Monologo di Riley in Finding Her Edge a Freddie

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~ LA REDAZIONE DI RC

Analisi del monologo di Riley in "Finding her Edge"

Il monologo di Riley in Finding Her Edge – Passione sul ghiaccio è uno dei più duri e lucidi dell’intera serie, perché racconta il tradimento senza ricorrere all’urlo o alla vittimizzazione. In questo confronto con Freddie, Riley mette a nudo la perdita di fiducia, la paura di vedere scomparire la persona amata e la dignità di chi sceglie di non accettare compromessi emotivi. È un testo che parla di confini, responsabilità e identità, perfetto per comprendere la maturità emotiva del personaggio.

  • Scheda del monologo

  • Contesto del film

  • Testo del monologo (estratto+note)

  • Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

  • Finale del film (con spoiler)

  • Credits e dove trovarlo

Scheda del monologo

Film: Finding Her Edge
Personaggio: Riley
Attrice: Millie Davis
Minutaggio: 2:40-3:46

Durata: 1 minuto 30 secondi

Difficoltà 6/10 gestione della rabbia + vulnerabilità esposta senza isteria

Emozioni chiave gelosia consapevole, tradimento, paura dell’abbandono, delusione, lucidità dolorosa, dignità ferita
Contesto ideale per un attore confronto di coppia dopo una scoperta destabilizzante, dialogo su fiducia, identità e perdita

Dove vederlo: Netflix

Contesto di "Finding Her Edge - Episodio 6"

Dopo quanto accaduto, Freddie è costretto a fare i conti con Riley. La ragazza si rende conto che da quando Adriana è tornata nella sua vita, lui non è più lo stesso. Non lo accusa apertamente, ma lo invita a fermarsi e a capire come ritrovare equilibrio. Nel frattempo Elise rientra a casa di Weston, scegliendo il silenzio: non gli confessa del bacio con Freddie, tenendo per sé un segreto che presto tornerà a galla.

Sul fronte sportivo ed economico, una nota positiva arriva finalmente: gli sponsor stanno rispondendo bene. Camille e Will ne parlano apertamente, riflettendo anche su quanto sia difficile vivere all’interno di una bolla fatta solo di allenamenti, competizione e aspettative. In palestra, Brayden è entusiasta dell’idea di Adriana di costruire una nuova immagine per la coppia in vista dei Mondiali.

Arrivano gli stilisti per preparare il team, trasformando la pista in uno spazio sempre più mediatico. La tensione, però, cresce: Freddie e Adriana litigano, segno che il loro legame irrisolto continua a interferire con tutto il resto. Più tardi, mentre Riley e Adriana vengono seguite dagli stilisti, Riley si apre in modo sincero. Racconta quanto spesso senta di dover lavorare il doppio per ottenere la metà del riconoscimento. Non è un’accusa diretta ad Adriana, ma una confessione che rende evidente il peso di vivere sempre in secondo piano.

In un bar, Brayden assiste a una scena che lo colpisce profondamente: Freddie parla con una donna la cui carta viene rifiutata al momento di pagare. Brayden interviene, paga e se ne va. Freddie lo rincorre, furioso e umiliato. È lì che emerge la verità: quella donna è sua madre, alcolista, appena tornata nella sua vita. Brayden non giudica. Gli propone di andare via insieme e promette che manterrà il segreto. È uno dei primi momenti in cui tra i due nasce una reale complicità.

Altrove, Elise entra in un altro bar e trova Maria seduta a un tavolo. Il confronto è immediato e duro. Maria non nasconde la rabbia: è stanca dell’atteggiamento di Elise, del suo modo di ferire tutti. Senza filtri, dice a Weston che Elise ha baciato Freddie. Weston resta sconvolto. Se ne va. Elise lo insegue, ma lui è irremovibile: la lascia, cacciandola di fatto da casa.

Testo del monologo + note

Non parlarmi di emozioni. Anzi, vuoi farmi un favore? Non dire proprio niente. Me lo avevi giurato! Che stare con i Russo non ci avrebbe cambiati, e nelle ultime settimane sei stato ossessionato, e intendo ossessionato da Adriana Russo. So quello che provi per lei, non sono un idiota. E lo vedo che non smetti un attimo di guardarla anche mentre ci stiamo allenando. E tutto un tratto ci provi con sua sorella? E so che nascondi qualcosa, Freddie. E’ ovvio. Tu non sei capace di mentire. La verità è che tu non sei più tu da quando siamo arrivati, e ho paura che il vecchio Freddie non torni più. E penso… mi sono resa conto… che è quello che mi fa soffrire. Non me lo merito. Quindi cerca di fare tutto il possibile per riprenderti. Forse non siamo una coppia, ma siamo comunque una squadra, sulla quale i miei genitori hanno investito, generosamente. Non deluderci. 

“Non parlarmi di emozioni.”: attacco secco, difensivo; voce bassa e tagliente, non urlata; sguardo fermo, come a mettere un confine; pausa immediata dopo.

“Anzi, vuoi farmi un favore?””: ironia amara, quasi un mezzo sorriso che non arriva agli occhi; ritmo rapido, come per non cedere; micro-pausa prima della frase successiva.

“Non dire proprio niente.”: comando; abbassa ancora il tono, più controllato;

sguardo che evita il suo, come se ascoltarlo facesse male; lascia un silenzio netto.

“Me lo avevi giurato!”: qui può uscire un colpo di voce (non grido); ferita che buca il controllo; accentua “giurato” come parola sacra; respiro spezzato dopo.

“Che stare con i Russo non ci avrebbe cambiati,”: torna lucida; sottolinea “non ci avrebbe cambiati” come promessa tradita; sguardo diretto, accusatorio ma non teatrale; pausa sulla virgola.

“e nelle ultime settimane sei stato ossessionato,”: elenca un fatto; voce più piana, come un referto; “ultime settimane” va detto con peso temporale; breve pausa.

“e intendo ossessionato da Adriana Russo.”: raddoppio per inchiodarlo; la seconda

“ossessionato” più lenta; “Adriana Russo” pronunciato intero, con freddezza; non guardarlo nell’ultimo pezzo, come se facesse schifo dirlo.

“So quello che provi per lei, non sono un idiota.”: dignità ferita; “non sono un idiota” va tenuto controllato, senza piagnisteo; sguardo fisso, occhi lucidi ma trattenuti.

“E lo vedo che non smetti un attimo di guardarla anche mentre ci stiamo allenando.”: frase lunga, monta la prova; ritmo incalzante, come se avesse osservato ogni dettaglio; “anche mentre” è il coltello: evidenzia il contesto professionale; respiro profondo a fine frase.

“E tutto un tratto ci provi con sua sorella?”: incredulità mista a disgusto; qui uno sguardo rapido, quasi per controllare se lui nega; intonazione in salita sulla domanda, poi chiudi duro.

“E so che nascondi qualcosa, Freddie.”: voce più bassa, pericolosa; “Freddie” detto con freddezza, non affetto; sguardo stretto, come a scavare.

“E’ ovvio.”: taglio breve; nessuna emozione esibita, solo certezza; pausa subito dopo.

“Tu non sei capace di mentire.”: qui c’è quasi tenerezza amara; abbassa il volume, come un riconoscimento che fa male; sguardo che si addolcisce un secondo e poi si richiude.

“La verità è che tu non sei più tu da quando siamo arrivati,”: passaggio dalla rabbia alla paura; rallenta; “non sei più tu” va detto come perdita, non insulto; lo sguardo si abbassa, come se stesse confessando.

“e ho paura che il vecchio Freddie non torni più.”: vulnerabilità piena; voce più morbida, quasi incrinata; “ho paura” deve essere vero, semplice; lascia un silenzio alla fine.

“E penso… mi sono resa conto…”: due sospensioni per far emergere la consapevolezza; qui respira, come se stesse scegliendo la verità; sguardo lontano un istante, poi ritorna.

“che è quello che mi fa soffrire.”: frase centrale emotiva; non spingerla: dilla quasi piano; mano che si chiude, come contenere il dolore; micro-pausa dopo.

“Non me lo merito.”: dignità; voce ferma, più adulta; sguardo dritto, senza chiedere scuse; lascia vibrare il silenzio.

“Quindi cerca di fare tutto il possibile per riprenderti.”: torna al pratico; tono da partner di squadra più che da amante; “riprenderti” è l’obiettivo, non la punizione; niente sarcasmo.

“Forse non siamo una coppia, ma siamo comunque una squadra,”: accetta la realtà senza dirla esplicitamente; “forse” è difesa, “squadra” è ancora speranza; sguardo che cerca un accordo minimo.

“sulla quale i miei genitori hanno investito, generosamente.”: introduce pressione sociale/economica; “generosamente” può essere detto con amaro ringraziamento o con peso di debito; evita tono snob: è responsabilità, non privilegio.

“Non deluderci.”: chiusura netta; non gridare: sussurra duro o parla piano con fermezza; “ci” include lei e i genitori, ma soprattutto la squadra; resta immobile dopo, lasciando che lui non abbia appigli.

Monologo da "Finding her edge - Riley"

Il monologo di Riley è uno dei più taglienti e moderni di Finding Her Edge – Passione sul ghiaccio perché non nasce da un’esplosione emotiva incontrollata, ma da una rabbia lucida che si è già trasformata in consapevolezza. Riley non chiede spiegazioni: le rifiuta. Il suo “non parlarmi di emozioni” non è cinismo, è autodifesa. Sa che se lascia spazio alle parole di Freddie, rischia di essere trascinata in una narrazione che non le appartiene più.

La forza del monologo sta nel modo in cui Riley elenca i fatti senza teatralizzarli. Lei vede. Ha visto lo sguardo di Freddie su Adriana, l’ossessione crescere durante gli allenamenti, la distrazione entrare nel lavoro. Non sta immaginando un tradimento: lo sta ricostruendo con precisione. Per questo la frase “non sono un idiota” è centrale: non è un insulto, è una rivendicazione di intelligenza emotiva. Riley soffre perché capisce tutto, non perché capisce poco.

Il punto di rottura non è nemmeno Adriana in sé, ma la perdita di identità di Freddie. Quando Riley dice che “tu non sei più tu”, il monologo cambia natura. Non è più una scena di gelosia, ma una scena di lutto anticipato. Riley sta già piangendo una persona che sente di aver perso, pur avendola ancora davanti. La paura che “il vecchio Freddie non torni più” è la paura più profonda del testo: non l’abbandono fisico, ma la trasformazione irreversibile.

Il momento in cui Riley riconosce ciò che la fa soffrire è un atto di maturità rara. Non accusa, non implora. Dichiara un confine: “Non me lo merito”. È una frase breve, ma definitiva. Da lì in poi il monologo smette di essere sentimentale e diventa etico. Riley non chiede amore, chiede responsabilità. E quando parla di squadra e dell’investimento dei genitori, non sta mercificando il rapporto: sta ricordando che le scelte emotive hanno conseguenze reali, anche professionali.

La chiusura su “Non deluderci” è volutamente ambigua. Quel “ci” include lei, i genitori, la squadra, ma soprattutto include l’idea di sé che Freddie rischia di tradire. Riley non sta chiedendo di essere scelta. Sta chiedendo che Freddie si ritrovi. Ed è proprio questo che rende il monologo così potente: Riley perde la centralità romantica, ma guadagna autorità morale. Non è la vittima della storia. È la persona che vede prima degli altri che qualcosa si è rotto.

Dal punto di vista attoriale, è un monologo che funziona solo se non viene caricato di isteria. La sua forza è la misura. Riley non urla perché non ne ha bisogno. Ogni parola è già una decisione presa.

Finale da "Finding her edge - Episodio 6"

Fuori incontra Elise, che trova finalmente il coraggio di confessare: è stata lei a dire quelle cose ai giornalisti, contribuendo al ritratto negativo della famiglia. Adriana è incredula. Le due sorelle discutono duramente, ma il confronto si trasforma in una verità dolorosa. Elise ammette che Adriana avrebbe dovuto andare ai Mondiali e che non è successo solo per colpa sua.

Proprio in quel momento esce un nuovo articolo: la coppia vincitrice delle Regionali, quella con il punteggio più alto, è stata squalificata per doping. Il quadro cambia improvvisamente. Anche Adriana e Brayden andranno ai Mondiali. E insieme a loro, anche Freddie e Riley. Il sogno si riapre, ma le ferite sono ancora aperte.

Adriana prende una decisione lucida e spietata: propone di fingere una relazione con Brayden per attirare sponsor e salvare la situazione economica. Camille e Will accettano, ma a una condizione: deve rimanere segreto. Elise li vede insieme e si sente crollare. Anche Freddie ne è devastato.

Più tardi, Freddie ed Elise si ritrovano fuori. Parlano, si riconoscono nella stessa solitudine, nello stesso senso di esclusione. Il confronto sfocia in un bacio. A osservarli, da lontano, ci sono Adriana e Riley. Entrambe restano sconvolte.

Credits e dove vederlo

Registi: Shamim Sarif e Jacqueline Pepall

Soggetto: Jennifer Iacopelli

Cast: Madelyn Keys (Adriana Russo); Cale Ambrozic (Brayden Elliott); Olly Atkins (Freddie O'Connell); Alexandra Beaton (Elise Russo)
Dove vederlo: Netflix

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