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~ LA REDAZIONE DI RC
Se stai cercando la trama completa del primo episodio de I sette quadranti di Agatha Christie e vuoi anche la spiegazione del finale, qui trovi un recap narrativo, lungo e scorrevole, con tutti i passaggi chiave: dal prologo in Spagna all’omicidio che chiude l’episodio. Bundle (Eileen) entra nel mistero quasi per necessità emotiva, ma finisce per scoperchiare un caso che odora di complotto: sveglie che cambiano numero, sonniferi che non tornano, e un nome che si ripete come un’eco minacciosa… Sette Quadranti.

Suonano le campane di un paese e siamo a Ronda, nel 1920. Un uomo entra in un’arena completamente deserta. È nervoso, controlla l’ora, aspetta qualcuno. Al centro dell’arena c’è una lettera: lui la prende, la apre, infila in tasca il bigliettino contenuto dentro… e subito dopo la trappola scatta. Le porte si chiudono. I macchinari del rodeo si attivano come se fossero stati programmati. Un toro viene liberato, lo travolge e lo uccide. È una morte che sembra un incidente “spettacolare”, ma ha la precisione di un’esecuzione.
Taglio netto: Chimneys, 1925, festa in maschera. La macchina narrativa cambia ritmo: musica, costumi, chiacchiere mondane. In mezzo alla folla una ragazza osserva un ragazzo che la chiama. È casa sua, o meglio della sua famiglia, e la festa è stata organizzata per il Foreign Office, con ospiti importanti come Sir Oswald e Lady Coote. La ragazza è Eileen “Bundle”, e la madre non è affatto felice di quel mondo borghese che invade Chimneys: lo tollera, ma non lo ama.
Bundle si muove tra gli invitati e riconosce due amici: Bill e Ronny. Hanno un’aria complice e sotto le giacche nascondono una sveglia ciascuno. Lo scherzo è pronto: quella notte piazzeranno molte sveglie nella stanza di Gerry Wade, il classico dormiglione da prendere in giro davanti a tutti. Gerry, però, non è solo “la vittima perfetta” dello scherzo: è anche il ragazzo con cui Bundle si sta frequentando. Tra i due c’è confidenza, un’affettuosità che non ha bisogno di grandi frasi. Lei, con un mezzo sorriso, “si fa invitare” a cena, e Gerry le lascia intendere che quella sera vuole farle una proposta. Per Bundle è un momento sospeso: la festa intorno, ma la sua attenzione è tutta lì.
A interrompere quell’intimità arriva George Lomax, sottosegretario dell’Office, che richiama Gerry al dovere: deve intrattenere Lady Coote, farle compagnia, reggere i convenevoli. Gerry obbedisce. È un dettaglio narrativo importante: la storia mette subito sul tavolo il tema della pressione, delle persone “usate” e spostate come pedine.
Intanto lo scherzo procede: Bill e Ronny (con altri) entrano nella stanza e piazzano le sveglie. Sono numerose, e l’idea è farle suonare tutte insieme la mattina. La serata, all’apparenza, fila liscia. Si ride, si balla, si recita il ruolo sociale previsto. Poi, a un certo punto, Bundle esce all’aperto e si stacca dalla folla. È presa da un pensiero, da qualcosa che non riesce a nominare. E qui l’episodio cambia temperatura: sull’audio entra un ticchettio d’orologio che non appartiene davvero alla scena, quasi un suono mentale, extradiegetico, come se il tempo stesse iniziando a stringere il cappio.
La mattina dopo la casa si sveglia con un’energia da “giorno dopo”: colazione, pettegolezzi, la promessa di una risata collettiva. Le sveglie iniziano a suonare come previsto, una dopo l’altra, tutte insieme: è il momento dello scherzo a Gerry Wade. Solo che Tredwell, salendo in camera, trova Gerry morto nel letto. Bundle crolla dentro, anche se fuori resta in piedi: quel ragazzo non era un ospite qualsiasi, era il suo appuntamento mancato, la sua proposta sospesa.
L’autopsia parla chiaro e insieme nebuloso: morte per uso eccessivo di sonniferi. Il medico apre due strade: overdose accidentale oppure suicidio. Gli amici tentano di dare una spiegazione “ordinata” al caos: Gerry era sotto pressione al lavoro, soprattutto per Lomax. Bill lo suggerisce, Ronny non sa bene cosa pensare. È un modo per rendere la tragedia comprensibile, digeribile. Bundle invece no: lei insiste che non è possibile, che Gerry non si sarebbe mai tolto la vita.
Il detective incaricato del caso, insieme al dottore, è sorprendentemente inaffidabile: goffo, distratto, incapace perfino di gestire piccoli gesti tecnici. Rompe bicchieri, sbaglia le procedure, sembra quasi desideroso di chiudere tutto in fretta. Il risultato è che l’indagine ufficiale evapora: arriva, inciampa, se ne va.
Rimasta sola con i suoi dubbi, Bundle osserva la stanza e nota un dettaglio che per lei è un pugno nello stomaco: le sveglie non sono nascoste come lo scherzo prevedeva, ma sono tutte ordinate sul comodino, in bella mostra. Perché qualcuno avrebbe dovuto riunirle? Nel frattempo i Coote si preparano a partire: Lady Coote è visibilmente scossa, e con lei c’è Emily, domestica di casa Bundle, che appare turbata in un modo strano, come se stesse trattenendo qualcosa. Arriva anche Jimmy Thesiger, amico di Bundle, pronto a confortarla: il tipo di presenza che sembra “giusta”, ma che in un giallo, inevitabilmente, diventa anche una possibile ombra.
I Coote vorrebbero andarsene subito, ma la madre di Bundle è tagliente: la casa è stata pagata per altri tre giorni, e non intende fare sconti morali a nessuno. Se vogliono partire, partiranno pagando. Se ne vanno comunque, insieme all’assistente Bateman, figura che riporta nella storia il ricordo del fratello morto di Bundle, Thomas. L’episodio inizia a intrecciare lutti: quello recente (Gerry) e quello più antico (Thomas), come se la famiglia fosse circondata da perdite che non smettono di chiedere un prezzo.
Bundle torna nella stanza, guarda ancora le sveglie, poi decide di fare la cosa che in un giallo cambia tutto: smette di chiedere e comincia a cercare. Rovista per casa, segue il suo istinto. Nota un dettaglio fisico: un coccio di bicchiere che combacia con un anello di polvere vicino a un piccolo scaffale. Come se un oggetto fosse stato tolto e rimesso, o come se ci fosse uno spazio segreto. La rabbia e la determinazione si fondono: prima prova con cautela, poi sempre più forte finché rompe lo scaffale in pezzi. Dentro, in un comparto nascosto, trova una lettera.
È la prima vera svolta dell’episodio. La lettera è di Gerry: si scusa con una donna, la sorella Lorraine, perché ha parlato con lei dei Sette Quadranti, e le dice che ne riparleranno. Bundle prova a dare un senso a quel nome. “Sette Quadranti” viene spiegato come un posto di Londra, un quartiere pericoloso e brutto. Ma il punto non è solo geografico: è il fatto che Gerry stesse mettendo le mani su qualcosa che lui stesso trattava con cautela. E Bundle collega subito un altro elemento: quella sera Gerry voleva farle una proposta. Lei è convinta che fosse una proposta di matrimonio. E questo rende per lei l’ipotesi suicidio ancora più assurda: perché costruire un futuro e poi distruggersi poche ore dopo?
La ricerca continua. Bundle rientra e nel giardino sente rumori: sveglie, ticchettii scoordinati, quasi un suono “spezzato”. Trova una sveglia rotta sul prato. Come ci è arrivata? Chi l’ha portata fuori? Chi l’ha distrutta? Chi sta giocando con gli oggetti come se fossero segnali?
Chiama Ronny, e lui le dà un dato fondamentale: le sveglie dello scherzo erano otto, non sette. E soprattutto loro le avevano nascoste in giro, non allineate sul comodino come le ha trovate Bundle. Quindi qualcuno, durante la notte o dopo la scoperta del corpo, ha riordinato la scena. E in un giallo, quando qualcuno riordina una scena, non lo fa mai per gentilezza: lo fa per controllare la narrazione.
Tredwell aggiunge un dettaglio che pesa: finché Gerry è stato loro ospite non usava sonniferi, e lui non ha spostato nessuna sveglia. Bundle allora va da Emily. Emily racconta che a inizio estate era stata affidata a Lady Coote, una padrona esigente al punto da farla dubitare della propria sanità mentale. Ma Bundle vede qualcosa di oggettivo: sul comodino di Emily c’è la traccia di una bottiglia di sonnifero identica a quella trovata nella stanza di Gerry. Quella bottiglia era di Emily. Emily dice che non riusciva a dormire, che gliel’ha data Lady Coote, ma che non l’ha mai consegnata a Gerry e, anzi, non lo conosceva nemmeno. Sostiene che la bottiglia sia poi scomparsa. Tradotto: qualcuno ha avuto accesso ai sonniferi, e quel qualcuno è collegato ai Coote.
Il caso viene chiuso e archiviato, con la fretta tipica delle “verità comode”. Ma fuori dal tribunale Bundle vede un uomo che osserva lei e Ronny. È guardingo, si sposta come uno che non vuole essere notato. E quando Bundle affronta Lady Coote chiedendole perché non abbia detto nulla dei sonniferi, lei risponde male e si allontana, come se l’unica priorità fosse tagliare il filo e sparire.
Bundle condivide con Ronny la lettera a Lorraine. Ronny la invita a fermarsi: non perché non le creda, ma perché ha paura. Bundle però insiste: Gerry aveva portato a spalla il corpo di suo fratello dopo la sua morte. È un modo per dire: “Io so chi era. Io so cosa farebbe e cosa no.” Ronny le dice di continuare, ma con attenzione, e se ne va.
Poco dopo Bundle rivede l’uomo misterioso. Lo segue fino a un telefono pubblico. Lui parla, poi se ne va. Bundle entra e, tramite il centralino, si fa ridare il numero: Scotland Yard. Quindi quell’uomo non è un curioso qualsiasi. È un contatto con la polizia. E allora la domanda cambia: perché Scotland Yard osserva lei? Perché il caso “chiuso” non è affatto chiuso?
Bundle decide di andare direttamente a Scotland Yard. La madre la vede e le dice una frase che suona come una condanna e una profezia: assomiglia troppo a lui. In casa, una foto mostra il marito defunto: è l’uomo del prologo, morto cinque anni prima nell’arena di Ronda. Il passato non è un semplice flashback: è un’ombra che rientra nella storia.
Mentre Bundle si muove, diverse persone vengono chiamate a raccolta da telefonate misteriose. È come se qualcuno stesse posizionando i pezzi sulla scacchiera. E a Bundle arriva un biglietto anonimo. Tredwell lo interpreta subito per ciò che è: una minaccia. Un avvertimento secco: non deve indagare sui Sette Quadranti.
E poi il colpo che chiude l’episodio: Bundle è in strada, in macchina, quando trova un uomo riverso in un lago di sangue. È Ronny. Con le ultime forze le dice che deve riferire qualcosa a Jimmy Thesiger sui Sette Quadranti. Non riesce a dire di più. Le muore tra le braccia. Il caso non è più “una morte sospetta”: è una catena. E qualcuno ha appena alzato il livello.

“L’adorabile Bundle” è un primo episodio costruito come una trappola elegante: ti fa entrare con una festa, uno scherzo e un’idea di commedia mondana, poi ti stringe con il suono degli orologi, con una scena del crimine manipolata e con un avvertimento che arriva troppo tardi. Il vero punto non è solo scoprire chi ha ucciso Gerry, ma capire perché quel nome — Sette Quadranti — muove Scotland Yard e produce morti reali. E da qui in avanti, Bundle non può più tornare alla superficie.

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