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~ LA REDAZIONE DI RC
Questo monologo di Achille Giordano in Minerva - La scuola è un pezzo maschile di autorità, rabbia trattenuta e manipolazione emotiva. Può funzionare molto bene per attori dai 55 ai 65 anni che devono mostrare controllo senza limitarsi a urlare. La parte interessante? Achille sembra accusare suo figlio, ma mentre parla finisce soprattutto per rivelare se stesso.
Film/Serie: Minerva - La scuola
Anno: 2026
Personaggio: Comandante Achille Giordano
Interprete: Massimiliano Gallo
Stagione/Episodio: Stagione 1, episodio 7
Timecode/Minutaggio: 40:20-42:00 circa
Durata monologo: 1 minuto e 40 secondi circa
Numero di battute/righe: 8 nuclei di battuta
Difficoltà: 8/10 — Richiede autorità senza trasformare tutto in rabbia
Emozioni chiave: paura, controllo, rabbia, delusione, vergogna
Adatto per: ruoli paterni autoritari, militari, dirigenti, uomini di potere
Età scenica consigliata: 55-65 anni
Grado di diffusione: raro — titolo recente, monologo ancora poco battuto
Dove vederlo: Netflix
Achille Giordano è il comandante del Minerva e il padre di Diego. In questa scena ha appena scoperto l'esistenza di un video che mostra Francesco Russo mentre viene picchiato e umiliato da alcuni studenti.
Il problema non è soltanto ciò che è accaduto a Francesco. Achille ha già lavorato dietro le quinte per proteggere Diego: ha fatto sparire una lettera d'amore, costruito una versione disciplinare dei fatti e cercato di impedire che qualcuno collegasse suo figlio alla vicenda. Adesso il video rischia di rendere inutile tutto quel lavoro.
Achille parla quindi a Diego da padre, ma anche da comandante che vede minacciati il proprio ruolo e la propria reputazione. Vuole ottenere una cosa molto precisa: riportare il figlio sotto il proprio controllo, trasformando la propria paura in un'accusa morale. Il conflitto interessante per l'attore nasce proprio qui: Achille parla di amore e fedeltà mentre sta ammettendo di aver manipolato la verità.

Da quando Russo è sparito, ho fatto tutto quello che potevo per allontanare tutti i sospetti da te, e dai tuoi amici.
Ho persino fatto sparire una lettera d’amore hce ti aveva inviato.
Ho persino scritto una lettera disciplinare sul ragazzo per dimostrare che la scuola non faceva per lui.
Ho fatto in modo che nessuno parlasse!
E adesso scopro che c’è un video che gira sui vostri cellulari!!!
Alla fine è questo che sai fare: ferire.
Hai tradito tutti: tuo padre, la tua matricola, la tua fidanzata, persino quel poco di buono di russo avevo tradito.
Eppure ti ho insegnato che amare è fedeltà, ma neanche quello hai imparato.
“Da quando Russo è sparito…”: Non partire già al massimo. Achille ha potere e non ha bisogno di conquistare la stanza con il volume. Prova a iniziare quasi come se stessi facendo un resoconto. Mantieni lo sguardo su Diego e lascia che “ho fatto tutto quello che potevo” abbia il peso di un credito che ora pretendi venga riconosciuto.
“…per allontanare tutti i sospetti da te, e dai tuoi amici.”: Qui compare per la prima volta l'accusa implicita. Puoi rallentare leggermente su “da te”. Non sottolinearla vocalmente: è più interessante se Diego percepisce che il padre lo considera già responsabile senza che Achille debba dichiararlo.
“Ho persino fatto sparire una lettera d'amore…”: Attenzione a non trasformare “lettera d'amore” in una parola scandalosa. Per Achille il problema non è necessariamente pronunciarla: è ciò che quella lettera rappresenta per la sua idea del figlio e della famiglia. Una breve esitazione prima di “d'amore” può funzionare meglio di un'esplosione.
“Ho persino scritto una lettera disciplinare…”: Questa è una confessione enorme, ma Achille non la vive come tale. Prova quindi a dirla come un uomo convinto di aver compiuto un atto necessario. La postura può rimanere composta. Più è normale per lui ammettere una manipolazione, più la scena diventa inquietante.
“…per dimostrare che la scuola non faceva per lui.”: Qui puoi lasciar emergere per mezzo secondo la logica del comandante. Non “ho mentito”: “ho sistemato una situazione”. Evita il senso di colpa. Achille sta ancora giustificando se stesso.
“Ho fatto in modo che nessuno parlasse!”: Prima vera rottura del controllo. Non deve necessariamente diventare un urlo. Può essere un colpo breve, asciutto, quasi militare. Subito dopo, prova a fermarti: hai appena detto molto più di quanto probabilmente volessi ammettere.
“E adesso scopro che c'è un video…”: Qui cambia l'obiettivo. Prima stavi dimostrando quanto hai fatto per tuo figlio; adesso stai affrontando il fallimento del tuo controllo. Lascia entrare una quantità minima di paura. Il ritmo può accelerare perché Achille non riesce più a governare perfettamente il pensiero.
“…che gira sui vostri cellulari!!!”: Non serve urlare “cellulari”. Il vero sottotesto è: “non posso più fermarlo”. Prova una versione in cui abbassi il volume proprio qui. La minaccia esterna è diventata improvvisamente concreta.
“Alla fine è questo che sai fare: ferire.”: Pausa prima di “ferire”. Guarda davvero tuo figlio. Questa è la prima frase in cui Achille abbandona i fatti e passa al giudizio sulla persona. Il colpo funziona se sembra pensato nell'istante, non preparato dall'attore.
“Hai tradito tutti…”: Non fare un elenco monocorde. Ogni persona citata cambia leggermente il bersaglio. “Tuo padre” riguarda Achille stesso; “la tua matricola” riguarda il ruolo di Diego; “la tua fidanzata” la vita sentimentale pubblica; Russo porta invece la conversazione nel punto più doloroso.
“Tuo padre…”: Puoi concederti una minuscola sospensione. Achille mette se stesso al primo posto nell'elenco. È un dettaglio prezioso. Non devi evidenziarlo: basta sapere che per lui quel tradimento è personale.
“…persino quel poco di buono di Russo…”: Non giocare soltanto il disprezzo. Può esserci un meccanismo di difesa: svalutare Francesco permette ad Achille di non riconoscere pienamente il danno che gli è stato fatto.
“Eppure ti ho insegnato…”: Cambia energia. Non sei più il comandante che denuncia un errore operativo. Sei un padre convinto di avere trasmesso dei valori. Puoi abbassare leggermente il mento e smettere di avanzare emotivamente verso Diego.
“…che amare è fedeltà…”: Questa è la frase più pericolosa per l'attore. Non renderla poetica. Achille pensa realmente di sapere che cosa significhi amare. È proprio questa convinzione a creare la contraddizione della scena.
“…ma neanche quello hai imparato.”: Non cercare necessariamente una chiusura fragorosa. Prova a finirla quasi deluso. Il personaggio vuole lasciare Diego con il peso della propria inadeguatezza. Un finale più basso può essere molto più violento di un ultimo urlo.
1. Se lo giochi come un tentativo di riprendere il controllo
Achille vuole rimettere Diego al proprio posto. Il ritmo è preciso, militare, con poche dispersioni emotive. L'esplosione sul video nasce perché il sistema che aveva costruito non funziona più.
2. Se lo giochi come un padre tradito
Il centro non è la carriera, ma l'idea: “ho fatto tutto per te e tu mi hai ripagato così”. Le pause aumentano, soprattutto prima dell'elenco dei tradimenti. Diego diventa meno un subordinato e più un figlio che Achille sente di non riconoscere.
3. Se lo giochi come un uomo terrorizzato
È forse la variante meno evidente. Achille aggredisce perché ha paura che tutto venga scoperto. Parti molto controllato, ma lascia che respiro e ritmo peggiorino progressivamente. La rabbia diventa il modo con cui cerca di non mostrare il panico.
Io credo che il cuore della scena sia una contraddizione molto utile per un attore: Achille parla come se fosse la parte offesa mentre, frase dopo frase, confessa di aver manipolato persone e fatti.
Dice a Diego di averlo protetto. In realtà comunica: “ho controllato tutto per te”. Dice che amare significa essere fedeli. Ma la sua idea di fedeltà sembra richiedere silenzio, obbedienza e conservazione della famiglia e dell'istituzione.
Il vero conflitto qui non è quindi padre contro figlio. È controllo contro autonomia.
L'errore più comune sarebbe interpretare il pezzo come una semplice sfuriata. Se parti arrabbiato e continui a salire, dopo trenta secondi non hai più nessun posto dove andare. L'attore deve invece costruire delle fratture: il comandante, il padre, l'uomo che ha paura per la propria posizione e quello che è sinceramente convinto di aver agito per amore.
Attenzione anche a non “giudicare” Achille mentre lo interpreti. Se pensi continuamente che sia un manipolatore, rischi di mostrarlo al pubblico. È più interessante partire dal contrario: Achille crede di avere ragione. La contraddizione emergerà da sola.

Funziona per:
ruoli di padri autoritari che confondono protezione e controllo;
casting per militari, dirigenti, magistrati o uomini abituati al comando;
provini in cui serve mostrare una rabbia che nasce dalla paura e non dall'aggressività pura;
self-tape per personaggi moralmente ambigui, capaci di giustificare azioni discutibili.
Evitalo se:
il casting richiede un personaggio apertamente vulnerabile fin dalle prime battute;
vuoi mostrare soprattutto leggerezza, ironia o ritmo brillante;
hai meno di 50 anni scenici: la dinamica paterna e gerarchica perderebbe credibilità.
Si abbina bene con: un secondo monologo più intimo e meno autoritario, dove il personaggio debba chiedere qualcosa anziché comandare. Il contrasto permette al casting di vedere sia la capacità di occupare lo spazio sia quella di cederlo.
Il monologo di Achille ha al momento un grado di diffusione basso, quindi non è necessario evitarlo. Se però vuoi preparare anche delle alternative dello stesso cluster:
Frank Slade da Profumo di donna — uomo maturo, dominante e verbalmente potente; utile come contrasto perché l'autorità diventa anche retorica e seduzione. Monologo da Oscar - Al Pacino in Profumo di Donna
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Il monologo dura circa 1 minuto e 40 secondi nella scena originale dell'episodio 7. Per un self-tape con limite di un minuto è consigliabile ridurre soprattutto le ripetizioni sulla copertura di Francesco, mantenendo però tre momenti: ciò che Achille ha fatto, la scoperta del video e l'accusa finale a Diego.
Il monologo del comandante Achille Giordano si trova nell'episodio 7 di Minerva - La scuola, intorno al minuto 40:20-42:00. La scena avviene dopo che Achille scopre l'esistenza del video che documenta l'aggressione e l'umiliazione subite da Francesco Russo.
Sì, soprattutto per attori con un'età scenica intorno ai 55-65 anni. Permette di mostrare autorità, controllo, rabbia, paura e sottotesto senza richiedere grandi movimenti. Funziona particolarmente bene per casting di padri autoritari, militari, dirigenti o personaggi abituati a esercitare potere sugli altri.
Sì. Davanti alla camera funziona bene proprio perché non necessita di una costruzione fisica complessa. Mantieni l'interlocutore poco distante dall'obiettivo e lavora soprattutto su occhi, respiro e cambi di ritmo. Nella versione da 60 secondi evita di compensare i tagli aumentando l'intensità: il controllo iniziale resta essenziale.
Se lavori su questo pezzo, prova prima una versione in cui non alzi mai la voce. Solo dopo inserisci uno o due punti di rottura. Il valore del monologo non sta nella rabbia di Achille, ma nello scoprire quanta paura e necessità di controllo ci siano sotto quella rabbia.

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