Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Siamo a un funerale… ma non lo sembra. La madre di Oliver ha deciso di celebrare il proprio addio mentre è ancora viva, circondata dalle persone che ama, in un clima volutamente leggero, quasi teatrale. E infatti la scena è costruita come un piccolo spettacolo: luci, palco, pubblico seduto, lei in scena — microfono in mano, tono da cabaret.
MINUTAGGIO: 46:10-48:31
RUOLO: Tessa
ATTRICE: Sally Phillips
DOVE: Netflix
Grazie a tutti voi per… essere qui, insieme a noi, oggi. Beh, quello che è capitato è stato che Dahl e io stavamo organizzando il mio funerale e stava diventando uno spettacolo così brillante che mi sono resa conto che volevo essere viva per vederlo. E un’altra ragione è che detesto quando la gente dice cose carine su di me in mia assenza, credo sia un tragico spreco. Capisci veramente qual è il tuo genere di storia solo quando arrivi a conoscerne la fine. E… adesso io so che la mia è una storia d’amore. Sento che la mia vita è cominciata il primo giorno che ho cominciato Val, a una lezione su Shakespeare, all’università. Lui stava dando il suo Riccardo Terzo, terribile. Ma come dice il Bardo chi mai ha amato davvero se mai ha amato a prima vista. Che altro dirvi, ho gusti eccentrici. E da allora abbiamo scritto insieme la pi bella storia d’amore con i nostri due adorati, affascinanti, audaci figli. E sono grata a ciascuno di voi, per aver fatto parte di tutto questo. E’ stato splendido, quindi scacciamo i pensieri tristi e questa sera mangiamo il più possibile. E… e ubriachiamoci. Oggi, qui, esiste solamente una regola, ed è… non dimenticate di dirmi addio. Ok? Ta-da. Fine…

La probabilità statistica dell’amore a prima vista, film del 2023 diretto da Vanessa Caswill e tratto dall’omonimo romanzo di Jennifer E. Smith. Una produzione Netflix che rientra nel filone delle rom-com, ma con una costruzione narrativa più vicina al dramedy, almeno nei toni e nei tempi di sviluppo emotivo dei personaggi. La storia si svolge nell’arco di 24 ore – un tempo narrativo compatto che permette alla sceneggiatura di lavorare molto sui dettagli, sui dialoghi e sui piccoli gesti. La protagonista è Hadley Sullivan (interpretata da Haley Lu Richardson), una ragazza americana che sta per prendere un volo per Londra per partecipare al secondo matrimonio di suo padre. È in ritardo, perde il volo e questo evento casuale la porta a incontrare Oliver (Ben Hardy), un ragazzo britannico con cui instaura subito un legame.
Ecco il punto: il film si gioca tutto sulla linea sottile tra caso e scelta. E non è un caso che il titolo parli di "probabilità statistica". Il loro incontro all'aeroporto, la conversazione durante il volo, e quello che succede dopo... tutto ruota attorno alla domanda: quante probabilità ci sono che due perfetti sconosciuti si incontrino e si capiscano così profondamente, nel momento giusto? Hadley è una ragazza disillusa, arrabbiata con il padre per aver lasciato la madre e ora deciso a risposarsi con una donna che lei non conosce. Non è un personaggio apertamente drammatico, ma porta dentro una tensione silenziosa, un’insofferenza che si riflette nei suoi sguardi, nei silenzi, nelle battute taglienti.
Oliver, al contrario, è apparentemente più rilassato, ma il suo viaggio ha un significato molto più profondo: sta andando al funerale di sua madre, che ha scelto di morire con il suicidio assistito. Questo dettaglio non arriva subito, e quando viene svelato cambia completamente il tono del film. Non è più solo una storia d’incontro, ma anche un racconto su come due persone usino la connessione con l’altro per affrontare un momento difficile.
Il testo è breve, ma pieno di sfumature.
“Quello che è capitato è stato che Dahl e io stavamo organizzando il mio funerale e stava diventando uno spettacolo così brillante che mi sono resa conto che volevo essere viva per vederlo.”
Apre con ironia tagliente, ma non solo per far ridere. C’è un fondo serio: la morte viene trasformata in evento pubblico, e lei capisce che è un atto narrativo, un finale da vedere in prima persona. È quasi una riflessione metacinematografica. La vita come opera teatrale, e il funerale come terzo atto da vivere coscientemente.
“Detesto quando la gente dice cose carine su di me in mia assenza, credo sia un tragico spreco.”
Parla del bisogno universale di essere riconosciuti, ma mentre si è ancora vivi. È una delle battute più vere e disarmanti di tutto il film. Ed è anche una critica, elegante ma precisa, ai rituali che riservano parole belle solo ai morti. “Capisci veramente qual è il tuo genere di storia solo quando arrivi a conoscerne la fine.”
Qui c’è il cuore del monologo. E forse del film intero. Il genere della nostra vita non lo decidiamo a metà percorso, ma alla fine, quando riusciamo a guardarla tutta insieme. E la madre di Oliver — che sa che sta per morire — ci dice: “Io adesso lo so. La mia è stata una storia d’amore”.
“Abbiamo scritto insieme la più bella storia d’amore con i nostri due adorati, affascinanti, audaci figli.” È una dichiarazione di pienezza. Non è un addio triste. È una chiusura consapevole, perfino celebrativa. Non nega il dolore, ma lo incornicia in una visione più ampia. E chiude con una battuta che sembra leggera ma è pesantissima: “Oggi, qui, esiste solamente una regola, ed è… non dimenticate di dirmi addio.” Questa è una richiesta profonda. Non vuole che la sua morte venga rimossa o edulcorata. Chiede che venga riconosciuta, accettata. Chiede un addio vero, non silenzioso. Non vuole sparire, vuole essere salutata. È una delle frasi più dolorose dette con il sorriso sulle labbra.

Questo monologo funziona perché mescola tono leggero e sostanza profonda, senza diventare mai sentimentale. La madre di Oliver non cerca compassione, ma vuole lasciare qualcosa di pieno, che resti. E lo fa attraverso l’arte della parola, del racconto, della messa in scena. In una commedia romantica, questo momento rappresenta un taglio netto con il genere: qui non si parla di coppie che si trovano, ma di come si dice addio, di come si chiude una vita. Eppure, paradossalmente, è proprio questo momento a dare più senso alla relazione tra Hadley e Oliver.

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