La storia del cinema attraverso i film - introduzione

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~ LA REDAZIONE DI RC

Il cinema è una macchina del tempo. Ogni epoca ha i suoi film di riferimento, opere che riflettono il momento storico in cui sono state realizzate, ma spesso ne anticipano i cambiamenti, ne influenzano la cultura e ne modellano l’immaginario collettivo. La storia del cinema è la storia dell’evoluzione tecnologica, del linguaggio narrativo e dell’essere umano che, davanti e dietro la macchina da presa, ha spinto i limiti dell’arte e dell’intrattenimento.

Raccontare il cinema attraverso i suoi film significa ripercorrere le tappe fondamentali di un’industria nata più di un secolo fa, che ha trasformato un’idea rivoluzionaria – la possibilità di catturare il movimento – in una delle forme d’arte più potenti mai concepite. Ecco da dove nasce questa rubrica, in cui in ogni appuntamento andremo a raccontare un film che ha fatto la storia del cinema, dagli albori della macchina da presa a oggi, e, chissà, forse anche domani.

Prima di tutto, è doverosa un'introduzione. Perché non farla anche attraverso i film?

L’inizio: la meraviglia del movimento

Tutto parte dai fratelli Lumière. Il 28 dicembre 1895, al Grand Café di Parigi, un pubblico pagante assiste per la prima volta a una proiezione cinematografica. Tra i cortometraggi mostrati, L'uscita dalle officine Lumière e L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat. Le immagini in movimento sono una novità sorprendente, ma ancora prive di una struttura narrativa complessa. Il cinema è agli albori e la sua funzione sembra essere quella di una curiosità scientifica, più che un’arte con una grammatica propria. Eppure, diverse storie raccontano di piccole folle in fuga dalle immagini proiettate, quasi come quel treno venisse loro addosso. Il movimento è appena nato, e già crea un legame nevralgico con lo spettatore.

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Basta poco perché qualcuno comprenda che il cinema può raccontare storie. Georges Méliès, illusionista e regista, introduce il concetto di montaggio e effetti speciali, giocando con il cinema, che appena nato passa già da semplice riproduzione della realtà a uno strumento di immaginazione pura. Viaggio nella Luna(1902) è la prima grande opera che utilizza il mezzo cinematografico per creare mondi impossibili, un’idea che diventerà il fulcro del cinema di fantascienza.

Dagli anni ‘20 al sonoro: il linguaggio del cinema prende forma

Negli anni ’20 il cinema muto raggiunge la sua massima espressione. Buster Keaton e Charlie Chaplin, ad esempio affinano la grammatica visiva, dimostrando che si può raccontare qualsiasi storia senza bisogno di parole. Chaplin, conIl monello (1921) e La febbre dell’oro (1925), fonde comicità e dramma, creando un linguaggio universale. Nel frattempo, il contestatissimo David Wark Griffith offre la prima grammatica del cinema, con Nascita di una nazione (1915), forse il primo kolossal.

In Germania, il cinema espressionista regala capolavori come Nosferatu (1922) di F.W. Murnau e Metropolis (1927) di Fritz Lang, film che ancora oggi influenzano il modo di rappresentare il fantastico e la distopia sul grande schermo.

Ma è nel 1927 che il cinema compie un salto definitivo con Il cantante di jazz, il primo film sonoro della storia. La tecnologia cambia tutto: gli attori devono adattarsi a un nuovo modo di recitare, i set devono essere ripensati e il cinema entra in una nuova era.

Hollywood e l’età d’oro: il mito del cinema

Gli anni ‘30 e ‘40 segnano il consolidamento del sistema degli studios hollywoodiani. Il cinema diventa un’industria perfettamente organizzata, con star system, generi ben definiti e produzioni che plasmano l’immaginario di milioni di spettatori.Via col vento(1939) e Quarto potere(1941) sono esempi di come Hollywood abbia ormai affinato la sua capacità narrativa e tecnica, creando film che definiscono nuovi standard visivi e stilistici.

Se Via col vento è il manifesto del melodramma storico, Quarto potere di Orson Welles è la dimostrazione di come il linguaggio cinematografico possa essere reinventato. L’uso innovativo della profondità di campo, del montaggio e della narrazione non lineare rende il film un punto di riferimento per generazioni di registi.

Mentre in America si riflette su tutto questo, il cinema europeo segue una strada diversa, con il Neorealismo italiano che segna un punto di svolta nel dopoguerra. Film come Roma città aperta(1945) di Rossellini e Ladri di biciclette (1948) di De Sica raccontano la realtà con uno stile crudo e documentaristico, anticipando quel bisogno di autenticità che esploderà negli anni successivi.

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Dagli anni ‘60 ai ‘70: ribellione e sperimentazione

Negli anni ‘60, il cinema è attraversato da una rivoluzione. In Francia nasce la Nouvelle Vague, movimento che ha tra i propri "capitani"Jean-Luc Godard (Fino all’ultimo respiro, 1960) e François Truffaut (I 400 colpi, 1959), che rompono le regole del cinema classico per esplorare un linguaggio più libero e personale.

Parallelamente, negli Stati Uniti emerge la New Hollywood, un movimento di registi giovani e indipendenti che sfidano il sistema. Il padrino (1972) di Coppola e Taxi Driver (1976) di Scorsese portano sullo schermo personaggi complessi, storie di violenza e alienazione, e un nuovo realismo che ridefinisce l’idea di cinema commerciale.

Gli anni ‘80 e ‘90: tecnologia e spettacolo

Se gli anni ‘70 avevano visto l’esplosione di film d’autore sperimentali, gli anni ‘80 portano il cinema verso un’epoca dominata dagli effetti speciali e dal grande spettacolo. Steven Spielberg e George Lucas ridefiniscono il concetto di blockbuster con Star Wars (1977) eIndiana Jones (1981), aprendo la strada a un cinema più spettacolare e tecnologico.

Negli anni ‘90, il digitale comincia a prendere piede.

Jurassic Park(1993) dimostra che gli effetti speciali generati al computer possono trasformare radicalmente il modo di fare cinema. Parallelamente, Quentin Tarantino con Pulp Fiction (1994) e i fratelli Wachowski con Matrix(1999) ridefiniscono i codici narrativi e stilistici, segnando la fine del secolo con film che mescolano citazioni, innovazione tecnica e nuovi linguaggi visivi.

Il cinema contemporaneo: tra streaming e nuove tecnologie

Negli ultimi vent’anni, il cinema ha vissuto forse il suo cambiamento più radicale: la transizione dal grande schermo allo streaming. Piattaforme come Netflix e Amazon Prime hanno modificato il modo in cui i film vengono prodotti e distribuiti, portando alla ribalta registi che in un altro contesto avrebbero avuto meno visibilità.

la tecnologia continua a evolversi. L’uso della CGI ha raggiunto livelli di perfezione mai visti prima, come dimostrano Avatar(2009) e il Marvel Cinematic Universe, mentre registi come Christopher Nolan (Inception, Dunkirk) cercano di mantenere vivo l’uso della pellicola e degli effetti pratici.

Il cinema come specchio della storia

Guardare un film significa guardare un pezzo di storia. Ogni epoca ha prodotto film che ne raccontano le paure, i sogni, le tensioni sociali e i progressi tecnologici. Dall’illusione ottica dei fratelli Lumière alla rivoluzione digitale, il cinema ha dimostrato di essere un’arte in continua evoluzione, capace di adattarsi ai tempi senza perdere la sua essenza.

Se c’è una cosa certa, è che il cinema continuerà a cambiare. Nuove tecnologie, nuovi autori e nuovi linguaggi ridefiniranno ancora una volta il modo di raccontare storie. Ma, in fondo, l’essenza rimarrà sempre la stessa: emozionare, sorprendere e farci vedere il mondo con occhi diversi.

Speriamo di avervi messo un pò di curiosità. Ne vedrete nelle belle, restate sintonizzati, perché avremo tanto di cui parlare. Oltre la morte, la Settima Arte.

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