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~ LA REDAZIONE DI RC
Il monologo di Henry in Stranger Things 5 è uno degli esempi più raffinati di manipolazione emotiva scritti per un antagonista contemporaneo. Non c’è rabbia, non c’è minaccia esplicita, ma una calma pericolosa che trasforma il male in protezione e la prigionia in rifugio. In questo discorso Henry accoglie i bambini nel suo mondo, usando metafore, promesse e un linguaggio da guida spirituale per legittimare le proprie azioni.
Scheda del monologo
Contesto del film
Testo del monologo (estratto+note)
Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa
Finale del film (con spoiler)
Credits e dove trovarlo
Durata: 2:45-5:00
Minutaggio: 2 minuti 14 secondi
La storia si apre con un flashback del 1983, in cui Will viene catturato dal Demogorgone e consegnato a Vecna, che sembra avviare un piano a lungo termine. Nel 1987, Hawkins è ormai una città in quarantena dopo l’invasione del Sottosopra. I ragazzi, Mike, Dustin, Lucas e Will cercano di mantenere viva la memoria di Eddie e continuano la loro battaglia contro Vecna, mentre la città è presidiata dall’esercito. Undi (Eleven) si allena duramente con Hopper e Joyce, mentre varie squadre dei protagonisti tentano di coordinarsi tramite radio per localizzare Vecna, ormai introvabile da tempo. Durante una ricognizione militare nel Sottosopra, Hopper rimane isolato e Will percepisce attraverso una visione, come se fosse dentro la mente del Demogorgone, che una minaccia sta raggiungendo la casa di Mike e Nancy.
In quel preciso momento, infatti, Holly, la sorellina, viene attaccata dal Demogorgone nella sua stanza Holly riesce a fuggire inizialmente, ma viene comunque rapita e trascinata nel Sottosopra. Nancy e Mike scoprono che la bambina parlava di un misterioso “Signor Cosè”. Indagando e interrogando la loro madre Karen ferita, scoprono che il vero nome dell’entità è Henry. I pezzi si incastrano: Cosè è Vecna, che ha manipolato Holly prima del rapimento. Undi e Hopper si inoltrano nel Sottosopra per cercare la bambina. Nel frattempo, Will capisce che Vecna sta usando un legame mentale con lui e riesce a percepire ciò che Holly vede e sente, come se Vecna stesse sfruttando la sua connessione per comunicare o spiare attraverso i bambini presi di mira. Infine una visione rivela che Holly è nella “casa” di Henry, una versione illusoria e idilliaca creata da Vecna: non è l’unica, perché lui vuole radunare tutti i bambini che ha scelto come vittime...
Vecna prende di mira un altro bambino: Derek. Il piano dei ragazzi è attirare il Demogorgone a casa sua e inserirgli una ricetrasmittente, così da seguire il mostro fino al nascondiglio di Vecna. Intanto Holly, nella falsa realtà costruita da Henry, scopre messaggi misteriosi e si addentra nel bosco, spiata da una creatura. Undi e Hopper combattono contro una squadra dell’esercito nel Sottosopra e distruggono un’arma sonica che stava bloccando i poteri della ragazza, riuscendo poi a riprendere la ricerca della bambina. Will conferma che Vecna sta “raccogliendo” bambini e che il suo legame mentale con la mente alveare non si è mai del tutto spezzato . L’episodio si apre con Derek, ancora sotto shock, che si sveglia nel fienile dove Joyce e gli altri stanno cercando di proteggerlo. La donna tenta di farlo ragionare, ma Derek vuole scappare: Vecna gli ha detto tutt’altro. Proprio allora il Demogorgone irrompe nel fienile. Will, che continua ad avere visioni dal punto di vista della creatura, “vede” tutta la scena attraverso i suoi occhi. Joyce prova a difendere il bambino con un’accetta, ma la svolta arriva quando Steve piomba dentro guidando un’auto e investe il Demogorgone.
L’idea folle è seguirlo nel portale, sfruttando la scia della creatura. La macchina entra nel Sottosopra per un soffio, con a bordo Steve, Dustin, Jonathan e Nancy. Nel Sottosopra, la nebbia è così fitta che a un certo punto perdono di vista il Demogorgone e si schiantano contro un muro viscido, tipico delle superfici organiche create da Vecna. Intanto Will continua a “sentire” il Sottosopra: ha nuove visioni di bambini sedati, collegati a tentacoli come se fossero respiratori viventi. Capisce che Vecna sta seguendo uno schema: vede quattro spirali, un numero che si ripeterà fino ad arrivare a dodici bambini rapiti.
Nel frattempo, Max e Holly danno un nuovo tassello al mistero. Holly, attirata da una lettera scritta da Henry/Vecna, attraversa un passaggio nel muro e viene raggiunta da Max, viva e cosciente dopo la lunga degenza. Max la conduce in un luogo surreale: una casa immersa in una savana luminosa. Spiega alla bambina che ciò che vede non è reale, ma un ricordo composito, la prigione mentale in cui Henry intrappola le sue vittime.
Per recuperare i bambini sequestrati dai militari, Robin propone un piano in stile La Grande Fuga: entrare da un tunnel sotterraneo e liberare i piccoli prigionieri. Ma serve una talpa, qualcuno dall’interno… Derek è l’uomo giusto, ma le cose precipitano e, proprio quella notte… Arriva Vecna.

Il ricordo di ciò che è accaduto, di come siete arrivati qui, forse è annebbiato, confuso. I mostri hanno cercato di prendervi, ma io vi ho salvati in tempo. Questo posto… la mia casa… ora è anche vostra. Il vostro santuario. Se non vi avventurate nel bosco, dove vivono i mostri, qui sarete al sicuro. So che molti di voi si chiedono quando arriveranno i loro amici, la loro famiglia. La dura realtà è che c’è in gioco molto di più della vita dei vostri cari. Io non voglio spaventarvi. Ma siete coraggiosi, e meritate la verità. Tenebre malvagie si stanno riversando non solo su Hawkins, ma sul mondo intero, e presto sarà troppo tardi per fermarle. Immaginate queste tenebre come la cosa nera del vostro libro. La cosa nera minacciava la famiglia di Meg, come queste tenebre minacciano le vostre, ma… io penso di aver trovato un modo per sconfiggerle. Ho viaggiato a lungo e ben oltre la nostra dimensione. In questi miei viaggi ho scoperto un altro mondo. Un mondo lontano dalla terra. Questo mondo è simile al nostro. Solo… migliore. Libero da mostri e tenebre. E’ la luce. Il che ci porta al vero motivo per cui siete stati scelti. Voi non siete come gli altri bambini. Come Meg, voi siete speciali. Avete poteri assopiti, qui… e io credo che lavorando insieme possiamo risvegliarli, incalanare l’energia e attirare quel mondo verso il nostro. E se la luce raggiunge le tenebre la luce le spazzerà via. I vostri cari saranno salvi e voi… voi sarete degli eroi.
“Il ricordo di ciò che è accaduto, di come siete arrivati qui, forse è annebbiato, confuso.”: attacco morbido, quasi terapeutico; ritmo lento; micro-pausa su “forse” (non imporre, suggerire); sguardo che “abbraccia” il gruppo, come un adulto che rassicura.
“I mostri hanno cercato di prendervi, ma io vi ho salvati in tempo.”: enfatizza “mostri” con un filo di gravità (non horror); pausa netta dopo “ma” per mettere Henry al centro; su “io” non gonfiare l’ego: deve suonare come protezione, non vanto.
“Questo posto… la mia casa… ora è anche vostra.”: usa le ellissi come tappe di possesso; prima “questo posto” (apri le braccia), poi “la mia casa” (stringi, intimo), poi “anche vostra” (concedi); sguardo uno a uno, come se consegnassi una chiave.
“Il vostro santuario.”: frase corta, rituale; abbassa la voce e “metti un sigillo”; pausa lunga dopo, lasciando che la parola faccia effetto.
“Se non vi avventurate nel bosco, dove vivono i mostri, qui sarete al sicuro.”: tono da regola di casa; non minacciare, educare; rallenta su “nel bosco” e fai un breve cambio di sguardo verso fuori (come se il bosco fosse davvero lì); su “al sicuro” torna calmo, quasi una carezza.
“So che molti di voi si chiedono quando arriveranno i loro amici, la loro famiglia.”: qui devi sembrare empatico; una pausa breve dopo “quando” (sentire il vuoto); su “amici” e “famiglia” ammorbidisci lo sguardo, come se riconoscessi il dolore senza giudicarlo.
“La dura realtà è che c’è in gioco molto di più della vita dei vostri cari.”: cambi registro: diventi guida; appoggia “dura realtà” con fermezza; pausa dopo “più” per far crescere la posta; “i vostri cari” va detto con rispetto, non con freddezza (se lo dici freddo, diventi subito cattivo).
“Io non voglio spaventarvi.”: quasi un sorriso piccolo, rassicurante; ma deve avere un’ombra sotto (come chi sa che sta per farlo); micro-pausa prima di “spaventarvi”.
“Ma siete coraggiosi, e meritate la verità.””: qui li eleva; pausa dopo “coraggiosi” come se li guardassi con orgoglio; “meritate” è la parola-trappola: dilla come un dono che solo tu puoi concedere.
“Tenebre malvagie si stanno riversando non solo su Hawkins, ma sul mondo intero, e presto sarà troppo tardi per fermarle.”:: immagine apocalittica, ma detta con calma controllata; non urlare mai; su “non solo su Hawkins” fai un piccolo allargamento di gesto (dal locale al globale); accelera leggermente verso “presto” e poi frena su “troppo tardi” (sentenza).
“Immaginate queste tenebre come la cosa nera del vostro libro.”: cambia tono, diventa narratore; qui Henry è insegnante; sorriso minimo su “vostro libro” (intimità); pausa prima di “la cosa nera” per creare suspense dolce.
“La cosa nera minacciava la famiglia di Meg, come queste tenebre minacciano le vostre, ma…”: costruisci parallelismo con ritmo binario; su “Meg” non fare fanservice, è un appiglio emotivo; “le vostre” va detto puntando lo sguardo (li colpisci personalmente); sospensione su “ma…” lunga, come se stessi per rivelare una salvezza.
“io penso di aver trovato un modo per sconfiggerle.”: “io penso” non deve sembrare dubbio: è modestia strategica; pausa dopo “trovato” (assapora l’idea); “sconfiggerle” netto, semplice, senza compiacimento.
“Ho viaggiato a lungo e ben oltre la nostra dimensione.”: qui entra il mito personale; voce più bassa e profonda; su “ben oltre” apri lo sguardo verso l’alto o nel vuoto, come un ricordo remoto; non fare l’eroe, fai il sopravvissuto.
“In questi miei viaggi ho scoperto un altro mondo.”: rallenta e semplifica; “un altro mondo” va detto come una meraviglia trattenuta; pausa dopo la frase, lasciando che il gruppo immagini.
“Un mondo lontano dalla terra.”: quasi una ninna-nanna cosmica; sguardo distante, voce rotonda; non caricare di minaccia: deve suonare come promessa.
“Questo mondo è simile al nostro. Solo… migliore.”: prima frase oggettiva, seconda emotiva; pausa lunga sull’ellissi prima di “migliore” (è la carota); su “migliore” un sorriso appena accennato, come chi ha visto il paradiso.
“Libero da mostri e tenebre.”: qui pulisci l’aria; pronuncia scandita, quasi liturgica; gesto di “spazzare via” leggerissimo, non teatrale.
“E’ la luce.”: parola-totem; abbassa ancora la voce e rendila inevitabile; pausa lunga dopo, come se tutti dovessero respirarla.
“Il che ci porta al vero motivo per cui siete stati scelti.”: torna pragmatico, da leader; “vero motivo” con enfasi calma; “scelti” è l’amo: guardali uno a uno, come se vedessi qualcosa di speciale in ciascuno.
“Voi non siete come gli altri bambini.”: esclusività; tono confidenziale, quasi un segreto; pausa dopo “voi” (li mette davanti a tutto); non giudicare “gli altri”, esalta loro.
“Come Meg, voi siete speciali.”: qui fai il ponte emotivo definitivo; “Meg” è la loro identificazione; “speciali” non deve essere gridato: deve essere detto come qualcosa che finalmente spiega perché soffrono.
“Avete poteri assopiti, qui…”: sussurro controllato; “poteri” leggermente più basso, come fosse pericoloso; pausa sull’ellissi come se stessi percependo quei poteri nell’aria.
“e io credo che lavorando insieme possiamo risvegliarli,”: “io credo” di nuovo come falsa modestia; su “insieme” addolcisci e includi; “risvegliarli” è quasi una carezza, come se stesse svegliando qualcosa di fragile.
“incalanare l’energia e attirare quel mondo verso il nostro.”: linguaggio tecnico-mistico; rendilo chiaro e semplice, come se fosse una cosa fattibile; “attirare” con un piccolo gesto di richiamo verso di te; “verso il nostro” con un’idea di ritorno a casa.
“E se la luce raggiunge le tenebre la luce le spazzerà via.”: ritmo da formula; prima parte più lenta (“se… raggiunge…”), poi chiusa più decisa (“spazzerà via”); non rabbia: certezza.
“I vostri cari saranno salvi”: qui devi essere dolcissimo; è la promessa più potente; pausa prima di “salvi”, come se stessi vedendo quella salvezza.
“e voi… voi sarete degli eroi.”: doppio “voi” come consacrazione; sulla prima ellissi li fai sospendere, sulla seconda li incoroni; “eroi” con voce piena ma contenuta, poi silenzio lungo: lascia che loro ci credano.
Il monologo di Henry funziona perché non nasce come una dichiarazione di dominio, ma come un atto di accoglienza. La prima mossa del personaggio è ristrutturare il ricordo: i bambini non sono stati rapiti, ma salvati. Il linguaggio è volutamente terapeutico, quasi ipnotico. Henry parla di confusione, di memoria annebbiata, e così facendo legittima lo smarrimento dei bambini, ponendosi subito come unica figura stabile e affidabile. Dal punto di vista attoriale, questo passaggio è fondamentale: Henry non entra come antagonista, entra come adulto responsabile.
Subito dopo, il discorso si sposta sulla creazione dello spazio. La casa non è solo un luogo fisico, ma un’estensione dell’identità di Henry: quando dice che ora è anche loro, sta compiendo un atto di adozione simbolica. È qui che il monologo comincia a lavorare sulla dipendenza emotiva. Il “santuario” non è una promessa di libertà, ma di protezione condizionata. La regola del bosco – non avventurarsi dove vivono i mostri – introduce un confine chiaro tra bene e male, ma soprattutto tra obbedienza e pericolo. Henry non minaccia mai apertamente: educa, spiega, rassicura. Ed è proprio questo che rende il personaggio pericoloso.
Quando il discorso tocca la famiglia e gli amici, Henry compie la manovra più delicata: riconosce il dolore senza concedergli spazio reale. Nomina i cari solo per ridimensionarli, spostando l’attenzione su qualcosa di “più grande”. Qui l’attore deve essere estremamente preciso: non c’è cinismo, c’è una convinzione assoluta. Henry crede davvero che il sacrificio affettivo sia giustificato da una missione superiore. La paura non viene negata, viene razionalizzata.
L’introduzione del riferimento a Nelle pieghe del tempo è uno snodo chiave. Henry non usa un linguaggio astratto, ma una metafora già conosciuta dai bambini. La “cosa nera” diventa lo strumento perfetto per tradurre l’apocalisse in una fiaba comprensibile. In questo passaggio il personaggio assume il ruolo del narratore, del maestro. È un momento in cui il tono si fa più morbido, quasi affascinante, perché Henry sta costruendo un ponte emotivo: se Meg era speciale, anche voi lo siete. La retorica dell’elezione è completa.
Da qui in avanti, il monologo si trasforma in un vero discorso messianico. Henry racconta i suoi viaggi, l’altro mondo, la luce. Ma attenzione: non parla mai come un folle visionario. Tutto è detto con misura, come se fosse il risultato di un lungo studio. La luce non è un concetto astratto, è una soluzione. E questo è il punto attorialmente più complesso: Henry non vende un sogno, vende un piano. La promessa finale, essere eroi, non è urlata, ma consegnata con calma solenne. È una consacrazione, non un’esaltazione.

L’episodio 5 riprende subito dopo il finale del Volume 1. Will riesce a fermare temporaneamente i Demogorgoni grazie al legame diretto con la mente alveare, rivelando un potere che non è innato come quello di Undici, ma assorbito da Vecna. Vecna tiene 12 bambini prigionieri, tra cui Holly Wheeler, nella sua casa d’infanzia. O meglio, una prigione mentale della stessa. Holly si allea con Max, intrappolata nel paesaggio del villain, e insieme iniziano a esplorare i ricordi traumatici di Henry. Undici, Hopper e Kali fuggono dal laboratorio militare: Kali rivela che la dottoressa Kay ha riattivato il Progetto Indige. Nel sesto episodio abbiamo la scoperta più importante della stagione. Dustin, Nancy, Steve e Jonathan capiscono che: il Sottosopra non è una dimensione autonoma, è un wormhole, un ponte interdimensionale di materia esotica. Collega il mondo reale all’Abisso, vera dimora dei Demogorgoni e del Mind Flayer La Terra non è sotto invasione: è in fase di fusione con un altro mondo. Nel frattempo: Max e Holly trovano una porta che mostra parte del passato oscuro di Henry. Vecna tenta di recuperare il corpo fisico di Max, inviando Demogorgoni in ospedale Lucas corre a salvarla, mentre Will percepisce tutto attraverso la mente alveare. Max viene salvata all’ultimo momento da Lucas e si risveglia, Holly riesce quasi a tornare a Hawkins, ma Vecna la riporta a Camazotz- Will fa coming out con il gruppo: liberandosi della vergogna, annulla il controllo emotivo di Vecna su di lui La scena finale mostra:i tre gruppi che si riuniscono finalmente, Murray che guida il Party attraverso la frattura, l’ingresso nel Sottosopra, da cui partirà l’episodio finale. Holly resta l’unica prigioniera.
Regista: Matt e Ross Duffer
Sceneggiatura: Matt e Ross Duffer
Produttore: Stephanie Slack Margret H. Huddleston
Cast: Winona Ryder (Joyce Byers) David Harbour (Jim Hopper), Finn Wolfhard( Mike Wheeler), Gaten Matarazzo (Dustin Henderson) Caleb McLaughlin (Lucas Sinclair) Noah Schnapp (Will Byers) Millie Bobby Brown (Undici / Jane Ives)
Dove vederlo: Netflix

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