Il Monologo del Collezionista in Guardiani della Galassia: Analisi e Significato

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~ LA REDAZIONE DI RC

Introduzione al monologo

Nei Guardiani della Galassia, quando il gruppo si reca su Knowhere, fa visita al Collezionista, un personaggio enigmatico e ossessionato dall’accumulazione di oggetti e creature rare. È lui che fornisce al gruppo – e al pubblico – il primo vero approfondimento sul potere delle Gemme dell’Infinito. Il monologo del Collezionista arriva in un momento di pausa dalla frenesia narrativa, ed è costruito proprio per funzionare come snodo mitologico. È un racconto che unisce tono didascalico e minaccia latente, con la recitazione volutamente lenta e carica di Benicio del Toro a dare un sapore quasi liturgico alla scena.

Le gemme

MINUTAGGIO: 57:00-58:20
RUOLO: Collezionista
ATTORE:
Benicio Del Toro

DOVE: Netflix

INGLESE


Oh, my new friends. Before creation itself, there were six singularities. Then the universe exploded into existence, and the remnants of these systems were forged into concentrated ingots. Infinity Stones. These stones, it seems, can only be brandished by beings of extraordinary strength. Observe. These carriers can use the Stone to mow down entire civilizations like wheat in a field. There's a little pee coming out of me right now. Once, for a moment, a group was able to share the energy amongst themselves, but even they were quickly destroyed by it. Beautiful. Beyond compare.

ITALIANO

O miei nuovi amici, prima della creazione stessa, esistevano sei reliquie. Poi l’Universo esplose e cominciò ad esistere. E ciò che restò di queste strutture fu forgiato e concentrato in lingotti: le Gemme dell’INfinito. Queste gemme a quanto pare possono essere brandite solamente da esseri di straordinaria forza. Osservate. Questi portatori possono portare la Gemma per falciare intere generazioni come grano in un campo. Una volta, per un attimo, alcuni per un attimo,furono in grado di ripartire l’energia fra di loro, ma anch’essi furono presto annientati. 

I Guardiani della Galassia

"I Guardiani della Galassia" (titolo originale: Guardians of the Galaxy) è un film del 2014 diretto da James Gunn, prodotto dai Marvel Studios e inserito all'interno dell’universo cinematografico Marvel (MCU), precisamente come decimo capitolo della "Fase 2". È un film di fantascienza con forti tinte action e una vena comica molto marcata, che ha segnato un momento importante per il MCU: l’apertura definitiva allo spazio profondo e a una dimensione più cosmica e grottesca del loro universo narrativo. Il film si muove intorno a un gruppo di personaggi completamente diversi tra loro, tutti reietti o emarginati in qualche modo, che si ritrovano costretti a collaborare per un obiettivo comune. Ma andiamo con ordine.

Tutto comincia sulla Terra, nel 1988. Peter è un bambino che, dopo aver perso la madre per una malattia, viene rapito da una nave aliena. Lo ritroviamo 26 anni dopo, adulto, su un pianeta sperduto chiamato Morag. Peter è diventato un avventuriero (e ladruncolo), autoproclamatosi "Star-Lord", anche se nessuno sembra riconoscerlo con quel nome. Sta cercando di rubare una misteriosa sfera, l’Orb, che si rivelerà essere una delle Gemme dell’Infinito, cioè una delle entità più potenti dell’universo Marvel. L’Orb è desiderato da diversi attori galattici, ma principalmente da Ronan l’Accusatore, un fanatico guerriero Kree in guerra con il pianeta Xandar (capitale dell'alleanza pacifista chiamata Nova Corps). Ronan vuole usare l’energia della Gemma per distruggere Xandar. Ma non agisce da solo: è alleato con Thanos, la figura oscura che muove i fili in background (già intravista nel post-credit di The Avengers), e con due delle sue "figlie adottive", Gamora e Nebula.

Dopo il furto della sfera, Peter viene braccato da Gamora, che vuole impossessarsene per tradire Thanos e consegnarla al Collezionista. Intanto su Xandar arrivano anche Rocket, un procione geneticamente modificato, e Groot, un albero umanoide capace solo di dire "I am Groot". Rocket e Groot vogliono catturare Peter per riscuotere una taglia su di lui. Tutti e quattro si ritrovano a combattere in mezzo a una piazza pubblica, vengono arrestati e rinchiusi nel carcere galattico Kyln.

Nel carcere incontrano Drax il Distruttore, un guerriero consumato dal desiderio di vendetta contro Ronan, colpevole di aver ucciso la sua famiglia. Nonostante le differenze, decidono di allearsi per evadere, vendere l’Orb e spartirsi il guadagno. La parte centrale del film è il cuore del percorso relazionale tra i personaggi. Quello che parte come un accordo d’interesse si trasforma lentamente in un legame. In modo graduale, senza svolte improvvise: lo script di Gunn è abile nel far coesistere il tono leggero con una crescita emotiva credibile.

Dopo un viaggio su Knowhere (una stazione spaziale costruita dentro il cranio di un Celestiale morto), e il primo vero scontro con Ronan, i protagonisti capiscono che l’Orb contiene una Gemma dell’Infinito e che lasciarla nelle mani sbagliate significherebbe la fine di interi pianeti. A questo punto il gruppo decide di agire non più per guadagno, ma per una causa più grande. Il climax si svolge su Xandar, dove Ronan, ormai potenziato dalla Gemma, attacca la capitale. Qui vediamo i Guardiani, ormai pienamente uniti, affrontare un nemico tecnicamente troppo potente per loro. La scena finale è quella che completa la trasformazione del gruppo: Peter, Gamora, Rocket, Drax e Groot decidono di sacrificarsi (o almeno rischiare seriamente la vita) per fermare Ronan.

Analisi Monologo

“O miei nuovi amici, prima della creazione stessa, esistevano sei reliquie.” L’uso di “reliquie” al posto di “oggetti” o “entità” introduce un tono quasi religioso: le Gemme non sono solo strumenti di potere, ma frammenti sacri di un ordine cosmico. Il Collezionista non sta solo parlando a Rocket e agli altri: sta officiando un rito. “Poi l’universo esplose e cominciò ad esistere.” Qui entra in gioco un richiamo al Big Bang, rivisitato in chiave Marvel. La creazione dell’universo coincide con la nascita delle Gemme, che non sono quindi una semplice conseguenza, ma ciò che resta dell’universo primordiale. Sono residui di un’epoca inaccessibile.

“Ciò che restò di queste strutture fu forgiato e concentrato in lingotti: le Gemme dell’Infinito.” Il termine "lingotti" è interessante: implica una lavorazione, come se un’entità (non specificata) avesse "fuso" l’energia primordiale in una forma utilizzabile. Questo suggerisce che le Gemme non sono semplicemente naturali, ma anche artificiali in qualche modo. E quindi ancora più pericolose. Queste gemme a quanto pare possono essere brandite solamente da esseri di straordinaria forza.”

Le Gemme, per quanto potentissime, non sono “democratiche”. Possono essere maneggiate solo da chi è in grado di sopportare l’enorme potenziale distruttivo che contengono. È un potere selettivo, e questo getta le basi per tutto ciò che avverrà con Thanos. Osservate. Questi portatori possono portare la Gemma per falciare intere generazioni come grano in un campo.” Chi detiene una Gemma non conquista, non governa: distrugge con meccanica efficienza. Questo rafforza il senso di minaccia cosmica. Siamo oltre il potere politico o militare: è annientamento puro. Una volta, per un attimo, alcuni furono in grado di ripartire l’energia fra di loro, ma anch’essi furono presto annientati.” Anche la cooperazione tra esseri fortissimi non basta. Il potere delle Gemme è talmente instabile che l’unico esito è la distruzione. È una frase che dà profondità al concetto di “potere assoluto”: non è solo pericoloso, è intrinsecamente autodistruttivo.

Conclusione

Il monologo del Collezionista è il primo momento in cui l’universo Marvel assume una vera e propria mitologia interna. È una parentesi che ricorda i racconti orali dell’antichità: un personaggio bizzarro racconta la storia delle origini con tono grave, preparando il pubblico a comprendere che ciò che stiamo guardando è solo la superficie di un mondo molto più vasto.

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