Monologo di Max a Holly in Stranger Things 5 e la forza di Holly l’Eroina

Unisciti alla nostra Community Famiglia! Compila il "FORM" in basso, inserendo il tuo nome e la tua mail, ed entra nell'universo di Recitazione Cinematografica. Ti aspettiamo!

Articolo a cura di...

~ LA REDAZIONE DI RC

Monologo di Joyce a Will in Stranger Things 5

Il monologo di Max a Holly in Stranger Things 5 è uno dei momenti emotivamente più potenti della stagione perché ridefinisce il concetto stesso di eroismo. Max non incoraggia Holly, non la spinge a essere diversa: le mostra ciò che è già stata. Attraverso un discorso fatto di memoria, gratitudine e verità condivisa, la scena trasforma la paura in identità e il senso di colpa in forza. 

  • Scheda del monologo

  • Contesto del film

  • Testo del monologo (estratto+note)

  • Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

  • Finale del film (con spoiler)

  • Credits e dove trovarlo

Scheda del monologo

Serie: Stranger Things 5 episodio 5 - (2025)
Personaggio: Max
Attore: Sadie Sink

Durata: 1:06:00-1:07:00

Minutaggio: 1 minuto

Difficoltà 8/10 È un monologo emotivamente denso, ma totalmente anti-retorico
Emozioni chiave Sollievo, ammirazione, senso di colpa elaborato, gratitudine, tenerezza matura

Contesto ideale per un’attrice scene di riconciliazione o passaggio di testimone, personaggi segnati dal trauma che parlano senza filtri

Dove vederlo: Netflix

Contesto della serie "Stranger Things 5" - primi 4 episodi

La storia si apre con un flashback del 1983, in cui Will viene catturato dal Demogorgone e consegnato a Vecna, che sembra avviare un piano a lungo termine. Nel 1987, Hawkins è ormai una città in quarantena dopo l’invasione del Sottosopra. I ragazzi, Mike, Dustin, Lucas e Will cercano di mantenere viva la memoria di Eddie e continuano la loro battaglia contro Vecna, mentre la città è presidiata dall’esercito. Undi (Eleven) si allena duramente con Hopper e Joyce, mentre varie squadre dei protagonisti tentano di coordinarsi tramite radio per localizzare Vecna, ormai introvabile da tempo. Durante una ricognizione militare nel Sottosopra, Hopper rimane isolato e Will percepisce attraverso una visione, come se fosse dentro la mente del Demogorgone, che una minaccia sta raggiungendo la casa di Mike e Nancy.

In quel preciso momento, infatti, Holly, la sorellina, viene attaccata dal Demogorgone nella sua stanza Holly riesce a fuggire inizialmente, ma viene comunque rapita e trascinata nel Sottosopra. Nancy e Mike scoprono che la bambina parlava di un misterioso “Signor Cosè”. Indagando e interrogando la loro madre Karen ferita, scoprono che il vero nome dell’entità è Henry. I pezzi si incastrano: Cosè è Vecna, che ha manipolato Holly prima del rapimento. Undi e Hopper si inoltrano nel Sottosopra per cercare la bambina. Nel frattempo, Will capisce che Vecna sta usando un legame mentale con lui e riesce a percepire ciò che Holly vede e sente, come se Vecna stesse sfruttando la sua connessione per comunicare o spiare attraverso i bambini presi di mira. Infine una visione rivela che Holly è nella “casa” di Henry, una versione illusoria e idilliaca creata da Vecna: non è l’unica, perché lui vuole radunare tutti i bambini che ha scelto come vittime...

Vecna prende di mira un altro bambino: Derek. Il piano dei ragazzi è attirare il Demogorgone a casa sua e inserirgli una ricetrasmittente, così da seguire il mostro fino al nascondiglio di Vecna. Intanto Holly, nella falsa realtà costruita da Henry, scopre messaggi misteriosi e si addentra nel bosco, spiata da una creatura. Undi e Hopper combattono contro una squadra dell’esercito nel Sottosopra e distruggono un’arma sonica che stava bloccando i poteri della ragazza, riuscendo poi a riprendere la ricerca della bambina. Will conferma che Vecna sta “raccogliendo” bambini e che il suo legame mentale con la mente alveare non si è mai del tutto spezzato . L’episodio si apre con Derek, ancora sotto shock, che si sveglia nel fienile dove Joyce e gli altri stanno cercando di proteggerlo. La donna tenta di farlo ragionare, ma Derek vuole scappare: Vecna gli ha detto tutt’altro. Proprio allora il Demogorgone irrompe nel fienile. Will, che continua ad avere visioni dal punto di vista della creatura, “vede” tutta la scena attraverso i suoi occhi. Joyce prova a difendere il bambino con un’accetta, ma la svolta arriva quando Steve piomba dentro guidando un’auto e investe il Demogorgone.

L’idea folle è seguirlo nel portale, sfruttando la scia della creatura. La macchina entra nel Sottosopra per un soffio, con a bordo Steve, Dustin, Jonathan e Nancy. Nel Sottosopra, la nebbia è così fitta che a un certo punto perdono di vista il Demogorgone e si schiantano contro un muro viscido, tipico delle superfici organiche create da Vecna. Intanto Will continua a “sentire” il Sottosopra: ha nuove visioni di bambini sedati, collegati a tentacoli come se fossero respiratori viventi. Capisce che Vecna sta seguendo uno schema: vede quattro spirali, un numero che si ripeterà fino ad arrivare a dodici bambini rapiti.

Nel frattempo, Max e Holly danno un nuovo tassello al mistero. Holly, attirata da una lettera scritta da Henry/Vecna, attraversa un passaggio nel muro e viene raggiunta da Max, viva e cosciente dopo la lunga degenza. Max la conduce in un luogo surreale: una casa immersa in una savana luminosa. Spiega alla bambina che ciò che vede non è reale, ma un ricordo composito, la prigione mentale in cui Henry intrappola le sue vittime.

Per recuperare i bambini sequestrati dai militari, Robin propone un piano in stile La Grande Fuga: entrare da un tunnel sotterraneo e liberare i piccoli prigionieri. Ma serve una talpa, qualcuno dall’interno… Derek è l’uomo giusto, ma le cose precipitano e, proprio quella notte… Arriva Vecna.

Monologo di Max: testo+note

Non c’è niente che avresti potuto fare, Holly. Sei una Wheeler, sei una tipa sveglia. Pensi che con un attizzatoio avresti potuto fermare i mostri. E hai dimenticato un paio di cose importanti. Quando ci siamo incontrate sei venuta nel bosco, anche se Henry diceva che c’erano mostri pericolosi. E poi mi hai seguita nella grotta, anche se non avevi ragione di fidarti di me. E poi, quando ti ho detto di tornare a casa da Henry era un piano rischioso, ma tu non hai esitato. E oggi, quando io ho mollato, non ti sei arresa. Sono stata così a lungoo, Holly, così a lungo. E non sono mai uscita. Ma tu… tu hai trovato un varco a Camazotz. Grazie a te rivedrò i miei amici. Rivedrò Lucas. Mi hai salvata, Holly Wheeler. Mi hai salvata. Allora lo vedi? Holly l’Eroica non è un giocattolo. Sei tu, Holly, sei tu. 

“Non c’è niente che avresti potuto fare, Holly.”: attacco di cura, non di consolazione; tono basso, fermo; pausa breve dopo “fare” per far atterrare la frase; su “Holly” addolcisci lo sguardo, come se la chiamassi indietro dal senso di colpa.

“Sei una Wheeler, sei una tipa sveglia.”: lieve sorriso, orgoglio pulito; ritmo naturale, quasi quotidiano; micro-pausa dopo “Wheeler” (identità) e poi “tipa sveglia” come conferma affettuosa, senza idolatrarla.

“Pensi che con un attizzatoio avresti potuto fermare i mostri.”: qui entra l’ironia tenera; non ridere, ma lascia un’ombra di sorriso; su “attizzatoio” un accento leggero (immagine concreta); “i mostri” torna serio, abbassa il volume: riporti la realtà senza schiacciare Holly.

“E hai dimenticato un paio di cose importanti.”: tono da lista, ma gentile; pausa dopo “dimenticato” come per scegliere le parole; sguardo stabile, come dire: “ti aiuto io a ricordare”.

“Quando ci siamo incontrate sei venuta nel bosco, anche se Henry diceva che c’erano mostri pericolosi.”: ritmo narrativo, quasi rievocazione; su “nel bosco” fai un piccolo gesto in avanti (attraversamento); pausa dopo “Henry” (peso del controllo); “mostri pericolosi” detto senza enfasi horror, più come pressione psicologica.

“E poi mi hai seguita nella grotta, anche se non avevi ragione di fidarti di me.”: qui Max si prende una parte di responsabilità; su “mi hai seguita” sguardo diretto, riconoscente; pausa dopo “grotta” (buio/ignoto); “fidarti di me” va detto con un filo di vulnerabilità, Max si espone.

“E poi, quando ti ho detto di tornare a casa da Henry era un piano rischioso, ma tu non hai esitato.”: la frase deve sembrare un resoconto, non un elogio; accelera leggermente fino a “rischioso” e poi pausa; “ma tu non hai esitato” fallo cadere come una verità pesante, con rispetto, quasi stupore.

“E oggi, quando io ho mollato, non ti sei arresa.”: momento più intimo; su “io ho mollato” abbassa lo sguardo un istante (ammissione); pausa dopo “mollato”; “non ti sei arresa” torna su Holly, sguardo pieno, come una stretta invisibile.

“Sono stata così a lungoo, Holly, così a lungo.”: lascia che “a lungo” esca davvero lungo, come stanchezza; respiro più grande prima della frase; su “Holly” la chiami per restare ancorata; seconda ripetizione più bassa, più vera.

“E non sono mai uscita.”: frase secca, quasi senza aria; niente pianto esplicito, solo vuoto; pausa lunga dopo, per far sentire il fallimento senza vergogna.

“Ma tu… tu hai trovato un varco a Camazotz.””: svolta; le ellissi sono un cambio di prospettiva; su “tu… tu” sguardo che si illumina, come realizzazione; “varco” va detto con meraviglia controllata; “Camazotz” pronunciato come un luogo terribile ma superato.

“Grazie a te rivedrò i miei amici.”: gratitudine pulita, senza retorica; pausa dopo “Grazie a te” (prima di nominare il premio); “i miei amici” con un filo di nostalgia, come un ritorno alla vita.

“Rivedrò Lucas.”: frase piccola, devastante; abbassa tutto, voce quasi rotta; micro-pausa prima di “Lucas”; sguardo lontano un secondo, come se lo vedesse già.

“Mi hai salvata, Holly Wheeler.””: qui la frase deve diventare ufficiale; usare il cognome è un’investitura; pausa prima di “Holly Wheeler” come per incidere il nome nella memoria.

“Mi hai salvata.”: ripetizione più semplice, più intima; un respiro pieno prima; lascia vibrare un silenzio dopo, come se Max stessa avesse bisogno di crederci.

“Allora lo vedi?”: domanda tenera, non inquisitoria; mezzo sorriso; sguardo che cerca conferma negli occhi di Holly.

“Holly l’Eroica non è un giocattolo.”: tono deciso ma dolce; su “non è” fermo, quasi un colpetto sul tavolo; “giocattolo” detto senza disprezzo, come per togliere l’etichetta riduttiva.

“Sei tu, Holly, sei tu.”: chiusa-identità; prima “Sei tu” come rivelazione, poi “Holly” come abbraccio, poi “sei tu” come sigillo; voce ampia ma controllata; dopo l’ultima parola, silenzio lungo: lascia che Holly la senta entrare.

Analisi discorsiva del monologo di Max

Questo monologo di Max è uno dei momenti più maturi e silenziosamente potenti di Stranger Things, perché non nasce per spingere qualcuno all’azione, ma per restituire dignità a ciò che è già stato fatto. Max non parla da eroina né da guida superiore: parla da ragazza che ha conosciuto la paralisi, la colpa e la resa. La sua prima funzione è togliere il peso del “se avessi fatto di più” dalle spalle di Holly. Non c’è consolazione emotiva, ma una dichiarazione netta: non c’era nulla che potessi fare. È una frase che libera, non che addolcisce.

Da lì in poi, Max costruisce il discorso come una ricostruzione oggettiva dei fatti. Non usa grandi concetti, ma episodi concreti: il bosco, la grotta, il ritorno da Henry, il non esitare. Ogni elemento serve a spostare la percezione di Holly da ciò che crede di non essere a ciò che ha dimostrato di essere. Il punto fondamentale è che Max non ridefinisce il coraggio come assenza di paura, ma come continuità dell’azione nonostante la paura. Holly non è eroica perché ha combattuto, ma perché ha attraversato il rischio senza garanzie.

Il momento più delicato arriva quando Max parla di sé. Ammettere di essere rimasta bloccata “così a lungo” e di non essere mai uscita è un atto di estrema onestà narrativa. Qui il monologo smette definitivamente di essere pedagogico e diventa paritario. Max non sta insegnando, sta condividendo una sconfitta. Questo passaggio è cruciale anche per l’attore: se giocato come confessione vera, trasforma tutto ciò che viene dopo in riconoscimento autentico, non in incoraggiamento.

La svolta emotiva avviene quando Max attribuisce a Holly ciò che lei non è mai riuscita a fare: trovare un varco. In quel momento il monologo compie un ribaltamento di ruoli. Max, che per stagioni è stata simbolo di resistenza, si mette in una posizione di gratitudine. Il ringraziamento non è simbolico, è concreto: grazie a te rivedrò i miei amici, rivedrò Lucas. È una promessa di vita restituita, non un premio astratto.

La ripetizione di “mi hai salvata” serve a fissare la verità, non a enfatizzarla. Max ha bisogno di dirlo due volte perché sta cambiando il modo in cui vede se stessa e Holly allo stesso tempo. Quando arriva la frase “Holly l’Eroica non è un giocattolo”, il discorso è già stato dimostrato dai fatti. La rivelazione finale, “sei tu”, non suona come uno slogan, ma come una conclusione inevitabile. Il portale si apre perché l’identità è stata finalmente accettata.

Nel complesso, questo monologo funziona perché racconta l’eroismo come riconoscimento retroattivo, non come missione futura. È una scena che insegna che il coraggio non nasce quando qualcuno ti dice di esserlo, ma quando qualcuno ti mostra che lo sei già stato. Ed è per questo che resta così profondamente umana.

Episodi 5-7 di "Stranger Things 5" (Spoiler)

L’episodio 5 riprende subito dopo il finale del Volume 1. Will riesce a fermare temporaneamente i Demogorgoni grazie al legame diretto con la mente alveare, rivelando un potere che non è innato come quello di Undici, ma assorbito da Vecna. Vecna tiene 12 bambini prigionieri, tra cui Holly Wheeler, nella sua casa d’infanzia. O meglio, una prigione mentale della stessa. Holly si allea con Max, intrappolata nel paesaggio del villain, e insieme iniziano a esplorare i ricordi traumatici di Henry. Undici, Hopper e Kali fuggono dal laboratorio militare: Kali rivela che la dottoressa Kay ha riattivato il Progetto Indige. Nel sesto episodio abbiamo la scoperta più importante della stagione. Dustin, Nancy, Steve e Jonathan capiscono che: il Sottosopra non è una dimensione autonoma, è un wormhole, un ponte interdimensionale di materia esotica. Collega il mondo reale all’Abisso, vera dimora dei Demogorgoni e del Mind Flayer La Terra non è sotto invasione: è in fase di fusione con un altro mondo. Nel frattempo: Max e Holly trovano una porta che mostra parte del passato oscuro di Henry. Vecna tenta di recuperare il corpo fisico di Max, inviando Demogorgoni in ospedale Lucas corre a salvarla, mentre Will percepisce tutto attraverso la mente alveare. Max viene salvata all’ultimo momento da Lucas e si risveglia, Holly riesce quasi a tornare a Hawkins, ma Vecna la riporta a Camazotz- Will fa coming out con il gruppo: liberandosi della vergogna, annulla il controllo emotivo di Vecna su di lui La scena finale mostra:i tre gruppi che si riuniscono finalmente, Murray che guida il Party attraverso la frattura, l’ingresso nel Sottosopra, da cui partirà l’episodio finale. Holly resta l’unica prigioniera.

Credits e dove vederlo

Regista: Matt e Ross Duffer

Sceneggiatura: Matt e Ross Duffer

Produttore: Stephanie Slack Margret H. Huddleston

Cast: Winona Ryder (Joyce Byers) David Harbour (Jim Hopper), Finn Wolfhard( Mike Wheeler), Gaten Matarazzo (Dustin Henderson) Caleb McLaughlin (Lucas Sinclair) Noah Schnapp (Will Byers) Millie Bobby Brown (Undici / Jane Ives)

Dove vederlo: Netflix

Entra nella nostra Community Famiglia!

Recitazione Cinematografica: Scrivi la Tua Storia, Vivi il Tuo Sogno

Scopri 'Recitazione Cinematografica', il tuo rifugio nel mondo del cinema. Una Community gratuita su WhatsApp di Attori e Maestranze del mondo cinematografico. Un blog di Recitazione Cinematografica, dove attori emergenti e affermati si incontrano, si ispirano e crescono insieme.

Monologhi Cinematografici, Dialoghi, Classifiche, Interviste ad Attori, Registi e Professionisti del mondo del Cinema. I Diari Emotivi degli Attori. I Vostri Self Tape.

© Alfonso Bergamo - 2025

P.IVA: 06150770656

info@recitazionecinematografica.com