Monologo di Hopper a Mike | Stranger Things finale

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~ LA REDAZIONE DI RC

Monologo di Hopper a Mike in Stranger Things 5: hai due strade

Il monologo di Hopper a Mike nel finale di Stranger Things è uno dei momenti più maturi e dolorosamente sinceri della serie. Ambientato il giorno del diploma, mentre Mike è paralizzato dal senso di colpa per la scelta di Undi, il discorso di Hopper non offre consolazioni facili. Parla di responsabilità, di accettazione e delle due strade che si aprono dopo una perdita irreversibile. 

  • Scheda del monologo

  • Contesto del film

  • Testo del monologo (estratto+note)

  • Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

  • Finale del film (con spoiler)

  • Credits e dove trovarlo

Scheda del monologo

Serie: Stranger Things 5 episodio 5 (2025)
Personaggio: Hopper
Attore: David Harbour

Durata: 1:31:00-1:32:05

Minutaggio: 1 minuto 5 secondi

Difficoltà 6,5/10 chiarezza emotiva + autorità calma + verità autobiografica

Emozioni chiave Empatia adulta, senso di colpa elaborato, tristezza composta, responsabilità, accettazione, amore non invadente
Contesto ideale per un attore Scene di passaggio all’età adulta, colpa e responsabilità

Dove vederlo: Netflix

Trama Episodio 8

Il gruppo arriva al laboratorio e si divide secondo il piano stabilito: Undi, Kali, Murray e Hopper vanno a piazzare l’esplosivo e attivare la camera sensoriale per permettere a Undi di entrare nella mente di Vecna; tutti gli altri invece saliranno sulla torre radio, il punto più alto e più esposto, dove i mondi si stanno letteralmente schiacciando. Intanto la realtà si incrina ovunque. Nella dimensione X tutto sta iniziando a “scivolare” verso il Sottosopra. Nel laboratorio, Hopper e Undi attivano la camera di deprivazione sensoriale. Undi si immerge. Max sente acqua sotto i piedi. Si alza. Capisce di poter camminare. Esce dalla sala e si ritrova nella dimensione nera, l’anticamera della mente di Henry, dove la aspettano Undi e Kali.  Nel Sottosopra, il gruppo arriva in cima e vede con orrore che il tetto dell’Abisso sta sprofondando: li ha quasi raggiunti. Tra poco verranno sepolti se non fermano Vecna. Undi, Max e Kali sono ora nella mente di Vecna. Undi sente tre colpi arrivare dalla vasca: è il segnale di Hopper, che le comunica che il tempo è pochissimo. Nel frattempo Vicky vede arrivare i militari e si nasconde con Max nel passaggio segreto mentre i soldati fanno irruzione. Undi ha pochissimo tempo. Max chiede fiducia e porta Undi e Kali al centro di un palco, durante uno spettacolo. E infatti succede qualcosa di teatrale e spaventoso: le tende del proscenio si chiudono, e Max fa saltare tutte e tre “dentro” le tende. Cambio di scena. Cambio di ricordo. Si ritrovano nella villa di Henry, dove lui sta controllando il flusso con i bambini in trance.

Qui Undi agisce: con i suoi poteri scaraventa Henry fuori dalla stanza, interrompendo la discesa del “pianeta”. Nel Sottosopra, lo stop si sente: Steve perde l’equilibrio e cade di sotto, ma Jonathan lo salva per un braccio. L’Abisso si ferma. Undi ce l’ha fatta. Henry riemerge da una finestra furioso e si scontra con Undi. I bambini, tenuti invisibili dai poteri di Kali, vedono la scena e capiscono finalmente che Henry/Cosè è il vero cattivo. Kali prova a sferrare il colpo finale saltandogli addosso. Ma Henry svanisce nel nulla. Ed è qui che Vecna cambia tattica: colpisce dal “mondo reale”. Hopper, che aspetta Undi fuori dalla vasca, viene risucchiato in una visione: il fumo, il diserbante, la morte di sua figlia. Poi vede Kali e Undi parlare del loro piano suicida. È un colpo psicologico. Hopper è sconvolto, e Vecna lo visita come un fantasma: si nasconde, confonde lo spazio, lo costringe a reagire. Hopper lo vede e gli spara addosso… ma Vecna svanisce e Hopper scopre l’orrore: ha colpito la vasca. La apre e vede Undi apparentemente morta in un mare di sangue. In preda al panico distrugge la vasca e la abbraccia. Solo dopo capisce che è un inganno: le ferite erano finte, create da Vecna per far distruggere l’unico ponte che permette di combatterlo nella mente. Undi torna sul piano reale e, prima di svanire dalla mente insieme a Kali e Max, Max dà un ordine ai bambini e a Holly: tornare alla grotta. Max riprende coscienza con un grande sospiro e i militari scoprono lei e il piano: ora sanno dove aspettarli.

Nel Sottosopra, Undi e Hopper hanno un confronto durissimo: Henry gli ha mostrato il piano suicida di Undi, ma Hopper rifiuta quella strada. Le parla di futuro, di normalità, di un giorno in cui Undi sarà madre e si arrabbierà perché lei e il suo ragazzo non lasciano la porta aperta “di dieci centimetri”. È un discorso semplice, quasi quotidiano, che però è il vero antidoto a Vecna: immaginare un futuro possibile. Ma Murray interrompe la scena: i militari stanno arrivando. Nella mente di Henry, i bambini raggiungono la grotta dove Vecna non può entrare. Sono temporaneamente al sicuro. Nell’Abisso, Mike prende una pistola lanciarazzi segnalatori da Nancy, e proprio allora Will viene colpito da una visione: vede con gli occhi di Henry, che sta lottando contro i suoi demoni per entrare nella grotta. Con un urlo, compie un passo mai compiuto: entra. Holly lo vede con orrore. I bambini scappano nella vallata. Will resta indietro per provare a fermarlo, mentre gli altri vanno verso l’antro di Vecna. Nel laboratorio del Sottosopra, Undi e Kali vengono colpite da sonar a distanza che disattivano i poteri e le fanno crollare a terra inermi. Hopper si nasconde con Undi e torna indietro a prendere Kali, ormai circondata. Riesce a mettere fuori combattimento alcuni soldati, ma viene attaccato da Akers e dagli altri: vengono fermati.

Murray lancia una bomba improvvisata contro l’elicottero che alimentava il sonar. Esplosione. I militari sono storditi, ma soprattutto i poteri tornano. Undi arriva e uccide tutti i militari presenti. Purtroppo un colpo è partito: Kali sta per morire. Kali se ne va, lasciando una ferita irreversibile. Undi: Undi capisce che può raggiungere l’Abisso saltando da una roccia all’altra. Dentro la grotta Henry rivive il ricordo fatale: nella valigetta c’è una pietra rossa. Appena la prende in mano, la mente a sciame dalla dimensione X gli aveva “detto” di trovarlo. Il bambino prova un dolore atroce e l’uomo morente gli sussurra di resistergli. Ma il Mind Flayer è già dentro Henry e uccide l’uomo con un colpo secco. Will ora ha la verità: Henry è come loro, è stato usato dal Mind Flayer. Ma Henry ribalta: Will è fuori strada. Lui e il Mind Flayer sono una cosa sola.

Monologo di Undi: testo+note

Ehy, ehy, senti, non è tua la colpa. Non è successo per colpa tua. Undi ha fatto la sua scelta. Ora è tempo che tu faccia la tua. E per come la vedo hai due strade davanti a te. Se imbocchi la prima, continui a sentirti in colpa per quello che è successo. Ti tormenti pensando a cosa avresti potuto fare di diverso. Respingi le persone e soffri perché è questo che pensi di meritare. E poi c’è l’altra strada. Cioè, accetti in qualche modo quello che è successo. In qualche modo accetti la sua scelta. Non vuol dire che ti piaccia, o che tu la capisca, o che tu smetta di pensarci. La accetti e basta. E vivi la tua vita al meglio che puoi. Io avevo imboccato la prima strada. E non la consiglio. Riguardo a Undi.. sai bene che cosa avrebbe voluto per te. 

“Ehy, ehy, senti, non è tua la colpa.”: attacco protettivo e immediato; doppio “ehy” come mano sulla spalla, per fermare il vortice mentale; tono basso, niente enfasi; sguardo fermo ma morbido, come a riportarlo nel presente.

“Non è successo per colpa tua.”: ripetizione come martello gentile; piccola pausa prima di “per colpa tua” per farla entrare; non “consolare”, dichiarare una verità semplice.

“Undi ha fatto la sua scelta.”: qui entra il peso del lutto; rallenta; “sua” va sottolineato appena (responsabilità di Undi, non di Mike); lo sguardo può abbassarsi un istante, come rispetto.

“Ora è tempo che tu faccia la tua.”: cambio di asse; Hopper non sta più proteggendo, sta chiamando all’età adulta; tono più deciso, ma non duro; micro-pausa dopo “Ora” per far sentire la svolta.

“E per come la vedo hai due strade davanti a te.”: ritmo da uomo che ha già camminato lì; frase detta con calma, quasi didattica ma umana; gesto minimo con la mano, come a indicare due direzioni.

“Se imbocchi la prima, continui a sentirti in colpa per quello che è successo.”: descrizione senza giudizio; non accusare Mike; su “continui” metti un filo di severità affettuosa; pausa breve dopo “prima”.

“Ti tormenti pensando a cosa avresti potuto fare di diverso.”: qui la voce si fa più bassa, come se descrivesse una notte insonne; sguardo che si sposta un attimo, perché Hopper sta ricordando sé stesso.

“Respingi le persone e soffri perché è questo che pensi di meritare.”: il punto più duro; non alzare il volume, alza la precisione; “pensi di meritare” va detto con tristezza, non con rimprovero; lascia un silenzio dopo, per farlo colpire.

“E poi c’è l’altra strada.”: alleggerisci appena il tono, come una porta che si apre; piccola pausa prima di “l’altra”, come invito.

“Cioè, accetti in qualche modo quello che è successo.”: “in qualche modo” è fondamentale: niente miracoli, niente frasi da poster; fallo suonare pratico, imperfetto; sguardo diretto, rassicurante.

“In qualche modo accetti la sua scelta.”: ripeti “in qualche modo” con la stessa onestà; su “la sua scelta” torna il rispetto per Undi; micro-pausa dopo “scelta”.

“Non vuol dire che ti piaccia, o che tu la capisca, o che tu smetta di pensarci.”: elenco empatico; ritmo regolare, come a togliere colpa anche dalle emozioni; ogni “o che” è un passo che normalizza; non correre, lascia spazio.

“La accetti e basta.”: frase corta, definitiva; tono calmo ma granitico; qui un piccolo cenno del capo aiuta; silenzio subito dopo.

“E vivi la tua vita al meglio che puoi.”: qui entra il calore; voce più piena, quasi paterna; “al meglio che puoi” va detto senza retorica, come un compito possibile, non un traguardo eroico.

“Io avevo imboccato la prima strada.”: confessione; abbassa lo sguardo, come vergogna quieta; tono più intimo, perché adesso Hopper si espone.

“E non la consiglio.”: asciutto, con una punta di ironia amara; piccola espirazione finale, come a dire “mi è costata anni”.

“Riguardo a Undi.. sai bene che cosa avrebbe voluto per te.”: chiusura dolce, mirata; pausa sui puntini per far entrare Undi nella stanza; su “per te” guarda Mike come se gli consegnasse l’ultima lettera; lascia un silenzio lungo, perché lì Mike deve reagire.

Analisi del monologo di Hopper a Mike

Questo monologo di Hopper non è una consolazione emotiva né un discorso eroico: è un atto di responsabilità. Hopper non cerca di togliere il dolore a Mike, né di convincerlo che andrà tutto bene. Fa qualcosa di più difficile e più adulto: gli restituisce il diritto, e il peso, della scelta. La prima cosa che fa è sganciare Mike dalla colpa. Lo fa con fermezza, ripetendo la stessa idea in modi diversi, perché sa che il senso di colpa non si scioglie con una sola frase, ma va eroso con pazienza. Hopper parla come qualcuno che ha già vissuto quel tipo di perdita e ne porta ancora addosso le conseguenze.

Il cuore del monologo è la metafora delle due strade. Non è una trovata retorica, ma una mappa morale. Hopper non giudica, non dice “giusto” o “sbagliato”: descrive. La prima strada è quella che lui conosce bene, quella dell’autopunizione, dell’isolamento, della convinzione di meritare la sofferenza. È una descrizione precisa, quasi clinica, perché Hopper sta parlando di sé senza nominarlo apertamente. Questo rende il discorso credibile: non è un adulto che dispensa saggezza astratta, ma qualcuno che ha pagato quella scelta con anni di vita.

La seconda strada non è idealizzata. Hopper è molto attento a smontare qualsiasi illusione: accettare la scelta di Undi non significa capirla, condividerla o smettere di pensarci. Significa smettere di usarla come condanna permanente. In questo passaggio il monologo diventa estremamente onesto, perché non promette guarigioni rapide. Propone solo una cosa possibile: continuare a vivere “al meglio che puoi”. Non al meglio in assoluto, non in modo eroico. Al meglio che puoi, oggi.

Il momento in cui Hopper ammette di aver scelto la prima strada è la vera svolta emotiva. È una confessione breve, asciutta, ma potentissima. In quel punto il rapporto tra adulto e ragazzo si ribalta: Hopper non è più solo guida, è testimone. E quando dice che non la consiglia, non sta dando un parere, sta lasciando un avvertimento inciso nella carne.

Finale Episodio 8

Nel pronunciare queste parole, l’antro di Vecna prende vita. Davanti ai ragazzi si staglia il Mind Flayer, in carne ed ossa, titanico, reale, e li insegue. Il gruppo scappa, travolto dall’immensità della creatura. Il Mind Flayer sta per raggiungerli quando viene colpito da una roccia gigantesca scaraventata dai poteri di Undi, che fronteggia il mostro e gli corre incontro. Undi apre un varco nella carne della bestia e finisce nella sua “pancia”, nell’antro vivente, e con un colpo cinetico stacca Vecna dai cavi che lo collegano alla creatura. Inizia lo scontro diretto: Undi contro Vecna, mentre il gruppo capisce che per aiutarla deve colpire il Mind Flayer stesso. L’idea diventa tattica: portare il mostro a un’insenatura e incastrarlo mentre lo assaltano. Serve un’esca. Nancy si offre volontaria. Si fa inseguire e, un attimo prima di essere divorata, il gruppo attacca: molotov, lanciafiamme, armi improvvisate. Steve e Dustin raggiungono la pancia della creatura e la colpiscono con lance, come se stessero tentando di aprire una balena. Undi, intanto, sta avendo la meglio su Vecna, indebolito perché collegato al mostro. Lo conficca contro uno spuntone d’ossa e quando Vecna tenta di colpirla con un braccio estensibile, arriva il colpo decisivo: Will, a distanza, collegato a Vecna, gli trancia il braccio di netto. Vecna finisce sullo spuntone, agonizzante. La creatura, subissata di colpi, muore definitivamente.

I bambini vengono tratti in salvo. Joyce entra nell’antro e vede Vecna agonizzante: capisce che bisogna fermarlo per sempre. Presa dalla rabbia degli ultimi anni, lo uccide tagliandogli la testa a colpi d’ascia. Tornano nel Sottosopra e parte il conto alla rovescia per distruggere tutto con la bomba. Nel camion c’è euforia, ma dura poco. Tornati nel mondo reale, le ruote del camion vengono forate: li aspettavano. Tutti vengono bloccati dai militari che vogliono Undi. Ma Undi non è tra loro: è all’ingresso del portale.

Mike prova a prenderla, ma Undi ha già scelto. Si connette telepaticamente con lui: si salutano. Undi decide di lasciarsi morire con il Sottosopra, perché se il Sottosopra deve sparire, lei è l’ultima serratura che lo chiude e che chiuderà anche l’esperimento del Dottor Brenner. Mike tenta di fermarla. Non ci riesce. L’ordigno esplode e la Materia Esotica distrugge il Sottosopra… e con esso Undi.

Il gruppo osserva nel silenzio il portale che non c’è più. Il Sottosopra non c’è più. Undi non c’è più.

Diciotto mesi dopo, i ragazzi sono pronti per la cerimonia di diploma. Robin lavora ancora alla radio, Max è tornata in piedi ed è ancora con Lucas, la città è libera da telecamere e militari. Tutti si preparano, tranne Mike: è davanti alla statua per i caduti del “terremoto” di anni prima. Hopper lo raggiunge e gli dice di trovare un modo per andare avanti e accettare la scelta di Undi: è ciò che lei vorrebbe. Mike si convince e raggiunge gli altri.

Alla cerimonia, Dustin, studente modello, fa un discorso contro il preside e il conformismo indossando la maglia dell’Hellfire. “Tanto che può fare, espellermi?” Sono eroi, ma hanno un’idea migliore: vivere.

Nancy, Jonathan, Steve e Robin si ritrovano sul tetto della radio, si raccontano la vita e capiscono che quell’avventura li legherà per sempre. Si promettono di vedersi ogni mese, anche se ora vivono separati. Hopper chiede a Joyce di sposarlo e di andare a Montauk, dove cercano un nuovo capo della polizia. Joyce accetta.

Nel sottoscala di Mike si gioca un’ultima campagna di D&D. Tutto sembra finito, poi il cattivo viene ucciso da una maga evocata da Will lo stregone. I ragazzi vincono la campagna e Will racconta il futuro radioso dei personaggi. Sulla maga (Undi), Mike ha una teoria: la notte in cui sarebbe morta col Sottosopra Mike ipotizza che Kali, prima di morire, abbia creato un ologramma di Undi, mentre la vera Undi si è nascosta e ora vive da qualche parte, magari in un posto con le cascate. È solo una teoria. Non sapremo mai se è vero. Ma la domanda rimane, anche perché lui ha parlato con lei nella dimensione alternativa. Ma Undi non avrebbe potuto usare i suoi poteri, visto che c’erano i sonar a infastidirla; e, anche qualora li avesse usati… perché non ha perso sangue dal naso COME HA SEMPRE FATTO?

L’ultima immagine è un passaggio di testimone: Mike osserva Holly e i suoi nuovi amici, tra cui Derek, sedersi al tavolo di D&D. L’eroe cambia generazione. La storia continua, anche se il mostro è finito.

Credits e dove vederlo

Regista: Matt e Ross Duffer

Sceneggiatura: Matt e Ross Duffer

Produttore: Stephanie Slack Margret H. Huddleston

Cast: Winona Ryder (Joyce Byers) David Harbour (Jim Hopper), Finn Wolfhard( Mike Wheeler), Gaten Matarazzo (Dustin Henderson) Caleb McLaughlin (Lucas Sinclair) Noah Schnapp (Will Byers) Millie Bobby Brown (Undici / Jane Ives)

Dove vederlo: Netflix

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