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~ LA REDAZIONE DI RC
Less of a Stranger, titolo internazionale del polacco Mniej obcy, è il film diretto da Kristoffer Rus e disponibile su Netflix dal 7 ottobre 2026, ispirato alla vita di Jan Borysewicz, chitarrista, compositore e fondatore dei Lady Pank. Più che raccontare semplicemente l'ascesa di una rock band, il film costruisce il ritratto di un uomo che passa gran parte della propria esistenza combattendo contro qualsiasi cosa provi a imporgli una direzione: il padre, la religione, il regime comunista, l'industria discografica e, a un certo punto, perfino le conseguenze delle proprie azioni.
Il risultato è un biopic musicale in cui il successo rappresenta soltanto una parte della storia. Al centro ci sono soprattutto il rapporto di Jan con la madre, la morte del fratello, il suo difficile rapporto con Dio, l'ossessione per la libertà e quella progressiva confusione tra essere liberi e non accettare più alcun limite. Il finale porta tutti questi elementi nello stesso punto e trasforma la musica, inizialmente strumento di ribellione, in qualcosa di molto più profondo.
Il film si apre quando Jan Borysewicz e i Lady Pank sono già diventati un fenomeno nazionale. Le autorità vogliono che la band smetta di eseguire Mniej niż zero, uno dei suoi brani più popolari. Jan sembra inizialmente accettare l'ordine, ma una volta arrivato davanti al pubblico decide di fare esattamente il contrario e comincia a suonare la canzone. È una scena che introduce immediatamente l'idea fondamentale del personaggio: Jan non sopporta che qualcuno gli dica cosa può o non può fare.
Da qui il racconto torna alla sua infanzia a Breslavia. Jan cresce in una famiglia nella quale la musica è presente, ma dove esistono anche tensioni molto profonde. Sua madre è la figura che più sostiene il suo talento e i suoi sogni, mentre il rapporto con il padre è segnato dal conflitto e dalla sensazione di essere continuamente ostacolato. Quando la madre si ammala gravemente, la famiglia comincia lentamente a disgregarsi e Jan trova sempre più nella musica un luogo nel quale rifugiarsi.
Fondamentale è anche il legame con il fratello maggiore, attraverso il quale Jan entra ancora più profondamente in contatto con il rock. Quando il fratello si toglie la vita, il trauma diventa una delle ferite centrali del protagonista. Il film lega direttamente questa perdita alla rabbia che Jan porta con sé negli anni successivi e soprattutto al suo rapporto con Dio: Borysewicz continua infatti a rivolgersi a Dio interiormente, ma lo fa spesso per chiedergli perché abbia permesso che così tante tragedie colpissero la sua famiglia.
Intanto il talento di Jan comincia a essere riconosciuto. Passa attraverso diverse esperienze musicali, suona con i Budka Suflera e raggiunge un livello professionale sempre più alto, ma resta insoddisfatto. Essere semplicemente il chitarrista di qualcun altro non corrisponde al sogno che coltiva fin dall'adolescenza: Jan vuole creare qualcosa che gli appartenga.
Nascono così i Lady Pank, insieme ad Andrzej Mogielnicki e agli altri musicisti che daranno forma alla band. L'arrivo di Janusz Panasewicz alla voce contribuisce a definire definitivamente il gruppo. Il successo è rapidissimo. Concerti, dischi e popolarità trasformano Jan in una delle principali figure del rock polacco degli anni Ottanta.
Ma proprio nel momento in cui ottiene ciò che desiderava, Jan comincia a perdere il controllo della propria vita.
La Polonia comunista non rappresenta soltanto lo sfondo storico della storia. Per Jan diventa un'altra forma di autorità contro cui combattere. I Lady Pank attirano l'attenzione delle istituzioni, subiscono pressioni e diventano una presenza difficile da controllare per un sistema che vorrebbe stabilire quali messaggi possano arrivare al pubblico.
Il film insiste molto su questo parallelismo: Jan è cresciuto opponendosi all'autorità paterna e continua a comportarsi allo stesso modo da adulto nei confronti dello Stato, dell'industria musicale e di chiunque provi a modificare ciò che crea.
Lo stesso accade quando si presenta la possibilità di costruire una carriera negli Stati Uniti. Per ottenere un successo internazionale più grande, al gruppo vengono richiesti cambiamenti sostanziali, fino alla possibilità di modificare componenti fondamentali della propria identità artistica. Jan rifiuta. Dal suo punto di vista, raggiungere il successo rinunciando a ciò che rende Lady Pank se stessa significherebbe perdere proprio quella libertà per cui ha sempre combattuto.
Ed è qui che il film comincia però a ribaltare il significato del suo comportamento.
Jan non accetta di essere controllato, ma progressivamente smette anche di controllare se stesso.
La fama porta con sé alcool, droghe, relazioni sentimentali complicate e una crescente incapacità di distinguere tra l'identità del musicista rock e le responsabilità dell'uomo. Nel film questa contraddizione emerge soprattutto nella vita privata: Jan può essere un figlio profondamente legato alla madre e contemporaneamente un partner difficile e un padre spesso incapace di comunicare davvero con le proprie figlie.
La chitarra finisce persino per sostituire le parole. In una delle scene ricordate dalle recensioni polacche, quando sua figlia gli pone una domanda personale alla quale Jan non sa rispondere, lui comincia semplicemente a suonare. È una caratteristica essenziale del personaggio: la musica è il linguaggio che utilizza quando il linguaggio normale non gli basta. Questo stesso rifugio, però, non può proteggerlo indefinitamente dalle conseguenze delle sue azioni.
La crisi raggiunge il culmine con il celebre concerto del 1º giugno 1986 a Breslavia, durante il quale Jan si espone davanti al pubblico provocando uno scandalo enorme. Nel film l'episodio non è trattato come una semplice eccentricità rock, ma come il momento in cui anni di eccessi e rabbia arrivano finalmente a un punto di rottura. Seguono l'isolamento pubblico, le conseguenze per la band, la necessità di chiedere scusa, i problemi con le sostanze e il deterioramento della salute. La parte conclusiva passa anche attraverso il ricovero e i problemi cardiaci di Jan prima della ripartenza dei Lady Pank.

Attenzione: da questo punto seguono spoiler sul finale.
Il finale di Less of a Stranger non racconta il trionfo definitivo di una rockstar. Racconta piuttosto il momento in cui Jan è costretto a rendersi conto che la libertà assoluta che ha inseguito per tutta la vita può diventare un'altra forma di prigionia.
Dopo lo scandalo del 1986, l'abuso di sostanze, i problemi di salute e la crisi dei Lady Pank, Jan arriva al punto più basso del proprio percorso. Quello che inizialmente era stato il suo più grande pregio — non permettere a nessuno di controllarlo — è diventato anche il meccanismo attraverso il quale ha rischiato di distruggere se stesso, la propria famiglia e il gruppo che aveva costruito.
Il film gli concede però una seconda possibilità. I Lady Pank tornano a suonare e Jan può ricominciare, ma la vera trasformazione non consiste semplicemente nel tornare sul palco. Consiste nel guardare in maniera diversa tutto ciò che lo ha condotto fin lì.
La chiusura emotiva più importante riguarda sua madre. Per tutto il film è lei la persona che crede nel sogno di Jan quando quasi nessun altro riesce a prenderlo sul serio. La sua malattia accompagna gran parte della giovinezza del protagonista e il rapporto con lei rimane uno dei pochi legami che Jan non riesce mai realmente a liquidare attraverso la propria ribellione.
Nel finale la musica diventa quindi anche un modo per tornare a lei. Il film chiude questa relazione attraverso una canzone dedicata alla madre, trasformando ciò che per Jan era sempre stato soprattutto uno strumento di evasione e ribellione in una forma di memoria e riconciliazione. La scena finale richiama inoltre l'inizio del film e completa così la struttura circolare della storia.
Uno degli elementi più particolari di Less of a Stranger è il continuo dialogo di Jan con Dio. Jan non viene rappresentato come un uomo semplicemente religioso né come un ateo. È piuttosto qualcuno che continua a discutere con Dio proprio perché non riesce completamente a smettere di credere che esista qualcosa a cui chiedere spiegazioni.
La malattia della madre, la morte del fratello, le difficoltà familiari e i propri fallimenti diventano continuamente materiale per questo confronto. Jan interpreta alcuni eventi come segnali, accusa Dio quando le cose vanno male e cerca una spiegazione per perdite che non riesce ad accettare. Il film collega questo conflitto anche alla sua educazione cattolica e mostra perfino il suo coinvolgimento in un pellegrinaggio nei momenti più difficili.
Nel finale questo discorso trova una conclusione simbolica. Più che fornire una risposta teologica, Less of a Stranger mostra quale sia stato l'unico vero assoluto rimasto costante nella vita di Jan: la musica. È il luogo attraverso il quale affronta il dolore, comunica ciò che non sa dire, costruisce la propria identità e, alla fine, riesce anche a conservare il legame con le persone che ha perduto. Una lettura sottolineata anche da alcune delle analisi polacche del film, che individuano proprio nella musica l'elemento destinato a sopravvivere a ogni altra crisi.
Per questo il finale non dice semplicemente che Jan "trova Dio". Suggerisce piuttosto che smette almeno in parte di usare Dio come destinatario della propria rabbia e accetta che non tutte le perdite possano avere una risposta. Ciò che può fare è trasformarle in qualcosa. Ed è esattamente ciò che ha sempre fatto con la musica.
Il titolo originale Mniej obcy significa letteralmente "meno estraneo". È anche il titolo della biografia autorizzata di Borysewicz realizzata con Marcin Prokop, ma nel film acquista un significato particolarmente efficace. Esiste infatti un famoso brano dei Lady Pank intitolato Wciąż bardziej obcy, espressione traducibile approssimativamente come "sempre più estraneo". Il titolo Mniej obcy sembra quindi invertire quel concetto: dopo anni trascorsi ad allontanarsi dagli altri e spesso anche da se stesso, Jan diventa finalmente "meno estraneo".
Non significa che alla fine diventi un uomo completamente diverso o che tutti i suoi errori vengano cancellati. Il film non costruisce una redenzione così semplice.
Jan diventa meno estraneo perché comincia a riconoscere le proprie contraddizioni. Il ribelle e il figlio affettuoso, la rockstar arrogante e l'uomo fragile, il padre assente e il bambino che ha perso una parte della propria famiglia non sono persone diverse. Sono tutte parti dello stesso individuo.
Sebbene Less of a Stranger possa sembrare inizialmente un film sulla nascita dei Lady Pank, la relazione più importante non è quella tra Jan e la band. È quella tra Jan e sua madre. Lei rappresenta quasi l'opposto delle altre autorità presenti nel film. Il padre cerca di indirizzarlo, il sistema vuole controllarlo, l'industria vuole modificarlo. Sua madre invece crede in lui senza pretendere che diventi qualcos'altro.
Per questo la sua perdita possiede un peso così grande. Il successo non riesce a compensare ciò che Jan perde nel percorso per raggiungerlo. Può essere davanti a migliaia di persone, può diventare uno dei chitarristi più famosi del Paese, ma non può tornare indietro e recuperare il tempo sottratto alle persone che amava. La canzone del finale serve proprio a questo: non cancella la perdita, ma permette a Jan di darle una forma.
La tematica principale di Less of a Stranger è probabilmente la libertà. All'inizio sembra un valore assolutamente positivo. Il giovane Jan combatte contro un ambiente che vorrebbe stabilire quale vita debba vivere. Da adulto sfida un sistema politico che pretende di controllare l'espressione artistica. Quando gli Stati Uniti sembrano offrirgli il successo in cambio dell'identità della sua band, rifiuta nuovamente. Il problema è che il film porta questa logica fino alla sua conseguenza estrema.
Se qualsiasi regola equivale a un'oppressione, anche un limite necessario può essere percepito come un nemico. Jan finisce così per considerare la mancanza di controllo come prova della propria libertà. Ed è qui che comincia a distruggersi. Il suo arco narrativo consiste quindi nel comprendere che essere liberi non significa essere privi di limiti. La libertà artistica può richiedere di dire di no agli altri, ma la libertà personale richiede anche la capacità di dire di no a se stessi.

Il film evita infine di trasformare il successo dei Lady Pank in una semplice favola musicale. Jan realizza quasi tutto ciò che aveva immaginato da ragazzo. Forma la sua band, diventa famoso, riempie i concerti, ascolta le sue canzoni alla radio e arriva perfino all'estero. Eppure il raggiungimento di quegli obiettivi non risolve i traumi da cui era partito. Anzi, in alcuni casi li amplifica.
La fama gli concede la possibilità di non fermarsi mai. Il dolore può essere coperto da un concerto, una festa, una sostanza, un'altra relazione o un nuovo progetto. Ma ogni volta ritorna. Less of a Stranger racconta quindi anche l'insufficienza del successo come risposta alle ferite personali. Arrivare in cima non rende automaticamente Jan più felice, perché il problema non è più arrivare da qualche parte: è riuscire finalmente a restare solo con se stesso. Ed è proprio questa la trasformazione racchiusa nel titolo.
Alla fine Jan Borysewicz non è diventato meno ribelle e non ha smesso di vivere attraverso la musica. È semplicemente meno estraneo all'uomo che esiste dietro il chitarrista.


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