Regina Rossa: Spiegazione Finale Settima Puntata e Analisi Completa della Serie

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Analisi a cura di...

~ ANGELICA ATTANASI

Regina Rossa: settima ed ultima puntata

L’ultima puntata inizia con Jon legato al letto dell’ospedale tramite manette. L’arrivo della madre è esplosivo come sempre: strilla come un’aquila, gli mette in mano un biglietto di Antonia con un disegno (ndr dolcissimo, a mio avviso) e gli fa mandare giù delle pasticche.

Un flashback mostra cosa le due abbiano combinato: l’intento è farlo spostare in terapia intensiva.

Intanto Fahardo, ormai completamente succube, vaneggia. Sandra si maschera.

Antonia, tornata al negozio di tatuaggi, parla un’ultima volta con Daniel, il padre, e gli raccomanda di prendersi cura di Ladybug, perché la ragazza ha ancora bisogno del padre, anche in quelle condizioni.

La polizia raggiunge il negozio di tatuaggi e lo perquisisce, ma chiaramente non trova nulla: Antonia è già andata via.

Fahardo mina l’intero percorso fino alla base. Carla, ormai allo stremo, cerca di rassicurare il bambino, ma l’infezione al piede l’ha ormai minata profondamente, fino a quando qualcosa detta da Jorge la fa rianimare: un piano, un obiettivo.

Jon si riprende come previsto e, non essendo più legato al letto, ha la possibilità di fuggire. Viene recuperato dalla madre.

Antonia, nel frattempo, incontra la madre della prima vittima.

Sandra ordina a Fahardo di uccidere il bambino. Carla scava una mattonella.

Antonia ha scoperto che il ragazzo morto non è il figlio di Laura Trueba. La vittima aveva una fossetta sul mento, una caratteristica genetica che non appartiene alla famiglia Trueba. Il ragazzo è in realtà il figlio di Teresa, la segretaria di Laura, ignara che suo figlio sia stato ucciso al posto dell’altro ragazzo.

Antonia si fa consegnare la pistola carica da una delle guardie del corpo della donna.

Antonia manda un messaggio video a Jon, dandogli appuntamento nel sottosuolo.

Non sono brava a scusarmi, o a fare la sentimentale, quindi vediamo cosa esce fuori. Mi hai salvata due volte. Sei un brav’uomo, anche se fai battute orrende, e voglio… no, ho bisogno che facciamo questa cosa insieme. Salviamo quelli sulla petroliera…

Antonia scende nel sottosuolo e si muove verso l’obiettivo.

Il padre di Carla Ortiz è a un bivio. Ormai sa che la sua decisione l’ha condannata a morte.

Non ho saputo proteggerla, Torres. Sono in grado di comprare il whiskey più caro del mondo, ma non ho saputo salvare Carla.

Anche Jon raggiunge il sottosuolo e si muove secondo le indicazioni che Antonia gli ha inviato.

Antonia lo chiama e si interfacciano sulle rispettive posizioni. Gli invia la mappa. Jon si accorge di essere seguito.

Si muovono nel dedalo del sottosuolo. Antonia si rende conto che la zona è stata minata. Ora bisogna capire quante bombe ci siano. La donna decide di disinnescarne una. Jon è spaventato a morte e cerca di dissuaderla, ma proprio mentre le sta parlando lei lo fa lo stesso.

Un murales fa comprendere ad Antonia che il piano è ben più ampio: Sandra ha predisposto otto detonazioni in punti cardine della città.

Antonia guida Jon, cercando di fargli evitare le bombe. Jon arriva a una galleria disseminata di foto: le sue, quelle di Antonia, quelle del figlio della donna e della madre di Jon. Questo scatena la rabbia dell’uomo, che perde il controllo e rischia di far detonare l’ennesima bomba. Antonia riesce a calmarlo solo un attimo prima che tutto salti in aria.

Sandra spinge perché Fahardo uccida il bambino prima del tempo stabilito. Per la prima volta si fa accenno a un Lui, un’ombra che ha stabilito ogni cosa.

Carla continua a scavare e cerca di rincuorare Jorge. Alla fine, quello che si ritrova tra le mani è un pezzo di mattonella: un’arma.

Intanto Antonia teme di essere preda dei propri incubi, incarnati in scimmie. Si sente aggredita e comincia a correre. Solo quando Jon le intima di pensare a Jorge la crisi passa e lei è in grado di proseguire.

Lo scontro tra Fahardo e Sandra si fa più acceso, fino a quando Antonia non richiama la donna. Con un inganno, Antonia la allontana dalla base. Ora lo scontro è tra loro due.

Fahardo si avvia verso le celle. Entra in quella di Carla, ma ad attenderlo c’è una brutta sorpresa: la donna, armata con la scheggia, lo aggredisce fino a ferirlo. Gli ruba le chiavi e va a liberare Jorge. Ma Fahardo non è morto.

Fahardo tenta di strangolare Carla, ma Jon lo ferma. Ne segue uno scontro tra i due uomini, scontro che porta alla morte di Fahardo.

Sandra e Antonia sono una di fronte all’altra. Sandra parla per brani della Bibbia, come un’invasata visionaria. Annuncia la morte del figlio di Antonia, convinta di farla crollare, ma Antonia, nonostante tutto, mantiene il controllo.

Jorge, che è riuscito a fuggire, interrompe lo scontro tra le due donne, finendo direttamente tra le mani di Sandra, che lo usa come scudo. Ma Antonia riesce a tornare in vantaggio. Jorge fugge e viene ritrovato da Jon e Carla.

Lo scontro tra le due donne è agli sgoccioli, ma è chiaro che Antonia ha in mente qualcosa.

Antonia recupera il suo sangue freddo e svela il piano della donna, che in realtà è un burattino nelle mani di qualcun altro. Mentre parla, la sua mente libera le scimmie e la voce della madre le chiede di seguirle. Ma Antonia ancora non è pronta: vuole che Sandra sappia che ha capito tutto.

Ora è Antonia a minare la sicurezza dell’altra, fino a farla cadere nella sua stessa trappola.

Finalmente si ha la sensazione che tutto sia finito… forse.

La vita torna a scorrere nella giusta direzione, ma ognuno tira le somme dell’esperienza.

È tempo di spiegazioni. Il corpo di Sandra non è stato trovato, ma questo Antonia se lo aspettava. Jon riesce, per la prima volta, a stupirla, rivelandole che Sandra non era la figlia di Fahardo. Ed è con questa informazione che Antonia completa il quadro.

Un piano che viene da lontano nel tempo, preparato nei minimi dettagli. Il ragazzo ucciso non è stato un errore: era lui l’obiettivo. Serviva a far uscire Antonia dalla sua bolla. Tutti gli indizi erano fuorvianti. Alla base c’era semplicemente una partita giocata tra Mister White e un’Antonia inconsapevole, almeno inizialmente.

La scena finale spiega ciò che fino a ora è spiegabile, ma le ragioni e l’identità di White restano un mistero.

La serie mi è piaciuta veramente molto. Da sceneggiatrice non ho trovato buchi di trama. Le domande aperte vengono chiuse, tranne quella più importante, che risulta però propedeutica a una seconda stagione.

I due personaggi principali, Antonia e Jon, sono caratterizzati con cura e interpretati con maestria. Ho adorato Jon, con le sue fragilità compensate da un carattere volitivo e generoso. Antonia compie una progressione stabile e continua, uscendo dal suo loop negativo e proiettandosi verso l’esterno.

La Spagna continua a sfornare serie interessanti e ben costruite, capaci di tenere alta l’attenzione dalla prima all’ultima puntata.

Consiglio la visione di Regina Rossa agli appassionati del genere, ma in generale a chi ama un buon prodotto.

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