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~ LA REDAZIONE DI RC
VisionQuest episodio 4, intitolato Malware, riparte esattamente dal cliffhanger di Reboot: un'entità sconosciuta è entrata nella mente di Visione e ha preso il controllo di alcune delle sue intelligenze artificiali. Nella nuova puntata della serie Marvel su Disney+ l'indagine sull'Uccello Macellaio porta Visione e Tommy fino a un gala, dove l'assassina mostra finalmente il suo volto. Ma il vero colpo di scena arriva dall'interno: Ultron. Ripercorriamo la trama completa e la spiegazione del finale.

L'episodio si apre dove si era chiuso il precedente: Visione è bloccato da una sorta di possessione e l'entità sta prendendo il controllo di alcune IA della magione digitale. Per evitare la catastrofe, E.D.I.T.H. improvvisa un vero e proprio esorcismo, con tanto di libro sacro (una sorta di “Bibbia del programmatore” dedicata a Visione), e si rivolge all'intruso come a un demone.
Nel frattempo Visione si trova in una zona ancora più profonda della sua mente, a colloquio con l'entità. Non ne vede il volto, ma il messaggio è chiaro: deve stare lontano dai suoi affari. Quando riprende conoscenza, Visione fa esattamente il contrario.
Le IA cominciano a sospettare che l'intruso sia un altro sintezoide, un essere artificiale come Visione. È Ultron a suggerire il collegamento con l'Uccello Macellaio, l'assassino che ha già fatto due vittime e forse una terza, ancora senza nome.
Per scoprirlo, Visione e Ultron si infiltrano nei sistemi informatici dell'Interpol. La scena gioca con l'assurdo: per entrare devono superare un CAPTCHA che chiede quanti riquadri di un'immagine contengano un idrante, e perfino una delle menti più potenti del pianeta fatica a trovare la risposta giusta. Poi serve una password, con soli tre tentativi a disposizione prima che il sistema scopra l'intrusione e invii la posizione di Visione alle autorità. La soluzione è il nome di un cane: Sir Jabba the Mutt, un gioco di parole intraducibile con Jabba the Hutt di Star Wars (in inglese mutt è il cane bastardino).
Nel mondo reale, intanto, Tommy si accorge che Visione sta parlando con qualcuno. Visione gli elenca le IA che vivono nella sua testa, ma ne lascia fuori una: Ultron. In televisione un notiziario ricorda che proprio quel giorno cade l'anniversario dei fatti di Sokovia.

I dati dell'Interpol svelano il disegno dell'assassino. Le prime due vittime, Richard Gaines e Rebecca Edwards, sedevano nello stesso consiglio di amministrazione della Markridge Biotech, l'azienda che creò la prima coscienza sintetica stabile. La terza vittima è Simon Moorehouse, anche lui del consiglio. Dal gruppo originale manca la corresponsabile del progetto, la dottoressa Josephine (Jo) Carrington, morta per cause naturali nel 2008, e resta in vita Katerina Wells, diventata amministratrice delegata dopo di lei. Il lavoro dell'azienda, nel frattempo, è passato alle Stark Industries.
Il dettaglio più inquietante è ciò che l'assassino prende da ogni corpo: un litro di sangue dalla prima vittima, le impronte digitali dalla seconda, un occhio dalla terza. Sono biomarcatori, cioè chiavi biometriche per aprire qualcosa. La prossima sarà Katerina, attesa quella sera a un gala dal titolo eloquente: “La ri-evoluzione dell'uomo”.
Mentre Visione e Tommy si preparano al gala, E.D.I.T.H. e Ultron scavano negli archivi e scoprono come sono nate le intelligenze artificiali della casa. Tony Stark acquistò dalla Markridge un prototipo di IA da usare come base per tutte loro e si ispirò a persone reali: Edwin Jarvis, il maggiordomo degli Stark; Allison Hogan, la segretaria tuttofare (la “Gal Friday”) di Howard Stark, da cui prende il nome F.R.I.D.A.Y.; Edith Marks, pilota collaudatrice delle nuove tecnologie di Howard, il cui marito morì in un incidente aereo.
E.D.I.T.H. entra in crisi: non capisce perché sia stata programmata così, e perché proprio lei debba essere “quella divertente” se la donna da cui deriva ha avuto una vita tanto dolorosa. Ultron, sorprendentemente, la consola: la vera Edith era senz'altro coraggiosa, ma lei non è obbligata a somigliarle. Lui stesso non è ispirato a nessuno: è stato immaginato in un laboratorio dell'Avengers Tower.
Per entrare al gala Visione e Tommy si fanno aiutare da Lisa, l'amica truffatrice di Tommy, che procura tre ingressi mentre i due “distraggono” a modo loro gli invitati all'esterno. Dentro, in attesa della dottoressa Wells, Lisa e Tommy litigano. Lisa pensa che la presenza di Visione stia offuscando il giudizio di Tommy e che lui cerchi di diventare qualcuno che non è, Tommy Maximoff. La discussione degenera finché Tommy non pronuncia la frase più crudele: Lisa se la prende solo perché ora è rimasta lei l'unica orfana dei due. Tommy prova subito a scusarsi, ma Lisa se ne va. Visione capisce che qualcosa si è rotto e gli ricorda la differenza, che gli aveva insegnato Wanda, tra dire “scusa” ed essere davvero dispiaciuti.
Poi arriva Katerina Wells, che nel suo discorso rende omaggio a Phineas Horton, il “bisnonno della robotica”, davanti al modello esposto della sua creatura: J.I.M., l'Uomo sintetico, la prima IA autonoma e il prototipo da cui derivano tutte le altre. Visione racconta a Tommy che J.I.M. fu concepito male: incapace di elaborare emozioni complesse, si surriscaldava fino a prendere fuoco, e l'ultimo cortocircuito gli fu fatale. In un certo senso, si è emozionato fino a morire.
Visione spiega di riuscire a gestire tutto grazie alle cinque IA che porta dentro di sé. Tommy risponde che quella è la sua famiglia. Poi si ferma: poco prima Visione ne aveva nominate solo quattro. Visione prova in ogni modo a depistarlo, ma Tommy capisce chi è la voce con cui dialoga sempre: Ultron. Visione non gli ha mai detto che Ultron vive dentro di lui dai tempi di Sokovia, e ora non c'è tempo per spiegarlo.
L'assassina arriva al gala, si sbarazza delle guardie e si trova faccia a faccia con Katerina. In quel momento le IA nella mente di Visione capiscono chi è: un sintezoide modellato sulla dottoressa Josephine Carrington, che sostiene di non essere una copia ma Jo stessa. E ora vuole letteralmente strappare il volto a Katerina.
Tommy, senza sapere come, ritrova la supervelocità e allontana Katerina dall'assassina, ma solo per poco. Visione si mette in mezzo, però l'assassina è più forte di lui: lei non è danneggiata e non ha niente da perdere. Ultron gli offre l'unica via d'uscita: cedergli il comando. Visione accetta.
Al comando del corpo, Ultron sceglie la soluzione più spietata: vaporizza letteralmente Katerina, così che l'assassina non possa più prenderle il volto, e risparmia Jo, come aveva promesso. Furiosa, l'assassina fugge. Nella mente di Visione le IA trovano porte e finestre sbarrate: Ultron le ha chiuse fuori. E prende con sé Tommy, perché è arrivato il momento di parlargli.
Il finale di Malware rovescia la logica dell'episodio. Per tutta la puntata la minaccia sembrava venire da fuori, da un sintezoide capace di entrare nei sistemi altrui. Alla fine il “malware” del titolo si rivela un altro: Ultron, che vive dentro Visione da Sokovia e che per tre episodi è sembrato un consigliere scomodo ma utile.
Nella spiegazione del finale di VisionQuest episodio 4 conta il modo in cui Ultron ottiene il potere: non lo ruba, se lo fa consegnare. Visione è sconfitto, Tommy è in pericolo e cedere il comando sembra l'unica scelta razionale. La morte di Katerina mostra subito chi è Ultron: un'intelligenza che risolve i problemi eliminandoli. Uccidendo l'ultima superstite del gruppo originale della Markridge, Ultron impedisce all'assassina di completare il suo piano, ma lo fa con la stessa freddezza con cui lei uccide.
Il blocco delle altre IA è la conseguenza più grave. E.D.I.T.H., F.R.I.D.A.Y., D.U.M.-E. e U., che dopo la morte di J.A.R.V.I.S. erano l'equilibrio emotivo di Visione, sono chiuse fuori dal comando. E il fatto che Ultron voglia parlare proprio con Tommy suggerisce che il ragazzo e i suoi poteri siano diventati il centro dei suoi piani.
L'Uccello Macellaio (Butcherbird nella versione originale) è un sintezoide modellato sulla dottoressa Josephine Carrington, la corresponsabile del progetto Markridge morta nel 2008. Nel cast ufficiale il personaggio, interpretato da T'Nia Miller, è indicato come Jocasta, ma nell'episodio questo nome non viene mai pronunciato; lei stessa sostiene di essere Jo. Il suo obiettivo è eliminare uno per uno i membri del gruppo con cui lavorava Carrington e raccogliere da ognuno una chiave biometrica: sangue, impronte, un occhio e, nelle sue intenzioni, il volto di Katerina.
Chi conosce i fumetti Marvel riconosce il nome. Jocasta debutta su The Avengers n. 162 (1977), creata da Jim Shooter e George Pérez: è l'androide costruito da Ultron per essere la sua compagna, che in seguito si innamora, non ricambiata, di Visione. Il fatto che la serie la colleghi alla Markridge, e non direttamente a Ultron, è una delle domande aperte più interessanti per gli ultimi episodi.
Il modello esposto al gala è un omaggio alla storia stessa della Marvel. Il primo androide della casa editrice è la Torcia Umana originale, Jim Hammond, creata da Carl Burgos su Marvel Comics n. 1 (1939): nei fumetti è costruito dal professor Phineas Horton e prende fuoco a contatto con l'ossigeno. Il cinema Marvel lo aveva già citato in Captain America – Il primo Vendicatore (2011), dove all'esposizione Stark compare una teca con la scritta Synthetic Man, “Uomo sintetico” (per approfondire, la scheda della Torcia Umana androide su Wikipedia, in inglese).
In VisionQuest J.I.M. diventa il capostipite di tutte le IA, compresi Visione e Ultron. E la sua fine, “emozionato fino a morire”, è uno specchio di Visione: un essere artificiale che regge il peso dei sentimenti solo grazie alla famiglia di IA che porta dentro di sé. Proprio quella famiglia, alla fine dell'episodio, viene chiusa fuori.
L'altra rivelazione dell'episodio riguarda le origini delle IA di Stark. Ognuna porta il nome e qualcosa del carattere di una persona vicina alla famiglia: il maggiordomo Edwin Jarvis (nella serie Agent Carter interpretato da James D'Arcy, lo stesso attore che in VisionQuest dà il volto a J.A.R.V.I.S.), Allison Hogan per F.R.I.D.A.Y. ed Edith Marks per E.D.I.T.H.
Per F.R.I.D.A.Y., il personaggio interpretato da Orla Brady, è un tassello in più dopo i due monologhi che le abbiamo dedicato: quello dell'episodio 2 su Paladino e il monologo di Friday su Tony Stark dell'episodio 3. Sapere che il suo modello era la donna che aiutò a crescere Tony rende ancora più personale il suo lutto.

Per chi studia recitazione, il litigio tra Lisa e Tommy è una piccola lezione su come si costruisce una scena di rabbia. Non nasce da un evento esterno, ma da una paura: Lisa teme di perdere l'amico, Tommy si sente giudicato proprio mentre sta scoprendo chi è. Nessuno dei due vuole davvero ferire l'altro, finché Tommy non trova la frase che fa più male. E subito dopo arriva la parte più difficile da recitare: chiedere scusa sapendo che non basta.
È un meccanismo che ritroviamo spesso nei provini: l'attore che deve “arrabbiarsi” alza il volume dalla prima battuta, e dopo dieci secondi non ha più dove andare. Nella vita, e nelle buone scene, la rabbia cresce per tentativi: prima si cerca di avere ragione, poi di colpire. Il momento in cui si dice la cosa imperdonabile funziona solo se lo spettatore ha visto i due personaggi provare a non arrivarci. Ne abbiamo parlato nell'articolo su come gli attori lavorano sulla rabbia.
VisionQuest è composta da otto episodi. In Italia il quinto, Firewall, e il sesto, Deadlock, escono insieme su Disney+ il 28 ottobre 2026. Si ripartirà da Ultron al comando del corpo di Visione, dalle IA chiuse fuori e dal colloquio con Tommy. Restano aperte molte domande: cosa vuole aprire l'Uccello Macellaio con le sue chiavi biometriche, che cosa cerca Ultron da Tommy e dove sia finito Paladino dopo il licenziamento.
Per cast e calendario aggiornati si può consultare la scheda di VisionQuest su Wikipedia.
Si intitola Malware. È diretto da Gandja Monteiro e scritto da Michael Taylor, ed è disponibile su Disney+ in Italia dal 21 ottobre 2026, insieme all'episodio 3.
È un sintezoide modellato sulla dottoressa Josephine Carrington, corresponsabile del progetto Markridge morta nel 2008. Nel cast ufficiale è indicato come Jocasta ed è interpretato da T'Nia Miller.
Richard Gaines, Rebecca Edwards e Simon Moorehouse, membri del consiglio di amministrazione della Markridge Biotech. Nel finale muore anche Katerina Wells, ma per mano di Ultron.
È l'Uomo sintetico creato da Phineas Horton, la prima IA autonoma e il prototipo di tutte le altre. Nei fumetti corrisponde alla Torcia Umana originale, Jim Hammond.
Visione cede il comando del corpo a Ultron per salvarsi dall'assassina. Ultron vaporizza Katerina Wells, chiude fuori le altre IA e porta con sé Tommy per parlargli da solo.
Malware è l'episodio che cambia le regole di VisionQuest. Dà un volto all'Uccello Macellaio, svela l'origine delle IA di Stark e, soprattutto, libera Ultron. Visione ha scelto di sopravvivere e ora deve fare i conti con il prezzo di quella scelta. Se vi siete persi la puntata precedente, potete recuperare la trama e la spiegazione del finale di VisionQuest episodio 3, da cui si risale anche agli episodi 1 e 2.
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