Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Il terzo episodio di Stranger Things: Storie dal 1985, intitolato Capitolo 3: L’evoluzione, porta avanti il conflitto nato nei primi due capitoli e chiarisce un punto fondamentale: la minaccia che sta colpendo Hawkins non è statica, ma cambia forma, cresce e si adatta. La trama completa dell’episodio mostra il gruppo alle prese con una nuova creatura del Sottosopra, con la scoperta di un processo evolutivo rapidissimo e con un pericolo che si estende ben oltre un singolo attacco isolato. La spiegazione del finale rivela che i mostri affrontati fino a questo momento non sono episodi separati, ma fasi diverse di una stessa invasione organica che continua a mutare per sopravvivere.

L’episodio si apre riprendendo direttamente la situazione di estremo pericolo lasciata in sospeso alla fine del capitolo precedente. La gigantesca creatura del Sottosopra, apparsa nel bosco con la ragazza svenuta avviluppata tra i suoi arti, attacca il gruppo senza lasciare spazio alla fuga. I ragazzi vengono colpiti uno a uno e la creatura riesce a immobilizzarli utilizzando arti lunghi e contorti che ricordano veri e propri rami. L’impressione è quella di trovarsi davanti a un organismo vegetale e animale insieme, capace di stringere, trascinare e catturare le sue vittime come una pianta carnivora deformata dal Sottosopra. Per il gruppo sembra la fine, perché il mostro li sovrasta e li neutralizza rapidamente.
Quando tutto appare perduto, compare Will. Il ragazzo arriva all’improvviso e ha ancora in mano un martello con cui stava giocando poco prima alla fiera. In una situazione dominata dal caos, Will è l’unico che riesce a reagire con lucidità immediata. Si lancia contro la creatura, che in quel momento rivela un dettaglio ancora più disturbante della propria natura: dalla sua bocca principale ne fuoriesce un’altra più piccola, in un movimento che ricorda quello di uno xenomorfo. È una rivelazione visiva che accentua l’elemento mostruoso del Sottosopra e sottolinea come il pericolo stia assumendo forme sempre più aggressive e complesse. Will colpisce proprio questa seconda bocca con il martello, riuscendo a stordire il mostro quel tanto che basta per permettere agli altri di liberarsi.
Una volta spezzato l’attacco iniziale, Undi torna a essere decisiva. Riprende il controllo della situazione e usa i suoi poteri per abbattere la creatura. Anche questa volta, dopo la sconfitta del mostro, resta una traccia inquietante: delle spore evaporano e si disperdono nell’aria, dirette verso un’altra destinazione sconosciuta. L’episodio ribadisce così che la distruzione fisica di un essere non coincide con la fine della minaccia. Qualcosa sopravvive sempre, si diffonde e prepara una nuova forma di crescita.
Più tardi il gruppo si riunisce al Diner, cercando di mettere insieme ciò che ha visto e capito. Come accade spesso nella dinamica del gruppo, è Dustin a dare un nome a ciò che affrontano. Ispirandosi ancora una volta a Dungeons & Dragons, chiama gli squali di neve Aboleth, collegando le creature incontrate a esseri simili del gioco. Dare un nome ai mostri non è solo un gesto ironico o ludico, ma anche il modo con cui i ragazzi provano a rendere comprensibile qualcosa che altrimenti resterebbe puro caos. La conversazione al Diner serve a collegare i vari eventi accaduti fino a quel momento: gli squali di neve, le spore, le radici, le infestazioni e la rapidità con cui ogni minaccia sembra trasformarsi.
Per comprendere meglio il fenomeno, i ragazzi si rivolgono alla professoressa Baxter. La donna, mantenendo un tono apparentemente leggero e scolastico, offre però una chiave di lettura essenziale. Spiega che un fungo, un batterio o qualcosa di simile può evolversi ed espandersi molto rapidamente per non morire, come risposta estrema alla possibilità di scomparire. In altre parole, la spora reagisce alla minaccia di estinzione mutando, proliferando e adattandosi. Questa osservazione scientifica, pur pronunciata in modo semplice, fornisce al gruppo il quadro teorico di cui aveva bisogno: ciò che si muove attorno a Hawkins non è un insieme casuale di mostri, ma una presenza biologica che sta cercando di sopravvivere e di occupare nuovo spazio vitale.
A quel punto i ragazzi decidono di seguire fisicamente le tracce lasciate dalle spore nei dintorni di Hawkins. L’indagine li porta a osservare segni sempre più evidenti di contaminazione e a confermare che il processo ipotizzato da Baxter è reale. Le spore si depositano, generano nuove forme e si propagano. Seguendo questo percorso, il gruppo arriva fino a una segheria, luogo perfetto per l’atmosfera del capitolo: isolato, pieno di legno, polvere e strutture fragili, e quindi adatto a ospitare una nuova manifestazione del pericolo.
Alla segheria trovano altre tracce del passaggio delle spore, ma non hanno il tempo di esaminarle con calma. Dal nulla emergono nuove radici, improvvise e violente, che attaccano due uomini presenti sul posto. Le radici li avvolgono, li assorbono e cominciano a trasformarli, fino a farli diventare due creature mostruose. La scena segna un ulteriore passo avanti nella logica dell’invasione: non ci sono solo esseri autonomi provenienti dal Sottosopra, ma anche esseri umani che possono essere inglobati e mutati in altro. I ragazzi intervengono con difficoltà e, grazie anche all’aiuto di Undi, riescono a liberare i due uomini da quella trasformazione.
Il problema, però, è che questa volta la reazione del nemico è diversa. Le creature nate dall’assorbimento non si limitano a dissolversi o a fermarsi una volta spezzato il controllo iniziale. Restano attive, aggressive, e ingaggiano uno scontro diretto con Undi. Il combattimento diventa più duro e pericoloso rispetto a quelli affrontati finora, proprio perché i nemici sembrano più resistenti e capaci di mantenere la propria forma. Undi riesce comunque a usare i suoi poteri psichici per metterli in fuga, ma paga un prezzo fisico immediato: viene scaraventata con violenza tra i legni della segheria. L’episodio si chiude su questo colpo, lasciando aperta la minaccia e mostrando che ogni scontro sta diventando più difficile del precedente.

Stranger Things: Storie dal 1985, Capitolo 3: L’evoluzione è il capitolo che trasforma definitivamente l’invasione del Sottosopra in un processo biologico in continua mutazione. L’episodio unisce azione, indagine e scoperta, mostrando un gruppo sempre più consapevole della gravità della situazione ma anche sempre più esposto a nemici che diventano via via più pericolosi. Dalla creatura del bosco fino allo scontro nella segheria, tutto porta a una stessa conclusione: Hawkins non sta affrontando un mostro isolato, ma un organismo in espansione che evolve a ogni tentativo di fermarlo.

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