Monologo Lisa a Dan in bagno da Come vendere droga online

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Analisi del monologo di Lisa al megafono in "Come vendere droga online (e in fretta)"

Monologo Lisa in bagno da Come vendere droga online: questa scena dimostra come la verità emotiva possa emergere anche nel contesto più imbarazzante. Lisa parla a Dan mentre lui è vulnerabile, in un bagno pubblico, e trasforma una situazione potenzialmente comica in un momento di grande maturità emotiva. Il monologo unisce onestà, rispetto e chiarezza, evitando il melodramma e scegliendo la responsabilità.

  • Scheda del monologo

  • Contesto del film

  • Testo del monologo (estratto+note)

  • Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

  • Finale del film (con spoiler)

  • Credits e dove trovarlo

Scheda del monologo

Serie: Come vendere droga online (E in fretta)
Personaggio: Lisa
Attrice: Anna Lena Klenke

Minutaggio: 24:36-26:06

Durata: 1 minuto 36 secondi

Difficoltà 6/10 mantenere serietà emotiva in un contesto ridicolo, non “giustificare” l’imbarazzo con l’ironia,

Emozioni chiave Onestà disarmata, Tenerezza adulta, chiarezza emotiva, rispetto, imbarazzo accettato

Contesto ideale per un attore Scene di dialogo sbilanciato (uno parla, l’altro non può reagire)

Dove vederlo: Netflix

Contesto di "Come vendere droga online (e in fretta)"

La prima stagione racconta l’ascesa improvvisata (e pericolosa) di Moritz Zimmermann, liceale brillante ma socialmente invisibile, che reagisce in modo ossessivo alla rottura con la fidanzata Lisa Novak. Il punto di rottura emotivo è chiaro: Lisa è cambiata dopo un anno all’estero, ha sperimentato le droghe e si è avvicinata al popolare atleta Dan Riffert, tutto ciò che Moritz non è. Nel tentativo goffo di riconquistarla, Moritz prende una decisione sbagliata dopo l’altra fino a trovarsi con una grossa quantità di ecstasy acquistata dallo spacciatore locale Buba. A quel punto entra in gioco il vero talento del protagonista: l’informatica. Con l’aiuto dell’amico Lenny, genio tech costretto su una sedia a rotelle e affetto da una malattia terminale, Moritz riconverte il loro vecchio progetto di e-commerce in MyDrugs, un marketplace di droga sul dark web. Da qui la stagione lavora su tre livelli paralleli:

La crescita criminale: MyDrugs diventa rapidamente efficiente, internazionale, strutturato come una startup, con recensioni, fornitori e logistica.

Il crollo relazionale: Moritz mente, manipola Lisa, cancella messaggi, si isola emotivamente e logora il rapporto con Lenny, che comincia a vedere l’attività come qualcosa di più grande (e più pericoloso) di loro.

La pressione morale e legale: il padre di Moritz è un poliziotto, Buba è instabile, la qualità delle droghe è discutibile (PMA invece di MDMA), e le conseguenze diventano reali, fisiche, irreversibili. Il tono resta sempre sospeso tra commedia nera e thriller adolescenziale: leggerezza formale, ma poste in gioco sempre più serie.

Testo del monologo + note

Nel bagno. E’ più imbarazzante incontrarsi qui, che dall’analista. Devo dirti una cosa, e voglio farlo ora. Se c’è una cosa che ho imparato ultimamente è che le persone devono parlarsi. E se necessario anche in luoghi imbarazzanti. Se provi a capire le cose da solo non potrai mai essere davvero felice. Non servono né le pasticche, né le emoji a cuoricino, e neanche la dottoressa Stoecker. Tu mi piaci veramente, ma forse dobbiamo premere il pulsante pausa. E non per poi premere il tasto cancella, ma… ritorna al menù principale. Sai, forse alla fine non sono cambiata così tanto come pensavo. E forse la Lisa che hai conosciuto tu non è la vera Lisa. Non so che cosa stiate combinando tu e Moritz, ma è bello vedervi andare d’accordo. Te l’avevo detto, se lo conosci meglio capisci che è fico. Non voglio ferire nessuno di voi due, siete troppo importanti per me. Va bene. Adesso ti lascio in pace. Lo sapevo che la foto dell’uccello non era la tua.

“Nel bagno.”: attacco secco, quasi un’annotazione di scena; dillo sottovoce, come per ricordarsi dove sei; micro-pausa immediata per far sentire l’imbarazzo senza commentarlo.

“E’ più imbarazzante incontrarsi qui, che dall’analista.”: ironia leggera, non battuta; mezzo sorriso che dura un attimo e poi sparisce; sguardo che evita Dan per un secondo, come a rispettare la sua vulnerabilità.

“Devo dirti una cosa, e voglio farlo ora:” cambio di registro verso il serio; “ora” va appoggiato con decisione; postura più stabile, come se ti ancorassi al pavimento.

“Se c’è una cosa che ho imparato ultimamente è che le persone devono parlarsi.”: tono sincero, quasi adulto; rallenta su “imparato”; sguardo morbido, non accusatorio: stai includendo anche te stessa.

“E se necessario anche in luoghi imbarazzanti.”: piccolo ritorno alla situazione; sorriso minimo, autoconsapevole; pausa dopo “necessario” come se accettassi il paradosso.

“Se provi a capire le cose da solo non potrai mai essere davvero felice.”: qui diventa quasi una carezza/avvertimento; abbassa la voce, rendila intima; su “davvero felice” lascia un filo di tristezza, non predica.

“Non servono né le pasticche, né le emoji a cuoricino, e neanche la dottoressa Stoecker.””: elenco con ironia dolceamara; fai tre “toc” ritmici sulle tre cose; su “emoji a cuoricino” un sorriso breve; su “dottoressa Stoecker” torna seria, come se stessi tagliando le scorciatoie.

“Tu mi piaci veramente, ma forse dobbiamo premere il pulsante pausa.”: dichiarazione vera, semplice, senza romanticismo; pausa dopo “veramente”; “pulsante pausa” detto con delicatezza, come se stessi cercando una parola che non faccia male.

“E non per poi premere il tasto cancella, ma… ritorna al menù principale.”: qui il linguaggio “da videogame” serve a proteggerti; pausa lunga sui puntini prima di “ritorna”; “menù principale” con un sorriso fragile, perché stai cercando una via elegante per dire “ricominciamo”.

“Sai, forse alla fine non sono cambiata così tanto come pensavo.””: confessione quieta; “Sai” come richiesta di ascolto, non di approvazione; sguardo basso un istante, poi ritorno su Dan.

“E forse la Lisa che hai conosciuto tu non è la vera Lisa.”: frase identitaria; rallenta su “vera”; niente vittimismo: è lucidità; lascia un silenzio dopo, come se anche tu stessi capendo mentre parli.

“Non so che cosa stiate combinando tu e Moritz, ma è bello vedervi andare d’accordo.””: tono osservativo, quasi sorridente; su “combinando” un micro-sospetto giocoso; su “bello” sincerità piena, senza gelosia.

“Te l’avevo detto, se lo conosci meglio capisci che è fico.”: qui torna l’adolescenza, più leggera; sorriso più vero; ritmo più veloce, come quando ti scappa una cosa spontanea.

“Non voglio ferire nessuno di voi due, siete troppo importanti per me.”: centro emotivo; rallenta, togli ogni ironia; sguardo diretto, pieno; pausa dopo “voi due”; su “importanti” la voce si ammorbidisce.

“Va bene.”.”: chiusura piccola, come una firma; respiro lungo prima; non è rassegnazione, è decisione.

“Adesso ti lascio in pace.”: gesto di rispetto; fai un mezzo passo indietro (anche solo con il busto); tono calmo, non punitivo; pausa dopo “adesso”.

“Lo sapevo che la foto dell’uccello non era la tua.”: coda comica che non deve “cancellare” l’emozione; dilla con un sorriso asciutto, quasi complice; evita di farla diventare una gag: è un modo per uscire dalla stanza senza piangere.

Analisi del monologo di Lisa al Megafono in "Come vendere droga online (e in fretta)"

Questo monologo funziona perché mette insieme due livelli che normalmente si respingono: l’intimità emotiva e l’imbarazzo fisico. Lisa sceglie il luogo meno adatto possibile per dire cose importanti, e proprio per questo la scena diventa autentica. Dan è in una posizione vulnerabile, letteralmente impossibilitato a reagire, e Lisa lo sa. Non sfrutta questa debolezza per dominare, ma per parlare con una sincerità che non avrebbe avuto in un contesto “giusto”. L’inizio serve a normalizzare l’assurdo. Lisa nomina il bagno, l’imbarazzo, l’analista: così facendo abbassa la tensione e crea un terreno umano, imperfetto. Subito dopo, però, entra nel cuore del discorso. La sua non è una confessione romantica, ma una presa di posizione adulta: ha capito che le persone devono parlarsi, anche quando è scomodo, anche quando non è elegante. Questa consapevolezza è il vero motore del monologo, e l’attore deve trattarla come una conquista recente, non come una verità sempre posseduta.

Quando Lisa parla della felicità, delle pasticche, delle emoji, della terapeuta, sta elencando tutte le scorciatoie emotive che non hanno funzionato. Il tono non è di rifiuto rabbioso, ma di lucidità disillusa. È importante che non sembri una predica: Lisa include se stessa in questo fallimento collettivo. Per questo il discorso resta empatico e mai moralizzante. La parte centrale, quella della “pausa” e del “ritorna al menù principale”, usa un linguaggio tecnologico e ludico per dire qualcosa di molto delicato: non è una fine, ma non è nemmeno una continuazione. È una sospensione consapevole. Qui l’attrice deve proteggere il personaggio dal melodramma. Lisa non sta soffrendo in scena, sta organizzando il dolore in modo che non faccia male a nessuno. Il passaggio sull’identità (“forse non sono cambiata così tanto”, “forse la Lisa che conoscevi non è la vera Lisa”) è uno dei momenti più maturi del monologo. Non è una crisi, è un ripensamento. Lisa ammette di non essersi ancora definita, e questa incertezza è trattata con serenità. Non c’è bisogno di risolverla, basta dirla.

Quando entra Moritz nel discorso, il tono cambia ancora: diventa più leggero, quasi affettuoso. Non c’è gelosia, non c’è competizione. Lisa osserva e riconosce un legame che esiste, e lo fa senza sentirsi minacciata. Questo passaggio serve a chiudere il triangolo emotivo senza ferire nessuno, ed è fondamentale che l’attore mantenga questa neutralità generosa.

Finale "Come vendere droga online (E in fretta)"

L’ultimo episodio segna un cambio netto di scala e responsabilità. Dopo l’overdose di Gerda e la scomparsa di Lenny, Moritz è costretto ad affrontare per la prima volta le conseguenze dirette delle sue scelte. Per ritrovare l’amico, si allea paradossalmente con Dan, il suo “rivale”, mostrando come le dinamiche adolescenziali vengano spazzate via dal pericolo reale. Il confronto finale avviene nella fattoria di Buba, dove Moritz, Lenny e Dan vengono imprigionati. Qui la serie gioca la sua carta più nera: Lenny tenta di difendersi con una pistola stampata in 3D (Liberator), simbolo perfetto di tecnologia senza controllo. Il colpo fallisce, ma l’arma finisce nelle mani di Buba, che si uccide accidentalmente. La morte di Buba non è eroica né spettacolare: è casuale, stupida, coerente con l’intera stagione. Ed è il momento in cui i ragazzi capiscono di aver superato un punto di non ritorno. Dopo questo evento: Moritz, Lenny e Dan decidono di collaborare, mettendo da parte rivalità e rancori. MyDrugs viene lanciato sul clear web e diventa un successo immediato. Il fornitore GoodTimes prende il controllo diretto delle spedizioni, sabotando il sistema precedente e causando la morte di PurpleRain, segno che il business ormai uccide anche a distanza. Lisa e Moritz si riavvicinano, ma nulla è davvero risolto: la relazione è “in pausa”, sospesa come le coscienze dei personaggi.

Credits e dove vederlo

Creato: Philipp Käßbohrer, Matthias Murmann

Sceneggiatura: Sebastian Colley, Philipp Käßbohrer, Stefan Titze

Cast: Maximilian Mundt: Moritz Zimmermann Anna Lena Klenke: Lisa Danilo Kamperidis: Lenny Sander Damian Hardung: Dan Riffert Luna Schaller: Gerda
Dove vederlo: Netflix

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