Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Se stai cercando un monologo femminile per provino che mostri crollo, lucidità e capacità di cambiare energia in pochi secondi, questo fa per te. Il monologo di Tanya da Non dite a mamma che la babysitter è morta! è una trappola perfetta: sembra semplice perché è breve, ma in realtà ti chiede confessione, senso di colpa, urgenza e perfino una punta di ironia difensiva. Se lo giochi tutto “in lacrima”, lo bruci.
Film/Serie: Non dite a mamma che la babysitter è morta!
Personaggio: Tanya
Attore/Attrice: Simone Joy Jones
Minutaggio: 1:27:50 – 1:29:29
Durata monologo: 1 minuto e 30 secondi
Difficoltà: 7/10 — cambia ritmo e intenzione in pochissimo tempo
Emozioni chiave: vergogna, panico, amore, responsabilità, prontezza
Adatto per: provini contemporanei, ruoli young adult, scene dramedy, self tape
Dove vederlo: Netflix
In Non dite a mamma che la babysitter è morta! Tanya, interpretata da Simone Joy Jones, ha costruito una bugia più grande di lei per ottenere spazio nel mondo degli adulti. Quando arriva questo monologo, tutto sta crollando insieme: la madre l’ha scoperta, la sua doppia identità è saltata e il rischio non è più solo personale. Il punto emotivo decisivo è questo: Tanya non sta più cercando di salvarsi la faccia. Sta cercando di proteggere gli altri dalle conseguenze delle sue scelte.

Io… io… io… sono desolata. Non sono quella che credete. Ho 17 anni e ho mentito per avere questo lavoro. Il problema quando menti è che devi dire un’altra bugia per coprire quella precedente, poi tu trascini tutti nella tua falsa realtà e così… così finisci per fare del male alle persone che ami veramente. Giuro che proprio non volevo. Membri del CDA, vi prego, vi prego non prendetevela con Libra. Lasciate a tutti il proprio lavoro. Vi resteranno quindici minuti ormai, quindi… Non sfidate mia madre.
“Io… io… io…”: Qui non partire già “drammatica”. Parti inceppata. La bocca va più veloce del pensiero ma il pensiero non esce.
“sono desolata.”: Non urlarla. Meglio una frase abbassata, quasi nuda. È il primo momento in cui Tanya smette di difendersi.
“Non sono quella che credete.”: Questa battuta va detta come se finalmente le costasse meno dire la verità che continuare a reggere la menzogna.
“Ho 17 anni e ho mentito per avere questo lavoro.”: Questa è la lama. Qui serve chiarezza, non emotività generica. È una confessione precisa.
“Il problema quando menti è che devi dire un’altra bugia per coprire quella precedente”: Qui entra la lucidità. Tanya non sta solo confessando: sta spiegando il meccanismo della caduta.
“poi tu trascini tutti nella tua falsa realtà”: Questa è la frase del senso di colpa. Attenzione: non è auto-commiserazione, è presa di coscienza.
“e così… così finisci per fare del male alle persone che ami veramente.”: Qui il motore cambia. Non è più carriera, immagine, paura. Sono gli affetti.
“Giuro che proprio non volevo.”: Questa è una battuta delicata. L’errore più comune è farla da bambina che chiede perdono. Meglio farla da ragazza che si odia un po’ per aver sbagliato.
“Membri del CDA, vi prego, vi prego non prendetevela con Libra.”: Qui Tanya si riallinea. Trova un obiettivo esterno. È il passaggio più importante del pezzo.
“Lasciate a tutti il proprio lavoro.”: Questa frase va tenuta semplice, quasi adulta. È Tanya che per la prima volta parla da responsabile.
“Vi resteranno quindici minuti ormai, quindi…”: Qui arriva la torsione tonale che rende il pezzo memorabile. Un frammento di ironia, o meglio di lucidità comica sotto stress.
“Non sfidate mia madre.”: Chiusura perfetta se la fai secca. Qui torna la figlia, ma con intelligenza scenica.
Questo monologo contiene due cose che in un provino fanno la differenza: vulnerabilità e direzione. Non è solo un pezzo in cui Tanya crolla. È un pezzo in cui Tanya capisce. E quando un personaggio capisce davvero qualcosa di sé davanti ai nostri occhi, l’attore ha materiale vivo da lavorare.
Il cuore di questa scena è il passaggio dalla confessione alla protezione. All’inizio Tanya è chiusa nel proprio errore: “ho mentito”. Ma il punto chiave è che nel giro di poche battute sposta il fuoco sugli altri, su chi rischia di pagare per lei. L’errore più comune sarebbe recitarlo tutto nella stessa temperatura emotiva. O tutto implorato, o tutto brillante. No. Qui servono almeno tre cambi: inceppo, confessione lucida, difesa degli altri. E la battuta finale non va “caricata”: deve sembrare una verità pratica detta da una ragazza che conosce benissimo il pericolo in arrivo.

Funziona per:
ruoli young adult intelligenti e combattivi
provini dramedy contemporanei
personaggi femminili che nascondono fragilità sotto il controllo
self tape dove vuoi mostrare cambi di intenzione rapidi
Evitalo se:
cerchi un monologo fortemente tragico e lineare
devi fare un provino in costume o d’epoca
hai bisogno di un pezzo più aggressivo e dominante
Si abbina bene con: un secondo monologo più freddo e controllato, magari da personaggio ambiguo o manipolatore, per mostrare contrasto.
Monologo di Mia da La La Land — vulnerabilità e sogno ferito
Monologo di Lady Bird da Lady Bird — ironia, rabbia, identità
Se lavori su questo pezzo, concentrati sui passaggi, non sulle lacrime. Il monologo femminile per provino di Tanya da Non dite a mamma che la babysitter è morta! ti premia se sai pensare mentre parli. Ed è proprio questo che, in una sala casting, si nota subito.

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