Monologo di Broom da Hellboy: testo e analisi

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~ LA REDAZIONE DI RC

Monologo del Professor Broom da "Hellboy" (2019): testo e analisi

Il monologo del Professor Broom in Hellboy (2019) è un pezzo narrativo che unisce ironia, autorevolezza e atmosfere fantasy. Interpretato da Ian McShane, può funzionare per attori maturi che vogliono dimostrare controllo del ritmo, capacità di raccontare e presenza vocale. La difficoltà è rendere avvincente una lunga esposizione senza trasformarla in una lettura teatrale o in un semplice esercizio di dizione.

Scheda tecnica

  • Film/Serie: Hellboy

  • Anno: 2019

  • Personaggio: Professor Trevor Bruttenholm (Broom)

  • Interprete: Ian McShane

  • Timecode/Minutaggio: 00:11–02:30 circa

  • Durata monologo: 2 minuti e 20 secondi circa

  • Numero di battute/righe: 15 periodi

  • Difficoltà:7/10 — Narrazione sostenuta, ironia asciutta e cambi ritmici

  • Emozioni chiave: Sarcasmo, inquietudine, disillusione, tensione, determinazione

  • Adatto per: Provini fantasy, ruoli di mentore, narratore, professore o figura autorevole

  • Età scenica consigliata: 55–75 anni, ideale intorno ai 65

  • Grado di diffusione: Medio-bassa, stima editoriale prudente

  • Dove vederlo: Netflix

Contesto essenziale

Il Professor Trevor Bruttenholm, conosciuto anche come Broom, è il padre adottivo di Hellboy e il responsabile dell'organizzazione che si occupa di investigare e contrastare le minacce soprannaturali. Nel prologo del film diretto da Neil Marshall, Broom presta la propria voce al racconto degli eventi accaduti nell'Inghilterra del 517 d.C., quando uomini e creature delle tenebre combattevano una guerra sanguinosa.

La sua narrazione introduce Vivienne Nimue, la Regina di Sangue, una strega immortale responsabile di una terribile pestilenza. Re Artù e Merlino tentano di fermarla, ma scoprono quanto sia difficile distruggere una creatura dotata di poteri così grandi. Non siamo davanti a una normale conversazione: Broom è una voce narrante fuori campo che accompagna le immagini del passato. Non esiste quindi un interlocutore visibile a cui si rivolge direttamente.

L'obiettivo drammaturgico della sequenza è introdurre una minaccia antica, stabilire il conflitto tra uomini e mostri e preparare il terreno agli avvenimenti successivi. Per un attore, questo richiede un adattamento interessante: trasformare una narrazione cinematografica in un racconto vivo, rivolto a un ascoltatore immaginario.

Testo del monologo

E’ il 517 dopo Cristo, un tempo noto come i secoli bui, e per una cazzo di ottima ragione. In Inghilterra imperversa una guerra senza fine tra gli uomini e le creature delle tenebre.

Per vendicare le ingiustizie verso le creature, la strega immortale Vivienne Nimue scatena la sua peste letale, fino a quasi spazzare via il genere umano dalla faccia della terra. Così, a Pendle Hill, sotto un’antica quercia, Re Artù… Sì, quel re artù, e il suo potente mago Merlino sono obbligati ad arrendersi a Nimue, la regina di sangue. Ma Artù, convinto che uomini e mostri non potessero convivere in armonia, tese un’imboscata a Nimue, tradita dalla sua strega più fidata, Ganeida.

Furiosa, Nimue scatenò il terribile morbo. Con un fendente della sua spada leggendaria, Artù tagliò la testa della strega. Ma nemmeno questo bastò a fermarla. Così dovette tagliarla a pezzi, e chiudere ogni parte in casse separate. E sigillate da una sacra preghiera. Dopodiché Artù ordinò ai suoi cavalieri di seppellire le miserabili spoglie nei luoghi più remoti, dove nessuno l’avrebbe trovata, neanche il diavolo in persona.

Versione ridotta a 60 secondi

Questa versione del monologo del Professor Broom è pensata per un self-tape di circa un minuto. Il taglio conserva l'introduzione sarcastica, la minaccia rappresentata da Nimue, l'intervento di Re Artù e la chiusura inquietante. La durata effettiva dipenderà dalle pause e dalla velocità dell'attore: il testo va verificato con una lettura cronometrata.

E’ il 517 dopo Cristo, un tempo noto come i secoli bui, e per una cazzo di ottima ragione.

In Inghilterra imperversa una guerra senza fine tra gli uomini e le creature delle tenebre.

Per vendicare le ingiustizie verso le creature, la strega immortale Vivienne Nimue scatena la sua peste letale, fino a quasi spazzare via il genere umano dalla faccia della terra.

Ma Artù, convinto che uomini e mostri non potessero convivere in armonia, tese un’imboscata a Nimue.

Con un fendente della sua spada leggendaria, Artù tagliò la testa della strega. Ma nemmeno questo bastò a fermarla.

Dopodiché Artù ordinò ai suoi cavalieri di seppellire le miserabili spoglie nei luoghi più remoti, dove nessuno l’avrebbe trovata, neanche il diavolo in persona.

Cosa si perde: viene eliminata una parte della costruzione mitologica, compresi Merlino, Ganeida e alcuni dettagli della sconfitta di Nimue. Il racconto diventa meno ricco dal punto di vista degli eventi.

Cosa si guadagna: una progressione più diretta e adatta al provino. Il testo parte con una provocazione, sviluppa una minaccia, racconta un apparente trionfo e termina con un'immagine oscura che lascia spazio al silenzio.

Note di recitazione riga per riga

“E’ il 517 dopo Cristo, un tempo noto come i secoli bui”: non partire subito con una voce solenne. Broom è un uomo abituato a conoscere e raccontare eventi straordinari. Comincia con la naturalezza di un professore che sta introducendo un argomento. Mantieni il busto stabile e lascia che la precisione della data comunichi competenza. Il primo obiettivo è ottenere attenzione, non suscitare paura.

“e per una cazzo di ottima ragione.”: qui compare il sarcasmo del personaggio. La battuta funziona proprio perché contraddice il tono storico dell'apertura. Prova a pronunciarla quasi senza cambiare volume, concedendoti soltanto una piccola variazione nello sguardo. Non cercare la risata: lascia che sia il contrasto tra il linguaggio colto e la volgarità a produrre l'effetto comico.

“In Inghilterra imperversa una guerra senza fine tra gli uomini e le creature delle tenebre.”: allarga mentalmente lo spazio del racconto. Non hai bisogno di muovere le braccia per descrivere una battaglia: costruisci un'immagine precisa e lascia che questa modifichi leggermente il ritmo della frase. Dai peso a "guerra senza fine", evitando però di enfatizzare ogni singola parola. L'orrore diventa più credibile se viene raccontato da qualcuno che sembra conoscerlo.

“Per vendicare le ingiustizie verso le creature, la strega immortale Vivienne Nimue scatena la sua peste letale”: attenzione, qui il testo introduce un elemento interessante. Nimue non agisce soltanto per crudeltà, ma in risposta alle ingiustizie commesse dagli uomini. Non trasformarla immediatamente in una caricatura del male. Puoi lasciare emergere una sfumatura di comprensione nella prima parte, per poi irrigidire il tono quando arrivi alla peste. È un piccolo cambiamento che restituisce complessità al racconto.

“fino a quasi spazzare via il genere umano dalla faccia della terra.”: questa è la prima vera conseguenza della minaccia. Rallenta leggermente e concediti un respiro dopo la frase. Evita di abbassare automaticamente la voce per renderla inquietante. Immagina piuttosto di comunicare una cifra spaventosa a qualcuno che non ne comprende ancora la gravità. La tua lucidità può diventare più disturbante di qualsiasi esagerazione.

“Così, a Pendle Hill, sotto un’antica quercia, Re Artù…”: accompagna l'ascoltatore verso un luogo preciso. Il cambio di ritmo può essere evidente: dalla dimensione generale della guerra passiamo a un singolo incontro. Fermati dopo "Re Artù" non per creare una pausa artificiosa, ma per verificare se il nome abbia prodotto una reazione nell'interlocutore. È come se Broom sapesse già che quella rivelazione attirerà la sua attenzione.

“Sì, quel re artù”: una delle battute più interessanti dell'intero monologo. Il personaggio sembra anticipare l'incredulità di chi ascolta. Qui puoi concederti un mezzo sorriso, un sopracciglio appena sollevato oppure uno sguardo più diretto. L'importante è non diventare un comico che cerca di divertire: Broom considera perfettamente normale ciò che l'interlocutore troverebbe assurdo.

“e il suo potente mago Merlino sono obbligati ad arrendersi a Nimue, la regina di sangue.”: dopo il momento ironico, recupera immediatamente la gravità della situazione. La parola importante non è necessariamente "potente", ma "arrendersi". Persino figure leggendarie come Artù e Merlino hanno dovuto piegarsi a Nimue. Costruisci questo passaggio come una smentita delle aspettative dell'ascoltatore. Il soprannome "regina di sangue" può arrivare senza particolare enfasi, come un fatto ormai acquisito.

“Ma Artù, convinto che uomini e mostri non potessero convivere in armonia, tese un’imboscata a Nimue”: qui cambia il punto di vista del racconto. Non stiamo più descrivendo soltanto una minaccia, ma una decisione politica e morale. Artù sceglie la separazione e la violenza. Prova a mantenere una certa neutralità nel descriverlo: Broom non deve necessariamente approvare quella scelta. Può raccontarla con il distacco di chi conosce le conseguenze delle decisioni prese in nome della sicurezza.

“tradita dalla sua strega più fidata, Ganeida.”: il tradimento è un'informazione nuova che modifica il significato dell'imboscata. Una possibilità è abbassare leggermente il ritmo, quasi fosse un dettaglio che Broom ha conservato per il momento giusto. Puoi accompagnarlo con un breve spostamento dello sguardo, evitando però gesti eccessivi. Il punto è far percepire quanto il tradimento abbia reso possibile la sconfitta di Nimue.

“Furiosa, Nimue scatenò il terribile morbo.”: è una frase breve e deve mantenere la sua immediatezza. Non dilatarla inutilmente. Prova a farla arrivare come una conseguenza inevitabile: dopo il tradimento, arriva la vendetta. Il respiro può diventare più corto, ma senza trasformare Broom in un personaggio spaventato. Lui conosce già l'esito di ciò che sta raccontando.

“Con un fendente della sua spada leggendaria, Artù tagliò la testa della strega.”: resisti alla tentazione di accompagnare il colpo con un movimento fisico. Non stai interpretando Artù, stai raccontando le sue azioni. Puoi rendere la frase più incisiva accelerando lievemente fino a "tagliò", per poi chiuderla con decisione. L'immagine deve arrivare all'ascoltatore attraverso la precisione del racconto, non attraverso una dimostrazione mimica.

“Ma nemmeno questo bastò a fermarla.”: questo è il vero punto di svolta del monologo. Dopo una decapitazione ci aspetteremmo la fine della storia, ma Broom distrugge immediatamente questa certezza. Lascia una pausa minima prima di "Ma", come se stessi concedendo all'altro il tempo di credere che tutto sia risolto. Poi pronuncia la frase con semplicità. Meno sembri impressionato, più Nimue risulterà terrificante.

“Così dovette tagliarla a pezzi, e chiudere ogni parte in casse separate. E sigillate da una sacra preghiera.”: lavora sulla progressione delle informazioni. Artù non deve soltanto uccidere la strega: deve smembrarla, separarne i resti e ricorrere a un rituale. Ogni dettaglio aumenta la percezione del pericolo. Puoi introdurre piccole pause tra le azioni, come se stessi elencando una procedura estremamente precisa. Attenzione a non caricare la voce di disgusto: Broom è uno studioso del soprannaturale, non un uomo che scopre per la prima volta un orrore.

“Dopodiché Artù ordinò ai suoi cavalieri di seppellire le miserabili spoglie nei luoghi più remoti”: siamo nella chiusura del racconto. Il ritmo può tornare controllato, quasi amministrativo. Il pericolo sembra finalmente contenuto. Prova a restituire questa momentanea sensazione di sicurezza senza rilassarti completamente. Il corpo può rimanere immobile, mentre lo sguardo torna a cercare quello dell'interlocutore.

“dove nessuno l’avrebbe trovata, neanche il diavolo in persona.”: non trasformare questa conclusione in una battuta da trailer. Il modo più interessante di interpretarla potrebbe essere il contrario: pronunciarla con assoluta convinzione, come se Broom sapesse perfettamente quanto sia difficile nascondere qualcosa alle forze infernali. Rallenta leggermente prima dell'ultima immagine e lascia che il silenzio successivo lavori per te. Non aggiungere un sorriso compiaciuto: il racconto è finito, ma il pericolo evocato rimane.

Tre varianti di intenzione

1. Se lo giochi come un avvertimento

Broom vuole convincere una persona inesperta a non sottovalutare Nimue. Il ritmo è controllato, ma diventa più incisivo quando il pericolo aumenta. Lo sguardo cerca l'interlocutore soprattutto nei passaggi più inquietanti. Il racconto diventa una forma di protezione.

2. Se lo giochi come una lezione a uno scettico

Broom vuole dimostrare che le leggende hanno un fondamento reale. La componente sarcastica acquista maggiore spazio, specialmente nel riferimento a Re Artù. Il personaggio si diverte a smontare le certezze di chi ascolta, senza perdere autorevolezza.

3. Se lo giochi come una confessione mascherata

Broom conosce le conseguenze della guerra tra uomini e creature soprannaturali. La narrazione può diventare una riflessione personale, anche se parla di eventi lontani. Il ritmo rallenta sui tradimenti e sulle violenze, mentre l'ironia serve a nascondere una disillusione profonda.

Perché questo monologo funziona

Io credo che il principale valore di questo monologo risieda nella capacità di trasformare un'esposizione storica in una sequenza ricca di immagini, cambi di ritmo e piccole provocazioni. Non abbiamo un personaggio che chiede qualcosa, confessa un segreto o affronta direttamente un avversario. Abbiamo un uomo che racconta una storia e, attraverso il modo in cui la racconta, rivela il proprio carattere. Broom è colto, sarcastico, autorevole e sufficientemente abituato al soprannaturale da considerare ordinario ciò che per altri sarebbe inconcepibile.

Il sottotesto più interessante riguarda il rapporto tra uomini e mostri. La guerra viene presentata come conseguenza di un conflitto antico, alimentato anche dalle ingiustizie commesse contro le creature. Nimue è responsabile di una violenza terribile, ma il racconto non descrive nemmeno gli esseri umani come completamente innocenti.

Questa ambiguità anticipa una delle grandi contraddizioni dell'universo di Hellboy: chi nasce mostro deve necessariamente comportarsi come tale? E chi appartiene al genere umano è automaticamente dalla parte della ragione? Per interpretare Broom, questa consapevolezza può diventare un elemento importante, anche senza essere esplicitata nelle battute.

L'errore più comune sarebbe affidarsi esclusivamente a una bella voce, magari cercando un tono grave e cinematografico. Ma una voce profonda non basta a costruire un personaggio. L'attore deve sapere perché racconta ciascun evento, quale informazione vuole far arrivare e quale reazione cerca di ottenere. Il racconto deve modificare progressivamente la percezione dell'ascoltatore. Se all'inizio possiamo sorridere per il sarcasmo di Broom, alla fine dobbiamo comprendere che la leggenda nasconde una minaccia reale.

Per prepararlo, suggerisco un esercizio: racconta prima l'intera vicenda con parole tue, senza utilizzare il testo. Immagina di spiegarla a qualcuno che non conosce minimamente Nimue, Artù o il mondo soprannaturale. Soltanto quando le immagini saranno chiare torna alle battute originali. Questo lavoro ti aiuterà a evitare la cantilena tipica di chi recita un testo narrativo già memorizzato ma non realmente vissuto.

Per quali provini è adatto

Funziona per:

  • Ruoli di mentore o professore: permette di mostrare autorità, cultura e ironia senza ricorrere a un conflitto urlato.

  • Casting fantasy, horror o soprannaturali: dimostra la capacità di rendere credibili eventi straordinari e personaggi leggendari.

  • Provini per personaggi maturi e autorevoli: valorizza la gestione del tempo, la precisione verbale e una presenza scenica controllata.

  • Selezioni per ruoli narrativi o voice-over: offre materiale utile per valutare chiarezza, intenzione e capacità di costruire immagini attraverso la voce.

Evitalo se:

  • Il casting richiede una scena fortemente dialogica, basata sull'ascolto e sulle reazioni immediate.

  • Devi mostrare vulnerabilità personale, conflitto affettivo o una trasformazione emotiva molto evidente.

  • Hai poco tempo a disposizione e non riesci a dare al racconto una motivazione concreta.

Si abbina bene con:

Il monologo di Samuel Hamilton da La valle dell'Eden, presente nel database di Recitazione Cinematografica. È un contrasto interessante: mentre Broom lavora sulla dimensione mitologica, sull'ironia e sulla capacità narrativa, Samuel permette di mostrare intimità, malinconia e un rapporto umano più diretto.

Se questo monologo è troppo usato, prova questi

Il monologo di Broom non sembra appartenere ai testi più prevedibili da casting, ma se cerchi alternative con caratteristiche simili, puoi orientarti verso altri pezzi narrativi del cinema fantasy.

1. Monologo di Gandalf il Bianco da Le due torri

Un personaggio maturo che racconta un'esperienza soprannaturale con autorevolezza e un forte senso del mistero. È adatto a chi vuole lavorare sulla presenza scenica e sulla capacità di rendere credibile l'impossibile. Somiglianza: età scenica, genere fantasy e registro narrativo.

2. Monologo di Dedalo da Kaos

Un racconto che affronta la mostruosità da una prospettiva molto più intima. Qui il personaggio deve confrontarsi con la colpa, il segreto e le conseguenze delle proprie azioni. Somiglianza: mitologia, conflitto tra esseri umani e creature, peso del passato.

3. Monologo introduttivo da 47 Ronin

Un'alternativa interessante per allenare il racconto di un mondo leggendario, con riferimenti alla storia, al soprannaturale e all'onore. Anche in questo caso la sfida è catturare l'attenzione senza affidarsi soltanto alla solennità. Somiglianza: struttura espositiva, atmosfera epica e narrazione fantasy.

FAQ sul monologo del Professor Broom

Quanto dura il monologo del Professor Broom in Hellboy (2019)?

La sequenza iniziale indicata dura circa 2 minuti e 20 secondi. Il testo recitato può avere una durata diversa perché nel film la narrazione è accompagnata da immagini, azioni e interventi di altri personaggi. Per un provino è possibile utilizzare una versione ridotta di circa 60 secondi, conservando i passaggi narrativi essenziali.

Dove si trova il monologo del Professor Broom?

Il monologo compare all'inizio di Hellboy (2019), durante il prologo ambientato nel 517 d.C. È la voce narrante di Ian McShane a introdurre la guerra tra esseri umani e creature delle tenebre, la Regina di Sangue Nimue e l'intervento di Re Artù. Il minutaggio indicativo è 00:11–02:30.

Il monologo del Professor Broom è adatto a un provino?

Sì, soprattutto per attori maturi che vogliono mostrare autorevolezza, ironia e capacità narrativa. È meno indicato quando un casting richiede una scena emotivamente esplosiva o basata su un dialogo. Poiché nel film è una voce fuori campo, per un self-tape conviene immaginare un interlocutore preciso e un motivo concreto per raccontargli questa storia.

Come si può interpretare il monologo del Professor Broom in 60 secondi?

La soluzione più efficace è conservare l'apertura sarcastica, la presentazione di Nimue, il tentativo di Artù di sconfiggerla e la conclusione inquietante. Non bisogna necessariamente accelerare la recitazione: è preferibile eliminare informazioni secondarie e mantenere una progressione chiara. Una registrazione di prova permette di verificare se il taglio rispetta effettivamente il minuto richiesto.

Chiusura

Se scegli questo monologo, non cercare di imitare la voce di Ian McShane. Lavora soprattutto sulla relazione con chi ascolta e sulla chiarezza delle immagini che vuoi trasmettere. Prima di registrarlo, prova a raccontarlo come un avvertimento rivolto a qualcuno che non crede a una sola parola. Il tuo compito sarà fargli cambiare idea senza alzare la voce.

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