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~ LA REDAZIONE DI RC
Il monologo che Natalie pronuncia alla festa di fidanzamento in ”Love hard” è il punto di massimo conflitto del film. È un momento pubblico, ma è anche profondamente intimo. Natalie si trova costretta a fare i conti non solo con la bugia che ha contribuito a costruire, ma anche con quella che ha raccontato a sé stessa. E quello che nasce come un tentativo di "brindisi collettivo", si trasforma in una resa emotiva senza filtri. Un momento in cui il personaggio smette di recitare e sceglie finalmente di essere sincero — anche se questo significa perdere tutto.
MINUTAGGIO: 1:23:00-1:25:30
RUOLO: Natalie
ATTRICE: Nina Dobrev
DOVE: Netflix
INGLESE
We can't cheers before all the speeches are done. I mean, I'd like to add to your beautiful, beautiful speech with my own speech. A speech sequel, per se, about, um, love, and, uh, Josh, and... dishonesty. Because that's what I've been, dishonest with Josh, and the Lins, Tag, everyone, really. I... Four weeks ago, I met a guy online. He was smart, funny, sweet, and he looked like him. So, I decided to come here and surprise him for Christmas. But when I got here, I realized that the guy I was really talking to was him. I got catfished, and I was furious. But Josh told me that he would help get me Tag if I pretended to be his girlfriend for the holidays. And I honestly just... I... I thought that my perfect match was here, so I agreed, and I pretended to be someone that I'm not, but... I just wanted my happy ending. But I can't do it anymore. I... I... I can't lie. I just can't, I'm sorry. I... I'm so sorry.
ITALIANO
Non possiamo brindare senza aver sentito tutti i discorsi. Vorrei continuare il tuo bellissimo, bellissimo discorso con un discorso mio. Un sequel del discorso, diciamo. Riguardo… L’amore e… Josh e… la disonestà. Perché è questo che sono stata. Disonesta. Con Josh e.. con i Lin. Con Tag… e tutti quanti, davvero. Io… D’accordo. Quattro settimane fa, ho conosciuto un ragazzo online. Era intelligente, divertente, dolce e… aveva il suo aspetto. Quindi ho deciso di venire qui e fargli una sorpresa per Natale. Ma quando sono arrivata mi sono resa conto che il ragazzo con cui stavo parlando era… lui. Sono stata imbrogliata, ed ero furiosa. Ma Josh mi ha detto che mi avrebbe aiutata a conquistare Tag, se avessi finto di essere la sua vacanza per le vacanze. E sinceramente io ho creduto che la mia anima gemella fosse qui, e ho accettato, Ho finto di essere qualcuno che non sono, volevo solo il mio lieto fine. Ma non posso continuare, non posso mentire, non ce la faccio, mi dispiace. Mi dispiace tanto.

“Love Hard” è una commedia romantica del 2021 che prende il titolo da un mix tra Love Actually e Die Hard, due film natalizi molto diversi tra loro, che rappresentano anche l’ironia alla base del film: l’amore e il caos, il romanticismo e l’azione, le aspettative e la realtà. Natalie Bauer è una giornalista di Los Angeles che ha fatto del fallimento sentimentale il suo lavoro: scrive una rubrica online sulle sue disastrose esperienze con le app di incontri. L’incipit è già molto chiaro: Natalie è in cerca d’amore, ma non riesce a trovarlo in modo autentico. Il punto non è che non esistano uomini adatti a lei, ma che la ricerca di un ideale – spesso costruito tramite profili patinati, frasi ad effetto e filtri digitali – la tiene bloccata in una spirale di delusione.
La svolta arriva con Josh Lin, che sembra l’uomo perfetto. Sensibile, brillante, divertente. Natalie si lascia coinvolgere e in un impeto di entusiasmo prende un aereo per Lake Placid per fargli una sorpresa a Natale. Qui arriva il primo vero twist narrativo: Josh è reale, ma non è quello della foto. L’ha catfishata, usando le immagini di un altro ragazzo – Tag – per attirarla. Da un lato, c'è la bugia: Josh ha mentito per insicurezza, per paura di essere respinto per come appare davvero. Dall'altro, c'è la reazione di Natalie: indignata, sì, ma anche tentata da un compromesso. E qui nasce l'accordo tra i due, che è il vero motore narrativo del film: fingere una relazione per Natale in cambio dell’aiuto di Josh per conquistare Tag. Il patto tra Josh e Natalie mette in moto una commedia degli equivoci che si sviluppa tutta attorno al concetto di “recitazione sociale”. Ognuno finge qualcosa. Natalie finge di essere la fidanzata perfetta, ma anche la donna ideale per Tag. Josh finge di avere una relazione, ma è sempre più coinvolto. Tag, a sua volta, non mente apertamente, ma vive di un'immagine filtrata, tutta sport e “avventure naturali”, che Natalie si sforza di condividere.
Intorno a loro, la famiglia Lin diventa un palcoscenico dove le dinamiche familiari — tra competizione, delusione e bisogno di approvazione — aggiungono ulteriore tensione. Owen, il fratello maggiore, rappresenta la perfezione ostentata, quella che schiaccia e giudica. Josh, al contrario, è fragile, silenzioso, bloccato in una stanza nel seminterrato, simbolo perfetto di quanto si senta “sotto” in tutto.
Come spesso accade nelle rom-com, l’intera struttura narrativa è costruita per far esplodere una verità scomoda in pubblico. La scena della festa di fidanzamento finta è il climax del film: Natalie è ormai a disagio, non solo perché la farsa è diventata ingestibile, ma perché ha capito che, mentre inseguiva l’ideale (Tag), si è innamorata di quello reale (Josh).
Ma la bellezza della scrittura di questa parte è che non c’è un perdono immediato o una svolta sentimentale facile. Quando Natalie svela tutto, viene accusata da Tag di essere ipocrita: lei ha condannato Josh per l’inganno, ma ha fatto lo stesso. Questo momento è centrale perché smonta ogni romanticismo superficiale e costringe i personaggi (e lo spettatore) a riflettere su quanto sia facile mentire per sentirsi accettati. E quanto sia difficile essere davvero se stessi.
Dopo la rottura, Natalie lascia Lake Placid, ma qualcosa è cambiato. Vede il nuovo profilo di Josh: questa volta è autentico, con la sua vera foto, e la descrizione onesta. Un gesto piccolo, ma potente. Non serve un grande discorso per dire che è cresciuto. Josh ha capito che l’amore non nasce da un’immagine perfetta, ma da un incontro tra fragilità.
Natalie torna indietro, e il finale – una dichiarazione d’amore in stile Love Actually – è coerente con il tono del film. Non perché sia la scena più originale del mondo, ma perché è la prima volta che Natalie prende una decisione senza cercare l’approvazione degli altri, senza pensare al contenuto della rubrica o all’apparenza. Dice quello che prova, punto.
“Non possiamo brindare senza aver sentito tutti i discorsi.” L’incipit è volutamente leggero, quasi ironico. Natalie si appoggia alla formula del discorso da cerimonia per introdursi. Ma subito dopo, la superficie si rompe e inizia a parlare davvero. “Riguardo… L’amore e… Josh e… la disonestà.” Ecco il nucleo del monologo: la disonestà. Questa parola viene scelta con cura. Natalie non cerca di giustificarsi, né di usare mezze verità. Fa una dichiarazione netta, scomoda. Dice “sono stata disonesta”, non “ho fatto un errore”. C’è già una forma di espiazione in quella scelta linguistica. E soprattutto, si mette sullo stesso piano di Josh, che era stato accusato di aver mentito per primo.
“Quattro settimane fa, ho conosciuto un ragazzo online…” Inizia a ricostruire i fatti, ma non lo fa per difendersi. Sta cercando di essere trasparente. La narrazione qui è importante perché permette a Natalie di mostrare un percorso. Non è solo la cronaca di un inganno, ma il racconto di come sia stata ingannata… e poi abbia finito per ingannare a sua volta. Una spirale. “Sono stata imbrogliata, ed ero furiosa.” Questo passaggio è fondamentale perché rivela il paradosso emotivo: Natalie è partita come vittima (del catfishing), ma ha finito per assumere un ruolo simile. Ed è proprio questo il nodo che il monologo vuole sciogliere: il confine tra inganno e desiderio. Lei voleva un lieto fine, voleva crederci. E questo bisogno ha giustificato, nella sua mente, una bugia.
“Ho finto di essere qualcuno che non sono. Volevo solo il mio lieto fine.” Questa è la frase chiave del monologo. È qui che si condensa tutto il percorso emotivo del personaggio. Natalie non è malvagia, né egoista. È solo profondamente umana. Ha mentito per insicurezza, per solitudine, per paura che essere sé stessa non bastasse. In poche parole: ha fatto esattamente quello che aveva criticato in Josh. “Ma non posso continuare, non posso mentire, non ce la faccio.” E con questa ammissione, Natalie rompe definitivamente la recita. L’intero film ha giocato sul concetto di "finzione", di ruoli assunti per piacere agli altri. Qui, finalmente, lei si tira fuori da quel gioco. E lo fa non in un momento privato, ma davanti a tutti. È una rinuncia e allo stesso tempo un atto di affermazione: meglio dire la verità e rischiare di perdere tutto, che vivere nell’inganno per ottenere qualcosa che non sarebbe reale.

Questo monologo segna il vero punto di svolta di Love Hard. Non è il classico discorso romantico da lieto fine, ma una confessione nuda e imperfetta. Natalie non chiede perdono, non reclama attenzione: si limita a dire la verità. E lo fa con un tono rotto, incerto, che rende tutto più autentico.
A livello narrativo, è anche il momento in cui il personaggio si emancipa dal bisogno di piacere — ai lettori della sua rubrica, a Tag, alla famiglia Lin — e comincia ad accettare la possibilità che per trovare qualcosa di vero, devi prima smettere di fingere.

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