Monologo del ricercatore in Paradise 2: Alex, l’Huntington e il 50% del meteo

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~ LA REDAZIONE DI RC

Analisi del monologo del ricecatore su Alex e l'Huntington e il meteo in "Paradise 2x3"

Monologo del ricercatore in Paradise: una scena che unisce amore, eutanasia e manipolazione in un equilibrio fragile e potentissimo. In questo momento chiave della serie, il personaggio racconta la malattia della moglie e la loro filosofia del “50%” per costruire una richiesta disperata ma lucida: salvare un ragazzo da morte certa. È un monologo che lavora sulla scelta, non sulla disperazione, e mette l’attore davanti a una sfida tecnica ed emotiva di altissimo livello.

  • Scheda del monologo

  • Contesto del film

  • Testo del monologo (estratto+note)

  • Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

  • Finale del film (con spoiler)

  • Credits e dove trovarlo

Scheda del monologo

Serie: Paradise 2x3
Personaggio: Ricercatore
Attore: -

Minutaggio: 43:02-46:36

Durata: 3 minuti 4 secondi

Difficoltà: 8/10 gestione del dolore + controllo estremo + passaggio dall’intimità alla manipolazione

Emozioni chiave: Amore autentico, Stanchezza profonda, Dolore, Accettazione, Fede, Ultima speranza
Contesto ideale per un attore: Scene di addio estremo, Monologhi con gesto fisico forte (iniezione)

Dove vederlo: Disney+

Contesto di "Paradise Stagione 2 Episodio 3"

L’episodio si apre con Sinatra semicosciente in ospedale, sospesa tra presente e ricordi. In questo stato riaffiora un incontro di anni prima con uno scienziato nichilista che teorizzava la fine del mondo: supervulcani, collassi a catena, una catastrofe inevitabile. In mezzo al delirio, l’uomo accenna ironicamente a un’unica soluzione possibile: scavare “una buca” enorme per sopravvivere. Per lui è una battuta. Per Sinatra diventa un’idea.

Un altro flashback ci riporta a nove anni prima, al giorno dell’insediamento di Cal. Il bunker è un progetto fragile, la tecnologia necessaria non è disponibile e la via diplomatica sembra fallire. Il padre di Cal lascia intendere che esista “un altro genere di persona” capace di ottenere ciò che serve. Un’allusione alla strada sporca. Nel presente Sinatra scopre di essere rimasta incosciente per un mese. Henry è il nuovo presidente e la tensione interna è esplosa: alcuni ragazzi, accusati di sovversione, vengono arrestati. Tra loro c’è James, figlio di Cal, che comunica clandestinamente con Presley, figlia di Xavier, tramite biglietti nascosti nelle librerie pubbliche. Dopo la partenza di Xavier — che si è autoaccusato di aver sparato a Sinatra per proteggerli — i figli sono affidati a Nicole Robinson. Intanto Jane, vera responsabile dello sparo, costruisce una versione ufficiale che la consacra come eroina.

Henry si dimostra inadatto: propone un’assurda “estate artificiale” per compiacere la popolazione, ignorando i rischi energetici. Quando uno scienziato lo contesta, lo fa arrestare. Intanto emergono sospetti su un misterioso “progetto Sinatra”, verso cui vengono dirottate risorse. Jane manipola Henry, mentre Simone scopre incongruenze nei documenti legati alla morte di Billy Pace: troppe dichiarazioni firmate da Jane. Indagando, trova prove che smontano il profilo di uomo depresso costruito da lei. Un lungo flashback rivela il passato: Billy Pace, killer incaricato di ottenere la tecnologia per il bunker, uccide un ricercatore che poco prima ha praticato l’eutanasia alla moglie malata di Huntington. L’uomo avverte Billy di non toccare un ragazzo in arrivo: il futuro potrebbe dipendere da lui. Billy risparmia il ragazzo. È Link.

Nel presente Henry, durante una corsa notturna con Jane, viene assassinato. Jane traccia una X col sangue del presidente per incastrare la resistenza. Quando Simone arriva sul posto, Jane la aggredisce e costruisce una scena per farla sembrare colpevole. Parallelamente James viene condotto nel livello più basso della prigione, dove incontra l’architetto di Paradise, lo scienziato che ha progettato il sistema. I due parlano di aprire le porte: non una protesta simbolica, ma una frattura strutturale. Sinatra, intanto, parla con la governante Carmen e dimostra di conoscere dettagli top secret. Il “progetto Sinatra” è reale. Ma nella fotografia regalata da Gabriella è nascosto un dispositivo per ascoltare. Gabriella sta origliando.

Il segreto non è più al sicuro.

Testo del monologo + note

Lei è mia moglie. Sta così da un bel pò di tempo. Per questo non abbiamo avuto figli, e considero un figlio quel giovane geniale che ho preso sotto la mia ala. Ha il morbo di Huntington, è fra le malattie più bastarde che esistano. E’ malata da così tanto che non la ricordo, quando stava bene. Prima viaggiavamo. Noi amavamo viaggiare. E nei giorni prima della partenza ero letteralmente ossessionato dal meteo. Mi preoccupava che la pioggia potesse rovinare i nostri piani, e il 50% che potesse piovere mi agitava. Ma la mia splendida, bellissima moglie, beh… ricordava sempre che il 50% che piovesse significava anche che potesse esserci il sole. Due lati della stessa medaglia. E’ il concetto del bicchiere mezzo pieno. Era la nostra versione. La nostra versione… (L’uomo inietta una dose letale a sua moglie, allettata) Ci vedremo presto, amore mio. Addio, Alex. Ti avevo chiesto se pensi che le cose accadano per un motivo. Credi di essere qui per una pura casualità o perché  è qui che dovresti essere ora, con Alex e me. 50% che possa piovere; 50% che ci sia il sole. E oggi io scelgo di credere che ci sia il sole. Che sia andato tutto come doveva. Che tu dovevi essere qui. Il che vuol dire… (Gli dà un fazzoletto) che potrebbe servirti. Ora ti chiedo solo un favore, mio nuovo amico. Quando arriverà il ragazzo lascialo andare, non fargli del male. Non esagero dicendo che il destino del mondo potrebbe dipendere da lui. Hai gli occhi gentili. Io ci vedo il sole.

“Lei è mia moglie.”: attacco fermo, quasi presentazione rituale; sguardo breve verso Billy e subito ritorno sulla moglie; tono basso, senza enfasi.

“Sta così da un bel pò di tempo.”: lascia un piccolo vuoto prima di “da un bel pò”; la frase deve pesare, come stanchezza cronica; respiro controllato.

“Per questo non abbiamo avuto figli, e considero un figlio quel giovane geniale che ho preso sotto la mia ala.": qui entra la giustificazione affettiva; “non abbiamo avuto figli” senza autocommiserazione; su “considero un figlio” ammorbidisci; “giovane geniale” con orgoglio trattenuto; sguardo che si alza un attimo, come a vedere quel ragazzo.

“Ha il morbo di Huntington, è fra le malattie più bastarde che esistano.”: parte clinica + verità brutale; “Huntington” scandito bene, preciso; “più bastarde” senza rabbia, con disgusto lucido; evita la teatralità.

“E’ malata da così tanto che non la ricordo, quando stava bene.”: ferita nuda; micro-pausa dopo “tanto”; su “non la ricordo” abbassa lo sguardo; “quando stava bene” quasi sussurrato, come una foto sbiadita.

“Prima viaggiavamo.”: frase breve come scatto di memoria; ammorbidisci la voce; uno sguardo lontano, fuori dalla stanza.

“Noi amavamo viaggiare.”: ripeti per affondare; un sorriso minuscolo (solo accennato); poi si spegne subito, perché il ricordo brucia.

“E nei giorni prima della partenza ero letteralmente ossessionato dal meteo.”: entra nel quotidiano per umanizzarsi; tono più leggero ma non comico; “letteralmente ossessionato” con autoironia gentile.

“Mi preoccupava che la pioggia potesse rovinare i nostri piani, e il 50% che potesse piovere mi agitava.”: ritmo narrativo fluido; su “50%” fai una micro-pausa, come se quel numero fosse diventato simbolo; non accelerare, deve essere chiaro.

“Ma la mia splendida, bellissima moglie, beh… ricordava sempre che il 50% che piovesse significava anche che potesse esserci il sole.”: “splendida, bellissima” con tenerezza reale; pausa sui puntini dopo “beh…” come se la voce rischiasse di rompersi; “il sole” detto come parola-salvezza.

“Due lati della stessa medaglia.”: frase proverbiale, detta piano; piccolo cenno del capo; pausa breve per farla entrare nell’altro.

“E’ il concetto del bicchiere mezzo pieno.”: tono didattico, quasi per convincere Billy; sguardo verso di lui, cercando contatto umano; non giudicare.

“Era la nostra versione.”: intimo, possessivo; mano o sguardo verso la moglie; abbassa il volume.

“La nostra versione…”: sospensione lunga; qui si prepara il gesto; respiro profondo, controllato; lo sguardo resta sulla moglie.

(L’uomo inietta una dose letale a sua moglie, allettata): azione senza fretta; nessun tremore esibito; il dolore è nel controllo; dopo l’iniezione, un silenzio pieno prima di parlare.

“Ci vedremo presto, amore mio.”: sussurro intimo, quasi una promessa domestica; “amore mio” con dolcezza, senza retorica; resta vicino a lei, non guardare Billy.

“Addio, Alex.": parola secca, definitiva; pronuncia “Alex” lentamente; lascia cadere il respiro dopo, come se quella parola lo svuotasse.

“Ti avevo chiesto se pensi che le cose accadano per un motivo.”: cambio destinatario (Billy) ma con delicatezza; tono quasi filosofico; sguardo che lo “invita” invece di sfidarlo.

“Credi di essere qui per una pura casualità o perché è qui che dovresti essere ora, con Alex e me.”: costruisci la domanda come una rete; “pura casualità” con scetticismo; “con Alex e me” con peso emotivo, perché lo mette dentro l’intimità.

“50% che possa piovere; 50% che ci sia il sole.”: qui è mantra; scandisci i due blocchi simmetrici; pausa sul punto e virgola; “sole” leggermente più caldo di “pioggia”.

“E oggi io scelgo di credere che ci sia il sole.": decisione attiva; appoggia “scelgo”; sguardo dritto, calmo; non cercare approvazione, è un atto di volontà.

“Che sia andato tutto come doveva.”: frase di autoassoluzione; più piano, quasi per sé; micro-pausa dopo “tutto”.

“Che tu dovevi essere qui.”: qui lo include e lo “redime”; sguardo fisso su Billy; tono gentile ma fermo, come se gli stesse dando un ruolo.

“Il che vuol dire…”: sospensione; prepara il gesto del fazzoletto; non avere fretta.

(Gli dà un fazzoletto): gesto umano, non teatrale; porgilo senza invadere; è un test: “sei ancora un uomo?”.

“che potrebbe servirti.”: mezzo sorriso triste; tono pratico; lascia intendere che lo vede scosso; breve pausa dopo.

“Ora ti chiedo solo un favore, mio nuovo amico.”: cambia marcia: richiesta precisa; “mio nuovo amico” è manipolazione dolce, non ironia; sguardo aperto, come se credesse davvero in quella parola.

“Quando arriverà il ragazzo lascialo andare, non fargli del male.”: qui è il vero obiettivo; tono chiaro, semplice; “lascialo andare” con urgenza contenuta; “non fargli del male” più basso, più intimo.

“Non esagero dicendo che il destino del mondo potrebbe dipendere da lui.”: detta come fatto, non come profezia; appoggia “destino del mondo”; non alzare il volume: più è calmo, più è credibile.

“Hai gli occhi gentili.”: colpo morbido; sguardo diretto negli occhi; tono quasi confidenziale; lascia una pausa dopo, per farlo entrare.

“Io ci vedo il sole.”: chiusura come benedizione laica; “sole” detto con calore minimo ma reale; resta nel silenzio finale senza “spiegare” con il volto—lascia che sia Billy a reagire.

Analisi discorsiva del monologo tra Alex, l'Huntington e il Meteo

Questo monologo del ricercatore è uno dei momenti più moralmente complessi della serie perché unisce amore, eutanasia e manipolazione in un’unica traiettoria emotiva. Non è un discorso di disperazione. È un discorso di scelta. E la parola chiave è proprio questa: scelta.

L’inizio è intimo, quasi domestico. “Lei è mia moglie” non è solo un’informazione: è una dichiarazione identitaria. Il ricercatore non si presenta come scienziato o teorico, ma come marito. La malattia – il morbo di Huntington – entra nel testo in modo diretto, senza abbellimenti. Non c’è pietismo, non c’è retorica. La frase “è fra le malattie più bastarde che esistano” è una constatazione cruda, quasi tecnica. Questo mantiene la scena dentro una dimensione realistica. Il passaggio sui viaggi serve a umanizzare ulteriormente il personaggio. L’uomo che sta per compiere un gesto estremo non è un mostro, ma qualcuno che ha avuto una vita piena, fatta di ricordi semplici e condivisi. Il dettaglio dell’ossessione per il meteo non è casuale: introduce la metafora del 50%. È qui che il monologo trova il suo asse filosofico. La moglie rappresentava la capacità di vedere il sole dentro la possibilità della pioggia. Non è un’ingenuità: è un modo di stare al mondo.

Quando ripete il concetto del “bicchiere mezzo pieno”, il monologo non sta parlando di ottimismo superficiale. Sta preparando una giustificazione morale. Il 50% diventa la chiave per interpretare ciò che sta accadendo in quella stanza. È il ponte tra passato e presente. Il momento dell’iniezione è il punto più delicato. Non è accompagnato da un’esplosione emotiva. Non c’è urlo, non c’è crollo. “Ci vedremo presto, amore mio” è una frase pronunciata con una dolcezza quasi quotidiana. Questo rende la scena ancora più disturbante. Il dolore non è isterico: è sedimentato. L’uomo non sta agendo per impulso, ma per convinzione.

Subito dopo, il discorso cambia destinatario. Si sposta su Billy Pace. E qui il monologo si trasforma in un atto di persuasione. Il ricercatore introduce l’idea che nulla sia casuale, che anche la presenza del killer lì abbia un senso. Non lo accusa. Non lo implora. Lo coinvolge in una narrazione più grande. Se tutto accade per un motivo, allora anche lui ha un ruolo. La ripetizione del 50% – pioggia o sole – diventa una dichiarazione di volontà: “Oggi io scelgo di credere che ci sia il sole.” È una frase potentissima perché sottolinea che l’ottimismo non è un dato, ma una decisione. L’uomo sceglie di interpretare l’arrivo del killer come opportunità, non come condanna.

Il gesto del fazzoletto è centrale. È un gesto umano. È un modo per ricordare a Billy che è ancora una persona. In quel momento il ricercatore non parla a un assassino, ma a un uomo. È una strategia sottile: prima crea un legame emotivo, poi formula la richiesta. La richiesta finale è il vero obiettivo del monologo: salvare il ragazzo. Tutto il discorso precedente serve a costruire le condizioni perché Billy possa scegliere di non ucciderlo. Quando dice che il destino del mondo potrebbe dipendere da lui, la frase non suona folle perché è stata preparata con logica, non con fanatismo.

La chiusa – “Hai gli occhi gentili. Io ci vedo il sole.” – è il punto più alto del monologo. Non è una provocazione. È un atto di fede nell’umanità dell’altro. Il ricercatore sta per morire, ha appena perso la moglie, eppure sceglie di vedere il sole negli occhi di chi è venuto a ucciderlo. È un ultimo tentativo di generare bene prima della fine.

Spiegazione finale – “Another Day in Paradise” (Paradise 2x3)

Il finale è costruito come una detonazione progressiva.

La prima bomba è Jane: elimina Henry e crea un nemico pubblico, preparando una guerra interna.

La seconda bomba è Link: il ragazzo risparmiato anni prima, possibile chiave del futuro.

La terza è James: pronto a trasformare la ribellione in qualcosa di strutturale, con l’aiuto dell’architetto di Paradise.

La quarta è Sinatra: il suo progetto parallelo dimostra che esiste un piano nascosto dentro il sistema.

Il colpo finale è Gabriella che ascolta tutto.

Paradise non è più un rifugio. È diventato un campo di battaglia.

Credits e dove vederlo

Regia: Dan Fogelman

Cast: Sterling K. Brown (Xavier Collins); Julianne Nicholson (Samantha Redmond); Sarah Shahi (Gabriela Torabi)

Dove vederlo: Disney+

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