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Articolo a cura di...
~ Angelica Attanasi
Immortal Man apre le danze collocando un fatto storico relativo alla Seconda Guerra Mondiale, quando Hitler fece stampare milioni di sterline false con cui annegare l’Inghilterra e farne crollare il sistema economico. Siamo nel 1940: la guerra impazza in tutta Europa mentre Thomas Shelby (Cillian Murphy) vive isolato in una dimora abbandonata, da solo, se non fosse per la presenza di uno dei suoi fedeli scagnozzi, Johnny (Packy Lee).
È un uomo che vive immerso nei propri ricordi e circondato dai suoi fantasmi, primo tra tutti quello della figlia Ruby.
Non sono solo quando sono solo… gli spiriti si manifestano a me, la mia bambina morta Ruby gioca in giardino. Ho trovato la sua sciarpa appesa a un ramo dove prima non c’era nessuna sciarpa. Non può esserci arrivata in altro modo, ed ora è qui davanti a me sulla scrivania.
Scrive Thomas, scrive della sua vita, dei suoi dolori, e parla con il fratello morto Arthur.
Io sono molte cose, ma non sono un codardo.

Un ambiente cristallizzato, in cui c’è solo l’attesa di non si sa quale evento. A scardinare questa apparente pace arriva la sorella di Thomas, Ada (Sophie Rundle), che lo avverte che il bombardamento della sera prima ha ucciso l’intero turno di una fabbrica.
Loro (la gente in città) pregano Cristo e te, ma nessuno dei due risponde.
Il confronto tra i due verte sui figli di lui: uno è al fronte e l’altro capeggia i Peaky Blinders. Ada è disperata, teme per la vita del nipote che sta rischiando l’impiccagione con le sue bravate. Ma Thomas ormai sembra perso nelle cose che vede e rivive. Il crollo psicologico è conseguente alla morte di suo fratello Arthur, e da quel baratro non sembra riuscire ad uscire.
Il bombardamento della fabbrica è il momento in cui entra in scena il figlio di Thomas, Erasmus. Il suo arrivo alla fabbrica sembra essere dettato da intenti criminali, ma la realtà si rivela ben presto diversa: Erasmus (Duke) è stato incaricato dalla polizia di prelevare le armi. Quello che ne segue è uno scontro con la gente del posto.
Duke riceve la visita di un uomo che abbiamo visto all’inizio mentre caricano le sterline false su un convoglio dalla Germania: John Beckett (Tim Roth). Beckett sta assoldando diverse bande inglesi per immettere il denaro falso nel sistema, facendo capo proprio ai Peaky Blinders. Duke si sta infilando in una situazione assai rischiosa.
Thomas rientra a casa dopo uno dei suoi giri. Johnny non gli risponde, la porta è aperta. Un biglietto sul tavolo gli dice di seguire le finestre aperte. Arma in mano, l’uomo si muove lungo il percorso segnato.
Una voce di donna sta leggendo le pagine che lui ha scritto. Thomas entra nello studio con la pistola spianata. La donna non sembra spaventata, dicendogli che ha un messaggio per lui. Thomas ha come un déjà-vu: la donna somiglia a qualcuno che lui ha amato. Un dubbio che si scioglie quando lei gli rivela di essere la gemella di Zelda.
Kaula (Rebecca Ferguson) ripercorre con poche parole la storia di Thomas e Zelda, storia culminata con la nascita di Duke. Thomas confessa di avergli lasciato la sua attività al momento del ritiro dalle scene, ma Kaula lo avverte che Duke non era pronto.
Thomas cerca di prendere le distanze pensando si tratti di una richiesta di soldi, ma non è quello che Kaula è venuta a dirgli.
Vivete in una casa infestata dai fantasmi delle persone che sono morte a causa vostra.
Il messaggio che Kaula porta è relativo proprio a Duke. Lo avvisa che il ragazzo sta lavorando con gente crudele, gente che vuole l’annientamento del popolo zingaro. Sulle prime Thomas cerca di non farsi trascinare nel discorso. Kaula gli promette che, se si unirà a lei, il suo compenso sarà riacquistare la pace.
Duke, nel frattempo, ha un incontro con la zia Ada. Tra i due la tensione è reale. La strafottenza del ragazzo non sembra però colpire la donna, che cerca di capire cosa stia combinando.
Hai l’aspetto giusto, Duke… tale e quale a tuo padre. Ma è quello che non hai che ti fotterà… quando il tuo stile di vita ti porterà alla morte, quando la tua bara brucerà… beh, non ci sarà nessuno nel fumo. Sarà solo fumo. Quello che non hai, Duke, è la famiglia.
Le parole di Ada sembrano colpire il ragazzo, che ribatte di non aver mai avuto una famiglia, ma che sta creando qualcosa di molto più grande.
Ada cerca di fermare Duke provando a coinvolgere Charlie Strong (Ned Dennehy), ma l’unica cosa che riceve è un avvertimento sulla pericolosità di Duke e che l’unico che potrebbe fermarlo è solo Thomas Shelby.
Thomas continua a scrivere le sue memorie, raccontando di lui e suo fratello durante la Prima Guerra Mondiale. Viene assalito da continui flashback.
Io tornai dalla guerra, ma portai a casa la guerra nella mia testa. Parte di me è ancora sotto terra (trincee).
La cena con Kaula ha qualcosa di surreale. La donna cerca di convincerlo di essere in quel momento Zelda nel corpo della sorella. Thomas appare scettico. Kaula comincia a parlare di cose che non potrebbe sapere: della figlia di lui, della sciarpa lasciata sulla tomba di Arthur, di aver parlato con lui, ripetendogli parole che Thomas ha detto davanti alla lapide.
Thomas sembra scosso. Vuole sapere cosa le ha detto Arthur, ma Zelda (Kaula) propone un patto: gli dirà cosa ha detto il fratello se lui promette di aiutare il loro figlio Duke.
Thomas prova a farle capire che lui non è più in grado di essere l’uomo di qualche anno prima, ma Zelda non desiste e gli propone di aiutarlo a tornare l’uomo che era… lo vuole risvegliare.
Mentre loro si immergono nei ricordi, la città viene bombardata e Duke assiste.
Fin qui il film ha due velocità: una legata a Thomas e una legata a Duke. La prima lenta e introspettiva, la seconda violenta e veloce.
La luce e la fotografia non si distaccano dai parametri della serie e le ricostruzioni sono accurate.
Beckett torna da Duke con Virgil (Thomas Arnold). L’uomo vuole sapere come intenda il ragazzo introdurre i soldi in Inghilterra. Il timore di Virgil è che qualcuno della famiglia possa mettersi di mezzo e bloccare l’affare, ma Duke ribadisce che lui non ha una famiglia.
Beckett mette alla prova Duke in un modo decisamente barbaro. Da Berlino gli è arrivata voce che Virgil non è più affidabile. Ciò che avviene è il barbaro omicidio dell’uomo senza un batter di ciglio.
Beckett è senza scrupoli e Duke risponde esattamente al tipo di uomo di cui ha bisogno.
Duke sta cominciando a comprendere di essere entrato in un gioco più grande di lui.
Quello che sembrava un incontro tra Zelda (Kaula) e Thomas si rivela qualcosa che mette l’uomo di fronte ai propri fantasmi. La morte di Arthur torna in gioco. La donna lo costringe a vedere la realtà: lui era presente quella maledetta notte.
C’era la nebbia. Quando l’ho trovato era ferito ed era molto agitato. Aveva preso troppo oppio. Ha cominciato a convincersi che fossi il diavolo… è stato un incidente.

Duke lascia ai maiali il compito di far scomparire il corpo di Virgil.
Le valigie arrivano al porto. L’invasione silenziosa ha inizio.
Thomas Shelby è tornato. La mattina dopo tutto è cambiato. Sviscerando il dolore per la morte di Arthur, è pronto a tornare in campo e capire come stanno veramente le cose per suo figlio.
Beckett torna alla carica. Ora il suo obiettivo è togliere di mezzo Ada, che rischia di intralciare la missione.
Le scene parallele del viaggio di Thomas mentre Duke segue la zia per eliminarla hanno il pathos dell’inevitabile. La colonna sonora è splendida. Duke ci prova una prima volta, ma qualcosa lo ferma. Continua a seguire la zia ed il cugino ed assiste alla morte della donna per mano di Beckett.
Thomas vede il fantasma della sorella in mezzo alla strada.
La scena è veramente molto potente.
Thomas arriva al Garrison, lo storico locale dei Peaky. Gli avventori non hanno idea di chi abbiano davanti, ed è il loro peggior errore.
Uno dei suoi vecchi uomini prova a metterli in guardia, senza riuscirci, e ciò che accade subito dopo mette in chiaro chi sia Thomas Shelby.
L’incontro tra Thomas e Duke finisce con Duke a terra nella melma dei maiali ed il padre che gli chiede conto delle sue azioni.
Duke gli rivela che avrebbe dovuto ucciderla lui, ma che non ci è riuscito.
Non uccido il mio sangue, io. Ho peccato, sì… perché conosco solo il peccato. Sì, cazzo, perché mi hai lasciato solo il peccato. Hai sentito, papà? Mi hai lasciato solo il peccato.
Thomas lo fa parlare a suon di cazzotti.
Thomas raggiunge l’obitorio. Ora sa, ed è lì che deve stare, accanto alla sorella. Ed è davanti al suo corpo che confessa l’omicidio di Arthur e la ragione per cui poi abbandona i Peaky Blinders.
Te lo prometto, sorella. Lo prometto ad Arthur, lo prometto a Ruby… da questo male verrà del bene.
Thomas sa che Beckett cercherà di ucciderlo ed è pronto.
Ne segue una sparatoria ed un confronto tra due modi di pensare: da una parte Beckett e la sua filosofia lucida, che parla di una guerra fatta per ripulire il mondo, e dall’altra parte il male che si vota alla giustizia.
La scena di Shelby a cavallo ripercorre l’inizio della saga ed è meravigliosa.
L’incontro tra Kaula e Duke è qualcosa che rimette tutto in gioco. La donna consegna una pallottola con inciso il nome Tommy al ragazzo: lui deve porre fine al dolore del padre, e l’unico modo è eliminarlo.
Come in molte interpretazioni di Cillian Murphy, anche i silenzi sono monologhi e dialoghi ricchissimi.
Il piano si sta costruendo. Una vecchia conoscenza di Thomas lo aiuta, ma Duke da che parte è?
Thomas chiede a Kaula di leggergli la mano. Mente e cuore sono attraversati da fratture, mentre la linea della vita racconta i dolori dalla guerra in poi. Ma quello che vuole sapere è ciò che accadrà in quella notte. Un’antica profezia gli aveva rivelato che, se un merlo (Kaula in Romanì) fosse volato dentro casa, sarebbe arrivata la morte.
Lui sa che Kaula mira alla sua morte. Lei gli rivela che o Thomas ucciderà Duke o Duke ucciderà Thomas.
Beckett, aiutato da Duke, si prepara ad affrontare gli uomini di Thomas. Le chiatte avanzano sul fiume. Thomas avanza nei tunnel. La sua mente vacilla, ma prosegue.
Duke rivela la sua vera natura. Lui ha tirato una moneta per decidere il proprio destino, per poi andare proprio contro quella stessa scelta ed aiutare il padre.
Il piano è andato letteralmente in fumo, ma non la vendetta di Thomas. E quando tutto sembra deciso e finito…
Da qui non vi narro più nulla, perché il finale vale la pena di vederlo direttamente. Il confronto tra padre e figlio è magistrale, entrambi sono potenti e talmente intensi da togliere il fiato.
Il film non tradisce le aspettative di chi ha amato la serie. Rimane una pietra miliare di un certo tipo di cinema, che arricchisce ad ogni fotogramma.
Nel bel mezzo di un gelido inverno…
Dà la mia macchina a Johnny Dogs, il mio vino al Pub Garrison, i miei cavalli a chi non li farà lavorare, le mie pallottole a chi non avrà nomi da scriverci, e le mie armi a chi non le userà.
Una sola parola:
IMMORTALE

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