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~ LA REDAZIONE DI RC
Il quinto episodio della seconda stagione del live action di One Piece, intitolato Dai la cera, togli la cera, riprende esattamente dal caos di Little Garden e porta a compimento lo scontro con la Baroque Works. Dopo la trappola orchestrata da Mr. 3, la ciurma di Monkey D. Luffy si ritrova divisa, imprigionata e sempre più vicina alla sconfitta. L’episodio alterna tensione, ironia e battaglia, rimettendo al centro personaggi come Usopp e Sanji, che diventano decisivi nel ribaltare la situazione. Ma quando tutto sembra finalmente risolto, il finale introduce un nuovo problema che cambia subito il tono dell’avventura e prepara il passaggio verso la prossima tappa del viaggio.

L’episodio si riapre a Little Garden, nel punto esatto in cui la situazione per i Cappello di Paglia sembrava ormai disperata. Il piano della Baroque Works è entrato pienamente in azione e Mr. 3 ha preso il controllo del campo con la sua trappola di cera. Gran parte della ciurma è stata infatti imprigionata su una gigantesca torta di cera, una costruzione tanto assurda quanto letale, pensata per trasformare lentamente i prigionieri in statue immobili. L’idea stessa della trappola riflette bene il carattere del personaggio: non una semplice esecuzione, ma una messa in scena elaborata, quasi artistica, in cui il dolore degli avversari deve diventare parte dello spettacolo.
Accanto a Mr. 3 c’è Miss Goldenweek, compagna apparentemente innocente ma in realtà pericolosissima. La bambina usa strani colori con un potere molto particolare: non colpisce il corpo in modo diretto, ma riesce a manipolare le emozioni delle persone, spingendole verso stati d’animo diversi a seconda della tinta utilizzata. Il suo obiettivo, in questa fase, è soprattutto tenere lontano Luffy dagli altri prigionieri, intrappolandolo in un gioco psicologico in cui può essere trattato come un giocattolo da piegare e confondere.
Mentre la trappola procede, Usopp capisce che il tempo sta per scadere e prova a trovare un modo per aiutare i compagni. In parallelo, Sanji si dirige verso la misteriosa casa bianca presente sull’isola, intuendo che lì potrebbe esserci qualcosa di utile per capire il piano nemico. All’interno dell’edificio, Sanji trova documenti dettagliati su tutti i membri della ciurma, veri e propri dossier raccolti dalla Baroque Works per studiarne i punti deboli, prevederne le mosse e costruire trappole su misura. È un dettaglio importante, perché fa capire fino a che punto l’organizzazione lavori con metodo e pianificazione. Nulla è casuale: i Cappello di Paglia sono stati osservati, catalogati, letti come bersagli da neutralizzare. Proprio dentro questi fascicoli, però, emerge un elemento sorprendente. Il nome di Sanji non compare. Questo vuol dire che il cuoco non è stato ancora messo a fuoco dalla Baroque Works e che, almeno in quel momento, può agire fuori dal radar dei nemici.
Intanto, sulla gigantesca torta, la situazione dei prigionieri peggiora. Le candeline vengono accese e la cera comincia a colare lentamente sui corpi di Nami, Zoro, Vivi e degli altri, pronta a immobilizzarli del tutto. Quando Nami riprende conoscenza, nota però un dettaglio fondamentale: il contatto con la cera sembra aver neutralizzato il misterioso marchio che li stava controllando. Nami decide allora di usare l’astuzia. Per provocare Mr. 3 e costringerlo a intervenire direttamente, gli fa notare che la sua presunta “opera d’arte” non sta riuscendo come dovrebbe. Invece di apparire sofferente o pietrificato in una smorfia drammatica, Zoro continua a ridere proprio a causa dell’effetto residuo del marchio. La provocazione colpisce nel segno. Irritato dall’idea che il suo capolavoro sia imperfetto, Mr. 3 interviene personalmente e cancella il segno sulla gamba di Zoro, permettendogli di riprendere il controllo completo di sé. È una svolta importante: Zoro riesce a riappropriarsi delle sue spade, ma capisce subito che la cera è molto più resistente del previsto e non può essere spezzata facilmente nemmeno con la forza.
Altrove, Luffy continua a essere il bersaglio del gioco emotivo di Miss Goldenweek. La bambina usa i suoi colori per alterarne lo stato d’animo, facendolo precipitare di volta in volta nella tristezza, nella confusione o nella disperazione. Quando tutto sembra perduto, arriva però Usopp. Riesce a sottrarre la tavolozza a Miss Goldenweek e, quasi accidentalmente, finisce per marchiare la bambina con più colori contemporaneamente. L’effetto è devastante per lei: le emozioni si sovrappongono, il controllo va in tilt e Miss Goldenweek perde il dominio della situazione. In questo modo, Luffy viene finalmente liberato dal condizionamento e può tornare a combattere davvero.
Da qui l’episodio entra nella sua fase di contrattacco. Mentre Luffy affronta Mr. 3, Usopp deve vedersela con Mr. 5 e Miss Valentine, due avversari che sul piano della potenza pura sembrano nettamente superiori a lui. Con un piano ingegnoso, sfrutta proprio il potere di Miss Valentine contro la struttura di cera. Facendosi colpire e schiacciare volontariamente contro la torta, induce la donna a usare il proprio peso enorme in un punto strategico, riuscendo così a frantumare la cera e a liberare finalmente la ciurma.
Questa è una delle svolte più belle dell’episodio, perché restituisce a Usop un ruolo da vero motore narrativo. In una situazione in cui i guerrieri più forti erano stati immobilizzati, è lui a trovare il modo concreto per spezzare la trappola. Il risultato è che la battaglia riprende finalmente in condizioni più equilibrate. Nel frattempo, nella casa bianca, Sanji continua la sua missione silenziosa. Qui trova un Den Den Mushi, il lumacofono usato per le comunicazioni a distanza. Quando l’apparecchio squilla, dall’altra parte della linea c’è addirittura Mister 0 in persona. Sanji intuisce immediatamente l’occasione e, fingendosi Mr. 3, riesce a ingannarlo. Subito dopo, Sanji sconfigge anche gli emissari inviati a controllare la situazione e recupera un Eternal Pose, dettaglio che potrebbe avere un peso notevole sul prosieguo del viaggio. Intanto lo scontro principale si sposta nella grotta del gigante Brogi. È qui che la rabbia di Luffy esplode davvero. Quando vede la statua di cera di Dori, comprende fino in fondo il livello della crudeltà e della manipolazione di Mr. 3. La sua reazione è immediata e totale. Perde la pazienza e colpisce il nemico con un attacco devastante, distruggendolo. Poco dopo rivela anche di aver liberato Dori, permettendo così ai due giganti di riunirsi dopo essere stati messi fuori gioco dalla Baroque Works.
Con la sconfitta di Mr. 3 e il crollo del piano nemico, la battaglia può dirsi conclusa. La ciurma di Cappello di Paglia ottiene finalmente la vittoria. Dori e Brogi ringraziano tutti, ma in particolare riconoscono il valore di Usopp, che si è rivelato il vero eroe della giornata. Non il più forte, ma il più ingegnoso, il più coraggioso nel momento in cui nessuno sembrava più in grado di reagire. Per Usop è un riconoscimento enorme, anche simbolico, perché lo avvicina proprio all’ideale di capitano eroico che ama raccontare nelle sue storie.
Quando la Going Merry riparte da Little Garden, i due giganti offrono alla ciurma un ultimo aiuto spettacolare. Davanti alla nave c’è infatti un enorme mostro marino che blocca la rotta. Dori e Brogi lo abbattono insieme, aprendo il passaggio ai pirati. Subito dopo ricordano finalmente il motivo originario del loro duello, iniziato cento anni prima: una competizione nata proprio dopo aver sconfitto insieme una creatura simile. E come se il tempo non fosse mai passato, ricominciano immediatamente a discutere e a combattere, destinati a proseguire la loro sfida senza fine.
A bordo della nave l’atmosfera sembra finalmente alleggerirsi. La ciurma festeggia la vittoria, si rilassa e torna a parlare della missione principale: aiutare Vivi a tornare nel regno di Alabasta per fermare il piano della Baroque Works. Ma questo momento di serenità dura pochissimo. Nami, che non si sente bene, esce all’aria aperta. Pochi istanti dopo sviene improvvisamente sul ponte della nave.
Ed è così che l’episodio si chiude: con una vittoria appena conquistata, ma con la sensazione immediata che un nuovo ostacolo, più silenzioso e forse ancora più minaccioso, stia già per abbattersi sulla ciurma.Il finale di Dai la cera, togli la cera è importante perché chiude lo scontro di Little Garden in modo netto, ma allo stesso tempo sposta immediatamente il centro della tensione verso il futuro. Da una parte c’è la liberazione della ciurma e la sconfitta di Mr. 3, dall’altra compare il malore di Nami, che interrompe bruscamente il tono di festa e trasforma la vittoria in un passaggio fragile, quasi provvisorio.
La parte più interessante del finale sta nel fatto che la vittoria non nasce soltanto dalla forza di Luffy, ma da un’azione collettiva in cui spiccano soprattutto Usopp e Sanji. Usop diventa il vero ago della bilancia dello scontro: è lui a rompere l’equilibrio imposto da Miss Goldenweek, a mandarla in tilt e poi a trovare il modo di frantumare la torta di cera sfruttando contro i nemici i loro stessi poteri. In termini narrativi, questo significa dare valore a un personaggio che spesso vive all’ombra dei compagni più forti, ma che qui dimostra come il coraggio e l’inventiva possano essere decisivi quanto la potenza fisica.

Con Dai la cera, togli la cera, il live action di One Piece conclude l’arco di Little Garden con un episodio dinamico, ironico e ricco di ribaltamenti. La Baroque Works viene sconfitta, Mr. 3 cade, i giganti vengono liberati e la ciurma può finalmente ripartire. Ma il vero valore della puntata sta anche nel modo in cui mette in luce personaggi spesso meno centrali nello scontro diretto, come Usop e Sanji, trasformandoli nei protagonisti reali della salvezza del gruppo. E proprio quando tutto sembra rimettersi in ordine, il malore di Nami ricorda che nella Rotta Maggiore ogni vittoria ha sempre un prezzo e che il viaggio dei Cappello di Paglia non smette mai davvero di complicarsi.

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