Articolo a cura di...
La Redazione di RC
La trama del secondo episodio si Santita, I comandamenti di Santita, prosegue il racconto della protagonista approfondendo le sue contraddizioni, il rapporto irrisolto con Alejandro e la spirale di caos che domina la sua vita privata. In questo episodio, la serie allarga il quadro tra tensioni familiari, casi medici delicati, dipendenze, desiderio e regole personali che Santita si impone per non lasciarsi travolgere dai sentimenti. La trama del secondo episodio mostra una donna che prova a mantenere il controllo, ma che finisce ogni volta per scontrarsi con la propria fragilità. Il finale, segnato dalla visita notturna di Alejandro, riporta il passato al centro e apre un nuovo conflitto emotivo.

Il secondo episodio di Santita si apre con un momento di apparente calma tra la protagonista e Alejandro. I due prendono un caffè al bar dell’ospedale, dopo il drammatico finale della puntata precedente. Durante la conversazione, Alejandro le spiega che Cecilia non aveva mai voluto un figlio e che il desiderio di maternità era cambiato solo dopo la diagnosi del carcinoma. Le dice che la moglie sta reagendo bene alle cure, ma che tutta la situazione resta delicata. Subito dopo si scusa con Santita, ammettendo di non comprendere quale pensiero abbia spinto Cecilia a rivolgersi proprio a lei. Il loro scambio è carico di passato, di imbarazzo e di tensione trattenuta. Si scambiano anche il numero di telefono, formalmente “per ogni evenienza”, ma il gesto segna di fatto una riapertura del loro rapporto. In questa scena emerge anche un dettaglio importante: Alejandro chiama Santita con il suo vero nome, María José, e il dialogo sottolinea che i due non si vedevano da vent’anni.
Poco dopo Cecilia lascia a Santita un bigliettino di ringraziamento nel suo studio. Il dono o il messaggio non alleggeriscono però il clima, perché subito l’ospedale viene travolto da un problema pratico: salta la corrente elettrica. Santita chiede spiegazioni ad Alma e scopre che le bollette non sono state pagate. A quel punto decide di usare proprio i soldi ricevuti da Cecilia per rimettere in moto la struttura. Anche questa scelta mostra la doppia natura della protagonista: il denaro ottenuto in modo moralmente ambiguo viene immediatamente assorbito dall’emergenza quotidiana dell’ospedale. Nel frattempo la sua vita familiare continua a intrecciarsi con quella professionale. Una nipote si presenta da lei per una visita, convinta di essere rimasta incinta di un uomo sposato. Il test risulta negativo e Santita la mette in guardia con durezza: quell’uomo è troppo grande per lei e una relazione del genere rischia di trasformarsi in una trappola. Il tono è brusco, ma rivela un istinto di protezione che Santita riserva ai più giovani della sua famiglia, quasi a volerli salvare dagli stessi errori che osserva continuamente negli adulti.
La giornata prende una piega ancora più dura durante una partita di poker. In quel contesto, che ancora una volta la mostra immersa nel vizio e nella fuga, Santita riceve una videochiamata da un amico. L’uomo le racconta che la nipote tredicenne, figlia di sua sorella, è incinta dopo essere stata violentata dal patrigno. Le chiede di occuparsi del caso, mentre le spiega che l’uomo è fuggito. Santita ascolta la notizia, fa domande e poi, subito dopo, torna al tavolo da gioco. Questo passaggio è molto importante perché fa convivere due piani opposti: da una parte la tragedia assoluta di una bambina abusata, dall’altra l’incapacità della protagonista di uscire davvero dalla propria deriva quotidiana.
Sempre durante quella serata, Santita si lascia avvicinare da un uomo che ci prova con lei. I due tentano di avere un rapporto nel bagno delle donne, ma vengono scoperti e cacciati. L’uomo allora la porta in un parco giochi per bambini, in un contesto squallido e improvvisato che mette ancora di più in evidenza quanto la protagonista si spinga spesso in situazioni pericolose. L’incontro degenera: lui trascina la carrozzina per le scale, la rovescia a terra e la lascia in una posizione di estrema vulnerabilità. A quel punto Santita reagisce estraendo una pistola e si difende. È una scena che aggiunge un ulteriore livello al personaggio, perché mostra quanto il suo stile di vita non sia soltanto autodistruttivo, ma anche concretamente esposto alla violenza. In mezzo a questo caos arriva anche il richiamo del lavoro. Una paziente la contatta perché ha le contrazioni, e Santita le dice di andare in ospedale, promettendole di raggiungerla. Il problema è che lei stessa è ancora a terra e non riesce a rialzarsi. In un momento di impulso chiama Alejandro, ma riattacca quasi subito, pentendosi del gesto. È un dettaglio molto eloquente: nel momento del bisogno, il primo nome a cui pensa è il suo, ma subito dopo si impone di tornare indietro. Alla fine sono due donne ad accorrere e ad aiutarla a salire le scale, permettendole di rimettersi in movimento.
Parallelamente prosegue anche il rapporto con Mauricio, il collega che vorrebbe qualcosa di più stabile da lei. In una conversazione tra i due, Santita gli chiede informazioni sul decorso della malattia di Alejandro, segno che continua a pensare a lui anche quando cerca di non farlo. Si scopre inoltre che lei e Mauricio sono arrivati alla “penultima volta”, perché Santita segue regole rigidissime nei rapporti: una delle più importanti è quella di andare a letto con una persona per un massimo di tre volte. Mauricio la invita ad avere una relazione normale, ma Santita rifiuta ancora una volta con sarcasmo. Gli dice che una storia con una persona in sedia a rotelle può sembrare interessante all’inizio, ma poi perde fascino, e aggiunge che lei beve troppo e gioca troppo. Ancora una volta Santita usa l’ironia come difesa e anticipa il rifiuto prima che possa subirlo.
Più tardi Alejandro ferma Santita e affronta con lei la questione di una chiamata ricevuta durante la notte. Le dice chiaramente di non telefonargli più in quelle condizioni, perché era ubriaca e Cecilia si era arrabbiata. Santita risponde di non ricordare nulla e lo invita, se vuole, a cancellare il suo numero, ricordandogli che era stato lui a proporre di scambiarselo. È un confronto breve ma molto teso, perché entrambi provano a ristabilire un confine che in realtà si è già incrinato. Nel frattempo Santita si occupa finalmente della bambina di tredici anni rimasta incinta dopo la violenza subita. Anche in questa occasione non chiede soldi alla famiglia, nonostante Alma tenti di monetizzare la situazione. Il gesto conferma che, al di là del disordine e dei compromessi, la protagonista mantiene un nucleo etico preciso quando si trova davanti ai più fragili.
Fuori dall’ospedale, Santita va a trovare suo padre in una casa di riposo. L’uomo non è lì per vera necessità medica, ma per scelta personale: si diverte, frequenta donne, prende parte alle attività della struttura e sembra vivere una fase leggera e quasi spensierata della sua esistenza. La visita permette di aprire una finestra anche sul lato familiare della protagonista, mostrando un padre anziano ma vitale e una figlia che continua a muoversi invece in un’esistenza caotica e irrisolta. La sera, Santita torna nel suo ambiente abituale di scommesse e rischio, partecipando a un incontro di lotta tra galli. Mentre sta andando via, dopo aver litigato per uno scontro che ritiene truccato, vede una delle sue nipoti bere una birra in compagnia. Anche qui la serie insiste sul suo sguardo inquieto verso il mondo familiare: Santita osserva, controlla, giudica, ma non riesce mai davvero a mettere ordine.
Tornata a casa, riceve la visita più importante dell’episodio. Alejandro si presenta alla sua porta e le rivela di aver scoperto la verità sull’aborto di Cecilia. Le chiede spiegazioni, ammettendo che tra lui e la moglie c’è poca comunicazione e che Cecilia gli ha detto di aver voluto proteggerlo. A questo punto Santita lo fa entrare, gli offre una birra e i due iniziano a parlare del passato. Alejandro rievoca San Felipe, il luogo in cui si immergevano insieme, e le chiede se può ancora farlo. Santita risponde di sì, segnalando che una parte di quella donna di un tempo esiste ancora. Tuttavia, quando lui la invita implicitamente a riaprire uno spazio tra loro, lei oppone una delle sue regole: non frequenta uomini sposati. Con questa frase declina l’invito e lo congeda. Alejandro va via, ma il loro incontro lascia aperta una tensione evidente.
Il finale del secondo episodio di Santita è costruito intorno alla collisione tra desiderio e regole. Alejandro si presenta a casa sua dopo aver scoperto che Cecilia ha mentito sull’aborto e che Santita è stata coinvolta direttamente. La visita serve a riaprire tutto ciò che tra loro era rimasto sospeso per vent’anni. Quando i due iniziano a ricordare San Felipe e il passato condiviso, la scena smette di essere una semplice resa dei conti e diventa un momento di riconnessione emotiva.
Il punto centrale è che Santita, per tutta la puntata, appare dominata da “comandamenti” personali con cui cerca di tenere sotto controllo la propria vita. Limita i rapporti a tre incontri, evita relazioni stabili, respinge chi vuole starle vicino, si protegge dietro il sarcasmo e si impone di non frequentare uomini sposati. Queste regole non la rendono davvero libera, ma le danno l’illusione di poter gestire il caos. Il titolo dell’episodio richiama proprio questo: Santita vive secondo comandamenti che si è scritta da sola per non essere travolta da dolore, dipendenza e abbandono. Quando Alejandro entra in casa sua, tutte quelle regole vengono messe alla prova. Lui rappresenta il passato, il desiderio irrisolto e anche la possibilità di una crepa nel sistema difensivo che Santita ha costruito. Il fatto che lei lo respinga non significa che non provi ancora qualcosa. Al contrario, significa che il coinvolgimento è troppo forte per essere affrontato senza conseguenze. Rifiutarlo è il modo che trova per non perdere completamente il controllo.
Il finale suggerisce quindi che Santita non è ancora pronta a rimettere Alejandro nella sua vita, anche se continua a pensarlo, a cercarlo e a chiamarlo nei momenti di difficoltà. La sua scelta di mandarlo via è coerente con il personaggio: non elimina il desiderio, ma lo tiene a distanza attraverso una regola. Il problema è che, episodio dopo episodio, queste regole sembrano sempre più fragili.

Con I comandamenti di Santita, la serie approfondisce il ritratto di una protagonista divisa tra responsabilità, autodistruzione e nostalgia. Il secondo episodio amplia i temi già introdotti nel primo, mostrando Santita alle prese con casi medici drammatici, dinamiche familiari complicate, relazioni sentimentali disfunzionali e un ritorno sempre più ingombrante del passato. Il finale con Alejandro non chiude nulla, ma conferma che il centro emotivo della serie sta proprio lì: nel conflitto tra ciò che Santita desidera e ciò che cerca disperatamente di impedirsi.

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