Mousetrap - Identità rubata episodio 7, trama e spiegazione finale: Il Passato

Articolo a cura di...

~ LA REDAZIONE DI RC

Mousetrap - Identità rubata episodio 7, trama e spiegazione finale: Il Passato

Il settimo episodio di Mousetrap – Identità rubata porta la storia sempre più vicino alle origini di Mun-Jae. Dopo essere stato ferito gravemente, il protagonista viene salvato dagli uomini di Noja, mentre il Topo comincia per la prima volta a perdere il controllo davanti alla possibilità che esista qualcuno capace di riconoscere il vero Mun-Jae. La trama di Mousetrap episodio 7 ruota così intorno allo zio materno Han Hui-su, alla vera identità del Topo e a un ricordo d’infanzia che potrebbe spiegare perché più persone sembrano poter rivendicare lo stesso nome.

Mousetrap episodio 7: la trama completa de Il Passato

L’episodio si apre con Mun-Jae ancora gravemente ferito. Gli uomini inviati da Noja riescono a raggiungerlo e a caricarlo su un’auto, ma non sono soli: un gruppo di gangster li sta inseguendo. A guidare la squadra avversaria c’è lo stesso uomo che, tre anni prima, aveva quasi ucciso Seo Yu-min. La fuga si trasforma rapidamente in uno scontro tra le due organizzazioni, mentre Mun-Jae viene portato in un luogo nascosto dove un medico può operarlo senza coinvolgere un ospedale e, quindi, senza allertare la polizia.

Il dottore interviene d’urgenza e riesce a salvargli la vita, mentre fuori le due squadre di criminali si affrontano violentemente. Quando Mun-Jae riprende conoscenza non aspetta di essere completamente ristabilito. Si alza e fugge dal rifugio, anche se la ferita continua a sanguinare. Ha ormai un solo obiettivo: trovare lo zio materno di cui Noja gli aveva parlato e capire cosa sappia realmente del suo passato.

Noja, nel frattempo, non riesce a evitare la polizia. Viene fermato dalle volanti e arrestato. Durante le cure in ospedale incontra il detective Park Sun-yong, deciso a ottenere finalmente una spiegazione. Noja non cerca più di nascondere ciò che sa e gli dice chiaramente che il vero Mun-Jae è il ragazzo che lui sta proteggendo. Aggiunge inoltre che esiste un uomo in grado di risolvere definitivamente la questione: lo zio materno Han Hui-su.

Secondo Noja, quando Mun-Jae riuscirà a incontrarlo, molte delle contraddizioni emerse fino a quel momento potranno finalmente trovare una spiegazione.

Park decide quindi di rintracciare lo zio. Prima, però, contatta l’altro Mun-Jae.

La reazione del Topo è immediata e molto diversa dal solito. Fino a quel momento aveva sempre mostrato di essere in controllo, come se ogni mossa degli altri fosse già prevista dal suo piano. Il nome dello zio, invece, lo destabilizza. È evidente che non si aspettava che Han Hui-su entrasse nella vicenda.

Rimasto solo in casa, il Topo perde il controllo e dà in escandescenze. Poi riesce a ricomporsi e passa rapidamente alla fase successiva del proprio piano.

Organizza un incontro con i gangster.

Davanti a loro decide di rivelare finalmente una parte della verità. L’uomo che stanno guardando possiede il volto di Mun-Jae, ma ammette apertamente di non essere Mun-Jae. È un’altra persona e ha assunto quell’identità per vendicarsi dell’uomo che, secondo lui, gli ha portato via tutto.

La confessione mette in difficoltà anche l’organizzazione criminale. I gangster scoprono infatti di essere molto più coinvolti di quanto pensassero. Seo Yu-min, dopo aver assunto l’identità di Mun-Jae, ha ucciso la propria ragazza e ha fatto arrivare alla banda i documenti collegati a lei. In questo modo ha creato un legame diretto tra il delitto e il sistema criminale che permette di cancellare e sostituire le identità.

Per i gangster il problema diventa enorme.

Se il falso Mun-Jae resta vivo, può continuare a trascinare la polizia verso la loro organizzazione. Se muore, le prove preparate in precedenza possono comunque condurre gli investigatori agli stessi uomini. La banda si trova quindi intrappolata nel piano e non può semplicemente eliminare il Topo.

È costretta a collaborare.

Mun-Jae, intanto, riesce finalmente a raggiungere la clinica nella quale si trova Han Hui-su. Si aspetta di incontrare l’unica persona capace di dirgli chi sia veramente, ma la realtà è molto diversa.

Lo zio è in condizioni gravissime.

Han Hui-su appare quasi completamente assente, incapace di rispondere agli stimoli o di comunicare in maniera comprensibile. Mun-Jae prova a parlargli, ma non ottiene nessuna risposta. L’incontro nel quale aveva riposto tutte le proprie speranze sembra quindi inutile.

Deluso, il ragazzo lascia la clinica.

Proprio mentre si allontana, però, ha un’altra delle sue visioni.

Vede un parco giochi. Tra le immagini confuse compare un bambino davanti a un neonato. Il bambino pronuncia una frase precisa:

«Io sono Mun-Jae».

Come finisce Mousetrap episodio 7?

Pausa veloce: l'analisi continua subito dopo.

Vuoi ricevere nuovi contenuti e risorse per attori direttamente via email?

Iscriviti gratis alla newsletter di Recitazione Cinematografica: ogni settimana materiali utili per provini e allenamento attoriale.

Iscriviti gratis qui

In regalo con l'iscrizione una Guida Generale per Attori, un PDF esclusivo per approfondire il mestiere, gratis.


Continua...

Il ricordo si interrompe senza spiegazioni.

Mun-Jae non riesce a capire chi siano i due bambini, né perché quella scena continui a tornare nella sua mente, ma il ricordo sembra collegarsi direttamente alle contraddizioni emerse sulla sua infanzia e sulla sua identità.

Noja, nel frattempo, viene trasferito sotto scorta dalla polizia. Durante il tragitto il sicario che già li aveva inseguiti in precedenza torna all’attacco. Noja riesce a sfruttare il caos per scappare e, invece di nascondersi, decide anche lui di mettersi sulle tracce dello zio di Mun-Jae.

È stanco, ferito e braccato da più parti, ma continua a cercare Han Hui-su.

Quando arriva la notte, il sicario riesce nuovamente a raggiungerlo. Questa volta, però, non è solo. Con lui ci sono numerosi uomini armati.

Noja si trova circondato da una ventina di persone.

Non sembra avere alcuna possibilità di fuga.

Contemporaneamente, Park e gli altri agenti raggiungono la clinica e trovano Han Hui-su nelle stesse condizioni descritte da Mun-Jae. Il detective prova a ottenere una risposta, ma l’uomo sembra completamente incapace di comunicare.

La polizia decide quindi di andarsene.

Proprio quando Park si sta allontanando, però, Han Hui-su parla.

Pronuncia il nome di Mun-Jae e dice:

«Mun-Jae? Ti ho cercato dappertutto».

La frase apre immediatamente un nuovo ricordo.

Cosa prepara il finale del settimo episodio?

QUI TROVI ALTRI CONTENUTI SIMILI! (ALLERTA SPOILER)

Mousetrap - Identità rubata episodio 8, trama e spiegazione finale: La Memoria

Mousetrap - Identità rubata episodio 8: trama e finale spiegato tra Park, Mun-Jae, Han Hui-su e il mistero dei registri scolastici.

Mousetrap – Identità rubata, finale spiegato: chi è Mun-Jae?

Mousetrap – Identità rubata: finale spiegato, chi è il Topo, la verità su Seo Yu-min, Mun-Jae, Park, Min-Yeung e tutti gli enigmi.

Mousetrap – Identità rubata: trama di tutti gli episodi e finale

Mousetrap – Identità rubata: trama e sinossi dei 10 episodi, dal mistero di Mun-Jae alla verità su Seo Yu-min e al finale della serie.

Il Passato sposta il mistero ancora più indietro nel tempo. La questione non riguarda più soltanto Seo Yu-min che ha assunto il volto di Mun-Jae tre anni prima, ma qualcosa accaduto quando il protagonista era ancora bambino.

Lo zio Han Hui-su diventa così la possibile chiave della storia. Il Topo teme la sua presenza, Park vuole interrogarlo e Mun-Jae continua a vederlo nei propri ricordi. La frase pronunciata dall’uomo e il flashback del parco giochi suggeriscono che la risposta sull’identità di Mun-Jae sia nascosta molto prima della vendetta di Seo Yu-min.

Intanto il Topo ha ammesso apertamente di non essere Mun-Jae, mentre Noja rimane circondato dagli uomini che vogliono eliminarlo.

La domanda, a questo punto, non è soltanto chi abbia rubato l’identità di Mun-Jae.

È capire a chi appartenesse davvero quell’identità fin dall’inizio.

Guida gratuita in PDF

Scritto da

La redazione di RC

La redazione di Recitazione Cinematografica, coordinata da Alfonso Bergamo, regista e formatore: monologhi, dialoghi, film e serie analizzati con lo sguardo di chi lavora sul set e nei casting.

Chi siamo
La scuola · corsi online

Dal testo al set: studia con chi lavora nel cinema.

Corsi di recitazione online e serali, tenuti da professionisti in attività: recitazione cinematografica, dizione, acting in English, microespressioni. Non sai da dove partire? Prenota un colloquio gratuito: ti aiutiamo a scegliere.

  • Online · la sera
  • Docenti attivi sul set
  • Colloquio gratuito

Continua con

Altri articoli da leggere

Dal database

Trova la scena da portare al provino

Newsletter gratuita · Guida in regalo

La Guida Generale per Attori, gratis nella tua mail.

Self-tape di qualità, tecniche di memoria, gestione dell'ansia, materiali per casting e agenzie, analisi del testo e dieci monologhi da studiare. Iscriviti e la ricevi subito in PDF.

  • La guida in PDF, subito nella tua mail
  • Come entrare nella community e nel canale casting, gratis
  • Poi risorse, monologhi e novità per chi recita

Gratuita. Non è l'iscrizione a un corso.