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~ LA REDAZIONE DI RC
Monologo di Lisa Come vendere droga online: questo discorso dal megafono è uno dei momenti più forti della prima stagione. Lisa parla a Moritz, ma lo fa davanti a tutta la scuola, trasformando una rottura privata in un atto pubblico di autodeterminazione. Il monologo funziona perché unisce rabbia lucida, controllo emotivo e affermazione identitaria, senza mai scivolare nello sfogo.
Scheda del monologo
Contesto del film
Testo del monologo (estratto+note)
Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa
Finale del film (con spoiler)
Credits e dove trovarlo
Minutaggio: 22:30-23:30
Durata: 1 minuto
Contesto di "Come vendere droga online (e in fretta)"
La prima stagione racconta l’ascesa improvvisata (e pericolosa) di Moritz Zimmermann, liceale brillante ma socialmente invisibile, che reagisce in modo ossessivo alla rottura con la fidanzata Lisa Novak. Il punto di rottura emotivo è chiaro: Lisa è cambiata dopo un anno all’estero, ha sperimentato le droghe e si è avvicinata al popolare atleta Dan Riffert, tutto ciò che Moritz non è. Nel tentativo goffo di riconquistarla, Moritz prende una decisione sbagliata dopo l’altra fino a trovarsi con una grossa quantità di ecstasy acquistata dallo spacciatore locale Buba. A quel punto entra in gioco il vero talento del protagonista: l’informatica. Con l’aiuto dell’amico Lenny, genio tech costretto su una sedia a rotelle e affetto da una malattia terminale, Moritz riconverte il loro vecchio progetto di e-commerce in MyDrugs, un marketplace di droga sul dark web. Da qui la stagione lavora su tre livelli paralleli:
La crescita criminale: MyDrugs diventa rapidamente efficiente, internazionale, strutturato come una startup, con recensioni, fornitori e logistica.
Il crollo relazionale: Moritz mente, manipola Lisa, cancella messaggi, si isola emotivamente e logora il rapporto con Lenny, che comincia a vedere l’attività come qualcosa di più grande (e più pericoloso) di loro.
La pressione morale e legale: il padre di Moritz è un poliziotto, Buba è instabile, la qualità delle droghe è discutibile (PMA invece di MDMA), e le conseguenze diventano reali, fisiche, irreversibili. Il tono resta sempre sospeso tra commedia nera e thriller adolescenziale: leggerezza formale, ma poste in gioco sempre più serie.

Ciao Mauritz. Ecco un messaggio che non puoi cancellare. Non puoi hackerare il profilo di una ragazza. E meno che mai della tua ex. E, giusto per la cronaca, tu non vuoi stare insieme a me. Tu vuoi stare con quella che ero un anno fa. Non ti accorgi che sono cambiata? Perché credete tutti di sapere che cosa è meglio per me? Se c’è una persona che lo sa, quella sono io. Quindi, perché non mi lasciate in pace, grazie. Ah, e per concludere… una bella canzone.
“Ciao Mauritz.”: attacco frontale e calmo; non saluto affettuoso ma “ti ho puntato”; sguardo dritto verso la finestra/bersaglio, senza cercarlo troppo; micro-pausa dopo il nome per far capire che lo stai isolando dal resto della folla.
“Ecco un messaggio che non puoi cancellare.”: tono da annuncio, quasi da comunicato; sottolinea “non puoi” senza alzare la voce; pausa dopo “messaggio” come se stessi premendo un tasto.
“Non puoi hackerare il profilo di una ragazza.”: fai scorrere la frase con disgusto controllato; evita l’ironia; sguardo non accusatorio verso la platea, perché lo scandalo è pubblico, ma il destinatario è uno.
“E meno che mai della tua ex.”: qui entra la lama; abbassa leggermente il tono, come una postilla che pesa più del resto; micro-pausa prima di “ex” per far arrivare il colpo.
“E, giusto per la cronaca, tu non vuoi stare insieme a me.”: “giusto per la cronaca” va detto con finta leggerezza, quasi burocratica; su “tu non vuoi” niente vittimismo: è una constatazione gelida; sguardo fisso, respiro corto.
“Tu vuoi stare con quella che ero un anno fa.”: frase chiave; rallenta e scolpisci “quella che ero”; non è rabbia, è lucidità che fa male; lascia un mezzo secondo di silenzio dopo “fa”.
“Non ti accorgi che sono cambiata?”: domanda che non cerca risposta; fai emergere un lampo di vulnerabilità, subito ricoperto; sopracciglio appena alzato, poi ritorno al controllo.
“Perché credete tutti di sapere che cosa è meglio per me?” qui allarghi il bersaglio dal singolo alla folla; apri lo sguardo sull’atrio/cortile come se includessi tutti; ritmo più incalzante su “tutti”, senza urlare.
“Se c’è una persona che lo sa, quella sono io.”: affermazione identitaria, senza isteria; pausa prima di “quella sono io” come se firmassi un documento; mento leggermente su, postura più stabile.
“Quindi, perché non mi lasciate in pace, grazie.”: “quindi” come chiusura logica, non emotiva; “in pace” va detto piano ma definitivo; “grazie” è tagliente, quasi sarcastico—ma non comico; lascia un silenzio breve dopo.
“Ah, e per concludere… una bella canzone.”: svolta performativa: stai riprendendo il controllo della scena; “Ah” con un mezzo sorriso che non perdona; pausa lunga sui puntini prima di “una bella canzone”, come se stessi premendo play e chiudendo il discorso con eleganza crudele.
-Questo monologo funziona perché è un atto di potere mascherato da comunicazione. Lisa parla a Moritz, ma lo fa davanti a tutti, trasformando una questione privata in un evento pubblico. Per un attore o un’attrice, la chiave non è la rabbia, ma la gestione dello spazio e del controllo. Lisa non perde il controllo: lo riconquista. L’apertura è apparentemente semplice, quasi cordiale, ma è una trappola. Pronunciare il nome di Moritz in pubblico equivale a isolarlo, a strapparlo dall’anonimato e renderlo bersaglio. Da quel momento in poi, ogni frase è una delimitazione di confini. Il tema dell’hackeraggio non è solo tecnologico: è una metafora dell’invasione emotiva. Lisa non sta dicendo “mi hai ferita”, sta dicendo “mi hai violata”. E lo fa senza alzare la voce, senza cercare compassione.
Il cuore del monologo arriva quando Lisa smonta l’illusione romantica di Moritz: lui non ama la persona che ha davanti, ma un’immagine passata. Questa frase va detta con lucidità chirurgica, perché è il momento in cui Lisa si sottrae definitivamente alla narrazione dell’altro. Non chiede di essere capita, afferma di essere cambiata. La domanda “Non ti accorgi che sono cambiata?” non è un appello: è una constatazione amara, quasi retorica, che non aspetta risposta. Da lì il discorso si allarga. Lisa non parla più solo a Moritz, ma a tutti quelli che credono di sapere cosa sia meglio per lei. È un passaggio fondamentale: il monologo diventa politico, identitario. L’attrice deve sentire che in quel momento il bersaglio non è più uno solo, ma un sistema di sguardi, aspettative, pressioni. Quando Lisa dice che l’unica persona che sa cosa è meglio per lei è lei stessa, non sta rivendicando indipendenza emotiva, ma sovranità.
La chiusura è la parte più sottile. Il “grazie” non è educazione, è una porta sbattuta con stile. E l’idea di concludere con una canzone non alleggerisce il discorso, lo completa: Lisa si riappropria dello spazio, trasforma l’umiliazione subita in performance, decide lei come finisce la scena.

L’ultimo episodio segna un cambio netto di scala e responsabilità. Dopo l’overdose di Gerda e la scomparsa di Lenny, Moritz è costretto ad affrontare per la prima volta le conseguenze dirette delle sue scelte. Per ritrovare l’amico, si allea paradossalmente con Dan, il suo “rivale”, mostrando come le dinamiche adolescenziali vengano spazzate via dal pericolo reale. Il confronto finale avviene nella fattoria di Buba, dove Moritz, Lenny e Dan vengono imprigionati. Qui la serie gioca la sua carta più nera: Lenny tenta di difendersi con una pistola stampata in 3D (Liberator), simbolo perfetto di tecnologia senza controllo. Il colpo fallisce, ma l’arma finisce nelle mani di Buba, che si uccide accidentalmente. La morte di Buba non è eroica né spettacolare: è casuale, stupida, coerente con l’intera stagione. Ed è il momento in cui i ragazzi capiscono di aver superato un punto di non ritorno. Dopo questo evento: Moritz, Lenny e Dan decidono di collaborare, mettendo da parte rivalità e rancori. MyDrugs viene lanciato sul clear web e diventa un successo immediato. Il fornitore GoodTimes prende il controllo diretto delle spedizioni, sabotando il sistema precedente e causando la morte di PurpleRain, segno che il business ormai uccide anche a distanza. Lisa e Moritz si riavvicinano, ma nulla è davvero risolto: la relazione è “in pausa”, sospesa come le coscienze dei personaggi.
Creato: Philipp Käßbohrer, Matthias Murmann
Sceneggiatura: Sebastian Colley, Philipp Käßbohrer, Stefan Titze
Cast: Maximilian Mundt: Moritz Zimmermann Anna Lena Klenke: Lisa Danilo Kamperidis: Lenny Sander Damian Hardung: Dan Riffert Luna Schaller: Gerda
Dove vederlo: Netflix

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