Recensione Intervista col vampiro 1×04: La spietata ricerca del sangue con tutta l’insistenza di un bambino

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Analisi a cura di...

~ ANGELICA ATTANASI

Recensione "Intervista col Vampiro": 4x1

La prima scena di questa nuova puntata si apre sul presente, Malloy che vaga sul terrazzo parlando al telefono, il sole sta sorgendo.

Uno dei servitori di Luis lo accoglie avvisandolo che il padrone di casa ha predisposto tutto il necessario per la somministrazione del farmaco che Malloy utilizza per contrastare la malattia.

Dopo l’iniziale fastidio per quella intrusione nella sua vita, Malloy segue l’uomo nella sala lettura, si sta per avventurare, attraverso la lettura di alcuni diari, nella vita di Luis, in un momento ben preciso.

Si torna al passato, la sera in cui Luis vede bruciare New Orleans, la sua capacità di percepire i pensieri lo guida verso una richiesta di aiuto, la trova: una ragazzina che sta per morire bruciata viva. L’umanità a cui ostinatamente il vampiro si aggrappa lo spinge a portarla via.

Ho chiuso gli occhi aspettando che le fiamme divorassero anche me, ho pregato di non soffrire troppo… è stato allora che è arrivato l’angelo nero, era bello, forte e veloce e mi ha sollevata come fossi fatta di piume. L’angelo nero mi ha portata in una bella casa dai soffitti dorati, come si vedono nei film ed è stato allora che devo aver pensato… devo essere in paradiso.

La storia viene raccontata a Malloy da Claudia stessa attraverso la lettura di alcuni diari che fanno parte dei tesori di Luis.

Il confronto tra Lestat e Luis è intenso, il primo cerca di dissuadere Luis dal trasformarla, ma la sua insistenza fa cedere il vampiro biondo che, pur di accontentare il compagno, trasforma la ragazzina.

La scelta narrativa di utilizzare una ragazzina dello stesso colore di Luis rende credibile il rapporto padre-figlia che si instaura tra i due, un rapporto esclusivo da cui Lestat viene escluso, cosa che lo rende nervoso e si nota quando intuisce che Claudia e Luis si parlano mentalmente.

Sì, perché Lestat, essendo il creatore di entrambi, non può percepire i loro pensieri.

Le intemperanze di Claudia non tardano ad arrivare, minuziosamente descritte nei diari: la fame non è la stessa di Lestat e Luis, la sua è una fame adolescenziale, di quelle che non risparmiano niente e nessuno.

Una ragazza vampiro ha bisogno del suo spazio se vuole trovare sé stessa in questo mondo senza luce e, caro diario, è molto più facile trovare l’ispirazione quando sei avvolta nel raso rosa e non hai in faccia i piedi di papà Lu.

Il rapporto tra Claudia e Luis si approfondisce quando l’uomo cerca di spiegare il perché della sua scelta di non nutrirsi di umani.

Luis – In alcune occasioni anche io ho esagerato, ma ci possono essere delle conseguenze. L’incendio della tua casa è stata una conseguenza, l’ha provocato uno dei miei omicidi. Un tempo mi lasciavo coinvolgere troppo dalle faccende umane.

Claudia – E poi?

Luis – Ti ho trovata.

Malloy sembra scosso dalla lettura di quel primo diario: attraverso quella lettura il tempo scorre pur rimanendo immutabile ed è una cosa con cui Claudia si ritrova a dover fare i conti. Il suo corpo non matura mentre la mente avanza e ricerca quello che non può avere.

La tranquilla monotonia delle loro vite da vampiro viene interrotta da un avvenimento che infrange gli equilibri: la morte della madre di Luis bussa alla porta riportando antiche tensioni.

L’incontro con la famiglia è palesemente l’ultimo baluardo di normalità da cui Luis si distacca definitivamente.

Ma se Luis cerca di educare Claudia a una vita più morigerata, Lestat è la sua anima nera, colui che le insegna come approfittare di ogni situazione per saziare la sua fame.

La scena delle coppie appartate è la massima espressione di allenamento: la spinge a esprimere la propria crudeltà, ma al contempo sveglia la sua sessualità con conseguenze a dir poco catastrofiche.

Non riesco ad esprimere a parole, ma è come se qualcosa si fosse trasformato nella mia mente e nel mio corpo, ho diciotto anni da sette mesi ormai ed ora che inizi a comportarmi di conseguenza.

Mentre nel film la figura di Claudia mantiene una sorta di adolescenza inquieta, nella serie l’evoluzione del personaggio assume ben altra connotazione.

Claudia, spinta da queste nuove pulsioni, tenta di far coincidere la spinta interiore con l’aspetto esteriore, cosa che la porta inevitabilmente a cozzare con la realtà di come la vedano gli altri, sino all’incontro con un giovane uomo.

Charlie diventa il suo mondo, la ricerca di un sentimento che fondamentalmente le sfugge, come le sfugge il controllo in quell’unica volta che entrambi si lasciano travolgere dalla passione.

Il desiderio fisico diventa fame, con il risultato di portarla ad uccidere proprio colui per il quale sembrava provare qualcosa.

Davanti al forno in cui vede bruciare il cadavere di Charlie, fa i conti con la sua essenza.

Lestat – Smetti di dimenarti e guarda, ricordati della sua faccia mentre si scioglie. Per questo non ci avviciniamo mai ai mortali, perché prima o poi finiscono per morire.

Malloy chiede ragione a Luis del perché nel ’73 non sia stata fatta menzione dei diari della ragazza. Luis tenta di dare una spiegazione a cui Malloy replica duramente.

Luis – Claudia per me era tutto, io l’amavo incondizionatamente, il rumore, il caos… le crisi della mia precedente esistenza si erano dissolte, la semplice gioia della sua mano nella mia.

Malloy – Avevi una figlia.

Luis – Sì, avevo una figlia… se ti capitasse di leggere i loro diari e scoprissi nei dettagli come e quando hai fallito con loro, condivideresti quei fallimenti con un giovane giornalista sfacciato che hai incontrato al Polynesian Merrill?

Ed è consapevolezza di Luis che la morte di Charlie manda in fumo il precario equilibrio della loro famiglia, aprendo, di fatto, a un periodo estremamente buio.

Claudia – Il primo uomo che ho ucciso mi ha chiamata diavolo, l’ultimo uomo che ho ucciso mi ha chiamata angelo. Questo significa che sono sulla strada giusta.

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