reagisce rapidamente: nasce la “clausola Doorman”, una norma che vieta alle persone con superpoteri di partecipare a produzioni cinematografiche. Il potere diventa ufficialmente un rischio legale.

Nel finale, vediamo Simon Williams guardare un video che racconta l’intera vicenda. Simon è terrorizzato. Conosce benissimo quella clausola. L’ha firmata anche lui.

Il finale di Doorman è una condanna esplicita dell’industria dell’intrattenimento. DeMarr non è un villain, né un eroe: è un lavoratore trasformato in funzione. Il suo potere, invece di salvarlo, lo condanna a essere usato fino al collasso. La scomparsa di Josh Gad è il punto di non ritorno: il potere non è più controllabile, né spettacolarizzabile senza conseguenze.

La “clausola Doorman” è il vero colpo di scena. Hollywood, incapace di gestire il rischio, reagisce escludendo. Non protegge le persone con poteri: le bandisce. È una risposta che parla di paura, burocrazia e ipocrisia.

Per Simon, questo episodio è uno specchio del futuro. Il video che guarda non è solo un racconto esterno: è un avvertimento. Se i suoi poteri venissero scoperti, la sua carriera finirebbe nello stesso modo. Doorman diventa così un episodio-favola, una profezia oscura che pesa sull’intera serie.

Conclusione

Con Doorman, Wonder Man mostra il suo lato più crudele e politico. È un episodio che parla di sfruttamento, di successo effimero e di come l’industria divori ciò che non può controllare. DeMarr è il fantasma che Simon potrebbe diventare. E ora, quella possibilità non è più astratta: è scritta nero su bianco, in una clausola.

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