Monologo del giornalista in Las Muertas – Analisi, temi e consigli per audizioni

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Articolo a cura di...

~ LA REDAZIONE DI RC

Analisi del monologo del giornalista in "Las Muertas"

Il monologo del giornalista in Las Muertas è uno dei momenti più intensi della serie, perché mette in luce l’ambiguità del giornalismo e il peso della corruzione in Messico negli anni ’60. Dura circa 2 minuti e mezzo e tratta temi come prostituzione, tratta delle donne, abuso e complicità delle autorità. Perfetto per audizioni drammatiche, richiede controllo del ritmo, variazioni vocali e sottotesto. In questa guida trovi analisi, consigli interpretativi e indicazioni pratiche per prepararlo al meglio.

  • Scheda del monologo

  • Contesto del film

  • Testo del monologo (estratto+note)

  • Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

  • Come prepararlo per un'audizione

  • Finale del film (con spoiler)

  • FAQ

  • Credits e dove trovarlo

Scheda del monologo

Film: La dea fortuna (2025) di Luis Estrada
Personaggio:
Giornalista
Attore: -
Minutaggio: 1:05:00-2:07:39 (Episodio 6)

Durata: 2 minuti 40 secondi

Difficoltà Alta – il monologo richiede padronanza di ritmo, sfumature emotive e un sottile equilibrio tra distacco professionale e implicita autocritica. Non è un discorso gridato, ma va tenuto con un tono fermo e credibile, mantenendo la tensione narrativa fino alla fine.

Emozioni chiave Lucidità giornalistica → tono analitico, quasi freddo, come se stesse leggendo un editoriale. Autocritica velata → riconosce di aver esagerato, ma lo giustifica con il “bene superiore”. Orgoglio → rivendica il ruolo rivoluzionario del giornalismo nel cambiare il Messico. Ambiguità morale → resta sospeso tra verità, sensazionalismo e responsabilità.

Contesto ideale per un attore: Accademia/Scuola di recitazione → come esercizio di monologo giornalistico, perfetto per lavorare su “sincerità apparente” e sottotesto. Casting drammatico → ottimo per mostrare capacità di interpretare un personaggio che non è eroe né carnefice, ma testimone ambiguo.

Dove vederlo: Netflix

Contesto della serie "Las Muertas"

Las Muertas è ambientata in Messico negli anni ’60 e segue le vicende delle sorelle Arcangela e Serafina Baladro, due donne che costruiscono un impero di bordelli e traffici illegali, muovendosi tra corruzione, affari e relazioni tossiche. La serie si apre con gli omicidi di giovani donne nel deserto e con l’introduzione di Serafina e il suo legame ossessivo con Simon Corona, un disertore e suo ex marito. La loro relazione, fatta di amore e vendetta, diventa il filo rosso che intreccia passioni personali e affari criminali.

Parallelamente, Arcangela si impone come imprenditrice spietata: apre bordelli, corrompe autorità locali e amplia gli affari con l’aiuto del Capitano Bedoya, figura ambigua e violenta che porta disciplina militare all’interno delle case. Gli episodi mostrano come le prostitute, al tempo stesso vittime e complici, vivano tragedie personali — come Blanca, segnata da aborti clandestini e morte atroce — e come i tentativi delle sorelle di tenere unito il loro impero portino a scontri, fughe e nuovi crimini.

Il giovane Beto, figlio di Arcangela, incarna la ribellione: tornato dagli Stati Uniti con affari illeciti, finisce assassinato, segnando un punto di svolta. La fattoria e il Casino de Danzón diventano nuove coperture per traffici, ma anche luoghi di violenza e tensioni interne. Con l’arrivo dell’ispettore Cueto, la pressione aumenta. Le indagini mettono in luce la fragilità dell’impero Baladro, mentre Serafina si lascia consumare dall’ossessione per Simon e Arcangela tenta disperatamente di mantenere il controllo.

Testo del monologo + note

Devo ammettere che forse abbiamo un pò esagerato, negli articoli sulle sorelle Baladro. Soprattutto quando abbiamo scritto che hanno ucciso dozzine, forse centinaia di ragazze. Ma in quel momento era senza dubbio necessario, perché grazie al nostro lavoro si è presa coscienza nel Messico di problemi molto gravi, come la prostituzione infantile, il lenocinio, la tratta dei bianchi, l’abuso di minori, la sparizione di donne, ma soprattutto la corruzione. E la complicità delle autorità a tutti i livelli. E non ci piace affatto farci dei complimenti eccessivi, né ci troviamo al club degli elogi reciproci, però io credo che il nostro lavoro abbia cambiato per sempre il modo di fare giornalismo il Messico, e da quel momento tutti i media inclusa la radio e la televisione hanno tentato di imitarci. Il caso è stato così grande e di successo, che per continuare a soddisfare tutti i nostri lettori anni dopo abbiamo cercato tutti i protagonisti per fare un grande reportage. Ma quello che abbiamo trovato era così poco interessante che lo abbiamo dimenticato. Simon Corona si riprese rapidamente dalla coltellata che qualcuno gli inflisse in prigione. Non si è mai saputo chi è stato.

Pausa veloce: il monologo continua subito dopo.

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Continua...

Ha scontato la sua condanna in un carcere dello stato di Mezcala dove ha avuto un comportamento esemplare. E una volta libero è tornato a Salto della Tuxpan dove ha aperto una nuova panetteria, e vive felice. Il valente Nicolas venne congedato dall’esercito, imparò il mestiere di calzolaio in prigione e adesso ha il suo laboratorio. Ticho il becchino provò a tornare a fare il faccendiere, ma non ebbe fortuna. Ora lavora come facchino in un negozio. E quando può fa visita alle Baladro per le quali nutre ancora molto affetto. Escalera è tornato a fare l’autista ed è il proprietario di un parco auto a San Pedro de las Corrientes. Secondo quanto dicono le malelingue, le ha comprate con i soldi delle baladro, con le quali condivide il bilancio settimanalmente. Eulalia Palabro, che è tornata in libertà, vende cocadas, meganos e altri dolci fuori dalla prigione di Pajares, aspettando che un giorno esca suo marito, Teofilo Pinto. Il capitano Hermenegildo Bedoya è nel carcere di Pedrones, è capo delle celle ed è rispettato e temuto sia dalle guardie che dai prigionieri. Arcangela e Serafina Baladro sono ancora nel carcere femminile, dove oltre ad aver avviato diversi affari sono usuraie e si vocifera matrone di alcune prigioniere. Si dice che abbiano accumulato di nuovo un’enorme fortuna, più di centomila pesos, ma nonostante ciò le baladro non hanno la benché minima speranza di uscire di prigione. Ma delle ragazze nei bordelli, per quanto le abbiamo cercate non sappiamo nulla. Ognuna ha preso la sua strada e le abbiamo perse di vista. nessuno sa che fine abbiano fatto. 

“Devo ammettere che forse abbiamo un pò esagerato, negli articoli sulle sorelle Baladro.” → tono misurato, come un’ammissione pubblica; pausa breve dopo “devo ammettere”.

“Soprattutto quando abbiamo scritto che hanno ucciso dozzine, forse centinaia di ragazze.” → voce che si abbassa, quasi colpevole; sguardo diretto ma non accusatorio.

“Ma in quel momento era senza dubbio necessario, perché grazie al nostro lavoro si è presa coscienza nel Messico di problemi molto gravi, come la prostituzione infantile, il lenocinio, la tratta dei bianchi, l’abuso di minori, la sparizione di donne, ma soprattutto la corruzione.” → ritmo serrato, elencazione crescente; micro-pausa prima di “ma soprattutto la corruzione”, con sguardo fermo.

“E la complicità delle autorità a tutti i livelli.” → inciso secco, tono grave, come a sottolineare la denuncia.

“E non ci piace affatto farci dei complimenti eccessivi, né ci troviamo al club degli elogi reciproci, però io credo che il nostro lavoro abbia cambiato per sempre il modo di fare giornalismo il Messico, e da quel momento tutti i media inclusa la radio e la televisione hanno tentato di imitarci.” → tono orgoglioso ma contenuto; pausa dopo “reciproci”; piccola inflessione verso l’alto su “abbia cambiato per sempre”.

“Il caso è stato così grande e di successo, che per continuare a soddisfare tutti i nostri lettori anni dopo abbiamo cercato tutti i protagonisti per fare un grande reportage.” → tono narrativo, come chi spiega un aneddoto; pausa naturale su “così grande e di successo”.

“Ma quello che abbiamo trovato era così poco interessante che lo abbiamo dimenticato.” → voce più bassa, tono disilluso; sguardo che scivola in basso.

“Simon Corona si riprese rapidamente dalla coltellata che qualcuno gli inflisse in prigione. Non si è mai saputo chi è stato.” → tono neutro, giornalistico; pausa breve su “non si è mai saputo”.

“Ha scontato la sua condanna in un carcere dello stato di Mezcala dove ha avuto un comportamento esemplare.” → ritmo lineare, come un rapporto scritto.

“E una volta libero è tornato a Salto della Tuxpan dove ha aperto una nuova panetteria, e vive felice.” → intonazione che si alleggerisce; sorriso accennato, quasi ironico.

“Il valente Nicolas venne congedato dall’esercito, imparò il mestiere di calzolaio in prigione e adesso ha il suo laboratorio.” → tono descrittivo; pausa su “adesso ha il suo laboratorio”.

“Ticho il becchino provò a tornare a fare il faccendiere, ma non ebbe fortuna. Ora lavora come facchino in un negozio. E quando può fa visita alle Baladro per le quali nutre ancora molto affetto.” → tono umano, leggermente empatico; piccolo sorriso sul finale, senza giudizio.

“Escalera è tornato a fare l’autista ed è il proprietario di un parco auto a San Pedro de las Corrientes. Secondo quanto dicono le malelingue, le ha comprate con i soldi delle Baladro, con le quali condivide il bilancio settimanalmente.” → prima parte neutra, seconda più ironica; sguardo laterale su “malelingue”.

“Eulalia Palabro, che è tornata in libertà, vende cocadas, meganos e altri dolci fuori dalla prigione di Pajares, aspettando che un giorno esca suo marito, Teofilo Pinto.”

→ tono tenero, quasi compassionevole; pausa breve dopo “fuori dalla prigione”.

“Il capitano Hermenegildo Bedoya è nel carcere di Pedrones, è capo delle celle ed è rispettato e temuto sia dalle guardie che dai prigionieri.” → intonazione forte, autorevole; pausa netta dopo “rispettato e temuto”.

“Arcangela e Serafina Baladro sono ancora nel carcere femminile, dove oltre ad aver avviato diversi affari sono usuraie e si vocifera matrone di alcune prigioniere.”

→ tono più basso, quasi segreto; sguardo fisso in avanti su “matrone di alcune prigioniere”.

“Si dice che abbiano accumulato di nuovo un’enorme fortuna, più di centomila pesos, ma nonostante ciò le Baladro non hanno la benché minima speranza di uscire di prigione.” → ritmo lento, voce grave; pausa dopo “centomila pesos”.

“Ma delle ragazze nei bordelli, per quanto le abbiamo cercate non sappiamo nulla. Ognuna ha preso la sua strada e le abbiamo perse di vista. Nessuno sa che fine abbiano fatto.” → voce che si spegne progressivamente; sguardo lontano; finale sospeso, senza enfasi.

COME RENDERLO AUTENTICO

Intonazione: alternare tono neutro (giornalistico, quasi cronaca) a inflessioni emotive nei passaggi più umani (Eulalia, Ticho).

Pause: inserire micro-pause su snodi chiave (“corruzione”, “non si è mai saputo”, “centomila pesos”) per dare respiro e sottolineare i punti.

Sguardo: mobile e coerente – diretto al pubblico quando denuncia, laterale/verso il basso quando ammette errori o descrive vite ridotte all’ordinario.

Sottotesto: dietro la voce professionale c’è un senso di ambiguità: il giornalista si prende meriti, ma rivela anche superficialità e opportunismo.

Ritmo: non uniforme – iniziare fermo e sicuro, poi alleggerire nei racconti personali, e concludere in dissolvenza, lasciando un senso di vuoto.

Analisi: temi, sottotesto e funzione narrativa

Il monologo del giornalista (1:05:00 – 1:07:39, episodio 6) in Las Muertas parla soprattutto del ruolo dei media e dell’impatto che la stampa ha avuto nel trasformare il caso delle sorelle Baladro in un fenomeno nazionale.

Il giornalista ammette di aver esagerato negli articoli, ma giustifica questa scelta come necessaria per accendere i riflettori su temi fondamentali in Messico.

TEMI PRINCIPALI DEL MONOLOGO

Corruzione istituzionale → complicità delle autorità a tutti i livelli.

Prostituzione infantile e tratta → il caso diventa simbolo di abusi sistemici.

Ruolo dei media → la stampa cambia il giornalismo in Messico, imitata anche da radio e TV.

Disincanto finale → i protagonisti, anni dopo, appaiono “poco interessanti”.

SIGNIFICATO DEL MONOLOGO

Il monologo mostra come il giornalismo sensazionalistico abbia amplificato la vicenda delle Baladro, trasformandole in un caso di coscienza collettiva sul Messico degli anni ’60.

La chiusura evidenzia l’ambiguità morale: i giornalisti hanno gonfiato i fatti, ma hanno anche stimolato un cambiamento reale nella percezione di temi come sfruttamento, tratta e corruzione.

Come preparare il monologo del Giornalista da "Las Muertes" per un'audizione

STEP PRATICI PER IL MONOLOGO ED ERRORI DA EVITARE

Obiettivo del monologo Mostrare la complessità morale di un giornalista: un uomo che denuncia la corruzione ma ammette anche le esagerazioni della stampa. L’attore deve equilibrare orgoglio professionale e ambiguità etica, senza cadere nell’eccessivo moralismo.

Sottoteso Dietro ogni frase c’è un sottotesto doppio: “Abbiamo esagerato” → non pentimento, ma rivendicazione strategica. “Abbiamo cambiato il giornalismo” → orgoglio mascherato da modestia. “I protagonisti erano poco interessanti” → disincanto e vuoto dietro il clamore mediatico.

Azione minima Mani quasi ferme, piccoli gesti controllati. Uso dello sguardo per sottolineare: diretto al pubblico quando denuncia, basso o laterale nei momenti di ammissione. Un movimento finale (chiusura dello sguardo o piccolo passo indietro) per marcare la conclusione.

Dinamica vocale

Inizio → voce calma, neutra, tono da cronista.

Elenco dei problemi del Messico → ritmo più serrato, intonazione che cresce fino a “corruzione”.

Descrizione dei protagonisti → tono quasi documentaristico, lineare.

Conclusione sulle Baladro e sulle ragazze → voce che si abbassa, respiro più lento, finale sospeso.

Chiusa Deve lasciare un senso di vuoto e incertezza. La frase “nessuno sa che fine abbiano fatto” va detta con un filo di voce, come se il giornalista fosse consapevole che non esiste una verità definitiva.

Errori comuni

Enfasi eccessiva → recitarlo come un atto d’accusa urlato.
Monotonia → usare sempre lo stesso tono, senza variazioni tra denuncia e disincanto.
Mancanza di sottotesto → limitarsi a “raccontare i fatti” senza mostrare l’ambiguità interiore.
Finale troppo netto → chiudere con sicurezza, invece di lasciare la sospensione.

Il finale della serie "Las muertas"(Spoiler alert)

Nelle battute conclusive, la polizia interviene e il fragile equilibrio crolla: Arcangela e Serafina vengono arrestate insieme ai loro complici, tra cui il Capitano Bedoya. Le prostitute, invece, riescono a ribaltare la narrazione: da vittime silenziose a “eroine” pubbliche, ottengono assoluzioni e persino un’indennità, mentre i giornali titolano “Costrette a prostituirsi”. Simon, la cui testimonianza aveva dato il via alle indagini, finisce in carcere ma viene pugnalato nottetempo. Il mistero sul suo assassino rimane irrisolto.

Le sorelle Baladro vengono condannate a lunghi anni di prigione, ma non perdono il loro potere: dentro il carcere femminile continuano a gestire affari, usura e traffici, diventando le nuove “matrone dietro le sbarre”. Il monologo finale del giornalista chiude la serie, rivelando l’ambiguità del giornalismo: articoli sensazionalistici che hanno amplificato i fatti, ma che hanno anche acceso l’attenzione pubblica su corruzione, tratta e abusi in Messico. Il racconto si chiude con un senso di disincanto: alcuni protagonisti ricostruiscono vite ordinarie, altri restano in carcere, e delle ragazze dei bordelli non si sa più nulla.

FAQ

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  • Quanto dura il monologo? Il monologo dura circa 2 minuti e 30 secondi (1:05:00 – 1:07:39).

  • Che temi tratta? Il monologo affronta temi come corruzione, giornalismo sensazionalistico, prostituzione infantile, tratta delle donne, abuso di minori e complicità delle autorità.

  • Che età di casting copre? Il monologo è adatto a un attore di età matura (35–60 anni), in grado di incarnare un giornalista esperto, lucido ma segnato da ambiguità morale.

  • Che livello di difficoltà ha? Alta difficoltà: occorre equilibrio tra distacco professionale e ambivalenza emotiva.

  • Qual è l’obiettivo del monologo? Mostrare il peso del giornalismo nella costruzione del mito delle Baladro, e al tempo stesso la contraddizione tra verità e sensazionalismo.

  • Qual è la chiusa del monologo? La frase “Nessuno sa che fine abbiano fatto” lascia un finale sospeso, senza certezze, con un tono di disincanto.

  • Quali errori evitare? Recitare con eccessiva enfasi (non è un atto d’accusa urlato). Usare un tono monotono. Dare un finale troppo netto, invece di mantenere la sospensione.

Credits e dove vederlo

Regia: Luis Estrada

Sceneggiatura: Tratta dal romanzo di Jorge Ibargüengoitia

Produttori: Netflix, Bandidos Film

Cast principale: Paulina Gaitan (Serafina Baladro), Mauricio Isaac (La Calavera)

, Arcelia Ramírez (Arcángela Baladro), Alfonso Herrera (Simón), Joan Cosio (Capitán Bedoya)

Montaggio: -

Colonna sonora / Musica: -

Direttore della Fotografia: -

Dove vederlo: Netflix

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