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~ LA REDAZIONE DI RC
Nel settimo episodio di Man on Fire - Sete di vendetta, la serie porta a compimento lo scontro tra John Creasy e i principali responsabili del complotto. La trama completa del settimo episodio segue il piano costruito da Creasy e Valeria per attirare Tappen e Soares allo scoperto, l’eliminazione definitiva dei due uomini e la liberazione di Poe. È una puntata che parte come una missione disperata, passa attraverso depistaggi, inseguimenti e scontri ravvicinati e si chiude con un apparente ritorno alla normalità. Ecco la trama completa e la spiegazione del finale del settimo episodio.
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L’episodio si apre con Creasy sempre più schiacciato dal peso degli eventi. Tutto sembra remare contro di lui e, a questo punto della storia, l’uomo considera come unica vera opzione una missione suicida. Il suo obiettivo è semplice e diretto: trovarsi faccia a faccia con Tappen in una stanza chiusa e ucciderlo. Non è soltanto una scelta tattica. È anche la conseguenza del logoramento psicologico di Creasy, che si sente responsabile di troppe morti e non riesce più ad accettare il fatto di essere ancora vivo mentre tanti altri sono caduti. Valeria, però, riesce a fermarlo prima che si abbandoni a una soluzione puramente distruttiva. Lo costringe a ragionare e, insieme a lui, mette a punto un piano più articolato.
La prima fase del piano consiste nel nascondere un nastro registrato nella banca di Ferraz. È un’esca, un oggetto pensato per attirare l’attenzione di chi sta cercando disperatamente prove, contromosse o materiali compromettenti. Mentre questo accade, Tappen sta interrogando Ferraz. Il confronto si interrompe bruscamente quando Soares entra e spara a Ferraz. La ragione è chiara: l’uomo li stava depistando, mentre nel frattempo la sua famiglia era stata liberata. Per Soares e Tappen, quindi, Ferraz non è più utile e diventa anzi un pericolo. C’è anche un altro elemento a rendere la situazione più urgente: Tappen possiede una registrazione in grado di incriminare sia Soares sia Castro. Questo mette i due uomini in una posizione di dipendenza reciproca. Non possono più scaricarlo né eliminarlo con leggerezza, perché devono proteggere anche sé stessi.
A questo punto prende forma la seconda parte del piano di Creasy. Insieme a Valeria, Vico, Livro e Ivan organizza una finta rapina nell’appartamento di Ferraz. L’operazione serve a creare confusione, attirare l’attenzione e rendere credibile il fatto che qualcuno stia cercando proprio quel materiale compromettente nascosto nella banca. Durante il colpo, però, interviene un imprevisto: un civile riconosce Creasy e chiama la polizia. La missione rischia di saltare, ma Vico prende una decisione cruciale per permettere agli altri di continuare. Si lascia catturare volontariamente, offrendo alla squadra il tempo necessario per ripiegare e portare avanti il piano.
Una volta tornati alla base, Creasy è preoccupato. Sa che tutto dipende dalla credibilità della messinscena e che la cattura di Vico potrebbe cambiare gli equilibri. Ma il piano funziona. Davanti a Tappen e Soares, Vico racconta ciò che loro vogliono sentirsi dire: rivela l’esistenza di un presunto nastro registrato di Ferraz nascosto nella sua banca. È l’informazione esatta di cui i due hanno bisogno per muoversi subito. Così raggiungono il luogo, aprono la busta e inseriscono il nastro convinti di avere finalmente in mano una prova o una minaccia concreta.
Invece, a partire dal nastro, sentono la voce di Creasy. L’uomo spiega che si tratta di un nastro “killer”, contenente una sostanza velenosa. Poco dopo, Tappen e Soares cominciano ad avvertire sintomi fisici: prurito alle narici, fastidi, reazioni che li spaventano e li convincono di essere stati davvero contaminati. La registrazione di Creasy sfrutta proprio questo terrore. Temendo di morire e convinti di essere stati intossicati con un agente sconosciuto, i due si fanno portare con urgenza in ospedale. È esattamente quello che Creasy e Valeria volevano ottenere: spostarli in un contesto più controllabile e prevedibile.
Qui entra in gioco la fase successiva del piano. Poe si fa riconoscere di proposito da Tappen e si mette in fuga, scortata da Ivan, attirando su di sé l’attenzione sua e della polizia. L’azione serve a separare i bersagli, a costringerli a reagire e a condurli fuori posizione. Mentre Poe corre il suo rischio calcolato, Creasy passa all’attacco diretto. Riuscendo a gestire prima Soares e poi Tappen, porta quest’ultimo esattamente dove vuole: da solo, chiuso in una stanza con lui.
Lo scontro tra i due è impari per preparazione e natura. Creasy è un soldato addestrato, abituato al combattimento ravvicinato, al dolore e alla sopravvivenza. Tappen, al contrario, è soprattutto un uomo di potere e manipolazione, non un combattente vero. Eppure, nel momento decisivo, anche Creasy vacilla. Mentre gli altri membri della squadra sono sotto assedio e soldati armati sparano contro il loro nascondiglio, l’uomo viene colpito da un altro attacco di ansia. È il ritorno del trauma, della paura di perdere di nuovo tutto. Tappen ne approfitta e riesce quasi a strangolarlo. Per un attimo sembra davvero poter ribaltare lo scontro. Ma all’ultimo Creasy trova la forza di reagire, estrae un coltello e lo accoltella, uccidendolo.
Eliminato Tappen, la minaccia principale non è ancora finita. Creasy si dirige subito verso la stanza da cui i soldati stanno martellando il nascondiglio della sua squadra con il fuoco delle armi. Per liberarli costruisce e usa una bomba improvvisata, facendo saltare in aria la posizione nemica. In questo modo salva i suoi compagni e chiude lo scontro armato più esteso della puntata. Quando la polvere si posa, sembra che il peggio sia passato. Ma manca ancora un ultimo passaggio.
Poe, infatti, è finita nelle mani di Soares. L’uomo capisce che con Tappen morto il suo destino è segnato, e per questo si aggrappa alla ragazza come ultima possibilità di salvezza. Creasy riesce però a raggiungerli e fa un cenno a Poe. La ragazza comprende immediatamente. Ripensa alle tecniche di autodifesa che suo padre le aveva insegnato e che lo stesso Creasy aveva rafforzato in lei nel corso della serie. Seguendo quell’istinto e quell’addestramento, riesce a divincolarsi. Questo permette a Creasy di affrontare Soares in uno scontro ravvicinato decisivo. Soares riesce anche a sparargli, ma non basta. Creasy ha la meglio e chiude definitivamente il conto anche con lui.
Dopo lo scontro, l’episodio salta in avanti e mostra le conseguenze di tutto ciò che è accaduto. Vico e Livro intraprendono una carriera nelle forze speciali, segno di una possibile uscita dalle favelas e da un destino già scritto. Marina e Valeria, invece, decidono di restare a Rio, rinunciando all’idea di andarsene e scegliendo di costruire lì il proprio futuro. Poe organizza un memoriale per suo padre, momento che chiude simbolicamente il lutto aperto dal primo episodio. Al memoriale è presente anche Creasy. Ma proprio quando tutto sembra finalmente essersi ricomposto, l’uomo riceve una chiamata da Monclair, il capo. Lo vuole di nuovo a Rio, in servizio, come agente operativo. Il ciclo, quindi, non si chiude davvero: riparte.

Il settimo episodio di Man on Fire - Sete di vendetta porta a termine lo scontro con Tappen e Soares attraverso un piano costruito su inganni, esche e attacchi mirati. Creasy riesce a uccidere il suo principale nemico, salva Poe e permette anche agli altri personaggi di aprire una nuova fase delle loro vite. Ma la pace dura poco. Il memoriale per Rayburn sembra il punto finale di tutto il dolore accumulato, e invece diventa anche il momento in cui Creasy viene richiamato in azione. Il finale chiude una guerra, ma non il richiamo del protagonista verso la guerra stessa.

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