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Kyouya: Non dirlo a Itsu... quando ti ha chiamata la sua voce era molto dolce.
Yuki: Davvero? Dalla voce si possono capire tutte queste cose? Come sarà la sua voce di solito? Mi ha chiamata in modo dolce solo prima? Oppure... forse... è sempre così?”
Esiste un mondo in cui non c’è alcun suono, alcuna nota, alcun rumore.
Ed esiste un anime in cui, per la prima volta, la disabilità è raccontata senza che la protagonista venga identificata con la sua condizione, mostrata semplicemente come una sua caratteristica. Un punto di vista diverso dall’antiquata e superficiale narrazione stereotipata che sbandiera l’inclusività ma non riesce a veicolare l’uguaglianza tra le persone.

“A Sign of Affection” (“Yubisaki to Renren” in originale) si apre con uno sguardo al cielo dove alcuni fiocchi di neve scendono silenziosi davanti ai nostri occhi.
Yuki Itoseè una giovane ragazza universitaria molto femminile, dall'aspetto curato e alla moda, che osserva il mondo con due occhi semplici e trasparenti. Un giorno durante un viaggio in treno, le si avvicina uno straniero per chiederle alcune informazioni. Yuki inizia a scusarsi gesticolando perché non riesce a comprenderlo e proprio in quel momento, come nelle migliori tradizioni del genere shoujo, arriva un bel ragazzo a soccorrerla interagendo in inglese col turista.
Rimasta sola con Itsuomi Nagi, solleva delicatamente i capelli per mostrargli l'apparecchio acustico ad entrambe le orecchie e ringraziarlo. Lui rimane fisso a guardarla per la sorpresa ma poi inizia a conversare con lei muovendo piano le labbra a pochi centimetri dal viso imbarazzato di Yuki.
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"A Sign of Affection" ci ricorda le prime farfalle nello stomaco. Quel momento in cui usciamo fuori da noi stessi perché pensiamo solo all’altra persona. Quello strano riflesso incondizionato di cercarla, guardarla, sorriderle e sfiorarla.

Le dita delle mani, il mezzo principale per esprimersi tramite la Lingua dei segni (LIS), trasmettono quel desiderio di ricerca e contatto. La voce-pensiero di Yuki ci spiega come il modo di muoverle esprima non solo emozioni ma anche intenzioni e carattere. La doppiatrice Sumire Morohoshi ha cercato di rendere espressive anche le più piccole reazioni interiori della ragazza, l’impressione è che dall’intero corpo di Yuki si sprigioni quel sentimento di affetto che va a riflettersi sul suo volto e persino nel suo respiro.
Il trailer mostra i due protagonisti come se fossero visivamente opposti: lei caratterizzata da colori caldi e luminosi sfondi mattutini, lui da colori freddi nella penombra serale sotto luci artificiali.
Ma questi colori non sanciscono la loro personalità. Itsuomi non è per niente freddo. “Le sue dita stringono con la forza di chi non vuole lasciare andare”. Ma è nello stesso momento, colui che ha sempre la valigia pronta per un nuovo viaggio all’estero. Itsu è poliglotta: parla giapponese, inglese, tedesco e sta iniziando a studiare lo spagnolo. Quando conosce Yuki decide di imparare anche la lingua dei segni.
La serie trasmessa da Crunchyroll è guidata dalla sapiente arte del popolo giapponese di raccontare dimensioni introspettive tramite un focus costante sulle funzioni vitali della natura, sulla ciclicità delle stagioni e sui dettagli degli ambienti interni che vivono in simbiosi con gli esseri umani, rientrando così anche nel genere “Slice of life”.
Due stili di vita differenti che s’intersecano con una richiesta di Itsu: “Fammi entrare nel tuo mondo Yuki!”.
Quale sarà la sua risposta? Percorrete il mondo con gli occhi di chi desidera allargare il suo orizzonte e lo scoprirete.

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