Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Questo monologo è interessante perché sembra un’apertura narrativa, quasi un recap, ma sotto nasconde una frattura emotiva molto utile da portare a un provino. Se stai cercando un monologo femminile per provino che mostri lucidità, senso di colpa e bisogno di controllo senza cadere subito nel crollo, questo pezzo fa per te. La vera sfida è far sentire che Pip sta cercando di chiudere una storia mentre capisce di non averla chiusa affatto.
Film/Serie: Come uccidono le brave ragazze 2
Personaggio: Pip Fitz-Amobi
Attore/Attrice: Emma Myers
Stagione/Episodio: Episodio 1, 00:50-02:15
Durata monologo: circa 1 minuto e 35 secondi
Difficoltà: 8/10 — controllo apparente, crepe emotive, tono da confessione
Emozioni chiave: lucidità, colpa, dubbio, stanchezza, nostalgia
Adatto per: provini drama contemporaneo, ruoli young adult, personaggi brillanti ma fragili
Dove vederlo: Netflix
Pip Fitz-Amobi apre il suo podcast, Come uccidono le brave ragazze, provando a chiudere il caso che ha segnato la stagione precedente. Formalmente sta raccontando i fatti: la verità su Andie Bell, l’innocenza di Sal Singh, gli arresti, il processo imminente. Ma sotto questa superficie ordinata c’è già il vero nodo della scena. Pip non è tranquilla. Ha ottenuto ciò che voleva, cioè la verità, ma non riesce a vivere quel risultato come una vittoria pulita. È ancora disturbata da tutto ciò che ha smosso, dal pericolo in cui ha messo sé stessa e gli altri, e soprattutto dal pensiero di chi è stato colpito dalle conseguenze, come Cara. Emma Myers, in Come uccidono le brave ragazze 2, lavora proprio su questo: una voce che prova a suonare conclusiva mentre il personaggio è già pieno di dubbi.

Questo è tutto. Fine. E’ quello che è successo a Andie, Bell, Sal Singh sei anni fa. Little Kilton cerca di voltare pagina, di chiudere quel tragico capitolo. Riguardo a me… faccio quello che mi ero prefissata. Scoprire la verità. Ma un semplice progetto scolastico ora è qualcosa di più oscuro, qualcosa che non potevo controllare. Lo so, ho messo in pericolo me stessa e altre persone, ma Sal è sempre stato innocente, e abbiamo trovato i veri assassini.
Pausa veloce: il monologo continua subito dopo.
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Due persone sono in prigione e tra qualche giorno qualcun altro dovrà affrontare un processo. Caso chiuso. A volte mi chiedo che sarebbe successo se non avessi dato inizio a tutto questo. Se mi fossi tirata indietro. Se la vita sarebbe mai tornata com’era… Merda… questo non posso dirlo. So che non potrei mai riuscirci, vorrei solo tornare alla normalità.
“Questo è tutto. Fine.”: attacco deciso, quasi troppo pulito; fallo suonare come qualcuno che vuole mettere un punto con la forza; la seconda parola va appena più secca della prima.
“E’ quello che è successo a Andie, Bell, Sal Singh sei anni fa.”: tono da podcast, ordinato, narrativo; qui Pip sta ancora controllando il racconto; non caricare di emozione i nomi, lascia che passino come fatti.
“Little Kilton cerca di voltare pagina, di chiudere quel tragico capitolo.”: ritmo regolare, quasi giornalistico; ma su tragico capitolo fai entrare un’ombra minima, senza dichiararla.
“Riguardo a me…”: pausa vera sui puntini; cambia fuoco; qui il personaggio smette di parlare del paese e inizia a scivolare verso sé stessa.
“faccio quello che mi ero prefissata. Scoprire la verità.”: la prima frase più razionale, la seconda più piccola e precisa; Scoprire la verità va detto come un principio che ormai non consola più.
“Ma un semplice progetto scolastico ora è qualcosa di più oscuro, qualcosa che non potevo controllare.”: qui entra la prima incrinatura seria; rallenta su più oscuro; su non potevo controllare lascia un filo di vergogna e frustrazione.
“Lo so, ho messo in pericolo me stessa e altre persone”: niente vittimismo; è una presa d’atto; postura un po’ più chiusa; fallo come una colpa già pensata mille volte.
“ma Sal è sempre stato innocente, e abbiamo trovato i veri assassini.”: questa è una difesa; il tono si raddrizza un poco; non farla trionfale, ma necessaria, come se Pip avesse bisogno di ricordarsi perché ha fatto tutto.
“Due persone sono in prigione e tra qualche giorno qualcun altro dovrà affrontare un processo.”: torna più cronachistica; i numeri e i fatti sono il modo che Pip ha per non affondare; tono asciutto.
“Caso chiuso.”: battuta molto importante; l’errore è dirla convinta; meglio dirla come formula che vorrebbe essere vera ma non lo è del tutto.
“A volte mi chiedo che sarebbe successo se non avessi dato inizio a tutto questo.”: qui il respiro cambia; più lento, più vulnerabile; sguardo che si abbassa o perde per un attimo il focus.
“Se mi fossi tirata indietro.”: frase da non spingere; piccola, quasi privata; è un pensiero che Pip non avrebbe voluto registrare.
“Se la vita sarebbe mai tornata com’era…”: lascia spazio ai puntini; qui non cercare subito tristezza, ma smarrimento; il personaggio si sente fuori dalla propria vita.
“Merda…”: importante proprio perché rompe il tono del podcast; non farlo troppo forte; è una falla improvvisa, un’autenticità che le scappa.
“questo non posso dirlo.”: dillo quasi a sé stessa; come se stesse cercando di rimettersi in asse, di tornare alla versione registrabile del discorso.
“So che non potrei mai riuscirci”: molto nuda; qui c’è la resa; niente enfasi, meglio una stanchezza lucida.
“vorrei solo tornare alla normalità.”: chiusura da non romanticizzare; non è nostalgia dolce, è esaurimento; puoi rallentare su solo e lasciare che normalità cada quasi svuotata.
Il cuore di questa scena è il contrasto tra il tono da chiusura ufficiale e il fatto che Pip, in realtà, non ha chiuso niente. Questo è un monologo molto utile per attrici perché lavora tutto sulla frizione. Da una parte c’è la struttura del podcast, quindi un discorso ordinato, quasi pubblico. Dall’altra c’è una ragazza che non riesce più a convincersi fino in fondo che la verità basti.
Il punto chiave è che Pip Fitz-Amobi, in Come uccidono le brave ragazze 2, non sta solo raccontando i fatti: sta cercando di giustificare sé stessa. Ogni volta che ribadisce che Sal era innocente e che i veri colpevoli sono stati trovati, sta anche difendendo la propria decisione di aver aperto il caso. Questo dà alla scena un sottotesto fortissimo, perché la razionalità del testo non coincide mai davvero con la pace del personaggio.
L’errore più comune sarebbe recitarlo come un semplice recap narrativo oppure, al contrario, come uno sfogo già distrutto. Non è né l’uno né l’altro. Serve equilibrio. Serve una Pip che controlla il tono, ma che ogni tanto perde un millimetro di terreno.
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Deposizione di Becca Bell da Come uccidono le brave ragazze stagione 2
Monologo di Pip (Emma Myers) da Come uccidono le brave ragazze 2: i sensi di colpa e Ravi

Funziona per:
provini per drama contemporanei young adult
ruoli di ragazze intelligenti, nervose, emotivamente trattenute
personaggi che devono tenere insieme lucidità e colpa
scene in cui un’apparente calma nasconde una crepa profonda
Evitalo se:
ti chiedono un monologo più esplosivo o conflittuale
hai bisogno di un pezzo con relazione diretta a un interlocutore presente
tendi a rendere tutto troppo uniforme e narrativo
Si abbina bene con: un secondo monologo più scopertamente emotivo, magari di crollo o confessione amorosa, per mostrare il contrasto tra controllo e perdita di controllo.
Se lavori su questo pezzo, concentrati sul passaggio tra la voce pubblica del podcast e la voce privata di Pip. È lì che il monologo di Pip Fitz-Amobi in Come uccidono le brave ragazze 2 diventa davvero interessante per un provino: non quando spinge sull’emozione, ma quando lascia intravedere che la normalità, per lei, è già perduta.
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