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La Redazione di RC
La trama del primo episodio di Santita, Essere Santita ha un prezzo, è il punto di partenza ideale per entrare nel mondo della protagonista e capire i conflitti che muovono la serie. In questo episodio iniziale, Santita viene presentata come una dottoressa brillante e contraddittoria, costretta a muoversi tra debiti, desideri, senso di colpa e scelte moralmente compromesse. La trama del primo episodio costruisce il suo ritratto attraverso il lavoro in ospedale, il rapporto con il passato e il ritorno di Alejandro, figura centrale della sua vita emotiva. Il finale, poi, chiude il racconto con una menzogna necessaria e con una ferita che riporta tutto al centro del dramma.

Il primo episodio di Santita si apre a Tijuana, nel 2019, e introduce subito la protagonista nel pieno della sua doppia vita. Santita è un medico in carrozzina, ma oltre alla professione porta con sé un lato autodistruttivo che emerge sin dalle prime scene: gioca d’azzardo alle corse dei cavalli e sperpera denaro mentre il suo ospedale affronta gravi difficoltà economiche. Il contrasto tra competenza professionale e fragilità personale è il tratto che definisce subito il personaggio. Di ritorno da una corsa, Santita si imbatte in una donna che sta partorendo in strada. Interviene senza esitazione e riesce a far nascere la bambina, salvandola. Il giorno dopo, in ospedale, si scopre che quella donna è stata sistemata in una stanza privata per volontà della stessa Santita, che non ha chiesto alcun compenso alla famiglia. Pascal, il marito della paziente, le propone allora di ripagare il debito lavorando per lei. In segno di riconoscenza, i due genitori danno alla neonata il nome della dottoressa. Fin da questo passaggio emerge il lato generoso di Santita, disposto a mettere a rischio la stabilità della struttura pur di aiutare chi non può permettersi le cure. In ospedale, però, arriva anche un caso molto diverso. Una donna ricca chiede espressamente di Santita per abortire. La richiesta viene respinta, perché l’aborto è illegale e il caso non rientra nelle eccezioni estreme, come uno stupro. Alma, dipendente dell’ospedale e anche lei in carrozzina, prova però a convincerla ad accettare. Le ricorda i debiti della struttura e la mette davanti a una realtà concreta: quei soldi potrebbero risolvere molti problemi. Inoltre la rimprovera apertamente per aver usato i soldi dell’ospedale per il gioco. Il conflitto morale di Santita prende così forma già nella prima parte dell’episodio: da un lato la sua etica professionale, dall’altro il bisogno economico e la tentazione di cedere.
Anche la sua vita sentimentale appare subito instabile. Un medico con cui Santita ha una relazione occasionale la rimprovera perché continua a portare in ospedale persone che non possono pagare, aggravando la situazione finanziaria della clinica. Lei reagisce chiedendogli soldi in prestito, confermando il suo rapporto disordinato con il denaro e con gli uomini. Durante il confronto, il medico nomina Alejandro, passato in ospedale per una TAC, e aggiunge che ha una moglie. La risposta di Santita è sarcastica e aggressiva: chiede se alla moglie funzionino le gambe, lasciando emergere rabbia, frustrazione e una ferita mai chiusa. Poco dopo, l’uomo prova a proporle di vedersi, ma Santita rifiuta. Si intuisce così che tra loro esiste solo una frequentazione fisica, mentre lui sembra desiderare un coinvolgimento più profondo.
Fuori dall’ospedale, il racconto si allarga alla vita privata della protagonista. Santita va a trovare i fratelli, li osserva giocare a tennis e poi pranza con la famiglia, tra cognate e nipoti. Il quadro familiare suggerisce un ambiente apparentemente normale, ma anche una distanza emotiva: Santita è presente, ma non sembra davvero integrata in quell’equilibrio domestico. Successivamente incontra la sua avvocata, Dolores, per discutere di un terreno condiviso con i fratelli. L’appuntamento professionale scivola presto su un piano più intimo, segno di un rapporto confidenziale tra le due. Dolores le chiede se abbia mai avuto un orgasmo dopo essere rimasta paralizzata così giovane. Santita risponde di sì, ma solo da adolescente e da sola. Quando il discorso arriva ad Alejandro, spiega che con lui hanno fatto “poche cose” e che è ancora alla ricerca di un orgasmo perfetto, qualcosa che sente di non aver mai davvero conosciuto. Dolores le domanda allora se abbia mai provato con una donna. Santita dice di sì, ma senza risultati diversi. In tono provocatorio, l’avvocata si offre lei stessa, quasi per gioco, ma Santita rifiuta con ironia, dicendo di non volerle scaricare addosso il suo caos.
Il tema del desiderio e del rapporto con il corpo torna anche durante una terapia abituale, nel corso della quale Santita guarda un video dedicato alla sessualità femminile nella sua condizione fisica. Le viene spiegato che il piacere può essere raggiunto facendo leva soprattutto sul cervello, più che sul corpo. Questo passaggio non serve solo ad approfondire la sfera sessuale della protagonista, ma rafforza anche la sua ricerca di completezza, di controllo e di una forma di felicità che sente sempre sfuggirle. Più tardi, a cena con alcuni amici, tra cui la stessa Dolores, riaffiora con insistenza il nome di Alejandro. Un amico racconta di averlo visto in giro, e da questa conversazione emerge il passato di Santita: prima dell’incidente era diversa, più dolce, religiosa e tranquilla. Si scopre anche che in passato è stata lei a lasciare Alejandro, facendolo con una lettera. Il peso di quella storia mai risolta comincia così a prendere spazio nel racconto, trasformando Alejandro nel centro emotivo dell’episodio.
Dopo la cena, Santita continua a muoversi in modo irrequieto e impulsivo. Chiede soldi anche a una sconosciuta di nome Veronica, confermando una volta di più la sua dipendenza dal denaro facile e dalla richiesta continua di aiuto. Tornata a casa, cerca Alejandro sui social e scopre che sua moglie è proprio la donna che si era rivolta a lei in ospedale per abortire. La coincidenza cambia completamente il peso della vicenda: ciò che sembrava solo un caso clinico diventa qualcosa di personale, capace di toccare direttamente il passato della protagonista. Più tardi Santita gioca alle slot online, altra manifestazione del suo bisogno compulsivo di fuga. In ospedale, intanto, ha una nuova visione di Alejandro che la aspetta con dei fiori in mano, identico a un sogno che aveva fatto in precedenza. La serie suggerisce così che il ritorno di Alejandro non è solo reale, ma anche mentale, quasi ossessivo. È un fantasma del passato che continua a occupare il presente di Santita.
A questo punto la moglie di Alejandro si presenta di persona a una corsa di cavalli. Il fatto che conosca le abitudini della dottoressa dimostra che i vizi di Santita non sono un segreto. La donna rivela di chiamarsi Cecilia e le spiega la situazione: Alejandro non sa nulla del bambino, il bambino non è suo e il loro matrimonio sta attraversando un periodo difficile. Cecilia aggiunge di essere molto ricca e di poter aiutare economicamente Santita e le sue “opere di carità”, purché la vicenda resti segreta e non sia costretta a rivolgersi a un altro medico. Messa di fronte alla richiesta personale, al denaro e al legame con Alejandro, Santita finisce per accettare. L’intervento, però, prende una piega drammatica. Cecilia ha una grave crisi respiratoria durante la procedura. Si scopre che non sapeva di essere allergica all’anestetico usato. L’emergenza richiama immediatamente Alejandro, che si precipita da lei mentre Santita è ancora nella stanza. Da qui nasce la menzogna che chiude l’episodio. Santita spiega ad Alejandro che Cecilia ha avuto un aborto spontaneo: si era recata in ospedale per delle perdite di sangue e, una volta lì, avevano scoperto l’allergia all’anestetico. Cecilia conferma la versione, dicendo di non sapere di essere incinta e fingendo di aver scoperto solo in seguito che la dottoressa conosceva suo marito.
Il finale del primo episodio di Santita ruota interamente attorno al compromesso e alla colpa. Santita accetta di praticare un aborto illegale che inizialmente aveva rifiutato, non per convinzione ideologica ma per una combinazione di fragilità economica, pressione morale e coinvolgimento emotivo. Cecilia le offre denaro, le promette sostegno e soprattutto porta dentro il suo ospedale il nome di Alejandro, cioè la ferita più viva del passato di Santita. La decisione, quindi, non nasce solo dal bisogno, ma anche dal fatto che Santita viene trascinata in una situazione in cui il personale e il professionale coincidono. Quando Cecilia rischia di morire per la reazione all’anestesia, il peso della scelta esplode tutto insieme. In quel momento Santita è una donna costretta a mentire all’uomo che ha amato. Davanti ad Alejandro, costruisce una versione dei fatti che protegge Cecilia, protegge sé stessa e impedisce che emerga la verità sull’aborto clandestino. È una menzogna di sopravvivenza, ma anche il segno definitivo di una sconfitta morale.
Le lacrime con cui lascia la stanza spiegano il senso dell’episodio. Santita piange perché ha appena oltrepassato il limite che si era imposta, perché si ritrova di nuovo davanti ad Alejandro in una posizione di debolezza e perché comprende che il passato non è affatto risolto. L’uomo che apparteneva alla sua vita ora è il marito della paziente che ha messo in pericolo. Inoltre, la bugia che pronuncia davanti a lui diventa il primo vero nodo drammatico della serie: da questo momento il rapporto tra Santita, Cecilia e Alejandro nasce su una verità taciuta.
Il finale, quindi, definisce il destino della protagonista. Santita è una donna che salva vite, ma mette in crisi la propria. È generosa con gli altri, ma incapace di proteggere sé stessa. È lucida nel lavoro, ma vulnerabile appena il passato riaffiora. Essere Santita ha un prezzo significa esattamente questo: vivere nel conflitto costante tra altruismo, desiderio, colpa e autodistruzione.

Il primo episodio di Santita costruisce un ritratto complesso della protagonista e pone subito le basi del conflitto centrale della serie. Attraverso il lavoro in ospedale, il rapporto problematico con il denaro, la ricerca del piacere e il ritorno di Alejandro, Essere Santita ha un prezzo racconta una donna spezzata ma ancora combattiva. Il finale, segnato dalla bugia e dal pianto, trasforma un semplice episodio introduttivo nell’inizio di un dramma personale molto più profondo.

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