Lupin Parte 4: finale spiegato, Assane muore?

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~ LUCA FERDINANDI

Attenzione: l'articolo contiene spoiler su tutta la Parte 4. Il finale di Lupin Parte 4 è il più crudele di tutta la serie. Assane recupera il tesoro dei re di Francia, mette in scacco i guardiani, corre dalla figlia Adèle mentre il timer di una bomba arriva a zero… e poi si prende un proiettile per proteggere Raoul, il figlio che lo ha appena tradito alleandosi con Hubert Pellegrini. L'elicottero si alza in volo e la stagione si chiude con Assane a terra. Ecco Lupin Parte 4 con il finale spiegato: come finisce, perché Raoul arriva fin lì e che cosa può voler dire quello sparo.

Come finisce Lupin Parte 4?

Omar Sy, travestito da custode, passa davanti alla teca della corona in una sala dorata in Lupin Parte 4
Assane (Omar Sy) nella sala della corona. Foto di scena da Lupin Parte 4 – Emmanuel Guimier/© Netflix

L'ultimo episodio sembra la vittoria perfetta. Assane fa trasferire il tesoro su un blindato (con un piano assurdo, alzando il livello della Senna), attira su di sé tutta la polizia con un inseguimento a cavallo per Parigi e lascia il convoglio a Juliette, travestita dalla commissaria Korvin, mentre Adèle taglia le comunicazioni con il suo drone. La vera Korvin è chiusa nel bagagliaio di un'auto e i guardiani scaricano Guillaume de Charmerace.

Poi tutto si ribalta. Adèle e Raoul vengono rapiti, o almeno così sembra. Al telefono c'è Hubert Pellegrini, libero, che dà ad Assane un appuntamento in codice: "dove Arsenio I spicca il volo". Assane ci va da solo, con il tesoro. Lì scopre che Adèle ha addosso una bomba e che Raoul sta dalla parte di Pellegrini: è stato lui a farlo evadere. L'ultimatum è semplice: o Assane parte con loro, o resta e muore con la figlia.

Assane resta. Chiede scusa a Raoul, corre da Adèle mentre il timer arriva a zero e la bomba non esplode: Raoul non lo avrebbe mai permesso. Il ragazzo si avvia verso l'elicottero di Pellegrini, Guédira e Belkacem prendono la mira, Assane si mette in mezzo e viene colpito. L'elicottero decolla con Raoul e Pellegrini a bordo. Fine.

Assane muore alla fine di Lupin Parte 4?

La risposta onesta è: non lo sappiamo. L'ultima immagine mostra Assane a terra, colpito, con tutti intorno: nessuna conferma, né in un senso né nell'altro. E in Lupin la regola è sempre la stessa: finché non c'è un corpo, non c'è una morte. Assane si è già finto morto in passato, e in questa stessa stagione Adèle e Juliette sono state date per morte e sono tornate.

Detto questo, lo sparo ha un peso diverso dagli altri. Non è un trucco preparato da Assane: è un gesto istintivo, fuori programma, l'unico momento della stagione in cui Lupin non controlla la scena. Proprio per questo è credibile che la serie lo faccia pagare. Io la leggo così: Assane sopravvive, ma il prezzo lo paga in un altro modo. Più che il corpo, a essere colpito è il personaggio.

Una Parte 5, al momento, non è stata annunciata ufficialmente da Netflix (la pagina ufficiale della Parte 4, in inglese, non ne parla), ma niente indica che questa sia l'ultima stagione. E un finale così aperto, con Raoul in volo accanto a Pellegrini, sembra scritto apposta per ripartire.

Perché Raoul tradisce Assane?

Claire, interpretata da Ludivine Sagnier, con il figlio nel soggiorno di casa in Lupin Parte 4
Raoul e Claire (Ludivine Sagnier). Foto di scena da Lupin Parte 4 – Emmanuel Guimier/© Netflix

È la domanda che fa più male, e la serie la prepara con cura, episodio dopo episodio. Raoul ha passato quattro anni con il padre in prigione e, quando Assane esce, si ritrova sempre in secondo piano: allontanato per proteggerlo, ingannato sul viaggio in Senegal (il visto "scaduto" era un falso), escluso dai piani e, quando Pellegrini gli racconta tutto, scavalcato da una sorella di cui nessuno gli aveva parlato. Nell'episodio 5 lo dice chiaro: un padre assente, lontano, ladro e bugiardo. E aggiunge la frase chiave: in fondo vorrebbe essere un Lupin anche lui.

Pellegrini sfrutta proprio questa ferita. Gli racconta tutto, il passato, il tesoro, quello che Assane non gli ha mai detto, e gli offre quello che il padre non gli ha dato: un ruolo da protagonista. Raoul non tradisce Assane per soldi. Lo tradisce per farsi vedere.

Per questo la bomba non esplode. Raoul vuole battere il padre, non distruggerlo, e di sicuro non vuole uccidere Adèle. È un ragazzo che gioca a fare il cattivo e scopre, troppo tardi, che il gioco ha delle conseguenze.

Chi ha spinto Belkacem dal tetto?

È stato Raoul. Lo scopriamo nell'episodio 7, quando Guédira e Belkacem risalgono alle sue scarpe e ai filmati di sorveglianza, e quasi nello stesso momento Raoul lo confessa al padre: voleva aiutarlo nel colpo del primo episodio. Questo spiega il sospetto di Belkacem appena uscita dal coma, secondo cui Adèle forse aveva un complice, perché a spingerla non era stata lei. E rende il finale ancora più amaro: tra le pistole puntate sull'elicottero c'è quella della poliziotta che Raoul ha quasi ucciso.

Chi ha fatto evadere Hubert Pellegrini?

Ancora Raoul. All'inizio della stagione Assane è convinto che dietro l'imitatore ci sia Pellegrini, ma la pista sembra chiudersi subito: Hubert è in Malesia, dove Assane lo aveva spedito quattro anni prima, e in videochiamata chiede perfino scusa. Nel finale scopriamo che è stato proprio Raoul ad aiutarlo a tornare libero. Il vero burattinaio dell'ultimo atto, quindi, è l'uomo che tutti credevano fuori gioco. Ed è una scelta coerente: Pellegrini è il nemico della prima parte, quello che ha distrutto il padre di Assane. Chiudere il cerchio usando il figlio di Assane è la vendetta perfetta.

Che cosa significa "dove Arsenio I spicca il volo"?

È l'ultimo omaggio della stagione ai romanzi di Maurice Leblanc, e lo decifra Guédira, che di Lupin è appassionato quanto Assane. Il rimando è a I denti della tigre (1921, il testo integrale in inglese è su Project Gutenberg), in cui un capitolo si intitola "Arsenio I, imperatore di Mauritania": lì Lupin, per salvare la donna che ama, rapita, si fa portare in aeroplano all'inseguimento dei rapitori. "Arsenio I" è quindi il nome del capitolo, e il luogo dell'appuntamento è quello che, nella lettura di Guédira, corrisponde al decollo di Lupin nel romanzo. Il gesto che lo fa "spiccare il volo", insomma, è un salvataggio.

La scelta non è casuale. Pellegrini usa un indizio da lettore di Lupin per attirare Assane in una trappola costruita su un rapimento inscenato da Raoul, e l'elicottero che si alza in volo alla fine rovescia il romanzo: questa volta a volare via non è l'eroe che salva qualcuno, ma il figlio che Assane non è riuscito a salvare.

Chi è davvero Adèle e perché imitava Lupin?

Adèle Kapoor è la figlia di Assane e di Juliette Pellegrini. Alla nascita fu fatta sparire dal nonno, Hubert, che non voleva "mischiare la razza", mentre a Juliette dissero che la bambina era morta. Cresciuta da una madre adottiva, Maya Kapoor, Adèle è diventata una ladra con la stessa passione del padre per l'Arsenio Lupin dei romanzi.

Perché incastrarlo? Il suo obiettivo è il tesoro dei re di Francia, e per trovarlo le serve il migliore. Il modo più rapido per far uscire Assane allo scoperto (e dal carcere) è costringerlo a dimostrare la propria innocenza. Che lei e Juliette giocassero dalla stessa parte lo capiamo già alla fine del secondo episodio. Il deepfake che trasforma il suo volto in quello di Assane è la versione digitale dei travestimenti di Lupin: la figlia fa con un algoritmo quello che il padre fa con un cappello e un paio di occhiali.

Juliette è viva?

Sì. L'auto che salta in aria alla fine dell'episodio 4 sembra uccidere Juliette, ma nel sesto episodio Assane la ritrova legata nel castello di Guillaume de Charmerace: i guardiani l'hanno tenuta in vita perché sa dove si trova il gioiello dei Pellegrini che serve a sbloccare la corona. Nel finale è lei a guidare il blindato travestita da Korvin. E nell'episodio 7 rivela il suo segreto più grande: da ragazza mentì ad Assane sul tesoro per colpa del padre, che aveva scoperto la loro storia. A dirglielo, confessa Claire, era stata proprio lei, per gelosia.

Chi sono i guardiani del tesoro?

Sono le quattro famiglie a cui, nella serie, Luigi XVI affidò il tesoro dei re di Francia. Una è quella dei Pellegrini, un'altra quella dei Charmerace, con Guillaume, il ragazzo che Assane e i suoi amici bullizzavano da adolescenti e che ora sembra volersi vendicare. I guardiani si parlano con nomi in codice di pietre preziose (Diamante, Zaffiro…) e hanno uomini ovunque, polizia compresa: la commissaria Korvin lavora per loro. Nel finale scaricano Guillaume, che ha perso la corona, ma non vengono smascherati del tutto. Restano una minaccia aperta.

Che fine fa il tesoro?

Il finale non lo dice. Assane arriva all'appuntamento con il blindato e pretende i figli prima di consegnare qualsiasi cosa; poi la scena precipita, tra la bomba, il tradimento di Raoul e lo sparo, e il tesoro non torna più al centro della scena. Nemmeno le fonti che abbiamo consultato lo chiariscono.

È un vuoto che pesa, perché tutta la stagione ruota intorno a quel tesoro. Io la leggo così: per Pellegrini il vero bottino non sono le pietre dei re di Francia, è Raoul. Portargli via il figlio è il colpo più grande che si possa fare ad Assane. E se ci sarà una quinta parte, la caccia al tesoro e quella al figlio saranno, con ogni probabilità, la stessa cosa.

I temi della Parte 4: padri, figli e doppi

Sotto i furti spettacolari, la Parte 4 parla di una cosa sola: l'eredità. Assane ha costruito la sua vita sull'immagine del padre, Babakar, e sulla vendetta contro Pellegrini. Ora è lui il padre, e scopre che i figli ereditano anche quello che non vorremmo lasciare. Adèle prende il talento e il gusto per la sfida. Raoul prende la ferita: un padre sempre altrove, che mente "a fin di bene".

Il secondo tema è il doppio. L'imitatore con il volto di Assane, i travestimenti, il proiettore che ricrea una stanza, l'ologramma al posto della corona, la falsa Korvin: tutta la stagione gioca sulla domanda "che cosa è vero?". Il finale risponde nel modo più semplice. L'unico gesto autentico di Assane, quello senza trucco, è mettersi davanti a un proiettile per il figlio.

C'è poi l'amicizia tradita tra Assane e Ben, che passa quasi in sordina ma pesa: Ben si è preso la sua vita mentre lui era in carcere. E c'è il razzismo di Pellegrini, che nascondendo una nipote "per non mischiare la razza" riporta la serie al suo tema d'origine: una famiglia potente che distrugge chi considera inferiore.

Il mio giudizio sul finale

Il finale funziona, e fa male. Dopo sette episodi di trucchi sempre più esagerati (la Senna che sale a comando, il siero che invecchia in pochi minuti), l'ultima scena toglie a Lupin tutti i suoi giochi di prestigio e lo lascia a terra come un padre qualunque. È una scelta coraggiosa.

Il difetto è il percorso di Raoul: il tradimento è preparato bene, ma arriva in blocco nell'ultimo episodio, e avrei voluto vedere il patto con Pellegrini nascere sullo schermo, non solo raccontato. Resta il cliffhanger più forte della serie. Ed è anche una promessa: la prossima volta, Lupin dovrà salvare il figlio da sé stesso.

Per chi recita: la scena dello sparo

Primo piano di Omar Sy con la coppola nei panni di Assane Diop in Lupin
Omar Sy è Assane Diop in Lupin – Emmanuel Guimier/© Netflix

Lo sparo arriva su un gesto che Assane non ha preparato. Per un attore è il tipo di momento più difficile da girare: lui sa da settimane, dal copione, che si butterà davanti a quel proiettile, il personaggio no. Se l'attore "anticipa", se il corpo si prepara un attimo prima, la camera lo vede, e il colpo di scena muore.

È una cosa che si vede spesso nei provini e sul set: le scene in cui un gesto fisico nasce da un'emozione si rovinano quasi sempre per eccesso di intenzione. Il trucco è lavorare al contrario: concentrarsi su quello che il personaggio vede e sente in quell'istante (la figlia con la bomba, il figlio che si allontana, le armi puntate) e lasciare che il movimento nasca da lì. L'azione deve sembrare una scoperta anche per chi la compie. Se volete lavorarci, partite dalla nostra guida su sguardo in camera e fuori camera.

Il riassunto completo degli otto episodi lo trovate nell'articolo gemello: Lupin Parte 4: trama completa e riassunto degli episodi. E se Omar Sy vi ha conquistato, c'è anche il finale spiegato di The Killer. Per chi invece vuole imparare a stare davanti alla macchina da presa, ecco i nostri corsi di recitazione online.

Domande frequenti sul finale di Lupin Parte 4

Assane muore alla fine di Lupin Parte 4?

La serie non lo dice. Assane viene colpito mentre protegge Raoul e l'ultima immagine lo mostra a terra, ma non c'è nessuna conferma della sua morte.

Perché Raoul si allea con Hubert Pellegrini?

Perché si sente messo da parte e ingannato dal padre. Pellegrini gli racconta il passato e gli offre un ruolo da protagonista: Raoul lo fa evadere per dimostrare di valere quanto Assane.

Chi ha spinto Belkacem?

Raoul. Lo confessa al padre nell'episodio 7, mentre Guédira e Belkacem lo identificano grazie alle scarpe e ai filmati di sorveglianza.

Perché la bomba di Adèle non esplode?

Perché Raoul non voleva uccidere nessuno: la minaccia serviva a costringere Assane a scegliere. Il ragazzo vuole sfidare il padre, non distruggerlo.

Ci sarà Lupin Parte 5?

Per ora Netflix non ha annunciato ufficialmente una quinta parte. La Parte 4 però non è stata presentata come l'ultima e il finale lascia aperte tutte le storie principali.

Che cosa significa "dove Arsenio I spicca il volo"?

È un rimando al romanzo I denti della tigre di Maurice Leblanc, nel capitolo "Arsenio I, imperatore di Mauritania", in cui Lupin prende un aeroplano per salvare la donna che ama.

Qual è il vero significato del finale di Lupin Parte 4?

Lupin Parte 4 finisce come nessun'altra parte era mai finita: con Assane che perde senza un piano di riserva. Non contro un nemico più bravo, ma contro le conseguenze delle sue bugie. Il tesoro, i guardiani, Pellegrini restano partite aperte. La vera domanda della Parte 5, se ci sarà, è un'altra: un padre che ha sempre vinto con l'inganno può riconquistare un figlio dicendo, finalmente, la verità?

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