Recensione Intervista col vampiro 1×06: Come gli angeli condannati all’Inferno da Dio

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Analisi a cura di...

~ ANGELICA ATTANASI

Recensione "Intervista col Vampiro": 1x6

Luis, nella puntata precedente, viene scaraventato a terra da un Lestat che si innalza nel cielo. La caduta rovinosa gli lascia danni ingenti dai quali sembra riemergere molto lentamente, accudito da una Claudia che non lo abbandona un solo istante.

Sono rimasti soli. Lestat, in preda alla vergogna, si eclissa e loro due si ritrovano ad affrontare la lenta convalescenza in un ménage che diventa famiglia molto più di quanto lo fosse prima.

Malloy domanda della capacità di Lestat di volare, incuriosito, mentre un medico, chiamato da Luis, gli somministra una sacca del medicinale utile a rallentare il Parkinson.

Luis spiega che la capacità di Lestat non è di tutti i vampiri: solo quelli più antichi possiedono o affinano doni che ai più sono preclusi.

Il giornalista lo stuzzica insinuando che Lestat gli ha nascosto molto di più del dono di volare e che il loro rapporto è più simile alla sindrome di Stoccolma che non a un rapporto tra esseri consenzienti.

Luis cerca di mettere le cose sotto un’altra luce:

Luis – Siamo la somma dei nostri errori peggiori, possiamo essere perdonati se siamo incapaci di perdonare il prossimo.

Per molto tempo la ricerca di perdono da parte di Lestat cade nel vuoto. Claudia e Luis ergono un muro tra loro e lui, cercando di rimettere insieme i pezzi delle loro vite.

Lestat tenta in tutti i modi, nei seguenti sei anni, di riavvicinarsi, con doni che vengono rifiutati puntualmente.

Sino alla primavera del 1937, data in cui un ultimo regalo infrange definitivamente la corazza di Luis.

Un disco, una canzone composta da Lestat per lui ma cantata da Antoinette, scatena la gelosia di Luis, che comprende di non poter rinunciare a Lestat, suggellando così il ritorno di fiamma.

Claudia soffre di questo riavvicinamento. Luis prova a tranquillizzarla dettando delle regole che la tutelino, tra cui quella della completa onestà tra di loro, ed è in questo momento che avviene la narrazione di come Lestat sia diventato un vampiro.

Lestat – Il suo nome era Magnus, mi prese a casa mia a Parigi mentre mi dimenavo ed urlavo, mi chiuse in una camera piena di cadaveri per una settimana, alcuni appena morti, altri gonfi e lividi, ma mi somigliavano tutti… i miei colori, il mio fisico, vedevo i miei occhi fissarmi da quei volti in decomposizione… si nutriva di me ogni notte e poi mi riportava nella torre con i miei sosia cadaveri. Pensavo che sarei diventato uno di loro ed invece mi trasformò in questo. Non mi spiegò le origini dei vampiri né la fisiologia, nessuna regola, nessun consiglio… si limitò a mostrarmi una montagna di soldi con la mano ed all’improvviso si gettò nel fuoco. Così rimasi solo e pensai… non berrò mai sangue caldo… non posso nutrirmi di altri… e piansi, invocai Dio… io non volevo questo… ma ho una grande capacità di resistenza.

Tra le regole imposte da Luis e Claudia c’è anche quella di uccidere Antoinette, ed è su questo punto che si gioca il resto della puntata.

La cittadina comincia a presentare il conto ai tre vampiri: la gente, conscia che qualcosa non quadra, lascia avvertimenti davanti alla loro porta, avvertimenti che vengono puntualmente ignorati.

Luis si ritrova a dover cercare di mitigare le due anime, molto più affini di quanto pensino, di Claudia e Lestat, in una sorta di danza per avere tutta l’attenzione del vampiro creolo.

Per arrivare all’agognato compromesso è proprio Luis a dover cambiare, rinunciando alla scelta di nutrirsi solo di animali e tornando a nutrirsi di esseri umani.

Questo sembra, in apparenza, portare una sorta di equilibrio, a cui Lestat aggiunge qualcosa in più portando in dono agli altri due un dito di Antoinette come pegno della promessa fatta.

Ma tra le mille scaramucce che si dipanano nella loro vita, è Claudia che scopriamo avere ragione, ancora una volta. Lestat non solo non ha ucciso Antoinette, ma continua a vederla dopo averla nascosta. Luis deve arrendersi all’evidenza dell’ennesima bugia di Lestat.

Luis – Non rimasi sconvolto, era perfettamente in linea con la sua natura. Gli era stato detto cosa fare e, da viziato qual era, non era affatto in grado di sopportarlo.

Claudia si rende conto di dover recidere quel rapporto malato e comincia una sottile guerra di intenti, cercando di convincere Luis a fuggire con lei, un continuo flusso di messaggi telepatici tra i due.

Luis scivola in una sorta di apatia da cui non riesce a muoversi. In un ultimo disperato tentativo Claudia gli chiede di seguirla, ma nulla lo smuove e lei prende quel treno che la dovrebbe portare lontana da loro due.

Luis – Lei più di ogni altra cosa sulla terra si meritava un bel posto ed una ampia finestra per osservare la campagna sfrecciare oltre il vetro, ma era il 1939 e l’unico negro ammesso in prima classe era il facchino, mentre i passeggeri negri viaggiavano in coda. La vampira negra doveva accontentarsi di ciò che restava… e a lei andava bene.

Si torna al presente. Luis ricorda come nel ’73 Malloy gli abbia chiesto di trasformarlo, cosa che all’epoca Luis non fece, ma che ora sarebbe pronto a fare.

Luis – Adesso te lo darei (il dono), basta tremori, e vedresti le tue figlie sposarsi.

Malloy – E divorziare e morire, conservalo per il ragazzino (riferito a Rashid).

Luis ricomincia a narrare gli avvenimenti che seguono la partenza di Claudia. Il ritorno a casa si rivela peggio della partenza stessa. Lestat lo accoglie con la notizia della guerra che è appena scoppiata e gli rivela che è andato a riprendersi Claudia, pensando forse che questo sia il modo giusto di punire lei e tenere legato lui.

Ma la rabbia che ne scaturisce porta inevitabilmente Claudia a meditare l’omicidio di Lestat, pensiero a cui Luis non riesce a mettere argine, provando in tutti i modi a convincerla, ma la partita a scacchi tra la ragazza e Lestat è solo la rappresentazione di quello che lei sta meditando.

È nel momento in cui Luis rivela a Malloy che ormai la decisione era stata presa che si accorge di come il giornalista si sia addormentato, stanco, probabilmente, della terapia appena subita.

Il finale di puntata entra nel sogno di Malloy, che si rivede giovane durante il primo incontro con Luis, ed è proprio in quel sogno che compare la figura di Rashid, il fedele servitore. Il risveglio di soprassalto dal sogno sancisce lo stupore nello scoprire che forse Rashid è qualcosa di diverso da quello che Malloy ha sempre creduto.

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