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~ LA REDAZIONE DI RC
Stranger Things 5 entra in modalità “endgame” con l’episodio 5, La Scossa, una puntata che accelera su due fronti: l’azione nel Sottosopra e la prigionia mentale dei bambini nel mondo del Signor Cosè (Henry/Vecna). Tra rivelazioni sul laboratorio, piani disperati per “entrare” nella mente a sciame e un finale che cambia le regole del gioco, la trama si chiude su un gesto fatale: Nancy spara al cuore dello scudo… ma potrebbe aver appena condannato tutti.

L’episodio riparte esattamente dal punto in cui ci aveva lasciati la puntata precedente: Will ha usato i suoi nuovi poteri per salvare gli amici, ma la vittoria è parziale, quasi beffarda. Perché i bambini sono stati rapiti e trasferiti nella dimensione alternativa dove il Signor Cosè li sta “guidando” nella missione contro “la cosa nera”, come nel libro Nelle pieghe del tempo. Non è un dettaglio ornamentale: è il modo in cui Vecna impacchetta la sua violenza. La trasforma in racconto, in favola, in compito da svolgere.
In quel mondo, i bambini sono raccolti attorno a Cosè. Tra loro c’è Molly, l’infiltrata, che adesso ha capito la verità: il Signor Cosè non è un alleato, è il regista della trappola. Intanto, nel mondo reale, la tensione sale nel laboratorio: la dottoressa Kay scopre che Otto (8) non è più lì. È scappata, ed è in macchina con Hopper e Undi.
Nei tunnel, il gruppo recupera Lucas e prova a fare ordine nel caos. Will ha distrutto i demogorgoni, sì, ma “qualcosa non torna”: gli “strumenti” sono stati presi. E quei bambini, chiamati da Vecna strumenti, non sono semplici vittime: sono risorse. Il gruppo capisce di essere vicino a una data pericolosa: il 6 novembre, il giorno in cui “tutto è iniziato e tutto finisce quest’anno”. Una scadenza narrativa che suona come profezia e come timer.
Nel frattempo, Hopper arriva con Undi e Otto al punto d’incontro dove la macchina di Steve era rimasta incastrata nel muro finto. Qui esplode un litigio che è anche un confessionale: Undi capisce che Hopper sta pianificando di uccidere Vecna anche a costo di morire. Non è una discussione “di trama”, è una collisione di due visioni: sacrificio contro sopravvivenza, missione contro famiglia. La loro tensione viene interrotta da Otto: i ragazzi non ci sono.
La risposta, almeno parziale, è nel Sottosopra. Dustin, Steve, Jonathan e Nancy sono al laboratorio e cercano il generatore di energia / magia nera che impedisce loro di trovare Holly. È un ostacolo “tecnico”, ma dal sapore mitologico: uno scudo che è filtro, è oscuramento, è negazione del contatto. Durante la ricerca si dividono: Steve finisce con Dustin, Nancy resta con Jonathan. La spaccatura è funzionale alla trama, ma soprattutto alla psicologia: separa conflitti irrisolti e li costringe a esplodere. Nel mondo del Signor Cosè, Holly è spaventata e scappa da Max, raccontandole il piano inquietante di Henry. Qui entra in scena Derek “il magnifico”, rapito anche lui: è l’unico che sembra conoscere davvero “tutta la storia” e soprattutto il piano di Vecna. È la pedina che può fare da guida, da depistaggio, da scudo umano. Holly e Max capiscono che l’unica possibilità è confondere Vecna mentre tentano la fuga.
Nel frattempo, nel mondo reale, il gruppo cerca un modo per raggiungere Vecna e distruggerlo “dall’interno” sfruttando i nuovi poteri di Will. Ed è proprio nella normalità (Lucas che fa pop-corn) che arriva l’intuizione: usare l’elettricità su un demogorgone morto, aumentare la temperatura e risvegliare la mente a sciame. L’idea è brutale e geniale: se Vecna controlla, allora devi riaccendere il circuito. Parallelamente, Erica propone una via più razionale: ricostruire un telemetro con l’aiuto del professore. Due piani diversi, stessa logica: trovare il segnale.
Nel Sottosopra, Dustin e Steve scendono al piano più basso del laboratorio. È la zona degli esperimenti su Undi e sugli altri bambini. Intanto, Jonathan e Nancy litigano: tensione di coppia, ferite vecchie, scelte non dette. Ma il laboratorio non aspetta i loro tempi emotivi. Steve trova una maniglia “sciolta”, sfonda una porta e si ritrova davanti una rampa di scale parzialmente liquefatta. Qualcosa sta mangiando la struttura: il Sottosopra non è più un “posto”, è una corrosione.
Dentro la chiesa del Sottosopra, Kali (Otto) racconta la sua cattura e ciò che le hanno fatto. Non è solo backstory: è rivelazione d’orrore. Le hanno prelevato tantissimo sangue, e solo dopo ha scoperto il motivo: donne incinte sottoposte a continue trasfusioni del sangue di Kali. Ma non basta. Non funziona “senza il sangue di Undi”. È un tassello pesantissimo: Vecna non sta solo combattendo, sta fabbricando. Sta cercando un metodo, una riproduzione, una continuità biologica. Un progetto.
Nottetempo, all’antenna radio, Robin e Will si preparano per l’esperimento. E qui succede una cosa piccola ma importantissima: Will scopre che Robin si è liberata parlando con… Steve Harrington. Steve, quello Steve. Il punto non è il gossip sentimentale: è la funzione narrativa. Parlare salva. Condividere spezza l’isolamento. È l’esatto contrario di Vecna, che ti isola per possederti.
Nel mondo mentale di Henry, Max e Holly cercano una via d’uscita e arrivano in un punto cruciale: trovano una porta che conduce a un ricordo di Holly. La domanda è semplice: quando ha incontrato Cosè per la prima volta? Il ricordo li riporta in biblioteca. Aprendo un piccolo varco dentro una libreria, entrano in quel momento fondativo. È qui che capisci la strategia di Vecna: non rapisce solo corpi, rapisce origine, riscrive il primo contatto, si innesta come “protezione”.
Nel laboratorio del Sottosopra esplode la frattura Steve–Dustin. Litigano sulle responsabilità, su come si trattano, e inevitabilmente si arriva a Eddie. Steve lo definisce un sacrificio inutile. Dustin esplode e lo aggredisce fisicamente. È la rabbia di chi ha perso un fratello e sente che il mondo lo sta già dimenticando. Steve si divincola e se ne va, lasciando Dustin solo. E proprio nella solitudine Dustin trova una porta socchiusa: dentro c’è una stanza piena di fogli e appunti. Un archivio. Una verità scritta.
Nancy e Jonathan, invece, attraversano un corridoio liquefatto dove ci sono soldati morti incastrati nel pavimento. Qualcosa li ha bloccati lì mentre il luogo si scioglieva. Qualcosa che assorbe, trattiene, fossilizza.
Nella chiesa, Undi ascolta l’orrore del progetto sul sangue e sente addosso una morsa: capisce che lei non è soltanto “l’arma”, è la risorsa che stanno inseguendo da sempre. Intanto, dentro Camazotz, Derek segue una mappa per la grotta di Max, ma viene fermato da Henry stesso: lo minaccia di uccidere la sua famiglia se non obbedisce. Vecna torna alla sua forma più umana e spaventosa: non mostro, ricatto.
Max e Holly continuano a saltare tra i ricordi e finiscono in una conversazione a scuola tra Holly e Henry. Da lì, Holly trova la porta verso un ricordo successivo, rompendo il centro della giostra che gira. Il ricordo successivo è quello dell’aggressione del demogorgone alla famiglia di Holly. Rivedere il trauma, attraversarlo, usarlo come chiave.
Ed eccoci alla sequenza madre. È tutto pronto per l’attacco: un demogorgone morto viene portato sotto l’antenna, gli innestano un voltaggio altissimo, e lo riportano in vita. Will si connette. All’inizio vede attraverso la mente a sciame, poi “passa” a Derek. E tramite Derek scopre che Max sta combattendo Henry dall’interno.
Dentro Camazotz, Max e Holly arrivano finalmente all’uscita… ma Henry le raggiunge, blocca gli ingressi e si trasforma in Vecna. Afferra Max e la strangola. Sembra finita. Poi succede l’impossibile: la presa si allenta. Non perché Vecna abbia pietà, ma perché Vecna viene controllato da Will. Will, usando il corpo di Vecna, gli sloga una caviglia e, parlando tramite lui, dice a Max di fuggire. Max e Holly non capiscono, ma scappano. Henry riesce a riprendere il controllo e spezza la connessione: Will sviene. Per interrompere tutto alzano ancora il voltaggio sul demogorgone, e dal corpo della creatura esce una nube: la mente a sciame che lo abbandona. Il segnale si stacca. Il ponte crolla.
Nel Sottosopra, Nancy e Jonathan raggiungono la cima del laboratorio e si imbattono in una sfera energetica oscura, che sembra assorbire l’aria stessa. Sono convinti di avere trovato il generatore dello scudo. Ma Dustin, più sotto, ha capito una verità: non devono colpirla. È disperato, prova a chiamarli via radio, ma la radio si è rotta nello scontro con Steve. Non riesce ad avvertirli. Nancy non lo sente. E spara. Il colpo di fucile a pompa colpisce la sfera.
Fine episodio.

“La Scossa” è l’episodio che trasforma Stranger Things 5 in una guerra a tre livelli: campo fisico (Sottosopra), campo mentale (Camazotz) e campo biologico (il progetto del sangue). Will diventa finalmente un giocatore attivo, Max e Holly scardinano i ricordi per trovare un’uscita reale, e il laboratorio rivela un orrore sistemico che va oltre il singolo mostro. Ma il colpo finale di Nancy chiude con una domanda netta: hanno appena aperto la porta giusta… o hanno dato a Vecna esattamente ciò che voleva?

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