Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Questo monologo è una trappola perfetta per un provino: sembra uno sfogo emotivo, ma in realtà chiede controllo, precisione e capacità di non annegare nel pianto. Se stai cercando un monologo femminile per provino che mostri fragilità, senso di colpa, rabbia e bisogno d’amore senza diventare teatrale, il monologo di Pip da Come uccidono le brave ragazze 2 è un pezzo molto utile. Il difficile non è commuoversi. Il difficile è restare veri.
Film/Serie: Come uccidono le brave ragazze 2
Personaggio: Pip
Attore/Attrice: Emma Myers
Stagione/Episodio: Episodio 5, minuto 30:10-31:30
Durata monologo: 1 minuto e 30 secondi
Difficoltà: 8/10 — confessione emotiva con ritmo instabile ma lucidissimo
Emozioni chiave: colpa, stanchezza, rabbia, vergogna, bisogno d’amore
Adatto per: provini drama contemporaneo, ruoli young adult, personaggi nervosi e vulnerabili
Dove vederlo: Netflix
Pip arriva a questo monologo dopo una serie di colpi devastanti. Jamie forse è morto, Max ha vinto il processo, le sue relazioni si stanno sfaldando e lei sente di aver trattato male anche Ravi, il ragazzo che le è rimasto accanto. Non sta solo chiedendo scusa: sta cedendo. Il cuore della scena è che Pip, per la prima volta, smette di difendersi davvero e lascia uscire il caos che si porta dentro. Emma Myers, in Come uccidono le brave ragazze 2, non interpreta una ragazza che cerca compassione: interpreta una ragazza che prova a dire la verità su di sé senza sapere se sarà ancora amata dopo.

Mi dispiace, non dovevo prendermela con te. Non avevo alcun diritto di arrabbiarmi con te. In realtà ero arrabbiata con me stessa, per lo più. Non solo per tutto quello che è successo oggi, o meglio, si, ma… è anche per il senso di colpa. Mi sento in colpa per le cose successe l’anno scorso. Per le persone che hanno successo: Cara, Barney… Può darsi che sia un’egoista. Può darsi che sia bugiarda, può darsi che sia un’incosciente, e magari anche ossessiva. E può darsi che mi piaccia fare cose brutte se sono io a farle. E può darsi che questo mi renda un’ipocrita, e… può darsi che mi tenga tutto dentro finché non finisce per divorarmi.
Pausa veloce: il monologo continua subito dopo.
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E sì, può darsi che il Podcast fosse solo per me. Per parlare dei miei sentimenti, ma è così sbagliato? Sono stanca di sentirmi in colpa per cose che accadono non per causa mia. Perché non è colpa mia se Elliott Ward ha ucciso Sal; non è colpa mia se Becca ha lasciato morire Andy; non è colpa mia se non ho trovato Jamie o se Max è stato scagionato. Può darsi che non sia una brava persona, ma non sono nemmeno la peggiore di tute. Un modo per essere bravi forse non c’è. Non in un mondo governato da gente come Max Hastings. Sono solo… Sono così… stanca, di indossare una maschera. Perché è questo che sono veramente, e spero tanto che tu riesca ad accettarmi, perché anche io ti amo.
“Mi dispiace, non dovevo prendermela con te.”: attacco basso, senza enfasi; guarda Ravi ma solo per un istante; non partire già in lacrime; lascia sentire la fatica di dover iniziare.
“Non avevo alcun diritto di arrabbiarmi con te.”: rallenta su alcun diritto; tono quasi giudicante verso sé stessa; spalle leggermente chiuse; evita il melodramma, qui c’è autocondanna.
“In realtà ero arrabbiata con me stessa, per lo più.”: piccolo cedimento del respiro su con me stessa; abbassa gli occhi; il per lo più va detto come una correzione sincera, non come una battuta.
“Non solo per tutto quello che è successo oggi, o meglio, si, ma…”: qui il ritmo si inceppa; pensa mentre parli; lascia un mezzo vuoto su ma… come se il pensiero ti sfuggisse di mano.
“è anche per il senso di colpa.”: più piano; quasi una confessione vergognosa; niente grandi gesti; lascia lavorare la mascella, come se la frase facesse male.
“Mi sento in colpa per le cose successe l’anno scorso. Per le persone che hanno successo: Cara, Barney…”: su Cara, Barney non fare elenco meccanico; ogni nome pesa; pausa brevissima tra i nomi; pensa a volti reali.
“Può darsi che sia un’egoista. Può darsi che sia bugiarda, può darsi che sia un’incosciente, e magari anche ossessiva.”: qui entra il ritmo ossessivo; non correre troppo, ma fai sentire l’accumulo; ogni etichetta è una pugnalata che lei si infligge da sola.
“E può darsi che mi piaccia fare cose brutte se sono io a farle.”: battuta pericolosa; dilla con disgusto, non con compiacimento; mezzo sorriso amaro che muore subito; lo sguardo può fuggire.
“E può darsi che questo mi renda un’ipocrita, e…”: fermati davvero sul e…; lascia il pensiero sospeso; qui il personaggio sente di stare andando troppo oltre ma non riesce più a fermarsi.
“può darsi che mi tenga tutto dentro finché non finisce per divorarmi.”: abbassa la voce su divorarmi; mano allo stomaco o al petto solo se nasce naturale; non illustrare troppo, il verbo fa già tutto.
“E sì, può darsi che il Podcast fosse solo per me.”: cambia energia; qui c’è quasi una sfida; alza appena lo sguardo; come se finalmente ammettesse una cosa che le brucia da tempo.
“Per parlare dei miei sentimenti, ma è così sbagliato?”: su questa domanda non cercare risposta; è una domanda lanciata nel vuoto; filo di rabbia, ma stanca, non aggressiva.
“Sono stanca di sentirmi in colpa per cose che accadono non per causa mia.”: questo è il primo vero punto di forza; raddrizza leggermente la postura; fai sentire che Pip prova a rimettere ordine.
“Perché non è colpa mia se Elliott Ward ha ucciso Sal; non è colpa mia se Becca ha lasciato morire Andy; non è colpa mia se non ho trovato Jamie o se Max è stato scagionato.”: non spararla tutta uguale; ogni non è colpa mia cambia peso; il primo è razionale, il secondo più ferito, il terzo quasi disperato.
“Può darsi che non sia una brava persona, ma non sono nemmeno la peggiore di tute.”: su non sono nemmeno la peggiore inserisci una stanchezza quasi infantile; sembra una difesa, ma è anche una richiesta di assoluzione.
“Un modo per essere bravi forse non c’è.”: pausa prima e dopo; tono piccolo, quasi filosofico ma esausto; qui non serve volume, serve vuoto.
“Non in un mondo governato da gente come Max Hastings.”: lascia entrare un’acidità più fredda; Max è il simbolo di tutto quello che la sta distruggendo; non urlarlo, sputalo appena.
“Sono solo… Sono così… stanca, di indossare una maschera.”: questa è la battuta chiave; i puntini devono essere veri; cerca l’aria; non avere fretta di arrivare a maschera.
“Perché è questo che sono veramente, e spero tanto che tu riesca ad accettarmi, perché anche io ti amo.”: qui l’errore è fare la chiusura romantica; non è una dichiarazione elegante, è una resa; guardalo solo alla fine, come un salto nel vuoto.
Il punto chiave del monologo di Pip in Come uccidono le brave ragazze 2 è il contrasto continuo tra autoaccusa e bisogno disperato di essere accolta. Non sta solo dicendo “scusa”. Sta mettendo Ravi davanti alla versione di sé che teme di più: egoista, ossessiva, ipocrita, incapace di salvare davvero qualcuno.
L’errore più comune sarebbe affrontarlo come uno sfogo uniforme, tutto sul dolore. Non funziona così. Questo monologo vive di scarti: colpa, lucidità, rabbia, razionalizzazione, crollo, amore. Se fai tutto alla stessa temperatura, perdi il sottotesto. Emma Myers, in questa scena di Come uccidono le brave ragazze 2, lavora bene proprio perché lascia sentire che Pip pensa mentre parla, si corregge, si giudica, si espone e subito dopo prova a difendersi.
L’altra trappola è il pianto precoce. Se parti già distrutto, non hai più spazio. Questo pezzo funziona quando l’emozione arriva tardi, quasi contro la volontà del personaggio. Pip non vuole crollare. Crolla perché non riesce più a trattenersi.
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Monologo femminile - Scarlett Johansson in "Lucy"

Funziona per:
provini per ruoli young adult contemporanei
personaggi femminili nervosi, intelligenti, in crisi morale
scene di confessione emotiva con sottotesto romantico
provini seriali Netflix/streaming dal tono realistico
Evitalo se:
ti chiedono un pezzo comico o leggero
hai bisogno di un monologo più assertivo e dominante
non reggi bene i cambi di ritmo emotivo
Si abbina bene con: un secondo monologo più freddo e controllato, magari tratto da un courtroom drama o da un personaggio che manipola invece di confessare.
Se lavori su questo pezzo, concentrati sul ritmo del pensiero, non solo sull’emozione. Il monologo di Pip in Come uccidono le brave ragazze 2 funziona quando sembra che il personaggio stia capendo sé stesso mentre parla. Ed è proprio lì che, per un attore, diventa materiale molto buono da provino.
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