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~ LA REDAZIONE DI RC
The Contractor - Rischio supremo è un action thriller del 2007 diretto da Josef Rusnak e interpretato da Wesley Snipes nel ruolo di James Dial, un ex sicario della CIA richiamato per un’ultima missione a Londra. Accanto a lui ci sono Lena Headey nei panni dell’ispettrice Annette Ballard, Eliza Bennett in quelli della giovane Emily Day, Ralph Brown nel ruolo di Jeremy Collins e Charles Dance in quello del capo della polizia Andrew Windsor. Il film parte come una classica operazione sotto copertura, ma si trasforma rapidamente in una fuga continua, con Dial braccato sia dalla polizia britannica sia dagli stessi uomini che lo hanno rimesso in gioco.
La storia ruota attorno a un errore del passato. Anni prima Dial aveva mancato l’eliminazione del terrorista Ali Mahmoud Jahar, lasciandolo fuggire. Quando Jahar viene catturato a Londra, Jeremy Collins convince Dial a tornare in servizio per chiudere i conti una volta per tutte. L’operazione però, pur andando a segno, si complica subito: la fuga salta, Terry Winchell viene ucciso e Dial resta ferito, diventando il bersaglio perfetto di un complotto costruito per scaricare ogni responsabilità su di lui.
Attenzione: spoiler
James Dial è un ex agente operativo della CIA che si è ritirato in isolamento nel suo ranch in Montana. Vive lontano dal servizio, ma porta ancora addosso il fallimento della missione contro Ali Mahmoud Jahar. Proprio questa ferita viene sfruttata da Jeremy Collins, che lo convince a rientrare in azione promettendogli la possibilità di rimediare a quell’errore. Dial non torna per patriottismo o per denaro: torna per chiudere un conto rimasto aperto e recuperare una parte della sua identità professionale.
Il piano è semplice solo in apparenza. Dial deve raggiungere Londra, piazzarsi in posizione e uccidere Jahar mentre è sotto custodia britannica. Gli viene assegnato un supporto logistico, Terry Winchell, e una casa sicura in cui nascondersi in caso di emergenza. La missione viene presentata come chirurgica, controllata, quasi pulita. In realtà è costruita su basi fragili e soprattutto lascia aperto un dettaglio decisivo: una volta compiuto il lavoro, Dial diventa scomodo.
Dial entra in azione usando un travestimento da prete e si apposta in una torre campanaria di fronte all’edificio in cui Jahar viene trasferito. All’inizio non ha un colpo pulito, perché il bersaglio è coperto e protetto. Aspetta quindi il momento giusto e, quando Jahar si espone vicino a una finestra, spara attraverso il vetro uccidendolo. È il compimento formale della missione, ma è anche l’inizio del disastro.
Durante la fuga, il ritardo dell’auto guidata da Winchell e l’intervento della polizia fanno saltare tutto. Gli agenti aprono il fuoco, Winchell viene ucciso e Dial resta gravemente ferito nell’incidente che segue. Da quel momento non è più un operatore che esce da una missione, ma un uomo braccato, sanguinante e senza copertura reale. Il film cambia così tono: dall’azione da cecchino passa a una caccia all’uomo in spazi urbani sempre più chiusi e ostili.
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Dopo l’attentato, Dial raggiunge la casa sicura e qui entra in contatto con Emily Day, una ragazzina di dodici anni che abita lì vicino con la nonna. Emily lo aiuta a sopravvivere mentre la situazione attorno a lui precipita. Jeremy Collins, infatti, non ha nessuna intenzione di lasciarlo vivo: è sotto pressione per i suoi metodi e per l’esistenza di una squadra clandestina legata alla CIA, e Dial rappresenta una prova troppo rischiosa. Eliminandolo, Collins può cancellare l’operazione e tagliare ogni collegamento con sé stesso.
Il punto decisivo arriva con l’omicidio dell’ispettore capo Andrew Windsor. Quando Windsor si avvicina a Dial, Collins lo uccide e fa ricadere la colpa proprio sull’ex agente americano. Così Dial si ritrova intrappolato fra due fronti: da una parte la polizia britannica lo cerca come assassino, dall’altra Collins manda i suoi uomini a finirlo prima che possa parlare. L’incastro funziona proprio perché sfrutta il contesto perfetto: un killer straniero, una missione segreta, un cadavere eccellente e una fuga già ripresa dalle telecamere.
Dopo la morte di Windsor, la caccia passa nelle mani dell’ispettrice Annette Ballard, che non è soltanto un’agente incaricata del caso: è anche la figlia della vittima. Questo dettaglio cambia la tensione del film, perché Ballard insegue Dial non solo come sospetto, ma come uomo che crede responsabile della morte di suo padre. Per gran parte della storia, quindi, Dial non può contare sulla polizia come possibile alleata.
Il finale porta però Ballard a vedere la verità. Quando Collins esce allo scoperto e il suo piano comincia a crollare, diventa chiaro che il vero responsabile dell’omicidio di Windsor è lui. Questo ribalta il significato di tutta la fuga di Dial: non stava cercando solo di salvarsi, ma di restare vivo abbastanza a lungo da smontare il depistaggio costruito contro di lui. Ballard, a quel punto, smette di essere una semplice inseguitrice e diventa la testimone del tradimento di Collins.
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Lo scontro conclusivo avviene quando Collins tenta di chiudere definitivamente la partita. Ormai non può più controllare la situazione come all’inizio, perché Dial è sopravvissuto, ha continuato a muoversi nell’ombra e soprattutto è arrivato fino al cuore del complotto. Collins si rivela per quello che è sempre stato: non un mentore che richiama un uomo per un’ultima missione, ma il regista di una missione pensata per produrre un capro espiatorio.
Nel confronto finale Dial uccide Collins. È il gesto che chiude sia la linea narrativa della missione sia quella del tradimento. Non si tratta soltanto di vendetta personale: con la morte di Collins si interrompe il meccanismo che aveva trasformato Dial nel colpevole ideale. Inoltre, secondo la trama riportata dalle schede del film, in questo passaggio Dial salva anche la vita ad Annette Ballard, che era finita a sua volta nel mirino di Collins. È il momento in cui il film chiarisce definitivamente da che parte stava il vero pericolo.
Il finale di The Contractor - Rischio supremo mostra James Dial sopravvissuto al complotto e finalmente fuori dalla rete costruita contro di lui. Dopo aver eliminato Collins e aver fatto emergere la verità sulla morte di Windsor, può lasciare Londra e chiudere la sua fuga. Ma il film non termina sul piano politico o investigativo: sceglie una chiusura più personale.
Dial aveva stretto un legame imprevisto con Emily Day, la ragazzina incontrata nella casa sicura. Emily non è soltanto il volto innocente inserito dentro il thriller: è la prova che Dial, pur essendo stato per anni un uomo formato per uccidere, conserva ancora una parte umana capace di proteggere, fidarsi e costruire qualcosa di diverso dalla violenza. Per questo il finale insiste su di lei. Dopo gli eventi di Londra, Dial le manda una lettera e due biglietti per l’America, invitando lei e la nonna a raggiungerlo nel Montana.
L’ultima scena si svolge proprio nel ranch di Dial. Emily arriva insieme alla nonna e il film mostra i personaggi mentre osservano il cavallo di Dial correre libero. È una conclusione volutamente semplice e simbolica: dopo una storia fatta di missioni fallite, menzogne istituzionali, identità false e inseguimenti, l’ultima immagine è quella di uno spazio aperto e di una possibile nuova normalità. Dial non torna alla CIA, non resta a Londra, non continua a vivere come un uomo in fuga. Si ritira davvero, ma questa volta non in solitudine assoluta.
Il finale di The Contractor - Rischio supremo ha un significato molto lineare: James Dial riesce a sopravvivere non solo ai nemici dichiarati, ma soprattutto al sistema che voleva cancellarlo dopo averlo usato. La missione contro Jahar era il pretesto, il vero nodo era la sua eliminazione come testimone scomodo. Quando Collins muore e Ballard comprende l’inganno, Dial recupera il controllo della propria storia.
La presenza di Emily nell’epilogo serve a dare un senso compiuto a questa uscita di scena. Se Londra rappresenta il passato di Dial, fatto di operazioni sporche e rapporti manipolatori, il Montana rappresenta il futuro possibile: un luogo aperto, lontano dalle strutture che lo hanno definito per anni. In questo senso il film chiude il cerchio mostrando non tanto un uomo assolto ufficialmente quanto un uomo che riesce finalmente a sottrarsi al ruolo di arma usa e getta.


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