Il gusto amaro del tradimento: spiegazione del finale

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~ LA REDAZIONE DI RC

Il gusto amaro del tradimento, la spiegazione del finale: chi ha ucciso Evert e cosa è successo a Hanneke?

Diciamocelo: Il gusto amaro del tradimento passa sette episodi a convincerci che il problema sia capire cosa abbia fatto Evert. Poi, quando finalmente arriviamo al finale, scopriamo che Evert era quasi l’unico personaggio che stava cercando di uscire dalla spirale di bugie nella quale era finito.

La prima stagione della serie costruisce il proprio mistero su tre linee temporali che progressivamente si restringono: il passato del Dinner Club, i giorni successivi all’incendio in cui Evert muore e gli interrogatori condotti da Karola Visser e Koos van Zwieten. Ed è proprio qui che arriva il primo grande inganno narrativo: per buona parte della stagione pensiamo che la polizia stia indagando sulla morte di Evert. In realtà quegli interrogatori riguardano soprattutto la caduta di Hanneke dal balcone di casa di Simon e Patricia.

Scopriamolo nel finale di Il gusto amaro del tradimento, dove praticamente ogni segreto viene a galla. O quasi.

Attenzione: spoiler completi sulla prima stagione di Il gusto amaro del tradimento.

Perché gli interrogatori non riguardano davvero la morte di Evert?

È uno dei trucchi meglio costruiti della stagione.

All’inizio vediamo Karen interrogata davanti a una fotografia del Dinner Club. Identifica Michel, Simon, Patricia, Hanneke, Ivo, Babette ed Evert. Le immagini dell’interrogatorio vengono montate insieme a quelle dell’incendio e quindi il collegamento sembra automatico: la polizia vuole capire chi ha ucciso Evert o che cosa sia successo in quella casa.

Non è così. Quando arriviamo all’episodio dedicato a Patricia, scopriamo che Hanneke è precipitata dal balcone di casa di Simon e Patricia ed è finita in coma. Gli interrogatori servono dunque a ricostruire i movimenti di tutti la sera della sua caduta.

Da quel momento cambia anche il significato di molte domande fatte dalla polizia negli episodi precedenti. Karen, Simon, Patricia, Michel e Babette non stanno semplicemente nascondendo informazioni collegate all’incendio. Stanno cercando di evitare che vengano scoperti tradimenti, droga, riciclaggio, violenze domestiche e doppie vite.

Io credo che questa sia la vera idea della serie: il mistero funziona perché nessuno è sincero, anche quando non è colpevole del crimine sul quale si sta indagando.

Cosa nasconde Simon e perché viene arrestato?

Simon sembra per gran parte della stagione il personaggio con più motivi per nascondere qualcosa. È socio di Evert nella Gym and Sea e dietro l’attività legale esiste un sistema molto meno pulito. Ci sono sostanze dopanti, transazioni in contanti e operazioni finanziarie sospette. Hanneke scopre inoltre che anche suo figlio Wolf è coinvolto nella distribuzione degli anabolizzanti.

Quando Simon viene interrogato, dunque, ha già parecchi motivi per mentire. In più porta avanti una relazione clandestina con Karen. Michel viene coinvolto progressivamente negli affari di Simon, soprattutto dopo aver perso il lavoro. Evert invece comincia ad accorgersi che i conti della palestra non tornano e diventa un problema. Questo potrebbe far pensare che Simon abbia avuto un ruolo nella sua morte.

In realtà no. Nel finale una squadra speciale arresta Simon, ma il suo arresto è collegato soprattutto alle attività illegali della palestra e al riciclaggio, non all’incendio. Ed è importante: la serie dissemina così tanti segreti attorno a Simon da farlo sembrare potenzialmente colpevole di qualsiasi cosa. Alla fine scopriamo che è colpevole di parecchio.

Ma non di aver ucciso Evert.

Karen e Simon erano insieme la notte della caduta di Hanneke?

Sì, e questa è una delle informazioni che cambia completamente l’indagine. Karen e Simon iniziano una relazione nel corso della stagione. Quella che all’inizio sembra soltanto una complicità fatta di sguardi e battute diventa prima un bacio e poi una vera relazione sessuale. Karen prova più volte a tirarsi indietro, soprattutto perché Michel non sa nulla.

Simon, invece, sembra voler continuare. Quando Hanneke precipita dal balcone, però, la relazione diventa improvvisamente anche una questione investigativa. Simon sostiene inizialmente di essere stato con Patricia.

Non è vero.

Era con Karen. E Karen non può dirlo senza distruggere il proprio matrimonio. Quando decide finalmente di confessare tutto alla polizia, fornisce contemporaneamente un alibi a Simon e smentisce la versione di Patricia.

Karen torna a casa e racconta anche a Michel di Simon. Michel esplode e se ne va, mentre Sophie decide di stare con il padre. È il momento in cui il prezzo della verità comincia davvero a farsi sentire.

Perché Ivo è così importante nel finale?

Perché Ivo è il personaggio che per tutta la stagione sembra stare ai margini. Ed è proprio lui, invece, a possedere una parte decisiva del puzzle. Scopriamo che Ivo ha avuto relazioni omosessuali segrete e che ha costruito nel tempo una vera doppia vita. Hanneke non lo sa. Babette sì.

Ed è qui che il suo segreto smette di essere una semplice linea narrativa personale e diventa una delle cause indirette della tragedia. Nel passato Evert si presenta da Ivo dopo l’ennesimo litigio con Babette. È disperato, racconta che il matrimonio è diventato tossico e che Babette minaccia di non fargli vedere più i figli. Gli fa anche ascoltare una registrazione che mostra una versione completamente diversa della loro relazione.

Fino a quel momento quasi tutti hanno accettato l’immagine di Evert come marito violento, instabile e alcolizzato. La registrazione dimostra invece che anche Babette ha comportamenti aggressivi e fuori controllo. Evert chiede aiuto. Ivo potrebbe intervenire. Non lo fa.

Perché teme che Babette possa raccontare a Hanneke delle sue relazioni segrete. Ivo non uccide Evert, non appicca l’incendio e non lo droga. Però sceglie di proteggere il proprio segreto nel momento in cui un amico gli sta chiedendo aiuto. La colpa, qui, non è penale. È morale.

Chi ha davvero ucciso Evert?

Babette.

Il mistero principale della stagione viene risolto grazie a un telefono nascosto da Beau. La svolta nasce proprio da una conversazione tra Karen e Ivo. Lui parla della difficoltà di vivere due vite contemporaneamente. Karen collega improvvisamente alcuni dettagli e torna a casa. Capisce che Beau ha nascosto un telefono.

Quel telefono apparteneva a Evert. E contiene una registrazione della notte dell’incendio. A questo punto vediamo finalmente ciò che è successo davvero. Evert era tornato a casa per parlare con Babette e chiudere definitivamente la loro relazione. Aveva capito che il loro matrimonio non poteva più essere salvato e che continuare avrebbe fatto soltanto male a entrambi e ai figli.

Babette non accetta la separazione. Insiste. Prova a convincerlo. Poi cambia strategia. Mette dei narcotizzanti nelle bevande. Evert beve il tè. Ai bambini viene dato del latte.

Luuk e Beau dovrebbero addormentarsi insieme al padre. Ma Beau sente che il latte ha uno strano sapore e lo versa in una pianta. È il dettaglio che gli salva la vita e permette anche alla verità di sopravvivere. Evert comincia a perdere conoscenza. Babette prende la benzina e appicca il fuoco alla casa. Quindi sì: è Babette ad aver causato volontariamente l’incendio che uccide Evert.

Tutta la ricostruzione precedente viene ribaltata. Non è Evert ad aver drogato la famiglia. Non è Evert ad aver deciso di uccidere Babette e i figli. È Babette a costruire questa versione dopo la sua morte.

Perché Babette uccide Evert?

Perché non riesce ad accettare di essere lasciata. La relazione tra Babette ed Evert viene inizialmente presentata come la più passionale del gruppo. Sono fisici, complici, sessualmente attivi. Hanneke addirittura li invidia. Ma il peggio deve ancora venire.

Progressivamente scopriamo che quella passione contiene anche possesso, dipendenza e controllo. Babette è ossessionata da Hanneke. È convinta che lei ed Evert abbiano una relazione. In realtà Hanneke ha certamente oltrepassato dei limiti: bacia Evert e diventa per lui una persona di riferimento durante il percorso terapeutico. Ma Evert non sembra avere con lei la relazione che Babette immagina.

Il punto non è nemmeno più sapere se Evert abbia provato qualcosa per Hanneke. Il punto è che Evert vuole lasciare Babette. Lei vive questa decisione come un tradimento definitivo.

Quando capisce che non riuscirà a trattenerlo, decide che la separazione non dovrà avvenire. Se non può avere Evert nella forma che desidera, allora nessun altro potrà averlo. E nessuno dei due potrà abbandonare l’altro.

Beau aveva visto tutto la notte dell’incendio?

Sì. Ed è probabilmente il dettaglio più tragico del finale. Beau non beve il latte narcotizzato. Quando l’incendio comincia è ancora cosciente. Si muove dentro la casa e vede quello che sta succedendo. Prova anche a raggiungere il padre. Per tutta la stagione il suo comportamento appare strano. È teso, ha paura della madre, reagisce in maniera aggressiva e sembra continuamente sul punto di dire qualcosa. A posteriori diventa tutto molto più chiaro.

Beau ha assistito alla morte di Evert. E soprattutto sa che la persona che tutti considerano vittima, sua madre Babette, è in realtà la responsabile. Il telefono che nasconde diventa quindi una specie di oggetto-testimone. Beau magari non riesce a raccontare verbalmente ciò che ha visto. Ma conserva la prova.

Babette prova a uccidere anche Karen?

Quando Karen scopre il telefono e ascolta la registrazione, Babette capisce di essere finita. Prova prima a recuperare il dispositivo. Poi la situazione diventa violenta. Karen non vuole consegnarlo e Babette perde progressivamente il controllo. A quel punto non siamo più davanti alla donna fragile che abbiamo visto emergere dall’incendio.

Vediamo chiaramente la stessa dinamica mostrata nella registrazione con Evert: quando Babette perde il controllo su una persona, passa alla minaccia e alla violenza. Karen riesce però a resistere abbastanza a lungo. Beau interviene e la polizia arriva sul posto. Babette viene fermata.

Il caso Evert, almeno narrativamente, è risolto.

Chi ha spinto Hanneke dal balcone?

Ed eccoci al vero mistero lasciato aperto. La stagione ci dà molti sospetti, ma non una risposta definitiva. Sappiamo che Hanneke si trovava a casa di Simon e Patricia. Sappiamo che qualcuno era con lei. Sappiamo anche che parecchie persone avrebbero avuto motivo di volerla zittire. Simon rischiava che denunciasse lo spaccio e gli affari illegali.

Babette la considerava la donna che le stava portando via Evert. Patricia aveva scoperto o stava scoprendo il tradimento di Simon. Karen aveva litigato pubblicamente con Hanneke. Il punto più interessante riguarda però Patricia. Simon dichiara alla polizia di essere stato con lei. Karen sa che è falso, perché quella sera Simon era con lei. Questo significa che Patricia mente sui propri movimenti. Ma attenzione.

Mentire non significa automaticamente aver spinto Hanneke. Ed è qui che la serie lascia aperto il giallo. Anche Babette resta sospetta. Ivo è convinto che possa essere stata lei, soprattutto dopo aver capito quanto fosse disposta a fare pur di controllare la propria vita. Ma il finale non conferma né Patricia né Babette.

E questa distinzione è fondamentale.

Perché Hanneke si risveglia proprio alla fine?

Perché Hanneke è potenzialmente l’unica persona che può chiudere il secondo mistero. Nel finale Karen va in ospedale e parla con lei. Hanneke è ancora in coma. Karen le racconta ciò che è successo e prova a ricostruire almeno emotivamente il rapporto tra loro. Poi le chiede di stringerle la mano se riesce a sentirla. Hanneke reagisce.

Un movimento minuscolo. Ma sufficiente. Karen corre a chiamare i medici. E qui arriviamo al cliffhanger. Quando sembra che tutto sia finalmente sulla strada della soluzione, una figura incappucciata entra nella stanza di Hanneke con un palloncino a forma di cuore. La domanda diventa inevitabile.

Quella persona vuole farle visita? O vuole impedirle di parlare? Dopo sette episodi, direi che la seconda possibilità non può essere ignorata.

Qual è il vero significato del finale di Il gusto amaro del tradimento?

Il titolo italiano potrebbe far pensare soprattutto all'infedeltà. Ma la stagione parla di un concetto di tradimento molto più ampio. Karen tradisce Michel con Simon. Simon tradisce Patricia. Michel tradisce in parte la fiducia di Karen entrando negli affari illegali di Simon. Ivo tradisce Hanneke nascondendole una parte enorme della propria vita. Hanneke oltrepassa i limiti con Evert.

Babette tradisce Evert nel modo più definitivo possibile: costruisce dopo la sua morte una storia nella quale lui diventa il carnefice. E tutti tradiscono in qualche misura la fiducia del gruppo. Il Dinner Club esiste perché ogni personaggio guarda gli altri e vede una versione idealizzata della loro vita. Belle case. Soldi. Matrimoni. Figli. Cene. Sesso. Libertà.

Ma dietro quella facciata quasi nessuna coppia è davvero ciò che sembra. Evert e Babette sembrano i più innamorati e sono quelli immersi nella relazione più distruttiva.Ivo e Hanneke sembrano solidi e non riescono nemmeno più a comunicare. Simon e Patricia sembrano una coppia esplosiva e lui la tradisce continuamente. Karen e Michel arrivano nel gruppo quasi da osservatori e finiscono completamente risucchiati dal suo sistema di menzogne. Il punto, quindi, non è soltanto che tutti mentono.

È che tutti vogliono proteggere l'immagine della propria vita. Ed è proprio quella protezione a renderli pericolosi.

Perché alla fine scopriamo che il vero mistero non era capire chi stesse mentendo. Mentivano tutti. Il mistero era capire quale bugia avesse ucciso qualcuno. E, almeno nel caso di Evert, ora abbiamo finalmente la risposta.

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La redazione di Recitazione Cinematografica, coordinata da Alfonso Bergamo, regista e formatore: monologhi, dialoghi, film e serie analizzati con lo sguardo di chi lavora sul set e nei casting.

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