Unfamiliar episodio 4: trama completa e spiegazione del finale – Che cosa abbiamo fatto?

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Unfamiliar episodio 4: trama completa e spiegazione del finale – Che cosa abbiamo fatto?

Con Unfamiliar episodio 4 – Che cosa abbiamo fatto? la serie smette di correre e si ferma a guardare le proprie colpe. È l’episodio più intimo e più doloroso fino a questo punto, quello in cui il thriller rallenta per lasciare spazio alle conseguenze emotive: il rapimento di Nina non è più una rivelazione astratta, ma una ferita che sanguina in ogni dialogo, in ogni sguardo, in ogni silenzio.

Trama completa Episodio 4 - "Che cosa abbiamo fatto?"

Simon e Meret sono a casa, stremati. Per la prima volta pronunciano la verità senza filtri: Nina non è loro figlia, è una bambina sottratta alla madre da sedici anni. Un rapimento, mascherato da scelta necessaria. Simon vorrebbe fermarsi, sparire, accettare di essere arrivato al limite. Meret lo attacca frontalmente: per lei il problema non è l’età, è la debolezza. Ma il confronto viene interrotto dal ritorno di Katya, terrorizzata. Meret esce con un coltello nascosto, pronta a difendersi, ma dietro Katya entra in casa Nina. Katya la osserva con attenzione, come se cercasse qualcosa di familiare, e ha un lampo: riconosce sua figlia. Simon accoglie Nina furioso, e la ragazza gli rinfaccia l’aneurisma nascosto, vedendolo come la causa di tutte le bugie. Simon la manda a letto e torna da Katya, che è sull’orlo di una crisi violenta dopo aver capito la verità. La sedano. Simon la porta alla safe house.

Meret va a parlare con Nina. La ragazza collega tutti i comportamenti strani dei genitori alla malattia del padre. Meret le racconta allora un episodio della sua adolescenza: il fratello morto annegato quando lei aveva quindici anni, probabilmente suicida. Un trauma mai elaborato. Poi le dice che la cosa che ama di più di Nina è la sua intolleranza alle bugie. Una frase che pesa come un’accusa, perché Meret stessa sta continuando a mentirle.

Il racconto si sposta diciassette anni prima, in Marocco. Meret è in missione per il BND e ha una relazione con Auken. Deve infiltrarsi nella proprietà di uno sceicco. Scatta l’allarme, lei fugge tra le guardie, finché il capo della sicurezza la raggiunge su un terrazzo: è Auken. I due si riconoscono. Il passato sentimentale prende forma. Nel presente, Meret si sveglia e decide di andare da Auken per cercare informazioni. Simon le chiede perché proprio lui, ma Meret non risponde. Il silenzio è già una risposta. Nel flashback, Simon chiede a Gregor dove sia Meret. Gregor minimizza: resterà due settimane in Marocco. Poi affonda il coltello: Meret è un’agente straordinaria, e la sua unica debolezza è Simon. Una frase che risuona ancora oggi.

Fuori dall’ufficio di Auken, Meret lo incontra. Tra loro c’è confidenza, complicità, una tensione mai risolta. Prima di andarsene, Meret gli lascia l’indirizzo dell’hotel Belvedere. Intanto Ben, Julika e Alice tornano sulla scena del crimine della sera precedente, senza trovare prove. Gregor, intanto, si risveglia in un luogo desolato, una distesa vuota, e inizia a strisciare con la gamba ferita, verso il nulla. Nel locale di Simon, lui rimprovera Yul per non averlo avvisato del ritorno di Nina, poi si riavvicina alla figlia, che lo abbraccia. Subito dopo arriva un’allerta: Katya sta distruggendo le telecamere della safe house. Simon la raggiunge entrando da un accesso secondario. Ne nasce una colluttazione, ma Katya colpisce più per dolore che per rabbia. Simon non reagisce con violenza, continua solo a dirle che gli dispiace. Katya crolla in lacrime. All’hotel Belvedere, Meret e Auken si incontrano e si baciano con passione. Il racconto torna al terrazzo di diciassette anni prima: Auken uccide l’uomo che era con lui e fugge con Meret in moto. Il loro legame nasce nel sangue.

Nel presente, Simon e Katya parlano di Nina e delle conseguenze del veleno: la ragazza ha sofferto di insufficienza renale cronica. Katya è irremovibile: vuole sua figlia indietro. Proprio allora arriva una chiamata da Gregor al numero di Meret. È allo stremo, ma viene individuato grazie a un bambino con un drone che invia la posizione.

Un altro flashback chiude il cerchio emotivo: Meret e Auken si salutano. Lui scopre che lei lavora per il BND. Meret ammette di amarlo e gli dice il suo vero nome. È l’ultimo momento di sincerità tra loro. Nel presente, Meret e Auken hanno appena fatto l’amore. Auken le rivela la minaccia di Koleev contro i suoi tre figli. Intanto il BND intercetta la chiamata di Gregor e si dirige sul posto.

Gregor viene trovato da Simon e Katya. Simon prova a salvarlo, ma è troppo tardi. Gregor muore chiedendo scusa a Katya per non aver fatto abbastanza. Lei gli dice, prima che muoia, che sua figlia è viva. Poco dopo, Simon e Katya vengono inseguiti dal BND, ma riescono a seminarli.

Finale approfondito e spiegazione del finale

All’hotel, Auken finge di farsi la doccia. In realtà prepara una pistola con silenziatore e la punta contro Meret. Dal telefono, Meret sente Simon: il BND sta andando al ristorante. Auken chiama Koleev e lo informa che ha Meret. Temendo per Nina, Meret lo attacca.

Nel frattempo Simon torna a casa, porta via Nina e Yul mentre Julika e Alice sono in cucina. Riesce a metterli in salvo. Julika vede da lontano Koleev parlare con Alice, ma un’auto porta via l’uomo prima che possa capire. Alice dice di non aver capito nulla, parlavano russo. Julika è frustrata: era vicinissima alla verità. Poi riceve la notizia della morte di Gregor. Abbraccia Alice, che la bacia. Subito dopo, Julika riceve un messaggio: c’è una talpa nel BND.

Simon, Katya, Nina e Yul arrivano alla safe house. Meret non c’è. È svenuta all’hotel Belvedere. Koleev sta arrivando da lei.

Fine episodio.

Il cuore dell’episodio è una domanda morale esplicita: “Che cosa abbiamo fatto?”. Non “cosa è successo”, ma cosa hanno scelto di fare. Il quarto episodio non cerca giustificazioni: mostra come ogni tentativo di protezione abbia generato altra violenza. Simon appare sempre più schiacciato dal senso di colpa, mentre Meret si rifugia nell’azione e nel passato, fino a riaprire una relazione che complica tutto.

Il ritorno di Auken non è solo narrativo, ma tematico: rappresenta la parte di Meret che non ha mai smesso di essere un’agente prima che una madre. La morte di Gregor chiude simbolicamente l’epoca delle coperture e delle mezze verità. Il messaggio sulla talpa e l’inquadratura finale su Meret in pericolo segnano il passaggio definitivo: da qui in avanti, la storia non parlerà più di segreti da nascondere, ma di conti da pagare.

Conclusione

Che cosa abbiamo fatto? è l’episodio in cui Unfamiliar guarda i suoi protagonisti senza indulgenza. Non ci sono più alibi, solo scelte e conseguenze. La famiglia è ormai spezzata, il passato ha reclamato il suo spazio e il presente non offre più rifugi sicuri. Tutto è pronto per la caduta finale.

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