Monologo di Robbie Robertson (Lamorne Morris) da Spider-noir: motivare Ben

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Monologo di Robbie Robertson (Lamorne Morris) da "Spider-noir": il risveglio di Ben

Questo monologo è una trappola perfetta per chi cerca un monologo maschile per provino che abbia urgenza morale, rabbia controllata e affetto vero senza trasformarsi in predica. Il monologo di Robbie Robertson da Spider-noir funziona perché non è un discorso filosofico: è un amico che prova a strappare un altro uomo dal fango. Se stai cercando un pezzo che mostri autorità, lucidità e sottotesto emotivo, questo fa per te.

Scheda tecnica

  • Film/Serie: Spider-noir

  • Personaggio: Robbie Robertson

  • Attore/Attrice: Lamorne Morris

  • Stagione/Episodio: Episodio 7

  • Minutaggio: 20:00 - 21:51

  • Durata monologo: 1 minuto e 51 secondi

  • Difficoltà: 7/10 — equilibrio tra durezza, affetto e pressione morale

  • Emozioni chiave: frustrazione, compassione, rabbia, urgenza, speranza

  • Adatto per: provini drammatici contemporanei, ruoli da amico leale, scene di confronto morale

  • Dove vederlo: Amazon Prime Video

Contesto essenziale

In Spider-noir, Robbie Robertson arriva a questo monologo quando Ben Reilly è di nuovo sul fondo. Beve, si isola, vuole usare l’antidoto per sé e smettere di portare il peso del Ragno. Robbie non gli fa una lezione astratta: lo mette con le spalle al muro. Gli ricorda che Lonnie e Flint stanno morendo, che lui ha una possibilità concreta di fare la cosa giusta, e che il problema non è più il dolore per Ruby ma la scelta presente. Il tono della scena è fondamentale: Robbie non parla come un santo, parla come un amico esasperato che però non ha ancora rinunciato a Ben.

Testo del monologo

Beh, allora dovresti pensare al perché ti faceva stare bene. Rispondi a questa domanda: “Dormirò meglio se prenderò l'antidoto senza aver fatto niente o se lo prenderò dopo aver curato Lonnie e Flint”. Quegli uomini sono soldati. Esattamente come te. Uomini che soffrono, esattamente come te. Ma a differenza tua quegli uomini moriranno. Quindi perché tu meriti l'antidoto più di loro. E cosa rende la tua vita più importante di quei coglioni nel bar? C’è una faida sanguinosa in atto tra Silvermane e Morris, ci saranno delle vittime.

Pausa veloce: il monologo continua subito dopo.

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Ma loro non meritano di essere salvate, perché poverino non ti fanno più sentire bene. Quindi se vuoi bere questo antidoto per rimanere l’uomo degli ultimi cinque anni sarò sincero.. E’ uno spettacolo che mi evito volentieri. Sei finito in un baratro da quando Ruby è morta, e non fai altro che sprofondare. Ora hai finalmente la possibilità per venirne fuori! Non hai potuto salvare Ruby perché non lo sapevi. Questa volta hai una scelta, devi solamente farla.

Note di recitazione riga per riga

“Beh, allora dovresti pensare al perché ti faceva stare bene.”: Apri senza teatralità, quasi come se stessi riprendendo un discorso già acceso. Il “Beh” non dev’essere comico: è il piccolo gancio prima dell’attacco. Tieni gli occhi su Ben, non sul vuoto. Il tono è fermo, non ancora aggressivo.

“Rispondi a questa domanda:”: Qui cambia leggermente il ritmo. È il momento in cui Robbie prende il controllo della scena. Puoi fare una breve pausa dopo i due punti, come se gli stessi davvero lasciando lo spazio per rispondere.

“Dormirò meglio se prenderò l'antidoto senza aver fatto niente o se lo prenderò dopo aver curato Lonnie e Flint”.: Questa frase va costruita come una trappola logica. Non correre. Rallenta su “senza aver fatto niente” e ancora di più su “dopo aver curato Lonnie e Flint”. L’obiettivo è fargli sentire il peso morale del confronto.

“Quegli uomini sono soldati. Esattamente come te.”: Due colpi secchi. Sulla seconda frase puoi avvicinarti appena, fisicamente o col busto. È una lama: lo stai obbligando a riconoscersi in loro.

“Uomini che soffrono, esattamente come te.”: Qui non servono rabbia o enfasi. Serve verità. Tono più basso, quasi più umano. Il punto è: non stai accusando, stai mettendo in relazione.

“Ma a differenza tua quegli uomini moriranno.”: Taglia. Questa è la frase che deve fare male. Nessun abbellimento emotivo. Sguardo fermo. Pausa minima dopo “tua” per far atterrare “moriranno”.

“Quindi perché tu meriti l'antidoto più di loro.”: Non farla come una domanda retorica urlata. Meglio una durezza asciutta. Può funzionare un mezzo scuotimento della testa, come a dire: davvero non lo vedi?

“E cosa rende la tua vita più importante di quei coglioni nel bar?”: Qui entra l’irritazione più scoperta. “Coglioni nel bar” deve sporcare la frase, riportarla a terra. Non nobilitare Robbie: è un uomo arrabbiato che usa anche parole sporche per scuotere l’amico.

“C’è una faida sanguinosa in atto tra Silvermane e Morris, ci saranno delle vittime.”: Ritmo più rapido, più giornalistico quasi. Robbie qui ragiona con la concretezza di chi vede già il disastro arrivare. Non fermarti troppo sui nomi: l’importante è la certezza di “ci saranno delle vittime”.

“Ma loro non meritano di essere salvate, perché poverino non ti fanno più sentire bene.”: Attenzione a non fare sarcasmo largo. Il “poverino” è velenoso, ma deve durare un attimo. Dillo quasi con disgusto. Poi torna subito sul piano serio.

“Quindi se vuoi bere questo antidoto per rimanere l’uomo degli ultimi cinque anni sarò sincero..”: Qui Robbie gli sta quasi offrendo un lasciapassare, ma finto. Puoi rallentare su “l’uomo degli ultimi cinque anni” e far sentire il disprezzo per quella versione di Ben. La doppia pausa prima di chiudere aiuta.

“E’ uno spettacolo che mi evito volentieri.”: Frase bellissima da non recitare troppo. Può funzionare detta con stanchezza, non con rabbia. Come se Robbie fosse stanco perfino di assistere a quella autodistruzione.

“Sei finito in un baratro da quando Ruby è morta, e non fai altro che sprofondare.”: Questa è una frase pericolosa: molti la caricherebbero di pietà. Meglio no. Il tono dev’essere duro ma non crudele. Su “Ruby è morta” non fermarti troppo: il punto della frase è “continui a sprofondare”.

“Ora hai finalmente la possibilità per venirne fuori!”: Qui la scena cambia energia. È la prima vera apertura. Alza un po’ il tono, ma non gridare. Deve essere uno scatto di speranza arrabbiata.

“Non hai potuto salvare Ruby perché non lo sapevi.”: Questa va detta più piano. È la frase che riporta l’affetto vero dentro il discorso. Puoi abbassare la voce e lasciare una piccola pausa dopo “Ruby”.

“Questa volta hai una scelta, devi solamente farla.”: Chiudi netto. Non allungare “solamente” in modo melodrammatico. La frase finale è semplice, pratica, inevitabile. Robbie non vuole consolare Ben: vuole farlo agire.

Perché questo monologo funziona

Questo monologo tiene insieme tre cose che raramente stanno bene nello stesso pezzo: amicizia, rabbia e lucidità morale. Robbie non è un guru, non è un padre simbolico, non è un personaggio “saggio” in senso classico. È uno che ha visto abbastanza da capire che Ben si sta nascondendo dietro il dolore. E glielo dice nel modo meno elegante possibile.

Il punto chiave è che Robbie non minimizza il trauma di Ben, ma si rifiuta di usarlo come alibi. Questo è il sottotesto vero della scena. Non sta dicendo: “smettila di soffrire”. Sta dicendo: “so che soffri, ma adesso questa sofferenza non basta più a giustificarti”. Per un attore è materiale ottimo, perché costringe a stare dentro una tensione doppia: devi voler bene alla persona che hai davanti e nello stesso tempo colpirla duramente.

L’errore più comune sarebbe trasformarlo in un monologo motivazionale. Non lo è. Non è un discorso ispirazionale, è un intervento quasi brutale. L’altro errore è giocarlo tutto in rabbia. Se fai solo quello, perdi la frase su Ruby e perdi il cuore della scena. Questo pezzo vive di pressione crescente con un piccolo scarto di umanità quasi alla fine.

Per quali provini è adatto

Funziona per:

  • ruoli di amico leale ma duro

  • provini drammatici contemporanei con confronto morale

  • personaggi che devono scuotere, non consolare

  • self tape dove vuoi mostrare ritmo e sottotesto

Evitalo se:

  • ti serve un pezzo romantico o introspettivo puro

  • cerchi una scena molto vulnerabile e fragile

  • fai fatica a gestire il sarcasmo senza caricarlo troppo

Si abbina bene con: un secondo monologo più intimo e trattenuto, magari di confessione personale, per mostrare contrasto.

Se lavori su questo pezzo, concentrati sulla progressione dell’urgenza: non partire già al massimo. Lascia che Robbie costruisca la pressione, poi colpisca, poi apra uno spiraglio su Ruby e sulla scelta. È lì che il monologo smette di essere una ramanzina e diventa scena vera.

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