Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Spider-Noir è la nuova serie con Nicolas Cage nei panni di Ben Reilly, detective privato in una New York alternativa degli anni Trenta. La serie mescola noir, gangster movie e supereroi, riportando al centro un ex vigilante distrutto dal lutto e costretto a riavvicinarsi al proprio passato. Il primo episodio imposta subito il tono del racconto: un caso apparentemente semplice si trasforma in una rete di criminalità, poteri anomali e vecchi fantasmi. La serie è ambientata in una città dominata dalla corruzione, con figure come Robbie Robertson, Cat Hardy, Flint Marko e Silvermane già al centro della storia.

Il primo episodio di Spider-Noir si apre sulla condizione attuale di Ben Reilly, un uomo spezzato. In questo universo narrativo è stato un tempo Spider-Man, o meglio il Ragno, ma ha smesso di esserlo dopo il trauma che ha cambiato la sua vita. La morte di Ruby, la donna che amava, avvenuta per annegamento in automobile, lo ha svuotato. Prima di morire Ruby gli aveva lasciato una frase decisiva, quella secondo cui da grandi poteri derivano grandi responsabilità. È una frase che pesa su tutta la puntata, perché Ben non ha perso davvero i suoi poteri: ha perso la volontà di usarli. Cinque anni dopo, infatti, vive come un uomo trasandato, depresso, incapace di rialzarsi davvero dal proprio passato.
Quando lo incontriamo nel presente, Ben lavora come investigatore privato. Il suo mondo è fatto di uffici sporchi, appostamenti e clienti ambigui, in piena atmosfera noir. Proprio durante uno dei suoi incarichi sta seguendo un uomo di nome Addison, ma ben presto capisce di non essere il solo sulle sue tracce. C’è infatti anche un altro investigatore, Donegal, che sta pedinando lo stesso bersaglio. La situazione si complica rapidamente: Ben continua a seguire Addison fino a un molo, dove avviene qualcosa che rompe ogni logica ordinaria.
Davanti agli occhi di Ben, Addison prende fuoco spontaneamente. Non si tratta di un semplice incendio o di un trucco: il suo corpo si incendia davvero, trasformandolo in una minaccia vivente. In quello stato si lancia contro Donegal, che per difendersi finisce per ucciderlo. È il primo segnale concreto che qualcosa di molto più grande sta succedendo in città. Ben capisce anche un altro dettaglio importante: sia lui sia Donegal erano stati assoldati, direttamente o indirettamente, dalla stessa persona, Winston. Questo significa che Addison non era un semplice uomo in fuga, ma qualcuno che più soggetti volevano rintracciare, e in fretta.
Il giorno seguente Ben prova a rimettere insieme i pezzi, ma si trova davanti al primo ostacolo. A bussare alla sua porta c’è Robbie Robertson, giornalista e amico di Ben. Robbie è uno dei pochi che ancora vedono in lui qualcosa di più di un investigatore privato allo sbando. Gli riferisce un fatto recente: pochi giorni prima un uomo ha dato fuoco alla casa del gangster Bill Byrne, noto come Silvermane, uno dei boss più temuti della città. Il particolare richiama immediatamente Addison, che Ben ha appena visto incendiarsi come se il fuoco facesse parte della sua natura. Robbie, intuendo che la città sta precipitando in una situazione eccezionale, suggerisce apertamente che dovrebbe tornare il Ragno. Ben però rifiuta. Non soltanto non vuole tornare a indossare i panni dell’eroe, ma non rivela neppure all’amico che anche Addison possedeva davvero capacità sovrumane.
Come se non bastasse, la giornata gli porta anche un nuovo cliente. Si presenta il signor Carmedy, un uomo convinto che la donna che ama, Cat Hardy, lo tradisca. Vuole prove, vuole sapere la verità, e per questo assume Ben. Si tratta all’apparenza del classico caso da detective privato, quello che sembra quasi banale rispetto al mistero di Addison. In realtà, proprio questo secondo filone finirà per intrecciarsi con il primo, trascinando Ben dentro una rete sempre più pericolosa.
Nel frattempo Ben e Donegal, che ormai si rendono conto di essere stati usati nello stesso gioco, decidono di approfondire la faccenda Addison. Risalgono a Wilson, l’uomo che li ha messi in movimento, e Ben lo ricatta per ottenere informazioni. Da quel momento parte un inseguimento che consente ai due investigatori di arrivare a una scoperta fondamentale: dietro la caccia ad Addison c’è proprio Silvermane. A quel punto molte cose iniziano a combaciare. Se qualcuno aveva dato fuoco alla casa del boss e Addison sembrava possedere poteri legati al fuoco, è evidente che il gangster aveva ottimi motivi per volerlo trovare. Tuttavia, proprio quando si arriva a questa rivelazione, Ben compie una scelta che definisce perfettamente il suo stato d’animo: saputo che di mezzo c’è Silvermane, decide di tirarsi fuori. Non vuole essere risucchiato in una guerra più grande di lui.
La sera, però, Ben deve comunque occuparsi dell’incarico affidatogli da Carmedy. Inizia così a pedinare Cat Hardy. La segue fino a una stanza d’albergo, dove spera di ottenere la prova dell’infedeltà. Ma quello a cui assiste non è una semplice scena romantica clandestina. L’uomo che si trova con Cat non è affatto affettuoso: arriva anzi a minacciare di colpirla, alzando la mano su di lei. In quel momento Ben interviene d’istinto, senza esporsi apertamente. Usa una ragnatela per salvarla, quindi agisce ancora da Ragno pur restando nascosto nell’ombra. È un momento importante, perché dimostra che dentro di lui l’eroe non è morto del tutto. Continua a reagire quando vede una violenza ingiusta.
Ben riesce a scattare delle fotografie e il giorno dopo scopre il dettaglio più esplosivo del caso: l’uomo con cui Cat si incontra è Alfred Morris, il sindaco in corsa per la rielezione. A questo punto il caso sentimentale si trasforma in uno scandalo politico potenzialmente devastante. Ben però non consegna la verità a Carmedy. Lo liquida in modo brusco e si rifiuta di dargli ciò che vuole. La ragione è chiara: quella storia è ormai troppo pericolosa per restare un semplice lavoro privato. Tirare in mezzo il sindaco significa toccare il potere cittadino, e Ben capisce che la faccenda non è più sotto controllo.
Per cercare di capire meglio cosa fare, Ben organizza un incontro con Donegal all’Alcova, un locale notturno. Lì la puntata approfondisce ancora di più il mondo di Cat Hardy. Mentre attende il collega, Ben scopre che proprio Cat si esibisce nel locale come cantante e showgirl. La donna, quindi, non è soltanto la presunta amante di un uomo potente: è anche una figura perfettamente inserita in quell’ambiente ambiguo di locali, spettacolo e criminalità. Tutto attorno a lei suggerisce che sappia molto più di quanto lasci intendere.
Mentre Ben aspetta senza sapere cosa stia accadendo davvero, Donegal è già caduto nelle mani degli uomini di Byrne. Nelle cantine vicine al locale viene legato e torturato dagli sgherri di Silvermane. Gli chiedono conto di Addison e della sua morte. Donegal, messo alle strette, confessa che Addison è morto. A quel punto non serve più: Byrne lo fa uccidere. Il personaggio che fino a poco prima sembrava un potenziale alleato o almeno una pedina attiva nell’indagine viene eliminato brutalmente. Questo omicidio cambia il peso della situazione, perché dimostra che Silvermane sta ripulendo il campo da chiunque possa sapere troppo.
Ignaro della sorte di Donegal, Ben prosegue per la sua strada e affronta direttamente Cat. Le mostra le fotografie che la ritraggono con Alfred Morris e prova a usarle come leva, di fatto ricattandola. Cat però non cede nel modo previsto e Ben lascia il locale sapendo di essere diventato un bersaglio. A mettersi sulle sue tracce è infatti il gorilla della donna, Flint Marko.
Il confronto con Flint segna il passaggio definitivo del primo episodio dal noir classico al territorio supereroistico. Ben affronta Marko in uno scontro fisico e inizialmente sembra avere la meglio, anche grazie ai suoi riflessi e alle sue capacità fuori dal comune. Poi accade qualcosa di nuovo e sconvolgente: Flint comincia a trasformarsi in sabbia. Il suo corpo cambia consistenza, diventa più difficile da colpire e al tempo stesso più minaccioso. Ben si ritrova quindi davanti a una seconda prova che non è più possibile ignorare: Addison non era un caso isolato. In città ci sono altri individui con poteri anomali, nascosti dentro l’ecosistema criminale e politico.
La lotta diventa molto più dura, ma Ben riesce comunque a vincere, combinando la sua esperienza, la sua agilità e i poteri del Ragno che ancora possiede. È un duello che funziona anche sul piano narrativo, perché mette Ben davanti alla verità da cui continua a fuggire: per affrontare quello che sta emergendo in città non basta più essere un detective privato con un impermeabile e una macchina fotografica. Servirebbe di nuovo il Ragno.
Dopo lo scontro arriva Cat Hardy, che interviene chiedendo pietà per Flint. La scena suggerisce subito un legame più complesso tra i due e, più in generale, tra Cat e tutto ciò che si muove sotto la superficie della città. Cat non appare come una semplice donna infedele colta in flagrante, ma come una figura coinvolta in una rete di relazioni, protezioni e segreti molto più vasta. Il primo episodio si chiude il giorno seguente con un ultimo ribaltamento: Cat si presenta direttamente nell’ufficio di Ben. Dopo essere stata sorvegliata, ricattata e indirettamente smascherata, ora è lei a cercare lui. La sensazione è che il vero caso stia soltanto cominciando.
Il finale del primo episodio serve soprattutto a spostare definitivamente la serie da un’indagine privata a una storia molto più ampia. Fino a quel momento Ben prova a gestire gli eventi come casi separati: da una parte Addison e la sua morte misteriosa, dall’altra l’incarico ricevuto da Carmedy su Cat Hardy. Il finale dimostra invece che tutto appartiene allo stesso sistema.

Il primo episodio di Spider-Noir costruisce con chiarezza il mondo della serie e la crisi del suo protagonista. Ben Reilly parte come un uomo che ha rinunciato a sé stesso, ma l’indagine su Addison, il legame con Silvermane, il caso Cat Hardy e lo scontro con Flint Marko gli dimostrano che il passato sta tornando a cercarlo. Il finale non offre una soluzione definitiva, ma imposta il conflitto centrale: Ben può continuare a nascondersi oppure tornare a essere il Ragno in una città che sembra avere nuovamente bisogno di lui.

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