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La Redazione di RC
La trama del quarto episodio di Santita, Errori migliori, porta finalmente al centro il rapporto tra la protagonista e Alejandro, trasformando il loro riavvicinamento in un confronto diretto con il passato, con il desiderio e con la malattia. In questa puntata, la serie abbandona per gran parte il contesto ospedaliero per concentrarsi su San Felipe, luogo simbolico della loro storia. La trama del quarto episodio segue il tentativo dei due di ritrovare ciò che erano stati, ma anche l’impossibilità di tornare davvero indietro. Il finale cambia completamente il senso del loro incontro e rivela la vera ragione per cui Alejandro ha cercato Santita.

Il quarto episodio di Santita si apre con la protagonista che ha raggiunto Alejandro a San Felipe. Dopo i messaggi, i video e il richiamo costante del passato, Santita decide quindi di partire davvero e di raggiungerlo nel luogo che per entrambi conserva i ricordi più intensi della loro storia. Il loro incontro è subito attraversato da un’ambiguità evidente: da una parte il piacere di rivedersi e di ritrovare una complicità profonda, dall’altra la presenza ingombrante di Cecilia, che resta fuori campo ma continua a influenzare il rapporto tra i due.
Appena arrivata, Santita dice ad Alejandro che Cecilia è preoccupata perché pensa che tra loro ci sia qualcosa. Lo invita a chiamarla, quasi a ristabilire una distanza e a impedire che la situazione diventi ancora più compromessa. Alejandro però, parlando al telefono con la moglie, non fa nulla per rassicurarla davvero. Le dice soltanto che vuole stare da solo, non le rivela nemmeno dove si trovi e soprattutto lascia intendere di voler trascorrere quel tempo proprio con Santita. Cecilia si arrabbia, ma lui insiste nel prendere spazio dal matrimonio e dalla malattia, come se San Felipe fosse l’unico luogo in cui potersi ancora sentire se stesso.
Da questo momento la puntata segue i due mentre ripercorrono le abitudini di un tempo. Passano le ore insieme, tornano nei posti che frequentavano da giovani, recuperano i piccoli gesti quotidiani che li legavano. Alejandro cucina per Santita e i due cenano insieme in un clima molto intimo, fatto di complicità, ironia e confidenza immediata. Non c’è bisogno di forzare il legame: la loro vicinanza sembra riaccendersi da sola, come se gli anni trascorsi non fossero bastati a cancellarla.
La sera escono e vanno in un locale che apparteneva anch’esso alla loro storia. Proprio lì, però, l’atmosfera cambia. Alejandro ricorda che in quel posto una volta avevano litigato violentemente e chiede a Santita se se lo ricordi. Lei risponde di no. La sua dimenticanza irrita Alejandro, che le rimprovera di ricordare sempre i luoghi e i dettagli romantici, ma mai i momenti in cui si è comportata male con lui. Le dice, in sostanza, che la memoria di Santita seleziona ciò che vuole salvare e cancella invece la parte più dura della loro storia. Per stemperare la tensione, Santita gli propone di ballare, ma Alejandro risponde di non essere abbastanza ubriaco. In un gesto ambiguo, la fa ballare con un altro ragazzo, come se volesse metterla alla prova o prendere le distanze da ciò che sta provando.
Poco dopo Alejandro scompare per alcuni minuti. Santita si accorge della sua assenza e lo trova in bagno, in condizioni che suggeriscono un malessere fisico. Non viene detto in modo esplicito, ma la scena lascia intuire che il suo corpo stia già cedendo più di quanto lui voglia ammettere. Il divertimento della serata si incrina così sotto il peso della malattia, che resta invisibile per gran parte della puntata ma torna a farsi sentire nei momenti cruciali.
Dopo quel momento mancato, i due si fermano a parlare davvero. Santita gli chiede se l’abbia perdonata per averlo lasciato all’altare. Alejandro ripercorre allora il trauma di quel giorno: era stato abbandonato con una lettera, senza una spiegazione vera, senza nemmeno delle scuse. Racconta l’umiliazione, la pietà degli altri, il peso di essere l’uomo lasciato davanti a tutti. Le dice chiaramente che l’avrebbe amata comunque, che per lui la sedia a rotelle non era mai stata un problema. In questa confessione emerge tutta la sofferenza che si è portato dietro per anni, ma anche la convinzione che Santita abbia deciso per entrambi, togliendogli la possibilità di scegliere se restare.
Santita, dal canto suo, ammette di essere stata confusa. Sostiene che Alejandro lo sapesse, anche se non riusciva a capirlo davvero fino in fondo. Per lei non si trattava solo della disabilità, ma di un disorientamento molto più profondo, di una crisi identitaria e affettiva che l’aveva portata a fuggire invece di affrontare il matrimonio. Questo chiarimento è il cuore emotivo dell’episodio: per la prima volta i due non si limitano a evocare il passato, ma lo nominano apertamente, ne dicono il dolore e la responsabilità.
È a questo punto che Alejandro fa emergere la verità più dura. Le confessa che la malattia lo porterà a morire e che ha bisogno del suo aiuto. Le chiede di porre fine alla sua vita, di praticare l’eutanasia. La richiesta cambia completamente il significato del viaggio a San Felipe. Santita capisce immediatamente che potrebbe essere proprio questa la vera ragione per cui Alejandro l’ha voluta lì accanto a sé, anche se lui nega che sia stato l’unico motivo. Le dice che vuole soltanto evitare di morire in quel modo, consumato dalla malattia e privato della propria dignità.
Santita reagisce con fermezza. Gli risponde che lei porta la vita nel mondo, non il contrario. Con questa frase rifiuta la richiesta e si allontana. Il loro riavvicinamento, che sembrava aver riaperto una possibilità sentimentale e umana, si spezza di colpo davanti a un limite morale che Santita non è disposta a oltrepassare.
Il finale di Errori migliori ribalta il senso dell’intero episodio. Fino a quel momento, San Felipe sembrava il luogo della nostalgia, della seconda possibilità e del confronto sentimentale tra due persone che non avevano mai smesso davvero di appartenersi. La richiesta di Alejandro, invece, rivela che dietro il bisogno di rivedere Santita c’era anche qualcosa di molto più radicale: la volontà di affidarle la propria fine.
La domanda di Alejandro nasce dalla consapevolezza della malattia. Nel corso della puntata si intuisce più volte che il suo stato è peggiore di quanto lui dica apertamente. Cecilia lo aveva già suggerito, e i momenti di malessere fisico lo confermano. Tornare a San Felipe con Santita, rifare i loro percorsi, ricostruire l’intimità perduta e chiarire il trauma dell’altare sono quindi anche modi per chiudere un cerchio prima della morte. Alejandro non cerca soltanto un ricordo felice: cerca la persona a cui sente di poter affidare la parte più estrema della sua vulnerabilità.
Per Santita, però, questa rivelazione è insostenibile. Da una parte c’è l’uomo che ha amato e che forse ama ancora, dall’altra c’è il principio che definisce la sua identità professionale e morale. Santita è una dottoressa, una donna che interviene per salvare, curare, assistere, far nascere. Accettare la richiesta di Alejandro significherebbe violare non solo una legge o un codice, ma l’idea stessa che ha di sé. La sua frase finale, quando dice che porta la vita nel mondo e non il contrario, non è una risposta astratta: è il modo con cui prova a difendere un confine che sente vitale.
C’è poi un altro aspetto importante. Santita capisce che il viaggio non era soltanto un’occasione per ritrovarsi, ma anche una preparazione a quella domanda. Per questo si sente in qualche modo usata, o comunque trascinata dentro una richiesta che non aveva scelto di affrontare. Anche se Alejandro nega di averla chiamata solo per quello, il sospetto basta a spezzare l’equilibrio raggiunto tra loro. La sua fuga finale nasce quindi sia dal rifiuto morale dell’eutanasia sia dal trauma di scoprire che dietro quel ritorno c’era anche un bisogno estremo, forse calcolato, forse solo disperato.
Il titolo dell’episodio, Errori migliori, acquista senso proprio qui. Santita e Alejandro cercano di rivivere l’errore più grande della loro storia, cioè il loro amore interrotto, come se potessero trasformarlo in qualcosa di diverso, di più giusto. Ma il risultato non è una riparazione romantica: è una verità ancora più dolorosa. Il loro riavvicinamento produce finalmente sincerità, ma questa sincerità li mette davanti a un punto che non possono condividere.

Con Errori migliori, Santita costruisce uno degli episodi più intimi e drammatici della serie. Il viaggio a San Felipe permette ai due protagonisti di recuperare il passato, chiarire il trauma del matrimonio mancato e riaprire un legame mai davvero chiuso. Il finale, però, cambia tutto: la richiesta di Alejandro di essere aiutato a morire trasforma la nostalgia in tragedia e costringe Santita a confrontarsi con un limite che non riesce ad accettare. La puntata si chiude così su una frattura profonda, destinata a ridefinire completamente il rapporto tra i due.

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