La bomba sul volo Pan Am 103 episodio 4, trama e finale: perché si indaga a Malta?

Recitazione Cinematografica
Vuoi crescere come attore? Entra nella community — è gratis.

Risorse esclusive, monologhi e masterclass gratuite, direttamente nella tua inbox.

In regalo con l'iscrizione
Guida Generale per Attori (PDF)

Self-tape, tecniche di memoria, gestione dell'ansia, materiali per casting e agenzie, analisi del testo e 10 monologhi da studiare.

Articolo a cura di...

~ LA REDAZIONE DI RC

La bomba sul volo Pan Am 103 episodio 4, trama e finale: perché si indaga a Malta?

Nel quarto episodio di La bomba sul volo Pan Am 103, l’inchiesta arriva a Malta seguendo il percorso di una valigia transitata dall’aeroporto di Luqa e le etichette degli abiti trovati accanto alla bomba. Tony Curran torna nel ruolo dell’ispettore capo Harry Bell, mentre Connor Swindells, Patrick J. Adams e Merritt Wever interpretano Ed McCusker, Dick Marquise e Kathryn Turman. La serie Netflix diretta da Michael Keillor racconta parallelamente il dolore degli investigatori, le pressioni esercitate dalle famiglie americane e il tentativo della Pan Am di allontanare da sé ogni responsabilità. La svolta arriva grazie al commerciante maltese Tony Gauci, capace di ricordare un cliente che aveva acquistato numerosi indumenti poco prima dell’attentato. 

Attenzione: spoiler sull'episodio 4

Qual è la trama completa di La bomba sul volo Pan Am 103 episodio 4?

Sono trascorsi ormai diversi mesi dalla distruzione del volo Pan Am 103. La ricostruzione della bomba ha permesso agli investigatori di identificare una radio Toshiba BomBeat e alcuni capi d’abbigliamento che si trovavano nella stessa valigia dell’ordigno.

Tra i reperti ci sono un pagliaccetto azzurro per bambini, alcuni pantaloni con il marchio Yorkie, una camicia Slalom, una giacca di tweed e altri indumenti gravemente danneggiati. Gli esperti ritengono che quei vestiti non appartenessero a un passeggero, ma fossero stati utilizzati per riempire la valigia e nascondere la radio contenente l’esplosivo.

L’episodio riprende anche i risultati degli esperimenti condotti dagli investigatori americani. La ricostruzione controllata dell’esplosione conferma che una bomba collocata dentro una radio Toshiba e caricata nel container anteriore avrebbe potuto provocare i danni osservati sui rottami.

L’indagine si concentra quindi sul percorso del bagaglio. La documentazione recuperata a Francoforte sembra indicare che un collo sia arrivato dal volo Air Malta KM180, partito dall’aeroporto di Luqa, e sia stato trasferito sul Pan Am 103A diretto a Heathrow. Da Londra, la valigia sarebbe infine passata sul Pan Am 103.

La serie presenta questa ricostruzione come la principale ipotesi operativa della squadra. Storicamente, la corte di Camp Zeist ritenne possibile inferire dai documenti che un bagaglio non accompagnato fosse transitato da Luqa a Francoforte e poi sul PA103A. Tuttavia, i registri maltesi non indicavano direttamente la presenza di una valigia senza passeggero e non fu mai ricostruito con certezza il metodo attraverso il quale l’eventuale bagaglio sarebbe stato caricato sul KM180. 

Prima della partenza per Malta, la puntata mostra anche le falle nella sicurezza aeroportuale. Un’inchiesta condotta sotto copertura riesce a far entrare un ricercatore a Heathrow con una falsa identità e a permettergli di collocare un pacco sotto il sedile di un aereo diretto a Tokyo.

Il test dimostra che, diversi mesi dopo Lockerbie, una persona non autorizzata può ancora superare i controlli e raggiungere un velivolo. Per Ed McCusker e Sandy Gay, il servizio televisivo conferma che le vulnerabilità denunciate dopo l’attentato non sono state eliminate.

Sandy appare particolarmente turbato. Confessa che ogni volta che la moglie accende il televisore teme di vedere la notizia di un nuovo aereo precipitato. I corpi trovati durante la notte del 21 dicembre continuano a tornargli in mente, anche se cerca di nascondere il disagio concentrandosi sul lavoro. 

Nel frattempo, l’ispettore capo Harry Bell raggiunge Malta insieme alla propria squadra. Gli investigatori devono prima ottenere l’autorizzazione delle autorità locali, preoccupate che un collegamento tra l’isola e il terrorismo possa danneggiare il turismo e l’immagine internazionale del Paese.

Bell presenta la stampa proveniente dall’aeroporto di Francoforte. Secondo l’interpretazione della squadra, uno dei bagagli arrivati sul volo KM180 sarebbe stato trasferito sul Pan Am 103A senza che un passeggero avesse seguito lo stesso itinerario.

Le autorità maltesi accettano di collaborare, ma pongono due condizioni. L’inchiesta dovrà svolgersi sotto la supervisione dell’ispettore locale Scicluna e nessuna informazione dovrà arrivare ai giornali. Una fuga di notizie comporterebbe l’immediata interruzione delle operazioni scozzesi sull’isola.

Bell deve indagare sia all’aeroporto di Luqa sia presso le aziende collegate agli indumenti recuperati. La squadra vuole comprendere se una valigia priva del proprietario possa essere entrata nel sistema attraverso una normale procedura di trasferimento.

Gli addetti dell’aeroporto spiegano che, in condizioni ordinarie, ogni bagaglio viene associato al biglietto di un passeggero. Esiste però una procedura utilizzata per gli oggetti smarriti: attraverso un’etichetta urgente, o “rush tag”, una valigia può essere inviata al proprietario su un volo successivo senza che quest’ultimo sia presente.

Questa possibilità apre una nuova ipotesi. L’attentatore potrebbe aver utilizzato una falsa etichetta per far apparire la valigia come un bagaglio smarrito. In tal caso, non avrebbe avuto bisogno di acquistare un biglietto o di salire sull’aereo.

Per riuscire nell’operazione, tuttavia, avrebbe dovuto conoscere molto bene il funzionamento dell’aeroporto. Bell considera quindi due possibilità: l’attentatore disponeva di una conoscenza diretta delle procedure oppure poteva contare sulla collaborazione di qualcuno che lavorava all’interno dello scalo. 

Parallelamente, gli agenti seguono l’etichetta Yorkie trovata sui frammenti dei pantaloni. Dopo molte ricerche, scoprono che un tessuto compatibile era stato utilizzato da un’azienda maltese.

Il responsabile della fabbrica controlla i registri e conferma che cinque paia di pantaloni realizzati con quella stoffa erano stati consegnati nel novembre 1988 a un negozio chiamato Mary’s House, situato a Sliema. La consegna era avvenuta soltanto poche settimane prima dell’attentato.

Harry Bell e gli altri investigatori raggiungono immediatamente il negozio. Qui incontrano Edward Gauci e suo figlio Tony Gauci, che gestiscono l’attività di famiglia.

All’inizio i due commercianti non riescono a riconoscere tutti i reperti mostrati dalla polizia. Tony, però, ricorda una vendita insolita avvenuta verso la fine dell’anno precedente.

Un uomo era entrato nel negozio e aveva acquistato una grande quantità di oggetti molto diversi tra loro: pantaloni, pigiami, un pagliaccetto per bambini, alcune camicie, cardigan, una vecchia giacca di tweed e un ombrello nero. Non aveva provato gli abiti e non sembrava interessato alle taglie o agli abbinamenti.

Tony conserva un ricordo preciso perché l’uomo aveva speso in pochi minuti quanto il negozio normalmente incassava in un’intera settimana. La vendita era stata talmente insolita da rimanergli impressa anche a distanza di mesi.

Il negoziante ricorda inoltre che il cliente aveva acquistato l’ombrello perché all’esterno stava piovendo. Dopo essere uscito dal negozio, l’uomo lo aveva immediatamente aperto.

Bell telefona così alla squadra in Scozia e chiede di verificare se tra i reperti esista un ombrello nero gravemente danneggiato. Gli investigatori trovano diversi ombrelli, ma uno presenta lacerazioni e deformazioni compatibili con una vicinanza immediata all’esplosione.

Il RARDE esamina il reperto e trova fibre riconducibili al pagliaccetto azzurro e ai pantaloni Yorkie. L’ombrello, gli indumenti e la radio sono stati quindi investiti dalla stessa detonazione e si trovavano all’interno della valigia principale.

Questa corrispondenza rafforza il racconto di Tony Gauci. Gli oggetti comprati dal suo cliente sono gli stessi i cui frammenti sono stati recuperati nell’area di Lockerbie.

Nella ricostruzione storica, la polizia visitò Malta nell’agosto 1989 e raggiunse Mary’s House, in Tower Road a Sliema, il 1° settembre. Tony Gauci descrisse una vendita avvenuta alcune settimane prima di Natale e ricordò due paia di pantaloni Yorkie, pigiami, una giacca di tweed, un pagliaccetto, camicie, cardigan e un ombrello. La corte ritenne che la particolare combinazione di oggetti corrispondesse agli indumenti contenuti nella valigia della bomba. 

Tony descrive il cliente come un uomo alto e robusto, ben vestito, con capelli molto scuri e senza barba. È convinto che fosse libico, sia per l’aspetto sia per l’accento con cui parlava.

Bell gli chiede se sarebbe capace di riconoscerlo. Il commerciante risponde affermativamente e collabora alla realizzazione di un identikit.

In questa fase, però, la polizia non ha ancora identificato un terrorista preciso. Il volto realizzato sulla base dei ricordi di Tony rappresenta soltanto il misterioso acquirente degli indumenti. La serie collega la descrizione alla possibilità che l’uomo fosse un agente libico, ma il suo nome non viene ancora stabilito.

La differenza è importante: l’episodio non dimostra che il cliente fosse personalmente l’autore materiale dell’attentato. Gli investigatori ritengono che possa aver preparato la valigia oppure aver lavorato a stretto contatto con chi l’ha preparata.

Mentre Harry Bell continua a indagare a Malta, a Glasgow la squadra riceve una notizia devastante. Sandy Gay non si presenta al lavoro e inizialmente i colleghi pensano che sia rimasto a casa a causa di un malanno stagionale.

John Orr convoca invece gli agenti e comunica che Sandy è stato trovato morto nella propria automobile, vicino a un bosco non lontano da casa. Le autorità non stanno cercando altre persone in relazione alla sua morte.

La puntata non pronuncia esplicitamente la parola suicidio, ma l’assenza di terzi coinvolti e il comportamento mostrato in precedenza conducono i personaggi a interpretare la morte come un gesto volontario. Harry Bell viene informato mentre si trova ancora a Malta e reagisce domandandosi perché nessuno abbia compreso ciò che stava accadendo al collega.

Ed McCusker è particolarmente colpito. Sandy aveva lavorato con lui fin dalla notte dell’attentato e aveva condiviso la visione dei corpi, delle case distrutte e degli oggetti appartenuti alle vittime.

Uno degli agenti suggerisce che anche il nome di Sandy dovrebbe essere aggiunto alle vittime di Lockerbie. Non è possibile stabilire un collegamento diretto, ma per i colleghi il peso dell’inchiesta ha certamente contribuito al suo crollo.

Sandy Gay è uno dei personaggi attraverso i quali la miniserie riunisce e drammatizza le esperienze di numerosi investigatori. La sua morte va quindi descritta come un evento interno alla serie, non come un episodio storico autonomamente documentato con quel nome. Il cartello iniziale della miniserie chiarisce infatti che alcuni personaggi e alcune scene sono stati creati per la drammatizzazione.

La perdita produce conseguenze diverse. Bell cerca di continuare l’indagine maltese, Orr deve tenere insieme una squadra esausta ed Ed comincia finalmente a mostrare all’esterno il trauma accumulato.

Negli Stati Uniti, le famiglie delle vittime hanno intanto aumentato la pressione sul governo. Alcuni parenti manifestano davanti alla Casa Bianca e chiedono un incontro diretto con il presidente George H. W. Bush.

Il loro obiettivo è ottenere aggiornamenti regolari, una commissione indipendente sulla sicurezza aerea e maggiore trasparenza da parte dell’FBI e del Dipartimento di Stato. Quattro rappresentanti riescono infine a incontrare il presidente lontano dalle telecamere.

Kathryn Turman informa Dick Marquise che le famiglie si stanno organizzando e non accetteranno più di essere escluse. Molti parenti hanno scoperto informazioni attraverso la stampa invece che dalle istituzioni incaricate di assisterli.

Dick continua inizialmente a sostenere che il compito dell’FBI consiste nell’individuare i responsabili, non nel comunicare con le famiglie. Kathryn gli fa però osservare che nessun altro organismo sembra essersi assunto veramente quella responsabilità. 

In questo contesto, Dick incontra Thomas Plaskett, amministratore delegato della Pan American World Airways. Plaskett presenta un rapporto privato commissionato dalla compagnia e sostiene che contenga una spiegazione alternativa dell’attentato.

Il documento indica Monzer al-Kassar, trafficante d’armi siriano, come responsabile di una rete utilizzata per trasportare droga tra l’Europa e gli Stati Uniti. Secondo il rapporto mostrato nella serie, la CIA avrebbe tollerato quella rotta in cambio di informazioni.

Plaskett sostiene che un’organizzazione palestinese avrebbe sfruttato lo stesso sistema per introdurre la bomba sul volo, utilizzando Khaled Jaafar come corriere inconsapevole. Dick respinge immediatamente la teoria perché il bagaglio di Jaafar è già stato ritrovato e il ragazzo è stato escluso dall’indagine.

Marquise comprende anche l’interesse economico della Pan Am. Se la responsabilità fosse attribuita a un’operazione segreta tollerata dal governo americano, la compagnia potrebbe tentare di evitare le conseguenze delle cause civili avviate dalle famiglie.

Dick considera quindi il rapporto un tentativo di trasferire la responsabilità dalla compagnia alle agenzie federali. Lascia il ristorante rifiutandosi di sostenere una ricostruzione che considera incompatibile con le prove raccolte. Il coinvolgimento di al-Kassar e della CIA viene presentato nell’episodio come la tesi del rapporto commissionato dalla Pan Am, non come una verità stabilita dall’indagine. 

Poco dopo, Dick accetta di incontrare direttamente i parenti delle vittime. La riunione diventa rapidamente difficile perché le famiglie non vogliono soltanto ascoltare una relazione tecnica.

Un uomo racconta che il cognato Michael Doyle non avrebbe dovuto trovarsi su quel volo, ma aveva cambiato programma per aiutare un’altra persona. Un’altra madre ricorda la figlia ventenne Alexia e chiede perché il pubblico non fosse stato informato di un precedente allarme relativo a una possibile bomba su un volo Pan Am.

I familiari accusano l’FBI e il Dipartimento di Stato di averli lasciati senza notizie, mentre in Scozia avevano incontrato agenti e cittadini disposti ad accompagnarli nei luoghi della tragedia. Dick prova inizialmente a difendere le procedure, ma comprende che le spiegazioni burocratiche non rispondono al loro dolore.

Alla fine riconosce apertamente che le famiglie non sono state trattate correttamente. Promette di utilizzare la propria posizione per migliorare la comunicazione, pur non potendo rivelare i particolari di un’indagine ancora aperta.

L’incontro modifica anche la sua scelta professionale. Dick rifiuta la possibilità di assumere la direzione dell’ufficio FBI di Albany perché ritiene di dover portare fino in fondo il caso Lockerbie.

Kathryn Turman raggiunge invece la Scozia. Ed la accompagna a Lockerbie e le mostra Sherwood Crescent, i luoghi in cui furono trovati i passeggeri e il lavoro svolto dai volontari.

La donna incontra Moira Shearer e le altre persone che hanno creato un gruppo di amicizia per assistere i parenti in visita. I cittadini puliscono ancora gli effetti personali recuperati, anche se inizialmente pensavano che il lavoro sarebbe durato soltanto poche settimane.

Sono trascorsi più di sei mesi e continuano a occuparsi degli oggetti appartenuti alle vittime. Per loro, quel servizio non rappresenta soltanto un aiuto materiale alle famiglie, ma anche un modo per affrontare ciò che è accaduto alla comunità.

Kathryn ascolta il racconto di un uomo chiamato Frank, trovato in un campo durante la notte dell’attentato. Gli abitanti erano rimasti accanto al suo corpo per non lasciarlo solo, pur non conoscendone ancora l’identità.

La visita permette a Kathryn di comprendere il lavoro svolto dagli scozzesi al di fuori dei normali compiti investigativi. Successivamente contatta la famiglia di Frank e riferisce che l’uomo era stato assistito e vegliato con rispetto.

Durante il viaggio, Kathryn si accorge anche delle condizioni di Ed. L’investigatore continua a ripetere che quanto ha vissuto fa parte del lavoro, ma evita di riconoscere le conseguenze personali della notte di Lockerbie e dei mesi trascorsi tra corpi e reperti.

Dopo la partenza di Kathryn, Ed crolla davanti alla moglie June. Non riesce più a trattenere il dolore e comincia a piangere, lasciando emergere il trauma che aveva cercato di ignorare.

John Orr decide quindi di trasferirlo in un nuovo reparto dedicato alla protezione dei testimoni. Non si tratta di un programma per proteggere le vittime di Lockerbie, ma di un nuovo incarico professionale presentato come una promozione.

Ed rifiuta inizialmente. È convinto che l’operazione maltese abbia appena individuato il possibile attentatore e non vuole abbandonare la squadra nel momento della svolta.

Orr gli spiega che il trasferimento non è una punizione e che la decisione non dipende interamente da lui. Dopo mesi di lavoro, Ed deve lasciare l’inchiesta e proseguire la propria carriera in un altro dipartimento. 

A Malta, intanto, Tony Gauci collabora alla preparazione dell’identikit. Corregge la forma del naso e delle sopracciglia finché il disegno non si avvicina al volto che ricorda.

Il ritratto viene inviato in Scozia. Gli investigatori ritengono che l’acquirente possa essere legato all’External Security Organisation, il servizio di sicurezza esterno libico.

La nuova ipotesi cambia la prospettiva dell’indagine. Fino a quel momento la squadra aveva seguito soprattutto la pista di una cellula palestinese collegata alle bombe sequestrate in Germania. Ora si affaccia la possibilità di un’operazione sostenuta direttamente da uno Stato.

Gli agenti ricordano l’attentato alla discoteca La Belle di Berlino, frequentata da militari americani, e i successivi bombardamenti statunitensi su Tripoli e Bengasi durante l’operazione El Dorado Canyon. Questi eventi vengono considerati come un possibile movente per una rappresaglia libica contro un aereo americano.

L’identikit, però, non consente ancora di attribuire un nome al cliente. La puntata stabilisce soltanto che l’uomo descritto da Gauci potrebbe essere libico e direttamente collegato alla preparazione della valigia.

Nel frattempo emerge un altro reperto. Un frammento di circuito stampato è stato trovato conficcato nel colletto di una camicia Slalom proveniente dalla valigia della bomba.

Il circuito possiede sette strati, mentre la scheda della radio Toshiba ne ha soltanto cinque. Non può quindi appartenere all’apparecchio utilizzato per nascondere l’esplosivo.

Gli esperti comprendono che potrebbe trattarsi di una parte del dispositivo di temporizzazione. Se riuscissero a individuarne il produttore, potrebbero risalire al modello del timer e alle persone che lo avevano acquistato.

Questa ricerca prepara il passaggio successivo dell’inchiesta, ma prima che la squadra possa approfondire la scoperta, una notizia interrompe il lavoro.

Come finisce La bomba sul volo Pan Am 103 episodio 4?

Pausa veloce: l'analisi continua subito dopo.

Vuoi ricevere nuovi contenuti e risorse per attori direttamente via email?

Iscriviti gratis alla newsletter di Recitazione Cinematografica: ogni settimana materiali utili per provini e allenamento attoriale.

Iscriviti gratis qui

In regalo con l'iscrizione una Guida Generale per Attori, un PDF esclusivo per approfondire il mestiere, gratis.


Continua...

Nel finale dell’episodio 4, l’identikit realizzato con l’aiuto di Tony Gauci arriva agli investigatori scozzesi. Il commerciante ricorda un cliente libico che aveva acquistato gli stessi vestiti e lo stesso ombrello ritrovati nella valigia della bomba.

Gli agenti ritengono che l’uomo possa aver preparato personalmente il bagaglio oppure aver collaborato con il responsabile. Il collegamento con la Libia sposta così l’indagine dalla cellula palestinese esaminata negli episodi precedenti verso la possibilità di un attentato sostenuto da un servizio di sicurezza statale.

La polizia non conosce ancora l’identità del cliente. È quindi scorretto presentarlo già come un terrorista libico identificato: alla fine della puntata esistono un identikit, una descrizione e un’ipotesi investigativa, ma non ancora un nome.

Anche l’operazione a Malta subisce una battuta d’arresto. La stampa scopre la presenza della polizia scozzese sull’isola e pubblica la notizia del collegamento con Lockerbie. Le autorità locali, che avevano imposto la massima riservatezza, sospendono le attività della squadra di Bell, consentendo per il momento soltanto all’agente dell’FBI Phil Reid di proseguire alcuni accertamenti.

John Orr comunica intanto a Ed il trasferimento al nuovo reparto di protezione testimoni. Ed considera la decisione un allontanamento dall’indagine proprio nel momento in cui la squadra crede di essersi avvicinata all’attentatore.

La scena conclusiva viene interrotta da un notiziario. Un altro aereo è precipitato nel deserto del Sahara dopo essere partito da N’Djamena, in Ciad.

Si tratta del volo UTA 772, un DC-10 francese distrutto da una bomba il 19 settembre 1989 mentre sorvolava il Niger. Il servizio televisivo ascoltato dai personaggi parla di 171 persone, ma il numero storico corretto è di 170 vittime, tutte quelle presenti a bordo.

Per gli investigatori, la notizia conferma la paura espressa da Sandy all’inizio dell’episodio: un altro aereo civile è stato abbattuto. La coincidenza rafforza inoltre l’interesse verso la Libia, che sarebbe stata successivamente collegata anche all’attentato contro il volo UTA 772.

Cosa prepara il finale del quarto episodio?

Il quarto episodio chiude la ricerca degli indumenti con il ritrovamento di Tony Gauci e apre due nuove piste. La prima riguarda l’uomo libico che avrebbe acquistato i vestiti a Mary’s House; la seconda nasce dal frammento elettronico che potrebbe appartenere al timer della bomba.

L’indagine deve ora identificare il produttore di quel circuito e verificare se il cliente descritto da Gauci appartenga realmente ai servizi di sicurezza libici. La morte di Sandy, il crollo di Ed e le proteste delle famiglie mostrano intanto il costo umano di un’inchiesta che dura da mesi.

La caduta del volo UTA 772 conclude la puntata collegando Lockerbie a un quadro internazionale più ampio. La squadra non sta più cercando soltanto i membri di una cellula terroristica: deve verificare la possibilità che dietro l’attentato si trovi un apparato statale capace di organizzare operazioni contro aerei civili.

I nostri corsi · Recitazione Cinematografica
Studiare recitazione non dovrebbe dipendere da dove vivi o da quanto puoi spendere.
Online al 100%
Costi sostenibili
Docenti attivi nel cinema
Diploma ufficiale
Scopri i percorsi Per attori e attrici, ovunque tu sia.

Entra nella nostra Community Famiglia! Ricevi gratis subito la Guida in PDF.

Iscrizione gratuita alla newsletterIn regalo: Guida Generale per Attori

Iscriviti gratis e ricevi subito la Guida Generale per Attori in PDF: self-tape di qualità, tecniche di memoria, gestione dell'ansia, materiali per casting e agenzie, analisi del testo e dieci monologhi da studiare.

Compila il modulo qui sotto — l'iscrizione è gratuita e la guida arriva direttamente nella tua inbox.

Recitazione Cinematografica: Scrivi la Tua Storia, Vivi il Tuo Sogno

Recitazione Cinematografica, il tuo rifugio nel mondo del cinema

Recitazione Cinematografica è la formazione cinematografica online per attori e attrici, ovunque tu sia. Una community gratuita su WhatsApp che riunisce attori e maestranze del cinema, e un blog dove interpreti emergenti e affermati si incontrano, si ispirano e crescono insieme.

Qui trovi monologhi cinematografici, dialoghi, trame, classifiche e interviste ad attori, registi e professionisti del cinema: risorse concrete per studiare, prepararti ai casting e costruire il tuo percorso con metodo.

Iscriviti gratis e ricevi subito la Guida Generale per Attori in PDF: self-tape di qualità, tecniche di memoria, gestione dell'ansia, materiali per casting e agenzie, analisi del testo e dieci monologhi da studiare.

Compila il modulo qui accanto — l'iscrizione è gratuita e la guida arriva direttamente nella tua inbox.