Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Il settimo episodio di Spider-Noir porta Ben Reilly nel punto più basso della sua crisi personale, proprio quando la città avrebbe più bisogno del Ragno. Dopo l’incendio del laboratorio e il crollo di ogni possibile cura immediata, Ben sparisce, mentre Cat, Silvermane, il sindaco Morris e i mutanti rimasti in vita si muovono in un equilibrio sempre più fragile.

Il settimo episodio si apre con un’assenza che pesa su tutti: Ben non si trova. Dopo quanto accaduto nel laboratorio della dottoressa Faber, nessuno sa davvero dove sia finito né in che condizioni si trovi. Cat è travolta dal senso di colpa. Sa di averlo tradito, sa di amarlo, ma sa anche di aver agito per disperazione, perché voleva salvare Flint e gli altri uomini condannati dalla mutazione. Adesso, però, il laboratorio è andato distrutto, i medici sono morti e per Ben tutto sembra precipitare definitivamente. Cat non ha più una strada chiara davanti a sé: ha perso la possibilità di curare Flint nel modo che sperava e teme di aver perso anche Ben.
Nel frattempo Silvermane approfitta della confusione per allargare la propria presa sulla città. Deciso a mettere finalmente le mani su tutto, manda i suoi scagnozzi a fare scorribande, alzando il livello del caos e della pressione criminale. In una di queste azioni vengono presi anche i soldi della campagna elettorale del sindaco Morris, che esplode di rabbia. Il problema, però, è sempre lo stesso: senza il Ragno nessuno sembra in grado di opporsi davvero a Silvermane. Il capo della polizia lo dice apertamente. La città è vulnerabile, la politica è debole e corrotta, e l’unico elemento destabilizzante che potrebbe fermare il gangster è proprio scomparso.
Ma Ben non è morto. È semplicemente sprofondato di nuovo. Lo ritroviamo mentre passa le giornate a bere, perso in un’altra crisi depressiva, devastato dall’ennesimo tradimento di Cat e con in mano l’antidoto ricavato dagli studi della dottoressa Faber. È un ritorno brutale alla sua condizione peggiore: l’uomo che si lascia consumare dall’alcol, dalla colpa e dalla paralisi. La differenza, stavolta, è che ha tra le mani qualcosa di concreto, qualcosa che potrebbe davvero cambiare il destino degli altri mutanti, ma non riesce ancora a trasformarlo in un’azione.
A stanarlo è Robbie. Lo trova dopo un episodio violento: il Ragno, ancora in preda alla rabbia e allo smarrimento, ha picchiato dei ragazzi che avevano parlato male di lui. Non è il gesto di un eroe lucido, ma quello di un uomo che si sente giudicato, rifiutato e ormai fuori controllo. Robbie allora lo affronta con chiarezza. Gli dice che, anche se alla città non piace, anche se la gente non lo capisce o non lo vuole, resta lui la sola persona in grado di fermare Silvermane. Prima viene questo, poi verrà il resto. È uno dei momenti più importanti dell’episodio, perché restituisce a Ben una direzione pratica e morale: non deve essere l’eroe perfetto o l’eroe amato, deve fare il necessario.
Ben e Robbie tornano così all’ufficio e provano a elaborare l’unico piano possibile. Devono sfruttare le dosi di antidoto rimaste per curare i mutanti ancora vivi. L’idea è semplice nella forma ma disperata nella sostanza: usare ciò che resta della ricerca della dottoressa Faber per sottrarre uomini come Lonnie e Flint alla morte precoce e al controllo di Silvermane. Nel dubbio, però, Ben fa anche qualcosa di molto significativo: si inietta una dose pure lui. Vuole smettere di avere poteri. Vuole liberarsi non solo della responsabilità, ma anche dell’identità del Ragno. È una scelta che rivela quanto sia ancora irrisolto il suo rapporto con ciò che è. Anche mentre decide di agire, continua a desiderare una via d’uscita personale.
A quel punto Ben e Robbie si mettono sulle tracce di Lonnie. Quando lo trovano, tra i due scoppia uno scontro violentissimo. Lonnie è ormai una creatura quasi impenetrabile, e nemmeno le siringhe con l’antidoto sembrano riuscire a scalfirne la corazza. La lotta è feroce e disordinata. Una delle siringhe va in pezzi, e Ben quasi perde i sensi quando Lonnie lo scaraventa contro una macchina. Nel colpo cade anche un’altra dose. La situazione sembra precipitare definitivamente, perché Lonnie sta per infliggere il colpo di grazia al Ragno.
È qui che entra in gioco Robbie in modo decisivo. Interviene all’ultimo istante e riesce a infilare una siringa nell’unico punto morbido del corpo di Lonnie: l’occhio. Il gesto è brutale ma efficace. L’antidoto funziona e Lonnie torna normale. La mutazione si ritira, l’uomo viene liberato sia dal dominio di Silvermane sia dalla prospettiva di una morte imminente causata dalla propria condizione. Subito dopo, Lonnie aiuta Ben e Robbie a fuggire dalla polizia, che intanto vuole eliminare il Ragno perché corrotta e ormai totalmente compromessa con il sistema di potere della città.
Questa fuga è importante non solo perché salva i protagonisti, ma perché mostra un cambiamento concreto: il Ragno ha salvato qualcuno davvero. Non ha semplicemente combattuto o minacciato, ha restituito a Lonnie la propria umanità. Il senso della sua azione cambia. Per la prima volta l’antidoto non è più un’ipotesi o un residuo di laboratorio, ma una cura che funziona. Nel frattempo la notizia si diffonde rapidamente. Da una parte il sindaco Morris viene a sapere che il Ragno ha invertito i poteri del mutante. Dall’altra lo scopre anche Silvermane. Questa informazione cambia immediatamente il valore di Ben agli occhi di tutti. Se il Ragno può davvero curare i mutanti, allora non è solo una minaccia o un vigilante: è un’arma, una risorsa, un bersaglio.
Anche Cat viene a sapere che Ben è ancora vivo. E questa scoperta, alla fine dell’episodio, riapre tutto sul piano emotivo e narrativo. Non solo il Ragno è tornato in azione, ma ha anche trovato un modo per spezzare il potere dei mutanti che Silvermane stava usando. Il settimo episodio si chiude così in una situazione completamente ribaltata: Ben sembrava perduto, invece è tornato come unica possibile cura.

Con L’eroe di nessuno, Spider-Noir porta Ben Reilly fuori dal proprio abisso e gli restituisce una funzione decisiva nella storia. Il Ragno torna quando nessuno lo aspetta davvero, salva Lonnie, dimostra che l’antidoto funziona e riapre lo scontro con Silvermane su un piano completamente nuovo. Non è ancora l’eroe riconosciuto della città, e forse non lo sarà mai. Ma a questo punto è chiarissimo che senza di lui la città è perduta.

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