La scuola online di recitazione per il cinema.
Articolo a cura di...
~ Angelica Attanasi
Intanto, dire che già l’inizio mi ha inquietata: per una come me, che soffre di vertigini salendo su uno sgabello, le immagini iniziali sono un trauma.
La storia inizia con una coppia che affronta il muro dei Troll in Norvegia, una scalata difficile che mette alla prova le capacità di Sasha (Charlize Theron); il marito Tommy (Eric Bana) interviene per fermarla e riportarla a più miti consigli, anche perché il tempo sta cambiando rapidamente e loro sono troppo allo scoperto.
Una volta al sicuro nella tenda, il marito mostra una certa riluttanza a continuare, come una sorta di presentimento, ed è qualcosa a cui bisognerebbe dare sempre attenzione. Nella scena seguente è ciò che accade: una pioggia di detriti si abbatte sui due, Tommy perde la presa e cade battendo la testa, Sasha tenta di tenerlo fino a quando la fune non le scivola dalle mani per il peso di lui; la donna rimane sola attaccata alla parete.
La scena seguente mostra un’auto che corre lungo una strada che attraversa uno dei deserti dell’Australia, a distanza di cinque mesi dall’incidente in montagna.
Forte il senso di desolazione e solitudine.
Sasha in macchina ascolta la musica e si addentra in un ambiente che neanche il satellitare sembra conoscere; è una donna sola che fa i conti con quello che è accaduto e con la coscienza di esserne stata la causa per via del suo ego.
Arrivata in un villaggio sperduto, le viene consigliato di non addentrarsi nella foresta da sola: nella zona sono scomparse molte persone, ma lei non sembra intenzionata a farsi spaventare.
All’interno di un emporio ha il suo primo incontro con la fauna locale; una donna da sola sembra una preda appetibile, ma l’intervento di Ben (Taron Egerton) sembra toglierla dai guai.
Sasha non è una che si spaventa, il suo modo di affrontare il pericolo è prenderlo di petto e guardarlo negli occhi, ma al tempo stesso sa anche muoversi senza farsi notare, nonostante sia decisamente una bella donna.
Nelle scene successive la vediamo alle prese con la sua avventura in solitaria sulle rapide, la sua capacità di domare la forza della natura sta nel mantenere il sangue freddo in tutte le occasioni.
Pausa veloce: l’analisi continua subito dopo.
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Durante la sua escursione incappa in una sorta di sacrario in cui sono conservati ricordi di quelli scomparsi nella foresta, inquietante quanto meno, ma lei non sembra esserne colpita.
Si accampa per la notte tranquilla, quella tranquillità data dalla sensazione che nulla possa farti del male solo perché pensi di dominare ciò che ti circonda, ed è proprio questo il suo peggior difetto… una sicurezza in se stessa che rasenta l’incoscienza.
Il giorno dopo scopre che il suo zaino con scorte e telefono è stato rubato, non se lo aspetta come non si aspetta la visita di un serpente velenoso nella tenda; è costretta a mollare tutto e, a bordo del suo kayak, riprende la navigazione.
Caso vuole che si imbatta in un accampamento e, sorpresa sorpresa, incontri proprio Ben, il ragazzo dell’emporio, accampato nel nulla ad essiccare della carne, la stessa che Sasha ha comprato e assaggiato.
Ben è ospitale, gentile ma nasconde la sua vera natura almeno per un po’, per poi trasformarsi in un serial killer che invita Sasha a una caccia, il cui premio è la sopravvivenza, sempre che questa sia un’opzione possibile.
Da questo punto in poi il film diventa adrenalinico, in scenari maestosi quanto spaventosi, la caccia inizia, la preda fugge e il cacciatore la insegue con l’inquietante coscienza che contraddistingue entrambi: non è solo sopravvivenza, ma anche un gioco mentale tra i due.
E Sasha impara, si adatta, combatte sino a quando la situazione si ribalta e lei diventa l’unica via di salvezza per Ben, un Ben spaventato che si confronta con una donna forte che lo domina mentalmente; l’epilogo è inevitabile: un’ultima scalata lungo una parete a picco, ma in cima arriva una Sasha diversa, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio sull’ego e forgia una nuova donna.
Ben non ha la stessa evoluzione, e per lui, che si è nutrito di altri uomini, non rimane che fare da pasto alla natura che ha tradito.
Bello è l’unico aggettivo che mi sento di esprimere, la coppia Egerton-Theron convince e dà spessore a questo film, seppur privo di grandi monologhi, la loro sola presenza cattura e tiene inchiodati, consiglio la visione… buon divertimento.
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