Analisi Monologo di Rachel (Camilla Morrone) – La Maledizione spiegata ai parenti di Nicky in “Something very bad is going to happen”

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~ LA REDAZIONE DI RC

Monologo di Rachel – La confessione della maledizione in "Something very bad is going to happen"

Analisi del monologo di Rachel sulla maledizione: questa scena rappresenta uno dei momenti più intensi della serie, dove il crollo emotivo passa attraverso il controllo e non attraverso l’esplosione. Rachel confessa la verità davanti a tutti, trasformando una cena pre-matrimoniale in un momento di rottura totale.

  • Scheda del monologo

  • Contesto del film

  • Testo del monologo (estratto+note)

  • Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

  • Finale del film (con spoiler)

  • Credits e dove trovarlo

Scheda del monologo

Serie: Something very bad is going to happen, episodio 5
Personaggio: Rachel
Attrice: Camilla Morrone

Minutaggio: 34:50-36:43

Durata: 1 minuto 50 secondi

Difficoltà: 9/10 caos emotivo controllato + cambi di tono + verità e ironia 

Emozioni chiave: esaurimento nervoso, ironia difensiva, disperazione, lucidità improvvisa, rassegnazione

Contesto ideale per un’attrice: scena corale ad alta tensione, confessione pubblica, momento di rottura narrativa

Dove vederlo: Netflix

Trama Something very bad is going to happen, Episodio 5 – “Mi hai salvato la vita, credo”

L’episodio riprende con Rachel e Jules appena tornati a casa, ancora scossi dalla verità sulla maledizione. Jules è inquieto e dubbioso, mentre Rachel si aggrappa a una convinzione fondamentale: Nicky è la sua anima gemella. Per lei non è solo amore, ma una necessità vitale.

Tornata in camera, lo osserva mentre dorme e gli sussurra che lo ama, trasformando la paura in una scelta consapevole. Durante la cena pre-matrimoniale, l’atmosfera familiare si carica di ambiguità. I genitori di Nicky raccontano una storia d’amore bizzarra, a metà tra il romantico e il disturbante, riflettendo il tono della serie. Nel frattempo, Rachel continua a raccontare il loro primo incontro come una prova del destino: l’aeroporto, il volo schiantato, la sensazione che Nicky le abbia salvato la vita.

Ma Jules non crede a questa versione. Inizia a indagare e scopre una contraddizione: le date della relazione di Nicky non coincidono. Emergono dettagli che smontano la narrazione romantica, rivelando che Nicky era appena stato lasciato dalla sua ex e non si trovava lì per caso. Il dubbio si insinua in Rachel: il loro amore è davvero destino o solo una coincidenza? La crepa si apre e diventa impossibile da ignorare.

Testo del monologo + note

Ciao! Ciao! Io… io volevo soltanto chiedere scusa a tutti da parte mia e del mio fidanzato per quello che è successo poco fa. Vi siamo davvero riconoscenti per essere tutti qui. Non volevamo fare lo show, ma in effetti un pò lo è. Volevo raccontare velocemente una storia, un’altra storia. Per vostra informazione, io morirò domenica. Non è uno scherzo. Sul serio. Perché c’è un’orribile, fottuta maledizione che affligge la mia famiglia da secoli, e se non sposerò la mia anima gemella entro domenica al tramonto, io morirò. E se non sposerò, la mia maledizione passerà alla sua famiglia, ossia, tradotto, a tutti voi. Scusa, Jules, questo credo di avertelo omesso. Insomma, mettetevi un attimo nei miei panni, voi sposereste quella persona? Davvero? Pensateci. Ma tranquilli, perché io non ti farei mai questo. E’ capitato lo stesso a mia madre: si è sposata e è morta, proprio qui vicino, dall’altra parte di questo bosco. E ho appena scoperto che sono nata in questo posto, il che è a dir poco pazzesco, perché a quanto pare adesso qui mi toccherà anche morirci, perciò… si, avevi ragione. E’ davvero come se fosse scritto nelle stelle, Portia. Per cui, per accodarmi al suo augurio, dottor Cunningham, facciamo un brindisi. Al destino! 

“Ciao! Ciao!”: attacco troppo energetico rispetto al contesto; sorriso forzato; bisogno di riempire il silenzio; micro-pausa dopo.

“Io… io volevo soltanto chiedere scusa a tutti da parte mia e del mio fidanzato per quello che è successo poco fa.”: inceppo su “io…”; voce leggermente tremante; prova a mantenere formalità; sguardo che evita il contatto diretto.

“Vi siamo davvero riconoscenti per essere tutti qui.”: tono educato; automatico; frase di circostanza → detta troppo velocemente.

“Non volevamo fare lo show, ma in effetti un pò lo è.”: primo slittamento; sorriso nervoso; auto-consapevolezza; pausa breve dopo.

“Volevo raccontare velocemente una storia, un’altra storia.”: cambio tono; più concentrata; “un’altra storia” leggermente marcato → sta preparando la rottura.

“Per vostra informazione, io morirò domenica.”: frase chiave; detta piatta, senza preparazione; pausa lunga dopo → lascia cadere il peso.

“Non è uno scherzo.”: sguardo diretto; tono fermo; breve.

“Sul serio.”: ancora più basso; conferma; quasi sussurrato.

“Perché c’è un’orribile, fottuta maledizione che afflige la mia famiglia da secoli…”: flusso più veloce; cresce l’urgenza; leggero aumento emotivo su “fottuta maledizione”.

“…e se non sposerò la mia anima gemella entro domenica al tramonto, io morirò.”: rallenta; chiarezza; sottolinea “io morirò”.

“E se non sposerò, la mia maledizione passerà alla sua famiglia, ossia, tradotto, a tutti voi.”: accenno ironico su “tradotto”; sguardo verso i presenti; crea disagio.

“Scusa, Jules, questo credo di avertelo omesso.”: deviazione improvvisa; tono leggero ma disturbante; mezzo sorriso.

“Insomma, mettetevi un attimo nei miei panni…”: coinvolgimento; voce più aperta; cerca comprensione.

“voi sposereste quella persona?”: sguardo diretto; pausa dopo; domanda reale.

“Davvero?”: più bassa; insiste; micro-pausa.

“Pensateci.”: rallenta; lascia spazio; tensione.

“Ma tranquilli, perché io non ti farei mai questo.”: tono quasi consolatorio; ironia tragica; sguardo verso Nicky.

“E’ capitato lo stesso a mia madre: si è sposata ed è morta…”: ritorno al racconto; tono più stabile; quasi narrativo.

“…proprio qui vicino, dall’altra parte di questo bosco.”: gesto leggero verso l’esterno; visualizzazione concreta.

“E ho appena scoperto che sono nata in questo posto…”: incredulità; piccolo sorriso nervoso.

“…il che è a dir poco pazzesco…”: ironia difensiva; alleggerisce per un attimo.

“…perché a quanto pare adesso qui mi toccherà anche morirci, perciò…”: rallenta; consapevolezza; tono più basso.

“…si, avevi ragione.”: sguardo verso Portia; accettazione.

“E’ davvero come se fosse scritto nelle stelle, Portia.”: tono ironico ma stanco; sottotesto amaro.

“Per cui, per accodarmi al suo augurio, dottor Cunningham…”: ritorno alla formalità; quasi teatrale; prepara la chiusura.

“facciamo un brindisi.”: pausa; guarda tutti; crea rituale.

“Al destino!”: chiusura forte; tono aperto ma non urlato.

Analisi del monologo di Rachel – La verità davanti a tutti

Questo monologo funziona perché mette in scena un paradosso molto potente: Rachel sta crollando, ma continua a parlare come se fosse ancora dentro una situazione sociale normale. Non c’è un’esplosione immediata, non c’è un urlo liberatorio. C’è invece un tentativo disperato di mantenere una forma, un’etichetta, mentre il contenuto di ciò che dice diventa sempre più ingestibile. L’inizio è emblematico: saluta, si scusa, ringrazia. Sono frasi automatiche, quasi di protocollo, che però suonano già fuori luogo rispetto a quello che è appena accaduto. Questo scarto crea subito tensione.

Poi arriva il primo slittamento. Rachel stessa riconosce che la situazione è diventata uno “show”, e in quel momento smette di proteggere davvero la scena. Non sta più cercando di salvare le apparenze, sta cercando di tenere insieme i pezzi. Quando dice “volevo raccontare una storia”, si prepara inconsciamente a cambiare piano, e infatti la rottura arriva subito dopo, con una delle frasi più forti: “io morirò domenica”. Il punto chiave è che questa frase non va caricata emotivamente. Funziona proprio perché arriva senza preparazione, quasi come un dato di fatto.

Da lì in poi Rachel prova a razionalizzare qualcosa che razionale non è. Spiega la maledizione, le regole, le conseguenze. Il ritmo accelera, perché è come se avesse bisogno di far capire tutto subito, prima che qualcuno la interrompa o prima che lei stessa perda il filo. In questo passaggio emerge anche un’ironia difensiva, soprattutto quando traduce la maledizione per i presenti: “ossia, tradotto, a tutti voi”. È un modo per alleggerire, ma in realtà aumenta il disagio.

Il momento più interessante è quando coinvolge direttamente gli altri: “voi sposereste quella persona?”. Qui il monologo cambia funzione. Non è più solo confessione, diventa una richiesta di confronto. Rachel non sta cercando davvero una risposta, ma sta cercando di legittimare il proprio dubbio. È come se dicesse: ditemi che non sono pazza a esitare.

Subito dopo arriva una nuova virata. Rachel torna al racconto della madre, e il tono si stabilizza. È quasi più calma mentre parla della morte, perché lì c’è una certezza. Il passato diventa più gestibile del presente. Ma anche questo equilibrio dura poco, perché l’ironia torna quando collega la propria nascita a quel luogo e alla possibilità di morirci. È un’ironia stanca, non brillante, che serve solo a non crollare completamente.

La chiusura è il punto più raffinato del monologo. Rachel riprende il linguaggio della cena, quello formale, quello sociale, e lo usa per parlare della propria morte. Propone un brindisi, come se nulla fosse. È qui che il monologo trova la sua vera identità: non è una crisi, è una resa lucida. Rachel non sta più cercando di controllare la situazione, ma nemmeno di distruggerla. Sta semplicemente dicendo la verità nel modo più inappropriato possibile per quel contesto.

Spiegazione finale – “Mi hai salvato la vita, credo

La verità emerge con violenza: l’incontro tra Rachel e Nicky non è stato un momento predestinato, ma il risultato di una fragilità. Nicky, appena lasciato, si è aggrappato a Rachel, trasformando un caso in una storia d’amore. Questo ribalta completamente la percezione di Rachel, che aveva costruito su quel momento la certezza della loro anima gemella.

Jules spinge il confronto fino al limite, insinuando che forse il vero legame profondo sia il loro, nato da un trauma condiviso. È una provocazione destabilizzante che apre uno scenario ancora più inquietante. Nicky reagisce con rabbia e lo aggredisce, confermando la tensione crescente.

Un blackout improvviso avvolge la casa, segnando il passaggio definitivo dalla tensione al caos. Alla luce delle candele, Rachel crolla e dice tutto: rivela la maledizione, il rischio di morte e le conseguenze per la famiglia. È un gesto estremo, che la espone completamente.

Da quel momento, Rachel smette di proteggere la realtà. L’orrore soprannaturale e il dramma sentimentale si fondono: non si tratta più solo di amore, ma di sopravvivenza.

Credits e dove vederlo

Regia / Showrunner: Haley Z. Boston

Produzione: Duffer Brothers

Cast: Camila Morrone, Adam DiMarco, Gus Birney, Karla Crome

Dove vederlo: Netflix

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