Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Il quarto episodio di Stranger Things: Storie dal 1985, intitolato Capitolo 4: La confessione, rallenta solo in apparenza la corsa dell’azione per concentrarsi sulle fratture interne al gruppo e sulle conseguenze emotive degli scontri precedenti. La trama completa dell’episodio alterna nuovi attacchi delle creature del Sottosopra a tensioni personali che coinvolgono Mike, Undi, Lucas, Max, Dustin e gli altri, mentre Steve entra in modo sempre più diretto nella vicenda. La spiegazione del finale chiarisce che il titolo del capitolo non riguarda soltanto ciò che Mike e Undi stanno per rivelare a Hopper, ma anche il momento in cui tutti i personaggi cominciano a capire che non possono più tenere separate paura, verità e responsabilità.

L’episodio si apre con Steve Harrington, ancora segnato dal pensiero di Nancy nonostante stia cercando di andare avanti. Ha un appuntamento con un’altra ragazza, ma la serata non funziona davvero. La distrazione emotiva di Steve pesa sul tono dell’inizio, perché mostra un personaggio che prova a ricostruire una normalità sentimentale senza riuscirci fino in fondo. Quando la ragazza sale in macchina e l’appuntamento sembra avviarsi alla conclusione, la tensione cambia improvvisamente natura. Davanti a Steve compare un’altra creatura. L’attacco è improvviso e brutale. Steve si rifugia nell’auto mentre il mostro colpisce la vettura, trasformando quella che era iniziata come una scena sentimentale in una nuova incursione del Sottosopra nella vita quotidiana di Hawkins.
Nel frattempo, alla segheria, il resto del gruppo è ancora scosso dagli eventi del capitolo precedente. L’atmosfera è dominata dal terrore e dalla stanchezza. Le creature viste sul posto hanno lasciato il segno, e la prova concreta di ciò che hanno affrontato esiste persino nelle fotografie scattate da Dustin ai mostri. Non si tratta più di racconti incredibili o di intuizioni condivise tra pochi amici, ma di immagini che documentano un pericolo reale. Proprio per questo Mike, spaventato e ormai convinto che la situazione sia sfuggita di mano, sostiene che sia arrivato il momento di avvertire Hopper. È una scelta dettata dalla paura, ma anche dalla consapevolezza che i ragazzi non riescono più a gestire tutto da soli.
Undi, però, non reagisce apertamente. Rimane in silenzio, stordita e delusa soprattutto dal comportamento di Mike. Il problema non è solo la decisione pratica di coinvolgere Hopper, ma il fatto che Mike sembri assumersi il diritto di scegliere al posto suo. Per Undi la questione è profondamente personale: ogni volta che un adulto entra in gioco, il rischio è che il suo passato, i suoi poteri e la sua libertà tornino a essere messi in discussione. Il gruppo, già logorato dalla paura, si scioglie con amarezza. I ragazzi sono stanchi, delusi, meno uniti del solito. L’unico che cerca davvero di tenere in piedi l’energia della squadra è Dustin, che continua a credere nel Club degli Investigatori di Hawkins e non vuole accettare che tutto crolli proprio adesso. Ma in quel momento resta solo, in bicicletta, mentre prova ad andare avanti comunque.
Proprio lungo la strada Dustin incontra Steve. Il ragazzo più grande gli racconta ciò che gli è appena accaduto con la creatura comparsa davanti alla macchina. Questo incontro crea una nuova alleanza narrativa: Steve e Dustin si mettono sulle tracce dei mostri, unendo l’ostinazione del secondo all’energia più istintiva del primo. Intanto, altrove, l’episodio continua a distribuire i personaggi in spazi diversi, facendo emergere le tensioni personali che accompagnano la minaccia soprannaturale. Will va a trovare Nikki, e il loro rapporto si approfondisce ulteriormente. Nikki lo guarda per quello che potrebbe essere, non per il marchio che i bulli gli hanno cucito addosso. Lo incoraggia a non lasciarsi abbattere, a non credere all’immagine di sé che gli altri vogliono imporgli. La ragazza si conferma così una presenza nuova ma già importante, anche perché il suo mondo personale ha una dimensione creativa molto forte: nel garage fabbrica una quantità di oggetti e invenzioni, dettaglio che la rende ancora più integrata nello spirito di questo gruppo di outsider intelligenti e intraprendenti.
Lucas e Max, invece, si trovano in sala giochi, ma anche lì la tensione non si spegne. I due litigano perché Max ritiene che Mike abbia sbagliato. Dal suo punto di vista, la questione non è solo se parlare o meno con Hopper, ma chi abbia il diritto di prendere una decisione del genere. Secondo lei, Mike avrebbe dovuto lasciare che fosse Undi a scegliere, perché è lei la persona più esposta alle conseguenze. Questo stesso nodo emotivo esplode poco dopo tra Mike e Undi, al capanno di Hopper. I due litigano apertamente. Mike dimostra di essere sinceramente preoccupato e terrorizzato, ma proprio questa paura lo ha spinto a decidere per protezione, senza rendersi conto che così finisce per togliere voce alla ragazza che vorrebbe difendere. Undi glielo fa capire in modo chiaro. Mike comprende l’errore e i due riescono a chiarirsi. A quel punto resta solo una domanda aperta: parlare davvero con Hopper oppure no.
Mentre Mike e Undi si riavvicinano, Lucas e Max si accorgono di un altro problema. Una delle fotografie scattate ai mostri è finita nelle mani del proprietario della sala giochi, che intuisce il possibile valore economico dell’immagine ma non la gravità di ciò che rappresenta. Vuole venderla a caro prezzo, pensando di avere tra le mani qualcosa di sensazionale, senza capire che si tratta della prova di un’invasione reale. Questo passaggio è importante perché mostra un altro rischio concreto: la verità potrebbe emergere nel modo sbagliato, finendo nelle mani di persone incapaci di gestirla.
La linea narrativa più movimentata, però, è quella di Dustin e Steve. I due riescono a catturare una delle creature dentro un furgone. La scena ha un ritmo molto rapido, perché il mostro non resta passivo a lungo e inizia lentamente a rompere il veicolo dall’interno. Steve e Dustin si dirigono a gran velocità verso l’inceneritore locale, nel tentativo di usare il fuoco come arma definitiva. La fuga diventa ancora più pericolosa quando, a un certo punto, sentono un urlo e dal bosco emerge anche l’altra creatura, diretta verso di loro. I due si ritrovano così inseguiti da due mostri contemporaneamente e sono costretti a guidare, improvvisare e resistere fino all’ultimo. Dopo una corsa rocambolesca riescono ad attirare entrambe le creature verso l’inceneritore e a farle finire tra le fiamme. È una delle prime azioni davvero risolutive dell’episodio, anche se resta il dubbio che il fuoco basti solo a eliminare la manifestazione visibile del problema, non la sua origine.
Nel frattempo Hopper torna a casa. Ad aspettarlo ci sono Mike e Undi. La loro presenza davanti a lui rende concreto il nodo annunciato dal titolo: qualcosa deve essere detto, una verità va finalmente confessata. Il momento resta sospeso, perché proprio allora arrivano anche Lucas e Max, ma subito dopo Hopper. L’episodio si chiude su questa soglia narrativa: le creature sono state bruciate, ma il gruppo non può più rimandare il confronto con un adulto che rappresenta protezione, autorità e insieme rischio di perdita del controllo.

Stranger Things: Storie dal 1985, Capitolo 4: La confessione è un episodio di raccordo molto importante, perché intreccia azione e fratture emotive senza perdere di vista l’avanzata delle creature. Steve entra più a fondo nel conflitto, Dustin prova a tenere insieme il gruppo, Undi e Mike affrontano finalmente il nodo della fiducia, e il finale prepara il possibile coinvolgimento diretto di Hopper. Le fiamme dell’inceneritore chiudono solo una parte dello scontro: la vera svolta è il momento in cui i personaggi capiscono che non possono più affrontare tutto senza dire la verità.

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