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~ LA REDAZIONE DI RC
Il monologo di Camille in Finding Her Edge – Passione sul ghiaccio dedicato alle sorelle Russo è uno dei momenti più intimi e umani della serie, perché racconta la madre attraverso il ricordo e il riconoscimento. Camille non idealizza Sarah, ma la restituisce come donna fragile, sognatrice e determinata, capace di trovare sul ghiaccio uno spazio di libertà. In questo discorso, ogni sorella viene vista e nominata, e il lutto si trasforma in identità condivisa. È un monologo che cura senza cancellare il dolore.
Scheda del monologo
Contesto del film
Testo del monologo (estratto+note)
Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa
Finale del film (con spoiler)
Credits e dove trovarlo
Durata: 1 minuto
Contesto di "Finding Her Edge - Episodio 6"
Dopo quanto accaduto, Freddie è costretto a fare i conti con Riley. La ragazza si rende conto che da quando Adriana è tornata nella sua vita, lui non è più lo stesso. Non lo accusa apertamente, ma lo invita a fermarsi e a capire come ritrovare equilibrio. Nel frattempo Elise rientra a casa di Weston, scegliendo il silenzio: non gli confessa del bacio con Freddie, tenendo per sé un segreto che presto tornerà a galla.
Sul fronte sportivo ed economico, una nota positiva arriva finalmente: gli sponsor stanno rispondendo bene. Camille e Will ne parlano apertamente, riflettendo anche su quanto sia difficile vivere all’interno di una bolla fatta solo di allenamenti, competizione e aspettative. In palestra, Brayden è entusiasta dell’idea di Adriana di costruire una nuova immagine per la coppia in vista dei Mondiali.
Arrivano gli stilisti per preparare il team, trasformando la pista in uno spazio sempre più mediatico. La tensione, però, cresce: Freddie e Adriana litigano, segno che il loro legame irrisolto continua a interferire con tutto il resto. Più tardi, mentre Riley e Adriana vengono seguite dagli stilisti, Riley si apre in modo sincero. Racconta quanto spesso senta di dover lavorare il doppio per ottenere la metà del riconoscimento. Non è un’accusa diretta ad Adriana, ma una confessione che rende evidente il peso di vivere sempre in secondo piano.
In un bar, Brayden assiste a una scena che lo colpisce profondamente: Freddie parla con una donna la cui carta viene rifiutata al momento di pagare. Brayden interviene, paga e se ne va. Freddie lo rincorre, furioso e umiliato. È lì che emerge la verità: quella donna è sua madre, alcolista, appena tornata nella sua vita. Brayden non giudica. Gli propone di andare via insieme e promette che manterrà il segreto. È uno dei primi momenti in cui tra i due nasce una reale complicità.
Altrove, Elise entra in un altro bar e trova Maria seduta a un tavolo. Il confronto è immediato e duro. Maria non nasconde la rabbia: è stanca dell’atteggiamento di Elise, del suo modo di ferire tutti. Senza filtri, dice a Weston che Elise ha baciato Freddie. Weston resta sconvolto. Se ne va. Elise lo insegue, ma lui è irremovibile: la lascia, cacciandola di fatto da casa.

Attraversava un periodo difficile. I suoi genitori, la scuola... Non ricordo bene, ma... Diceva sempre che stare sulla pista le faceva dimenticare tutti i problemi, e che nei momenti peggiori, almeno per quei quattro minuti sul ghiaccio poteva essere un’altra, e che riusciva a volare. Era una grande sognatrice. Proprio come te. Tu hai preso la cocciutaggine da lei, e la passione. Era tenace e determinata proprio come te. Vostra madre vi amava più di ogni altra cosa. Meritavate di stare più tempo con lei.
“Attraversava un periodo difficile.”: attacco morbido, quasi confessionale; voce calda e leggermente abbassata; sguardo che non “insegna”, ma ricorda; piccola pausa dopo “difficile” per far entrare il peso.
“I suoi genitori, la scuola...”: elenco frammentato, come immagini che riaffiorano; lascia sospendere le parole; lo sguardo si sposta nel vuoto, come a cercare i dettagli; evita tono melodrammatico.
“Non ricordo bene, ma...”: vulnerabilità controllata; un mezzo sorriso triste, quasi a scusarsi; micro-pausa sull’ellissi per dare spazio al non detto; respiro prima di proseguire.
“Diceva sempre che stare sulla pista le faceva dimenticare tutti i problemi,”: ritmo più fluido, come una storia raccontata spesso; “sempre” va detto con affetto; sguardo che torna sulle ragazze per includerle nel ricordo; pausa morbida sulla virgola.
“e che nei momenti peggiori,”: abbassa leggermente il tono; qui l’emozione si fa più densa; non rallentare troppo, lascia che sia una stretta interna; breve pausa.
“almeno per quei quattro minuti sul ghiaccio poteva essere un’altra,”: visualizza i “quattro minuti” come un rito; “un’altra” va detto con meraviglia lieve, non con tristezza; un cenno minimo della mano come a disegnare il tempo.
“e che riusciva a volare.”: immagine chiave; voce più leggera, quasi luminosa; sguardo che si alza appena, come seguire un salto; lascia un silenzio dopo, per far vibrare la parola.
“Era una grande sognatrice.”: tono di riconoscimento, quasi orgoglio; non enfatizzare troppo, deve restare intimo; sorriso accennato che dura poco.
“Proprio come te.”: qui scegli una delle sorelle con lo sguardo e mantienilo; frase come una carezza identitaria; pausa dopo, per permettere alla destinataria di sentirsi vista
“Tu hai preso la cocciutaggine da lei,”: tono più quotidiano, complice; “cocciutaggine” può avere un sorriso lieve; sguardo su un’altra sorella, distinto dal precedente; evita la battuta, resta affettuoso.
“e la passione.”: parola importante; abbassa l’ironia, torna serio; appoggia “passione” con calore; micro-pausa.
“Era tenace e determinata proprio come te.”: terzo passaggio di focus, su Adriana; “tenace” e “determinata” vanno detti come qualità salvifiche, non come pressione; sguardo stabile, sincero; pausa finale.
“Vostra madre vi amava più di ogni altra cosa.”: qui niente retorica: semplicità; voce piena ma contenuta; uno sguardo che abbraccia tutte e tre; lascia respirare la frase.
“Meritavate di stare più tempo con lei.”: chiusura dolorosa e definitiva; abbassa il tono, rallenta; lo sguardo può scendere un istante, come per non far esplodere l’emozione; lascia un silenzio lungo dopo, senza aggiungere nulla.
Questo monologo di Camille è uno dei momenti più delicati e necessari di Finding Her Edge – Passione sul ghiaccio, perché non serve a spiegare il passato, ma a ricucirlo. Camille non parla per informare le ragazze su chi fosse la loro madre: parla per restituire loro un’immagine viva, umana, imperfetta e proprio per questo accessibile. Il racconto non è cronologico né preciso, e questa imprecisione è fondamentale. Quando Camille ammette di non ricordare tutto bene, legittima il fatto che il ricordo non sia un monumento, ma un organismo emotivo.
Il centro del monologo è l’idea del ghiaccio come rifugio. La pista non è solo uno spazio sportivo, ma un luogo identitario in cui Sarah poteva diventare “un’altra”, non per fuggire da sé, ma per sopravvivere. L’immagine del volo è chiave: non è una vittoria, è una sospensione dal dolore. Camille racconta questa dimensione senza enfasi, lasciando che sia il concetto a colpire, non il tono.
Quando Camille passa dal racconto alla distribuzione dei tratti della madre nelle figlie, il monologo cambia funzione. Non è più memoria, ma riconoscimento. Ogni sorella viene vista e nominata attraverso una qualità che non pesa come un’eredità da portare, ma come una continuità naturale. Maria, Elise, Adriana non sono chiamate a essere come la madre, ma a riconoscere che qualcosa di lei vive già in loro. Questo passaggio è fondamentale dal punto di vista drammaturgico: Camille non unisce le sorelle attraverso il dolore, ma attraverso l’identità.
La frase sull’amore della madre è volutamente semplice. Non è una dichiarazione epica, ma una verità essenziale. Proprio per questo prepara l’ultima battuta, la più difficile: “Meritavate di stare più tempo con lei”. Camille non addolcisce la perdita, non la rende accettabile. La riconosce come ingiusta. È un gesto di enorme rispetto emotivo, soprattutto verso le figlie. Non chiede loro di essere forti, né di andare avanti. Dice semplicemente la verità: hanno perso qualcosa che non avrebbero dovuto perdere.
Dal punto di vista attoriale, questo monologo funziona solo se non viene caricato di nostalgia. Camille non piange per Sarah: la tiene viva attraverso la parola. La sua forza sta nella misura, nell’essere una custode del ricordo e non una sua vittima. È un testo che richiede ascolto, precisione emotiva e capacità di spostare lo sguardo, più che potenza vocale. Il risultato, se interpretato con verità, è un momento di pacificazione che non chiude il dolore, ma lo rende condivisibile.

Fuori incontra Elise, che trova finalmente il coraggio di confessare: è stata lei a dire quelle cose ai giornalisti, contribuendo al ritratto negativo della famiglia. Adriana è incredula. Le due sorelle discutono duramente, ma il confronto si trasforma in una verità dolorosa. Elise ammette che Adriana avrebbe dovuto andare ai Mondiali e che non è successo solo per colpa sua.
Proprio in quel momento esce un nuovo articolo: la coppia vincitrice delle Regionali, quella con il punteggio più alto, è stata squalificata per doping. Il quadro cambia improvvisamente. Anche Adriana e Brayden andranno ai Mondiali. E insieme a loro, anche Freddie e Riley. Il sogno si riapre, ma le ferite sono ancora aperte.
Adriana prende una decisione lucida e spietata: propone di fingere una relazione con Brayden per attirare sponsor e salvare la situazione economica. Camille e Will accettano, ma a una condizione: deve rimanere segreto. Elise li vede insieme e si sente crollare. Anche Freddie ne è devastato.
Più tardi, Freddie ed Elise si ritrovano fuori. Parlano, si riconoscono nella stessa solitudine, nello stesso senso di esclusione. Il confronto sfocia in un bacio. A osservarli, da lontano, ci sono Adriana e Riley. Entrambe restano sconvolte.
Registi: Shamim Sarif e Jacqueline Pepall
Soggetto: Jennifer Iacopelli
Cast: Madelyn Keys (Adriana Russo); Cale Ambrozic (Brayden Elliott); Olly Atkins (Freddie O'Connell); Alexandra Beaton (Elise Russo)
Dove vederlo: Netflix

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