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~ LUCA FERDINANDI
Attenzione: l'articolo contiene spoiler su tutti gli 8 episodi. La trama di Lupin Parte 4 riparte quattro anni dopo la terza stagione, con Assane Diop dietro le sbarre e un'idea semplice ma diabolica: e se qualcuno rubasse al posto suo, con la sua faccia e con il suo stile? Gli otto nuovi episodi della serie Netflix con Omar Sy, disponibili tutti insieme dal 23 ottobre 2026, mettono Assane contro un imitatore, poi sulle tracce del leggendario tesoro dei re di Francia, mentre la sua famiglia va in pezzi. Ecco il riassunto completo della quarta stagione, episodio per episodio. Preparatevi: è una stagione che non lascia respirare.
Omar Sy torna nei panni di Assane Diop, il ladro gentiluomo che si ispira all'Arsenio Lupin dei romanzi di Maurice Leblanc. Con lui ritroviamo Ludivine Sagnier (Claire), Antoine Gouy (Benjamin Férel), Soufiane Guerrab (Youssef Guédira), Shirine Boutella (Sofia Belkacem, ora capitano) e Clotilde Hesme (Juliette Pellegrini). La novità più evidente riguarda Raoul: il figlio di Assane è cresciuto e adesso ha il volto di Théo Christine, che prende il posto di Etan Simon.
Tra i personaggi nuovi la protagonista è Adèle Kapoor, la ladra che ruba con la faccia di Assane; con lei arrivano Guillaume de Charmerace, la commissaria Korvin, l'agente Georges ed Esteban, il ragazzo che Raoul conosce in carcere. La serie, creata da George Kay con François Uzan, è guidata in questa parte da Omar Sy e Louis Leterrier come showrunner; tutte le novità sono nella pagina ufficiale di Netflix sulla Parte 4 (in inglese).
Una nota prima di cominciare: su Netflix gli episodi si chiamano semplicemente "Capitolo 1", "Capitolo 2" e così via. I sottotitoli che trovate qui sotto sono nostri, per orientarvi.

Si parte in carcere. Assane giura alle guardie di non c'entrare nulla con Hubert Pellegrini. Un flashback ci porta indietro di quattro anni, su una pista d'aeroporto: è lì che Assane ha aiutato Pellegrini a evadere. Nel presente, però, Assane respinge la teoria: se lo avesse fatto davvero, perché sarebbe tornato in prigione? A Guédira, che va a trovarlo, racconta che sta per uscire con uno sconto di pena per buona condotta.
Fuori, il mondo è andato avanti senza di lui. Raoul è cresciuto e ha perso il lavoro; Claire adesso sta con Benjamin. Guédira e Belkacem stanno per partire per un corso di formazione quando un attacco informatico prende il controllo di tutti gli schermi della città, telefoni compresi. Parla una voce: quella di Lupin. Annuncia il suo ritorno in grande stile, l'evasione dal carcere e due colpi in contemporanea. Al Petit Palais di Avignone ruberà una tela che raffigura il furto del Garde-Meuble; al Museo nazionale di storia naturale di Parigi il Grande Zaffiro di Luigi XIV, il Re Sole. Ora del colpo: le 20 in punto. Cioè tra sessanta minuti.
Lo zaffiro esiste davvero: è una pietra di circa 135 carati, custodita al Museo di storia naturale dal 1796. Il quadro di Avignone, invece, è un'invenzione della serie (il vero Petit Palais espone arte medievale e rinascimentale), ma il furto che rappresenta è storia: nel settembre del 1792 più bande di ladri svaligiarono per diverse notti il Garde-Meuble di Parigi, il deposito dei gioielli della Corona di Francia, portando via oltre 9.000 pietre preziose.
Raoul è deluso dal padre. Ben, invece, non ci crede: non è roba di Assane. E infatti Assane è in cella, mentre la polizia lo porta in camicia di forza in un'area di massima sicurezza: una cella di isolamento dalla quale è impossibile evadere. Ben ripensa al furto del Garde-Meuble, considerato il più grande furto della storia di Francia, di cui lui e Assane parlavano da ragazzini, nel 2000. Sembra tutto una messinscena.
Alle 20:00 la corrente salta per pochi secondi. Quando torna, le due opere sono sparite. E dalla cella di isolamento è sparito anche Lupin. Guédira e Belkacem inseguono un uomo con l'impermeabile di Assane; Belkacem cade da un tetto e finisce in coma. Poi, dal nulla, Assane ricompare al centro della cella, spiazzato, e continua a ripetere di non aver fatto niente.
Guédira va da lui, ferito da quello che considerava un amico. Assane gli smonta il trucco: non è mai uscito. La cella è una stanza di vetro, e uno schermo a LED creava l'illusione che fosse vuota; e siccome aprendo la porta lo si sarebbe visto, il ladro ha aperto anche le celle degli altri detenuti, per confondere le guardie. Ad Avignone, invece, è scattato l'antincendio perché il quadro era già stato rubato: quello che le guardie proteggevano era una copia che si scioglie con l'acqua. La firma è di Lupin, insomma, ma qualcuno lo sta incastrando.
Il problema è che, perquisendo la sua stanza, la polizia trova il quadro rubato in un vano nascosto. Assane è convinto che dietro ci sia Pellegrini: quattro anni prima lo aveva fatto evadere solo per portarlo, a sua insaputa, in Malesia, dove aveva conti aperti con la giustizia, e lo aveva fatto per proteggere la propria famiglia. Ma Guédira gli mostra un video in cui "Lupin" fugge dal Museo di storia naturale. Non gli crede più: per questo colpo Assane rischia dieci anni.
In cella Assane ripensa a una promessa fatta a Raoul qualche anno prima: una volta libero, sarebbero andati insieme in Senegal, a scoprire le origini della famiglia. Poi evade, e va nell'unico posto dove spera di trovare risposte: la villa di Juliette Pellegrini. Juliette si dimostra estranea a tutto: gli mostra una videochiamata in cui Hubert, dalla Malesia, chiede scusa ad Assane e lo supplica di tirarlo fuori. Lei non ha nessuna intenzione di aiutare il padre, anzi ringrazia Assane: Hubert è un uomo spregevole e si merita quello che gli è successo.
Ma allora chi è l'imitatore? Assane si accorge di essere seguito da un drone, che gli porta un auricolare. Lo indossa e sente parlare… una voce identica alla sua. Un altro Assane, che lo sfida a giocare.

Assane va da Benjamin, ma appena arriva lo vede baciare Claire. Non dice una parola, e i due si mettono al lavoro: Ben cerca l'imitatore tra i furti commessi copiando lo stile di Lupin. Arriva anche Raoul, che vuole risposte. Assane è felice di vederlo, ma il figlio è pieno di dubbi. Mentre parlano squilla un vecchio telefono: è "l'altro Assane", che minaccia di fare del male a Raoul se il padre non lo allontana. Assane è costretto a mandarlo via, e Raoul se ne va deluso.
Ben trova una pista: Adèle Kapoor, una ladra che ha rubato lo smeraldo di San Luigi, mai ritrovato, e che aveva una firma precisa: lasciava sul posto un libro di Lupin. Torna tutto. Solo che Adèle Kapoor risulta morta. Ma anche Assane, una volta, si è finto morto. Quindi bisogna solo… risvegliare i morti.
Al capezzale di Belkacem, Guédira trova un biglietto. Intanto Adèle contatta Assane, che segue il segnale e se la trova davanti. Il suo obiettivo è il tesoro dei re di Francia; Assane le risponde che quel tesoro non esiste più. Un flashback ci riporta al 2000, quando Assane e Ben studiavano il duca di Charmerace e la sua immensa collezione legata al tesoro del re. Il nome non è scelto a caso: "duca di Charmerace" è l'identità con cui Arsenio Lupin si presenta nella commedia teatrale di Leblanc e Francis de Croisset del 1908. Il figlio del duca, Guillaume de Charmerace, era un compagno di scuola di Ben, che ora dovrà riallacciare i rapporti con lui.
Nel presente Assane spiega la leggenda: lo smeraldo, lo zaffiro e il rubino del re, riuniti, indicano dove si trova il tesoro. Adèle vuole il rubino e lancia la sfida: domani la pietra sarà esposta sulla Torre Eiffel. Se Assane la prende per primo, lei gli consegnerà il codice del deepfake con cui trasforma ogni video e ogni foto in cui compare… nel volto di Assane.
Adèle sparisce, Assane fugge dalla polizia fino a un ponte, dove si trova davanti Guédira. Non è un caso: era il biglietto lasciato al capezzale di Belkacem a dargli appuntamento lì. Assane gli parla di Adèle, gli chiede di indagare su quella morta che non è morta e si tuffa nella Senna. Poi prepara con Ben la contromossa: alla Torre Eiffel andranno di sicuro, ma con un asso nella manica. Delle polaroid, che nessun deepfake può falsificare.
La sera Ben mente a Claire con la scusa di un noioso impegno di lavoro; poco dopo qualcuno le fa recapitare un abito da sera, e lei è convinta che sia un regalo di Ben. Alla torre Adèle manda in tilt i sistemi con il suo smartwatch e Assane non riesce a entrare: allora si traveste da operaio e la torre, letteralmente, la scala. Davanti al rubino i due sono quasi faccia a faccia, quando Ben riceve la chiamata di Claire, che sta salendo in ascensore. Adèle mostra ad Assane le immagini della telecamera dell'ascensore: Ben e Claire che si baciano. Poi comincia a giocare con i comandi della cabina.
Assane è costretto a salvarli, e Claire scopre insieme la presenza di Assane e le bugie di Ben. Intanto Adèle raggiunge la cima, si lancia nel vuoto con una specie di tuta alare e atterra lontano, con il rubino, salendo su un'auto. Assane si consegna alla polizia con calma, Guédira ordina di non sparare. E Assane, soddisfatto, gli mostra le polaroid: scattate al posto della telecamera di sicurezza, "risvegliano" la morta e la mostrano mentre ruba il rubino. Nell'ultima scena Adèle, in macchina, parla con Juliette. Le due giocano dalla stessa parte.

Si apre con un uomo inseguito in un parco giochi da qualcuno che si diverte a stanarlo: sono Assane e Guédira. Un salto indietro di due giorni spiega tutto. In commissariato, Assane e Guédira dimostrano il trucco del deepfake, che scagiona Assane e accusa la ragazza. Claire, intanto, si fa promettere da Ben che non aiuterà più Assane. Assane non vorrebbe lavorare con la polizia, ma non ha scelta: Raoul è stato arrestato per violenze, anche contro un agente, e se Assane collabora la polizia aiuterà il ragazzo.
Il piano parte da Maya Kapoor, la madre adottiva di Adèle, che non collabora ma conferma la sua passione per le avventure dell'Arsenio Lupin dei romanzi. Assane ora è sicuro di avere a che fare con un'imitatrice e punta a Wagner, un fornitore di tecnologia al mercato nero. Per arrivarci incastrano il suo uomo di fiducia: è l'uomo del parco giochi. Così Wagner finisce sotto interrogatorio.
Un flashback mostra Assane, Ben e Claire da ragazzi, infiltrati alla festa di cui si parlava nell'episodio precedente: Assane scopre una stanza piena di tesori e una collana meravigliosa, finché una ragazza lo sorprende e lo porta via. È Juliette Pellegrini. E quella stessa collana, nel presente, Assane la ritrova al collo di Adèle in alcune foto.
Per scoprire se Wagner fa affari con Adèle, Assane si finge il suo avvocato e lo fa evadere con un lacrimogeno. Durante una corsa in auto a tutta velocità gli strappa il prossimo obiettivo della ladra: un diamante. Poi lo riporta in centrale. Claire arriva in commissariato divisa tra l'emozione di rivedere il marito e l'angoscia per Raoul in cella; Assane la calma e i due si abbracciano, sotto lo sguardo di un Ben che soffre in silenzio. In prigione Raoul conosce Esteban, che nota quanto il ragazzo sia bravo a scassinare e gli propone un lavoro. Per ora Raoul dice di no.
Assane e Guédira incontrano il signor Imbert, il gioielliere che custodisce il diamante di Francesco I e che deve trasferirlo per un evento. È lì che colpirà la ladra. La polizia schiera le squadre migliori, ma Adèle arriva in moto, controlla perfino i semafori ed è sempre un passo avanti. Assane, che segue la caccia da un furgone, stacca i contatti con la polizia, prende il posto del motociclista che trasporta il diamante e attira la ladra in una stazione ferroviaria. Lì Adèle gli rivela che la collana viene dalla sua madre biologica, non da quella adottiva. Adèle viene arrestata, e Assane chiama Juliette: ha capito che è lei la madre. Un flashback mostra Assane e Juliette insieme, anni prima. Adèle è la loro figlia.
Adèle è in arresto ma non parla; si capisce solo che ha paura di tornare a Londra. Juliette racconta ad Assane la sua verità: quando la bambina nacque le dissero che era morta, e solo un anno fa Adèle si è presentata da lei, parlando del tesoro. Adèle spiega il resto: Luigi XVI affidò il tesoro dei re di Francia a quattro famiglie di guardiani, tra cui i Pellegrini, e ora gli altri guardiani la vogliono morta perché lo sta cercando. Assane le promette di tirarla fuori durante il trasferimento.
C'è però anche la promessa a Raoul. Padre e figlio vanno in aeroporto per partire per il Senegal, ma al controllo Assane viene fermato per un visto scaduto. Raoul ci rimane malissimo.
Il giorno dopo scatta il piano per liberare Adèle. Il furgone blindato non si può aprire dall'esterno, ma Assane e Ben hanno un'idea. Ben organizza una corsa podistica con un gruppo di arzille signore, mentre Assane porta Raoul a teatro, a uno spettacolo d'opera durante il quale è esposto proprio il diamante. Belkacem, intanto, si risveglia dal coma e dice una cosa importante: a spingerla non è stata Adèle. La ragazza aveva un complice.
Nel furgone Guédira prova a far parlare Adèle, promettendole di aiutarla. Lei risponde che l'unico interessato al diamante, in quel momento, lo sta guardando: Lupin, a teatro con Raoul. Guédira si precipita e interrompe lo spettacolo, ma il diamante è al suo posto e Assane anche. Intanto Assane ha disturbato le comunicazioni del convoglio e lo ha fatto deviare, mentre il gruppo di corritrici di Ben invadeva la corsia del furgone. Quando il blindato arriva a destinazione, dentro non c'è Adèle ma un'anziana stordita della corsa di Ben, che viene portata via e attaccata a una flebo. Guédira ricorda che il furgone non si apre dall'esterno, corre da lei e trova il letto vuoto.
Il trucco è da manuale: Assane aveva fatto nascondere nel furgone una tuta della squadra di Ben e un siero sperimentale di invecchiamento rapido, rubato insieme a Ben. Adèle l'ha preso ed è uscita dal blindato con il volto di un'anziana. Ben le ha dato l'antidoto e sono scappati da Assane.
Di notte Raoul, che non si fida più del padre, entra a casa di Ben e scopre che il problema dei documenti era una messinscena: il passaporto era falso, Assane non voleva partire. Deluso per l'ennesima volta, si unisce alla banda di Esteban. Guédira, travolto dall'ennesimo inganno, viene sospeso dalla commissaria, che affida il caso all'agente Georges. Assane e Adèle, finalmente sereni, vanno da Juliette, che li raggiunge in auto. E l'auto salta in aria. È la firma dei guardiani.
Dopo l'esplosione che sembra aver ucciso Juliette, Assane e Adèle decidono di fermare i guardiani, che li avvertono: i prossimi saranno loro. E controllano tutto, polizia compresa, che arriva sul posto dopo pochi secondi. Per trovare il tesoro, scoprono, non bastano le pietre: servono anche i gioielli delle quattro famiglie, che uniti alla corona del re rivelano la mappa. Prima di tutto, quindi, bisogna trovare la corona.
Travestiti, si infiltrano in un archivio raggirandone la proprietaria e scoprono che la corona sta per essere esposta a Parigi, acquistata da una fondazione anonima: i guardiani, con ogni probabilità. Decidono di rubarla durante l'esposizione, alla Maison du Roi, una reggia sorvegliata da guardie ovunque. Guédira, intanto, sente la sua superiore parlare al telefono con qualcuno e garantire che Assane e sua figlia moriranno.
Il furto è uno spettacolo. Assane si traveste da gendarme, le guardie lo vedono e lo inseguono, lo prendono… ma è un altro gendarme travestito, e poi un altro, e un altro ancora. Con un bibliotecario della zona, Assane e Adèle hanno organizzato un flash mob in costume per dare alla reggia "un tocco d'epoca". Nella sala della corona Georges rassicura la commissaria che è tutto in ordine, finché lei capisce di guardare un video in loop: la corona è sparita. Mentre le telecamere mostravano altro, Assane l'ha presa, e Adèle ha fatto sparare a distanza dei cannoni per coprire il rumore della teca forzata.
Nei flashback rivediamo Assane, Ben e Juliette ragazzi sulle tracce della corona, una pista che porta a una stanza sotterranea in un commissariato: con un trucco da ragazzini Assane e Juliette ci entrano e lui trova una botola.
Nel presente, con la corona in mano, Assane riceve una chiamata da casa: Raoul ha rubato qualcosa ed è stato beccato. Il ragazzo non chiede scusa: non ne può più di un padre assente, lontano, ladro e bugiardo. Anzi, per certi versi vorrebbe essere un Lupin anche lui. Se ne va furioso. Adèle, intanto, entra nella villa di Juliette, perché lì dovrebbero esserci i gioielli dei Pellegrini, ma qualcuno è arrivato prima di lei: gli uomini dei guardiani. Assane la raggiunge e la fa uscire dalla villa, ma nello scontro viene messo fuori gioco con un taser.

Assane si risveglia in un castello e capisce subito dove si trova: è di Guillaume de Charmerace, il ragazzo della festa di tanti anni prima. Un flashback mostra che Assane e i suoi amici lo avevano bullizzato, legandolo a un albero e fingendo di sparargli con proiettili finti: "la prossima volta saranno veri". Ora Guillaume gli fa iniettare un siero della verità perché confessi chi sa della corona.
All'emporio di Ben, Raoul prova a rimettersi in piedi. Prima arriva Adèle, la sorella che lui non sa di avere, e Ben la porta via per fare il punto su dove possa essere Assane. Poi arrivano Esteban e i suoi. Esteban vuole un altro colpo, Raoul rifiuta; Esteban gli rompe un vaso della collezione di Ben e Raoul gli salta addosso, quasi lo ammazza. Lo staccano a fatica.
Di notte Assane si libera, addormenta la guardia con una presa al collo ed esplora il castello. Trova Juliette legata, viva: non l'hanno uccisa perché lei sa dove si trova il gioiello dei Pellegrini che serve a sbloccare la corona. Nascosti, vedono Guillaume davanti alla teca vuota. Assane ha un'idea. Il mattino dopo Guillaume lo ritrova legato come se nulla fosse, e la guardia è convinta di aver sognato. Sotto il siero, Assane "confessa": della corona sanno Juliette e Adèle.
Si organizza lo scambio: Assane in cambio della corona. In viaggio Raoul prova a chiamare il padre, ma risponde la segreteria, e Guillaume getta il telefono di Assane dal finestrino. Sul ponte dello scambio Adèle consegna la corona con un drone mentre Assane le va incontro. All'ultimo secondo Guillaume imbraccia un fucile: colpisce il drone, poi Adèle, che cade nel fiume, poi Assane, che cade con lei. Era tutto previsto: Assane aveva avvisato Adèle e Ben, entrambi indossavano un giubbotto antiproiettile e un punto del parapetto era stato manomesso per cedere al momento giusto. Padre e figlia finiscono in acqua, illesi.
Intanto Ben, travestito da giardiniere, si infiltra nel castello, aspetta che Guillaume rimetta a posto la corona, sblocca la teca e la sostituisce con un ologramma identico. Guillaume libera Juliette, convinto di non averne più bisogno; lei raggiunge Ben e Adèle, diretti alla Cappella Espiatoria. Assane chiama Raoul dal telefono di Ben e gli dice solo che sta succedendo un gran casino. Guédira e Belkacem tornano al museo, dove lei prova a ricordare il volto di chi l'ha spinta, e in un ripostiglio trovano nuove tracce.
In macchina Assane si fa raccontare da Ben la storia con Claire: per lui è un tradimento, perché la loro amicizia era sacra. Ben scende al negozio; Assane, Juliette e Adèle vanno alla cappella, seguiti di nascosto da Raoul. Lì posizionano la corona e, con un gioco di specchi e riflessi, la mappa del tesoro compare su una piantana di marmo. Fuori, Raoul guarda il padre con la sua nuova famiglia. E piange.
Assane e Adèle raggiungono l'ingresso della fortezza che custodisce il tesoro, ma è inavvicinabile. L'unica via sono le catacombe, che Assane aveva già provato da ragazzo, trovando un muro. Juliette confessa: il passaggio esiste, e lei gli mentì dicendogli che il tesoro era una leggenda perché quel giorno, al commissariato, si era presentato suo padre. Come facesse a sapere di loro due resta un mistero; di certo quella storia non gli andava giù.
La botola è nell'ufficio della commissaria Korvin, la poliziotta che lavora per i guardiani e per Guillaume. Juliette fa da palo; in aeroporto, intanto, Raoul sta per partire per Dakar, deluso dal padre. Juliette imita la voce di Guillaume e avverte Korvin che Assane e Adèle sono vivi e hanno rubato la corona: Korvin e i suoi corrono fuori, e padre e figlia entrano nell'ufficio. Per non lasciare traccia usano un proiettore 3D che ricrea la stanza esattamente com'era.
Guillaume scopre che la corona nella teca è un ologramma; Korvin capisce l'inganno, torna indietro e si lancia nelle catacombe. Assane e Adèle superano un muro che in realtà è un portone e arrivano alla porta del tesoro. Adèle la apre, Assane lascia a terra dispositivi e una radio, ed entrano: è una meraviglia. Poi il segnale di Juliette: arriva Korvin. Quando gli agenti entrano, Assane fa partire musica e flash, e padre e figlia scappano mentre gli agenti sparano a qualcosa che non vedono. Adèle viene colpita di striscio, e Assane la porta dall'unica infermiera di cui si fida: Claire.
Mentre la medicano, Assane racconta a Claire la verità: lui e Juliette hanno avuto una bambina, che il padre di lei ha fatto sparire per "non mischiare la razza". Arriva Georges con altri agenti per controllare la casa; Assane e Adèle si nascondono e Georges se ne va imbarazzato, convinto di aver interrotto Claire e Ben in un momento intimo. Era una recita. Più tardi i quattro si chiariscono, e Claire confessa un vecchio segreto: fu lei, per gelosia, a raccontare al padre di Juliette della storia con Assane.
Guédira e Belkacem, intanto, seguono le impronte delle scarpe fino al rivenditore illegale di quelle sneaker, recuperano i filmati di sorveglianza e, dopo ore, trovano il volto di chi ha spinto la poliziotta. Nello stesso momento Raoul, che alla fine non è partito, incontra il padre e confessa: è stato lui. Voleva aiutarlo nel colpo. In centrale, i poliziotti guardano la foto di Raoul. La faccenda diventa personale.
L'ultimo episodio corre su più piani. Assane vuole usare il furto del tesoro per stanare Guillaume e i guardiani, far arrestare la commissaria Korvin e salvare Raoul, che ora la polizia cerca. I guardiani mettono alle strette Guillaume; tra loro si chiamano con nomi di pietre preziose, come Diamante e Zaffiro.
Per portare via il tesoro Assane ha un'idea folle. Esiste un'agenzia, la Varennes (il nome ricorda la fuga di Luigi XVI, fermato a Varennes nel 1791), che sposta tesori di questo tipo in caso di emergenza: lui fa salire il livello della Senna sfruttando una diga, così scatta l'emergenza e il tesoro parte su un blindato. Assane si fa trovare a metà strada a cavallo: Korvin, furiosa, gli scaglia contro tutti gli agenti del convoglio e comincia un inseguimento tra moto e cavallo per le vie di Parigi. Quando sembra preso, Assane salta anche l'ultimo posto di blocco.
In commissariato, intanto, qualcuno bussa dal bagagliaio di un'auto: è Korvin, quella vera. Sul blindato, travestita da Korvin, c'è Juliette, che isola il convoglio dal resto della squadra mentre Adèle, con il suo drone, taglia le comunicazioni radio. I guardiani scaricano Guillaume. Tutto sembra andare per il meglio.
Al punto d'incontro ci sono Claire, Juliette con il blindato, Ben e Assane. Mancano i ragazzi: Adèle e Raoul sono stati rapiti. Il rapitore chiama subito: è Hubert Pellegrini, libero, che dà ad Assane un appuntamento cifrato: "dove Arsenio I spicca il volo". Assane prende il blindato e parte da solo, dopo aver sottratto agli altri le chiavi delle auto. Claire chiama l'unico che può aiutarli: Guédira, che di Arsenio Lupin è fan quanto Assane e decifra subito l'indizio. È un rimando ai romanzi di Leblanc: nel romanzo I denti della tigre (1921), al capitolo "Arsenio I, imperatore di Mauritania", Lupin sale su un aeroplano per salvare la donna che ama.
All'appuntamento Assane pretende i figli prima di consegnare il tesoro. Adèle ha addosso una bomba. E la sorpresa è Raoul, che sta dalla parte di Pellegrini. È stato lui ad aiutarlo a evadere: Pellegrini gli ha raccontato tutto, il passato, il tesoro, e Raoul, stanco di sentirsi inutile e messo da parte, si è alleato con lui per dimostrare di valere quanto il padre. L'ultimatum è chiaro: o Assane parte con loro, o resta lì e muore con Adèle.
Assane non va. Chiede scusa a Raoul per il padre terribile che deve essere stato, se lo ha spinto fino a questo, e corre da Adèle mentre il timer arriva a zero. La bomba non esplode: Raoul non lo avrebbe mai permesso. Il ragazzo si avvia verso l'elicottero di Pellegrini, mentre Guédira e Belkacem prendono la mira. Assane si mette in mezzo per proteggere il figlio e viene colpito. L'elicottero si alza in volo, e tutti si stringono intorno ad Assane a terra.
Che cosa significa quel finale, perché Raoul tradisce il padre e che cosa può succedere ad Assane lo spieghiamo in un articolo a parte: Lupin Parte 4: finale spiegato.
Il motore di questa stagione è un'idea da applausi. Lupin che viene battuto con le sue stesse armi, travestimenti, tecnologia, teatralità, e che per una volta deve dimostrare di essere innocente. Nelle prime due puntate ogni trucco viene montato, mostrato e poi smontato: è il meccanismo che ha reso Lupin un fenomeno, e qui gira alla perfezione.
Poi, diciamocelo, la sospensione dell'incredulità viene messa a dura prova. Il siero che invecchia in pochi minuti, la Senna che si alza a comando, gli ologrammi perfetti: è Lupin, si sa, ma qui si tira parecchio la corda. Funziona perché la serie non si prende mai troppo sul serio, e perché sotto il gioco di prestigio c'è una storia vera: un padre che, a forza di proteggere tutti con le bugie, perde il figlio.
Ed è lì che la stagione fa male. Nel modo giusto.
Chi guarda Lupin con gli occhi di un attore trova nella Parte 4 un piccolo manuale sul lavoro di trasformazione. Omar Sy deve recitare Assane e, dentro Assane, tutti i personaggi che Assane interpreta: l'operaio che scala la Torre Eiffel, il finto avvocato di Wagner, il gendarme del flash mob. È il doppio livello più difficile per un attore: il travestimento deve convincere gli altri personaggi, ma il pubblico deve continuare a vedere Assane che recita. Si gioca tutto sul corpo, cioè su postura, passo, modo di occupare lo spazio.
Poi c'è la scena che, da sola, vale un esercizio: il confronto finale con Raoul. Per la prima volta Assane non ha un piano, e chi lo interpreta deve togliere al personaggio tutto il suo fascino, il sorriso, la sicurezza, per lasciare solo un padre che chiede scusa al figlio. Davanti alla macchina da presa è il momento in cui il "meno" diventa "di più": ne parliamo nella nostra guida su come recitare davanti alla camera. E se vi interessa il lavoro di costruzione fisica dei personaggi, leggete anche Da dentro a fuori, esplorare un personaggio.
Se vi piace Omar Sy fuori da Lupin, sul blog trovate anche la trama completa e la spiegazione del finale di The Killer; e se cercate un'altra storia di colpi e travestimenti, c'è Jingle Bell Heist – Rapina a Natale.
Lupin 4 è uscita su Netflix il 23 ottobre 2026 con tutti gli 8 episodi disponibili insieme, ciascuno di circa 45 minuti.
È Adèle Kapoor, una ladra creduta morta che usa un deepfake per trasformare il proprio volto in quello di Assane. Nel terzo episodio si scopre che è la figlia di Assane e di Juliette Pellegrini.
Nella quarta parte Raoul, il figlio di Assane e Claire, è cresciuto ed è interpretato da Théo Christine, che prende il posto di Etan Simon, il Raoul bambino delle prime tre parti.
Nella serie è un tesoro affidato da Luigi XVI a quattro famiglie di guardiani, tra cui i Pellegrini. Per trovarlo servono le pietre del re, la corona e i gioielli delle quattro famiglie, che insieme rivelano la mappa.
Raoul si rivela complice di Hubert Pellegrini e Assane viene colpito da un proiettile mentre lo protegge. Il significato del finale lo spieghiamo nell'articolo dedicato.
Lupin Parte 4 prende il gioco preferito di Assane, l'inganno, e lo rivolta contro di lui: prima con un doppio che ruba al suo posto, poi con la famiglia, dove le bugie fanno più danni di qualsiasi furto. Otto episodi spettacolari e a tratti esagerati, che finiscono nel modo più crudele possibile: con il ladro gentiluomo a terra e il figlio in volo con il suo peggior nemico.
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La redazione di RC
La redazione di Recitazione Cinematografica, coordinata da Alfonso Bergamo, regista e formatore: monologhi, dialoghi, film e serie analizzati con lo sguardo di chi lavora sul set e nei casting.
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